Incominciò a studiare recitazione sotto la guida di Esperia Sperani. Dopo anni di teatro in cui lavorò con Fantasio Piccoli, Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi, esordì al cinema con un ruolo in Thomas e gli indemoniati, diretto da Pupi Avati. Il successo arrivò negli anni settanta, per la partecipazione in film drammatici e commedie di successo, soprattutto per la collaborazione artistica con Lina Wertmüller e Giancarlo Giannini nelle commedie grottesche: Mimì metallurgico ferito nell'onore, Film d'amore e d'anarchia e Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto. Fu in questo periodo che ricevette la maggior parte dei suoi premi cinematografici, fra cui quattro David di Donatello alla migliore attrice per La poliziotta (1974), Caro Michele (1976), Il gatto (1977) e Aiutami a sognare (1981) e altri quattro riconoscimenti speciali. Ha vinto inoltre cinque Nastri d'argento alla miglior attrice, due Globi d'oro, un Ciak d'oro. In ambito teatrale ha vinto due premi Ubu (2002 e 2011) e due premi Eleonora Duse (1987, 1999) come migliore attrice. Alternò sempre il lavoro fra cinema e teatro: a quest'ultimo si dedicò maggiormente nella seconda parte della sua carriera, diradando le partecipazioni al cinema e lavorando saltuariamente per qualche fiction televisiva. Figlia di Adolfo Melato e di Lina Fabbrica. Il padre, triestino di origini austriache (si chiamava in origine Adolf Hönig), trasferitosi a Milano negli anni trenta, fu prima traduttore dal tedesco e poi vigile urbano. La madre, milanese, era un'abile sarta e gestiva in casa un piccolo laboratorio che dava lavoro a una decina di ragazze. Aveva un fratello e una sorella: Ermanno (nato nel 1939, fisarmonicista) e Anna (nata nel 1952, attrice e cantante). Da bambina ebbe una fastidiosa e dolorosa malattia della pelle, una crosta lattea degenerata in dermatite seborroica e dermatite atopica. Non riuscendo a piegare bene una mano bendata, ebbe problemi scolastici e fu infine mandata alle scuole elementari private del Parco Trotter. Durante la seconda guerra mondiale il padre fu prigioniero al campo di concentramento di Buchenwald. Da giovanissima studiò pittura all'Accademia di Brera, disegnando manifesti e lavorando come vetrinista alla Rinascente per pagarsi i corsi di recitazione di Esperia Sperani. Nel 1960, non ancora ventenne, entrò da trovarobe e suggeritrice nella compagnia di Fantasio Piccoli, esordendo come attrice in Binario cieco di Carlo Terron, rappresentato al Teatro Stabile di Bolzano. Dal 1963 al 1965 lavorò con Dario Fo in Settimo: ruba un po' meno e La colpa è sempre del diavolo. Nel 1966 fu ingaggiata dal Politeama Rossetti di Trieste e nel 1967 lavorò con Luchino Visconti ne La monaca di Monza. Nel 1968 la sua affermazione definitiva nella propria attività teatrale ne l'Orlando furioso di Luca Ronconi, ma ebbe successo anche nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente (1971). Recita nell'originale televisivo per il primo canale Rai, Lotta ai rumori della serie Vivere insieme condotta da Ugo Sciascia. Nel cinema, dopo l'esordio nei film Thomas e gli indemoniati di Pupi Avati e Basta guardarla di Luciano Salce del 1970, arriva al successo nel 1971 con il film Per grazia ricevuta di Nino Manfredi. Ma la vera consacrazione avviene sempre nello stesso anno con La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, al fianco di Gian Maria Volonté: grazie a questo film, la Melato infatti vince il Nastro d'argento alla miglior attrice. Il successo continua nel 1972 con La polizia ringrazia di Steno, Lo chiameremo Andrea di Vittorio De Sica e Il generale dorme in piedi di Francesco Massaro, in cui recita al fianco di Ugo Tognazzi. Sarà anche Lina Wertmüller a farla diventare una delle più grandi attrici degli anni settanta grazie a film come Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), con il quale vince un altro Nastro d'argento, Film d'amore e d'anarchia (1973) e Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974), tutti interpretati insieme con Giancarlo Giannini. Per lei