Visualizzazione post con etichetta MARIA..parlami del Figlio di Dio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MARIA..parlami del Figlio di Dio. Mostra tutti i post

venerdì 21 agosto 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 29

La visita ad Elisabetta

Finite le feste del nissuin, giuseppe e io ci incamminammo verso Ain Karem in visita alla mia cara Elisabetta. Quella visita aveva vari scopi; contemplare più da vicino il disegno di Dio, rivelato anche ad Elisabetta; aiutarla in quell'occasione tanto delicata della sua maternità. Fu lo Spirito Santo che mosse Elisabetta a darmi quel saluto con parole veramente straordinarie, comunicatele dall'alto. Disse perfino che io ero la "Madre del Signore" e mi proclamò "beata": Fu allora che io proruppi in un inno di lode, il Magnificat, al Signore, come un sole che spandeva i suoi raggi di vita e di luce. Nel frattempo Giuseppe , che era ritornato a Nazaret, attraversò una dura prova di fede. Il Signore lo metteva nel crogiolo del dolore in quei giorni di solitudine. Doveva considerarsi quasi come un estraneo in quei piani divini? Doveva ritenersi escluso da quel disegno messianico dal momento che Dio  a lui non aveva manifestato nulla? Inoltre il oadre del Messia non era mai nominato nelle profezie. A tutto questo poi si univa la convinzione della sua indegnità e incapacità...Povero Giuseppe! Quanto soffrì in quei giorni...Ma in sogno un angelo del cielo lo rasserenò, e gli rivelò la volontà di Dio: "Giuseppe, figlio di Davide,non temere di prendere con te  Maria,  tua sposa, perchè quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù". Lo Spirito che aveva compiuto in me la meraviglia della mia maternità era lo stesso Spirito che ora tutto guidava e insegnava.

martedì 21 luglio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 28

Le nostre nozze
Vennero da Betlemme la madre di Giuseppe  e i fratelli, e da Sefforis i nostri cugini e tanti amici. Per me fu una grande gioia poter conoscere i suoi parenti, i quali da quel che sembrava, si erano fatti una grande idea di me. Subito ci fu sintonia tra tutti e ci sentimmo una vera famiglia.
La nostra casa era pronta. Nazaret si vestì a festa. Dallacasa dove abitavamo mia madre ed io fino a quella ricostruita da Guiseppe fecero un tappeto di foglie e di fiori, e misero  delle ghirlande tutto lungo il percorso.
Da Betlemme portarono  il vino di zio Izan e moltealtre cose. I musicisti vennero da Cana, assieme ad Efraim e Giuditta, e rallegrarono la cerimonia.
"Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa...
Mettimi come sigillo sul tuo cuore..."
La poesia del libro sacro spiegava stupendamente la nostra felicissima esperienza. Come in ogni passo della mia vita, così anche in quello dello  sposalizio si manifestava la mano di Dio: Egli andava realizzando, attraverso il nostro matrimonio, il suo disegno di amore per gli uomini nelle stori.

domenica 14 giugno 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 27

Fede e gioia condivise con Giuseppe.

Era necessario dire a Giuseppe quanto era avvenuto. Io stessa
glielo dovevo spiegare. E cercavo il modo migliore di farlo; non era facile. La notizia era bellissima; il comunicarla, piuttosto complicato. Incominciai dalla notizia della maternità di Elisabetta che l'angelo mi aveva comunicato. Così il giorno seguente, quando lo vidi, gli raccontai il fatto di Elisabetta. La meraviglia di Giuseppe fu grande. Più tardi lui mi confessò che, più ancora delle mie parole, era stato il mio aspetto e la mia gioia a causargli meraviglia, una "luce"- diceva lui- che mi avvolgeva. Per questo, quando la notte dello sposalizio gli comunicai il resto del messaggio, cioè la mia maternità, credette senza alcuna difficoltà, e accettò fino in fondo, e con immensa gioia, il disegno di Dio. Giuseppe, figlio di Davide, sarebbe stato il padre davidico di quel figlio di fronte agli uomini. Il nostro matrimonio era corretto, il Figlio che sarebbe nato, pur essendo, pur essendo Figlio dell'Altissimo, sarebbe stato considerato da tutti come figlio di Giuseppe. Si adempivano le pro fezie che facevano venire  l'Atteso di Israele della stirpe di Davide, dalla radice di Jesse e da una madre vergine. "Si anch'io dall'esterno, mi disse, procurerò di irradiare lo stesso profumo che tu comunicherai dall'interno a questo Figlio dell'Altissimo,Tu mi dirai, Maria, quello che devo fare e come lo devo fare". C'era tra noi perfetta armonia e completa unità di mente e di cuore.

venerdì 29 maggio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 26

Essere madre di un Figlio così!

