è stato un poeta, letterato e traduttore italiano.
Di nobile famiglia veronese, studiò a Modena presso il Collegio dei Nobili di San Carlo e a Verona ricevendo un'educazione di tipo classico. Durante la giovinezza compì il gran tour e viaggiò molto in Italia (Roma, Napoli e la Sicilia), Francia, Germania e Austria.
Questo viaggio gli permise di scoprire la profonda frattura tra teoria
e prassi dei cosiddetti "despoti illuminati". Il suo intento,
tuttavia, era fuggire da Verona e dal clima inquisitorio che lo
accusava di appartenere alla massoneria.
Non esistono prove della sua appartenenza a tale organizzazione.
Durante il viaggio scrisse un romanzo autobiografico, "Abaritte - Storia
verissima". Abaritte è Pindemonte stesso, che usa pseudonimi per
chiamare persone e luoghi. Nel 1776 fece un viaggio in barca a vela in Sicilia, Malta e Grecia, cui alludono i versi 213/4 nel carme Dei sepolcri di Foscolo. Il 2 novembre del 1779 il Pindemonte visitò le Catacombe dei Cappuccini di Palermo e ne rimase colpito tanto profondamente da trarne l'ispirazione d'un suo carme.Nel periodo della Rivoluzione francese si trovava vicino a Parigi con Vittorio Alfieri: pur apprezzando gli ideali rivoluzionari, alle violenze del Terrore contrappose sempre il desiderio di pace nell'abbandono alla contemplazione della natura. Subendo l'influenza del poeta inglese Thomas Gray e del poeta svizzero Salomon Gessner, la sua poesia è di stampo neoclassico, con chiari elementi che si avvicinano alla nuova sensibilità romantica. Ottenne un premio dall'Accademia della Crusca, di cui divenne membro. Morì nel 1828, un anno dopo Ugo Foscolo, il poeta che gli dedicò la sua famosa opera Dei sepolcri, ma col quale Pindemonte ebbe un rapporto complicato, misto di freddezze e ammirazione.


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