è un momento d'oro: con l'interpretazione nel film La poliziotta (1974), ancora diretta da Steno, l'attrice milanese vince il suo primo David di Donatello alla miglior attrice. Segue il grande successo ai botteghini con il film Di che segno sei? (1975) di Sergio Corbucci, nel quale recita in coppia con Adriano Celentano. Il 1976 è l'anno della commedia drammatica Caro Michele di Mario Monicelli, che le frutterà il secondo David di Donatello e un Nastro d'argento alla miglior attrice. Sempre nello stesso anno torna a lavorare con Petri per il film Todo modo, di nuovo assieme a Volonté, Marcello Mastroianni e Ciccio Ingrassia (con il quale lavorò anche ne La violenza: quinto potere (1972) di Florestano Vancini. Nel 1977 torna al successo con il film Il gatto di Luigi Comencini, nuovamente a fianco di Ugo Tognazzi. Grazie a quest'interpretazione vincerà il terzo David di Donatello, e nello stesso anno Sergio Citti in Casotto le darà la possibilità di recitare ancora accanto a Tognazzi, oltre che a Jodie Foster, Gigi Proietti, Paolo Stoppa e Michele Placido. Il successo continua con La presidentessa (1977) di Luciano Salce, Saxofone (1978) di Renato Pozzetto, Oggetti smarriti (1980) di Giuseppe Bertolucci e Dimenticare Venezia (1979) di Franco Brusati, venendo premiata con il quarto Nastro d'argento alla migliore attrice protagonista. Negli anni ottanta è ancora sul grande schermo con Il pap'occhio (1980) di Renzo Arbore, con il quale si lega sentimentalmente per un lungo periodo; segue nello stesso anno il ruolo del generale Kala, uno degli antagonisti del film Flash Gordon di Mike Hodges, e poi Aiutami a sognare (1981) di Pupi Avati, con il quale vincerà il suo ultimo David e il Nastro d'argento, Il buon soldato (1982), ancora di Brusati, Figlio mio, infinitamente caro... (1985) di Valentino Orsini, e Mortacci (1988) di Sergio Citti. La sua carriera e la sua indole rimangono indissolubilmente legati al mondo del teatro. Qui affrontò personaggi di grande impegno nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) e nelle commedie Il caso di Alessandro e Maria (1982) di Gaber e Luporini, Vestire gli ignudi di Pirandello (1985) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992). Negli anni novanta e duemila lavorò per la televisione: Scandalo (1990), Una vita in gioco (1991), Due volte vent'anni (1995), L'avvocato delle donne (1997), Rebecca, la prima moglie (2008) e Filumena Marturano (2010) ed è proseguito il suo impegno teatrale, spesso in collaborazione con il Teatro di Genova (Il lutto si addice ad Elettra, 1996; La dame de Chez Maxim, 1998; Fedra, 1999; Amor nello specchio e Madre Coraggio e i suoi figli, 2002; La centaura, 2004; Chi ha paura di Virginia Woolf?, 2005; Il dolore, 2010); mentre per il cinema recitò in La fine è nota (1993) di Cristina Comencini, Panni sporchi di Mario Monicelli, Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro (1999) e Vieni via con me (2005) di Carlo Ventura e partecipò al documentario su Alda Merini, Una donna sul palcoscenico (2009) di Cosimo Damiano Damato, presentato alle Giornate degli Autori della 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, recitando alcune poesie inedite della grande poetessa milanese. È deceduta in una clinica romana a 71 anni per un tumore del pancreas del quale soffriva da tempo. I funerali sono stati celebrati il giorno seguente nella basilica di Santa Maria in Montesanto, detta anche Chiesa degli artisti, a Roma. A ricordarla, sul sagrato della chiesa, per volere della stessa Melato, Emma Bonino, con la quale l'attrice si era più volte apertamente schierata. L'urna con le ceneri di Mariangela Melato è conservata dalla sorella Anna. A Milano sua città natale, il Teatro Studio è stato dedicato a Mariangela nello stesso anno della morte, così come a novembre, sempre dello stesso anno, il suo nome viene iscritto nel famedio del cimitero monumentale. Il 21 settembre 2023 i giardini di piazza Mirabello sono dedicati alla sua memoria. Alla cerimonia presenti autorità, la sorella Anna e amici come Ricky Gianco.