Nessuno aveva mai immaginato la realizzazione di un disegno di Dio così elevato e allostesso tempo così umano come quello: essere madre do un Figlio che era il Figlio dell'Altissimo e discendente dalla stirpe di Davide. Solo Dio poteva fare una cosa simile. La mia gioia, senza rendermene conto, si manifestava anche all'esterno, perchè vidi mia madre  che mi guardava in un modo particolare. Tuttavia  non mi chiese nulla, e io  la ringraziai nel mio cuore. Dopo la mia accettazione e la mia adorazione al Figlio di Dio, il mio primo pensiero fu per Giuseppe....Come sarebbe stato felice, lui discendente di Davide, di conoscere quella notizia! Ne ero sicurissima. Lui, Giuseppe, non era intervenuto in quell'azione straordinaria di Dio; non vi entrava come padre naturale del Figlio dell'Altissimo. E tuttavia in qualche modo, Giuseppe doveva esserci, senza contraddizioni. Si tratta di un mistero di Dio, tutto suo. Mesi più tardi quando spiegai il fatto a rabbi Ezechiele sorpreso e commosso, mi disse;-Maria, questo è il meraviglioso adempimento delle Scritture. Il Signore in te ha fatto cose grandi...Po mi disse che quell'apparizione aveva molti punti di contatto con un'altre che si legge nel libro di Daniele; secondo lui, la voce che io avevo sentito e la figura avvolta nella luce, sarebbe stato l'angelo Gabriele.

sabato 23 maggio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 25

Non tenere Maria...Il Signore è con Te,
Un pomeriggio, all'ora della preghiera, mi trovavo in casa, sola, Ero dominata da una pace immensa  e da una gioia crescente. Presi il rotolo del Salmi, e lo aprii. Comincia a leggerne uno che diceva:
" Signore, sei stato buono con la tua terra...".
Appena letto quel primo versetto, vidi una luce straordinaria effondersi intorno a me e tutto si soffuse in quello splendore. -"Shalom, Hefzibah!" sentii che mi diceva una voce dolcissima. Tu l'Amata dal Signore, la Piena di grazia, sei la Prescelta....Il Signore è con Te. Meravigliata ed impressionata, e al tempo stesso serena conservavo lucida la mia mente.-
"Non temere Maria - continuò la voce-. Tu hai trovato la grazia agli occhi del Signore. Tu concepirai un Figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà  grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davida suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe,,,".
La voce era accompagnata da tanta luce che non mi permetteve di fissare gli occhi di quella figura slendida, di bellezza sovrumana. Era certamente un angelo del Signore e mi parlava del Figlio di Dio e del discendente  di Davide, come fossero la stessa realtà...Io dovevo diventare  la madre di quel Figlio. Riflettei un istante. Come sarebbe  stato possibile?
-La Spirito Santo scenderà su di Te, Maria , e su te stenderà la sua ombra la potenza dellAltissimo. Colui che nascerà sarà dunque chiamato Figlio di Dio, E come prova, disse che Elisabetta, mia parente, aspettava un figlio da sei mesi.
-Nulla è impossibile a Dio- continuò.
E con tutto il cuore, emozionata, felice e grata, dissi: Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto!

sabato 11 aprile 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 24

Le nozze di Maria e Giuseppe
Il giorno (del nissuin) delle nozze fu una festa per tutta Nazaret. La gente aspettava il giorno fissato per poter partecipare ad un evento che da tempo era stato preparato. La simpatia che Giuseppe ed io ispiravamo ai nostri compaesani spiegava l'ansia dell'attesa e la gioia della festa.
I nostri cari Zaccaria ed Elisabetta ci regalarono gli anelli da sposi e i calici nunziali, di vetro, molto belli. Da Betlemme e da Sefforis vennero i nostri parenti e portarono il vino e molte altre cose. I musicisti vennero da Cana per rallegrare la cerimonia con canti e danze. Ci fecero molti regali, pensarono a tutto, perfino a qualche attrezzo da lavoro per Giuseppe. Alcuni regali ci commossero, sia per la cordialità con cui venivano fatti, sia per il sacrificio che soppunevano. Uno di questi fu il regalo della cara Lia, la donna cieca che io , dal mio arrivo a Nazaret, accudivo ogni giorno.
"Maria, figlia mia- mi disse- io non ho la fortuna  di vedere i tuoi occhi né il tuo sorriso, e nemmeno quelli di Giuseppe. Tuttavia non voglio che manchi un mio regalo per far risaltare un po' di più il tuo splendore nel giorno dello sposalizio. E mi diede un bellissimo diadema.

D.J.M.Vernet

domenica 11 gennaio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 23

Una nuova abitazione per la famiglia.

Giuseppe iniziò a ripristinare la vecchia casa, tenendo conto perfino delle esigenze degli uccelli. Aveva rifatto per loro lo stesso buco nel muro nuovo. Le upupe ci erano familiari e, di buon mattino, ci svegliavano con il loro canto semplicissimo, monotono, ma tanto dolce. Un vero regalo del Creatore nei giorni di primavera. Giuseppe, carpentiere, oltre il lavoro di falegname per il paese, diede inizio anche ad una nuova casetta per la futura famiglia dove abitare. Io continuavo il mio lavoro di ceramica e, un giorno, quando finìì un' anfora molto bella, di colore ocra, chiesi a Cleofa il vasaio, che me la lasciasse regalare al rabbino Ezechiela. Questi ne fu molto contento e mi disse: -Maria, vedo che a te piace tanto la ceramica. Devi sapere che quando in un'anfora nuova si mette un qualsiasi liquido profumato, essa conserva sempre quel primo profumo: ne rimane impregnata e lo trasmette. Ora senti cosa ti dico: tu sposerai Giuseppe. Sono più che sicuro che il Signore benedirà il vostro matrimonio. I figli che avrete, li porterai tu per prima in te, e tu dovrai essere l'anfora dalla quale essi riceveranno il profumo divino; dovranno avere il profumo della bontà, della gioia e della santità che dovrai ottenere dallo Spirito....... Fu una lezione meravigliosa! Non potevo che riflettere: mio Figlio dovrà prendere da me, oltre che il sangue, le mie disposizioni interiori di bontà, di gioia, perfino di santità...

sabato 3 gennaio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 22

Giuseppe arriva a Nazaret
Contavo i giorni che mancavano alla festa di Purim, quando Giuseppe sarebbe arrivato a Nazaret per lo sposalizio che avevamo stabilito. Sentivo che anche lui
era molto innamorato di me:. Mi chiedeva sovente; perchè é così meraviglioso l'amore? L'amore trasforma tutto, cambia le persone; l'amore fa rinascere, fa vedere la vita con occhi nuovi. Tutto mi sembrava splendido e luminoso: vedevo più bello il sorriso dei bambini,
più fraterna la convivenza con la gente, le rose  stesse mi sembravano più affascinanti e il canto degli uccelli più melodioso.....
Mia madre Anna e rabbì Ezechiele mi dicevano: l'amore è così straordinario perché è un riflesso di Dio che è bontà e amore.
L'accoglienza a Giuseppe a Nazaret fu cordiale.
-Benvenuto Giuseppe tra noi.
-Come è andato il viaggio?
-Come sono felice di rivederti, o Maria! Non vedevo l'ora di arrivare.
-Nazaret ti piacerà molto. Ci starai bene...
Ero felice per il fatto che il Signore avesse scelto per me una strada sulla quale aveva posto un uomo così straordinario. S' Giuseppe era un uo,o che portava con sé la benedizione del Signore e ognuno si sentiva felice in sua compagnia. "Dio l'aveva scelto tra mille", come dice il libro santo.