Vita privata. Non si è mai sposata.Il grande amore della sua vita è stato il noto showman e musicista Renzo Arbore. I due sono stati legati sentimentalmente negli anni Settanta e, sebbene non si siano mai sposati, sono rimasti profondamente uniti e legati da un affetto immenso per tutta la vita, ritrovandosi anche negli ultimi anni prima della scomparsa dell'attrice nel 2013. Lo stesso Arbore ha spesso definito quel legame come un matrimonio di fatto e ha espresso il rimpianto di non averla sposata formalmente.
sabato 19 settembre 2026
Mariangela Melato
giovedì 17 settembre 2026
Anne Bancroft
Anne Bancroft, all'anagrafe Anna Maria Louise Italiano, (New York, 17 settembre 1931– 6 giugno 2005),
Comincia la carriera artistica a diciassette anni quando, dopo aver preso lezioni di danza e di recitazione, entra alla American Academy of Dramatic Arts di New York, prendendo momentaneamente il nome d'arte di Anne Marno. Ventunenne, debutta a Hollywood nel film La tua bocca brucia (1952), con Marilyn Monroe e Richard Widmark. Il cinema però sembra non soddisfarla, così torna al teatro. Dopo aver frequentato l'Actor's Studio, nel 1958 debutta a Broadway nello spettacolo Due sull'altalena, al fianco di Henry Fonda, per cui si guadagna un Tony Award. L'anno seguente è di nuovo sul palcoscenico nel ruolo dell'insegnante che cerca di aiutare una bambina cieca e sordomuta in Anna dei miracoli. Nel 1962 viene chiamata a ripetere la sua performance nell'omonima trasposizione cinematografica della piece; la sua interpretazione le fa guadagnare nel 1963 un premio Oscar e un BAFTA quale attrice internazionale dell'anno. L'anno successivo, con la interpretazione in Frenesia del piacere (1964) vince il secondo BAFTA. Lavora in altri film come La vita corre sul filo (1965), qui al suo esordio dietro la macchina da presa, e Missione in Manciuria (1966). Nel 1967 viene chiamata come protagonista del film Il laureato , in cui è la provocante Mrs. Robinson che seduce un giovanissimo Dustin Hoffman. Dopo Il laureato, l'attrice dirada la sua attività cinematografica, lavora col marito Mel Brooks (sposato nel 1964) ne L'ultima follia di Mel Brooks (1975) e in Essere o non essere (1983). Nonostante continui ad ottenere le sue maggiori soddisfazioni a Broadway, si ritaglia qualche partecipazione cinematografica, come quella di una celebre attrice che nell'Inghilterra vittoriana prende a cuore la vicenda di un ragazzo deforme in The Elephant Man (1980), della madre superiora che scopre il terribile segreto di una giovane suora in Agnese di Dio (1985) e dell'eccentrica scrittrice che instaura una tenera amicizia epistolare con un venditore di libri in 84 Charing Cross Road (1986). Negli anni novanta interpreta ancora ruoli drammatici in Malice - Il sospetto (1993), Gli anni dei ricordi (1996), e Soldato Jane (1997). Una delle sue ultime interpretazioni cinematografiche è quella della stravagante madre di un giovane rabbino ebreo in Tentazioni d'amore (2000). Affetta da un cancro, muore all'età di 73 anni presso il "Mount Sinai Medical Center" di New York.
sabato 12 settembre 2026
Gianna Maria Canale
Gianna Maria Canale
(Reggio Calabria, 12 sett. 1927 – Sutri, 13 febbraio 2009)
è stata un'attrice italiana.
mercoledì 9 settembre 2026
Carolina Amari
Carolina Amari
(Firenze, 9 settembre 1866 – Roma, 11 agosto 1942)
è stata un'educatrice e filantropa italiana.
Il padre Michele (1806-1889), storico e patriota siciliano - ministro della Pubblica Istruzione, membro del Consiglio superiore degli Archivi, dell'Istituto Storico italiano, socio Accademia della Crusca e dell'Accademia dei Lincei - pubblicò la Storia dei Musulmani di Sicilia. Da lui Carolina ereditò amore per la Patria e dirittura morale; dalla madre, la coltissima Luisa Boucher, amore per l’arte, il ricamo e la sensibilità per i meno fortunati. Questo l'humus in cui crebbe e che ne ha fatto una figura di riferimento per la storia dell'artigianato d'arte italiano e del ruolo attivo femminile nella società. La sua istruzione fu di gran lunga superiore a quella dell’epoca, integrata poi dalle lezioni universitarie di Alessandro D'Ancona (1835–1914) e di Pio Rajna. Amava la lettura, disegnava e si applicava al ricamo e al merletto divenendo, a detta di Elisa Ricci "una compiuta artista dell'ago e dei fuselli". Intendeva la beneficenza, non secondo un modello caritativo stantio, ma, in forma moderna e strutturata in grado di garantire risultati duraturi. Recuperò vecchi disegni di ricami e creò il suo primo laboratorio nella casa paterna, a Villa Concezione, in località Trespiano, sulle colline fiorentine, dove insegnò alle contadine del posto i primi rudimenti di quest'arte femminile. Continuò a raccogliere campionari di punti e disegni di ricami antichi, visitando musei e raccolte private, consultando libri e osservando antichi dipinti. Le operaie da lei selezionate li ricopiavano, creando ricami di rara bellezza. Nel 1899 fu l’artefice del rinnovamento e della riorganizzazione della Scuola Professionale Ginori Conti di Firenze; fu poi direttrice artistica della "Scuola Ricami Ranieri Sorbello", a Villa del Pischiello (Perugia), che diventò la capolista di altre 24 scuole perugine. Creò sempre nuovi punti che fecero la fortuna di questi laboratori, anche all’estero. Ideò inoltre un ricamo originale, riprendendo spunti da ricami cinquecenteschi, dedicandolo a un paesino del pistoiese, Casalguidi, da cui quel punto prese il nome e che ancora oggi ne perpetua la fama. Nel 1903 fu una delle socie fondatrici della Cooperativa Industrie Femminili Italiane, (I.F.I.), filiazione del Consiglio Nazionale delle donne: un’impresa quasi totalmente al femminile, curata da donne, gestita da donne, a esse rivolta e diffusa in tutta Italia. Ne era presidentessa la contessa Cora Slocomb, sposata Savorgnan di Brazzà e tra le patronesse figuravano la contessa Maria Pasolini, Dora Melegari, Rosy Amadori, la contessa Lavinia Taverna, Amelia Pincherle Rosselli, la contessa Antonia Suardi, Virginia Nathan-Mieli (figlia di Ernesto Nathan, sindaco di Roma), la marchesa Pes di Villamarina, la marchesa Etta De Viti De Marco e Donna Bice Tittoni. Scopo della Cooperativa era offrire uno strumento commerciale in grado di aprire strade internazionali all'artigianato artistico femminile italiano. L’associazione riuscì a unificare i tanti laboratori, che sull’onda del revival novecentesco avevano rivitalizzato industrie femminili ormai in disuso, donando loro una visibilità altrimenti impensabile. Nel 1905 Carolina fondò a New York la "Scuola d'Industrie Italiane", dove si producevano ricami e merletti, realizzati da giovani donne emigrate. Ebbe l'aiuto di Florence Colgate - figlia di Bowles, costruttore dell'impero economico Colgate Company - e di Gino Speranza. A dicembre dello stesso anno riuscì ad organizzare la prima mostra per presentare i ricami italiani al pubblico americano. Tessuti, trine e merletti: ciò che usciva dai laboratori di Carolina aveva carattere prettamente italiano. Nel 1908 la scuola di New York ebbe il patronato della Regina Margherita di Savoia e sui manufatti fu deliberato di apporre, quale elemento distintivo la "Sirena Amari". La scuola operò fino al 1925.
domenica 6 settembre 2026
Irene Papas
Irene Papas pseudonimo di Irene Lelekou
Chiliomodi, 3 settembre 1926 – 14 settembre 2022
è stata un'attrice greca.
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Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Ba...
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(Roma, 28 gennaio 1946 – Roma, 12 aprile 2019) è stata una cantante e astrologa italiana.
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« Miei cari amici vicini e lontani buonasera » ( Palermo , 20 settembre 1902 – Rodello , 24 gennaio 2002 ) è stato un conduttore radio...