D.J.M.Vernet

venerdì 23 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 21

Il Primo incontro con Giuseppe.
Parlar di lui non mi è facile, anche se molto dolce. Giuseppe è stato per me una figura provvidenziale; tenero e nello stesso tempo forte e umano. Quale tesoro di sposo per me. Dio lo aveva arricchito di doni, rendendolo la persona più adatta, più capace per la sua missione. Ricordo il giorno del nostro primo incontro. Fu all'uscita dal tempio di Gerusalemme. Io ero con Elisabetta e Zaccaria, e stavamo sul punto di incamminarci verso Ain Karen. A un certo momento, ci avvicinò un giovane di una ventina d'anni, ben piantato, un po' timido ma molto gentile, e si rivolse a Zaccaria, che già lo conosceva. Il tono della sua voce, il sorriso che lo accompagnava, lo sguardo franco e sereno attrassero subito la mia attenzione. Trovai Giuseppe molto ben disposto in tutto. E, come lui stesso mi disse più tardi, fin dal primo momento in cui mi vide accanto ad Elisabetta nel tempio, si era innamorato di me, prima ancora che io lo vedessi. Quando seppi che era di Betlemme e apparteneva alla famiglia di Davide, mi ritornò in mente la descrizione del libro santo e si riaffacciò il pensiero del matrimonio. Il mio amore, totale ed assoluto era per Dio. "Il Diletto dell'anima mia". Ma poi il Signore guidò tutto al compimento dei sui disegni: Giuseppe era destinato a me e io a lui.
D.J.M.Vernet

giovedì 22 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 20

Gli insegnamenti del rabbino Ezechiele.
L'ambiente della mia fanciullezza era stato molto religioso: la famiglia, le amicizie di casa, la stessa vicinanza del tempio, la benevolenza di tutti nei miei riguardi, erano grazie che il Signore mi aveva concesso. Per questo il mio desiderio di verginità era come una manifestazione di gratitudine al Signore. Tutto mi piaceva, ero diligente nel lavoro, amavo tutti, il pensiero dominante era sempre il bene, visto sia nelle persone che nelle cose. Rabbì Ezechiele mi insegnò pure ad amare la parola di Dio; nella sua biblioteca scoprii i due gioielli dei libri santi: i Salmi e il Cantico dei cantici, che mi colpì profondamente, una parola nuova, preziosissima, piena di senso: era "Hefzibah" che significa: "Mio compiacimento". " Tu sarai chiamata Hefzibah, cioè "Mio compiacimento" e la tua terra "Sposata"...."
Pensavo: ora la mia donazione al Signore si arricchirà dell'amore di Giuseppe per me. Saremo un sol cuore e un solo spirito per lodare il Signore.

mercoledì 21 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 19

 


I consigli di mia madre Anna
Quella riflessione di Elisabetta sulla volontà di Dio, la mia preghiera al Signore, l'atteggiamento di Giuseppe verso di me e la manifestazione delle sue virtù, mi fecero capire che in tutto questo la mano del Signore guidava la mia esistenza per un'altra via. Il Siugnore mi faceva capire il suo volere. Compresi allora che Giuseppe era destinato a me. Io accettai. Giuseppe aveva poco più di vent'anni. Mi fu molto dolce innamorarmi di lui...e aprirgli il mio cuore. Le nuove prospettive non intaccarono però il mio proposito di verginità: quello di un amore totale verso il Signore. Desideravo che il mio matrimonio con Giuseppe non indebolisse il mio amore per Dio, anzi, lo aumentasse. Mi confidai allora con mia madre Anna. Ella, donna prudente, mi ascoltò. Aveva in me piena fiducia, e sul mio futuro impegno con Giuseppe mi fece alcuni rilievi degni di una madre che conosceva la vita e le persone. Mi chiese se Giuseppe mi piaceva, se io ritenessi di poter essere felice con lui, se lui mi amava sul serio, quanti anni aveva, se era religioso, se pregava, come era la sua famiglia....Con tutto ciò che io le dissi, ella vide chiaramente che quella era la mia strada. Pare che altri ragazzi di Nazaret e di Sefforis avessero posto gli occhi su di me, ma nessuno di loro aveva osato chiederlo ai propri genitori.
D.J.M.Vernet

martedì 20 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 18

Nuove prospettive per il futuro.
L'autentico amore che nutrivo per Dio e la profonda riconoscenza che sentivo per l'infinita sua bontà, mi guidarono verso le scelte della mia vita. Solo Dio! Nello stesso tempo avevo una grande ammirazione per la maternità. Sui quindici anni, le mie prospettive cambiarono. E ciò avvenne in maniera molto naturale e graduale, appoggiata dall'idea di fare tutto e sempre la volontà di Dio. Ad Ain Karem, in occasione del mio primo incontro con Giuseppe, Elisabetta aveva visto chiaramente in lui il mio possibile sposo. Allora manifestai brevemente ad Elisabetta il mio progetto di verginità. Era il mio segreto. Elisabetta mi propose alcune riflessioni: l'importante nella vita era fare la volontà di Dio, quello che è gradito ai suoi occhi. Tra il mio desiderio intimo di verginità e una proposta di matrimonio con Giuseppe, dopo alcuni giorni di molta preghiera e riflessione, feci a Dio una supplica. Alcuni amici vennero in casa di Zaccaria. Quando videro Giuseppe e seppero che era falegname a Betlemme, mi dissero che avevano sentito delle cose molto belle e positive nei suoi riguardi, aveva costruito le case per i suoi fratelli più giovani, e aveva voluto che loro si sposassero prima di lui...E questo mi fece molto piacere.
D.J.M.Vernet

lunedì 19 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 17

E vedemmo il mare.
Di ritorno da Gerusalemme, invece di passare da Gerico, si poteva prendere la via di Cesarea del mare divenuta capitale del regno. Così con i miei cugini, di ritorno da Gerusalemme prendemmo la via di Cesarea. Vidi il mare per la rima volta e da vicino....Quale immensità, che acque azzurre, quanta bellezza nel suo movimento, nella sua trasparenza! L'acqua con le sue onde lambisce la spiaggia notte e giorno....Rimasi stupita di tanta meraviglia, quegli orizzonti senza confini. I gabbiani, bianchi e snelli, vi giocavano continuamente e la brezza fresca che viene da lontano. Le navi, grandi e maestose, con le loro vele e i loro remi, sembravano palazzi galleggianti.... Queste esperienze umane, comunque, non distraevano per niente il mio cuore dagli ideali più cari. Sentivo una profonda inclinazione per la verginità, fin da piccola. Volevo corrispondere all'amore di Dio, e il pensiero di una consacrazione totale mi sembrò la cosa più naturale del mondo. Nello stesso tempo amavo tanto i bambini. Ma l'idea di fare in tutto e sempre la volontà di Dio era in me prevalente.
D.J.M.Vernet

domenica 18 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 16

L'inaugurazione del tempio di Gerusalemme.
In quell'anno ci fu la grande inaugurazione del tempio a Gerusalemme, costruito dal re Erode(19 a.C) e completato solo nel 64 d.C. Da tempo andava maturando in me l'idea di una consacrazione totale al Signore, e la stessa inaugurazione del tempio mi aitò ad approfondirla: io volevo essere come quel santuario, come quel santo dei santi del Signore, essere unicamente per Lui, sempre e tutta per Lui. La visita al trmpio era anche un'occasione per visitare Elisabetta e Zaccaria, nella cui casa rimasi poi quattro settimane. L'unica nota triste di quel viaggio fe Aser, il nostro piccolo amico malato di Gerusalemme, che ci voleva tanto bene. Andai a trovarlo. Era a letto, mezzo paralizzato. La malattia era progredita e lo riduceva ad uno stato deplorevole. Quando mi vide scoppiò in pianto. Aveva otto anni. Io lo coprii di baci, piangendo con lui, e pregai molto per lui. Poverino, come soffriva nella sua immobilità ed isolamento! L'aspetto emaciato e lo sguardo triste s'impressero profondamente nel mio cuore. Perché, Signore, tanta sofferenza? Perché tanto dolore nei piccoli e negli innocenti?

D.J.M.Vernet

sabato 17 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 15

Il rabbino di Nazaret, Ezechiele.
Ma il grande tesoro che io trovai a Nazaret fu una persona che ricorderò sempre: il rabbino Ezechiele: Quell'uomo di Dio, venuto da babilonia, modellò davvero il mio spirito. La sapienza di Dio si manifestava nelle sue parole e in tutta la sua persona; egli irradiava la benedizione del Signore. Dal suo sguardo traspariva la bontà. Uomo versatissimo nelle Scritture, divenne rabbino in una città della Decapoli. Rimase vedovo dopo pochi anni. Mentre pensava al suo trasferimento in Gerusalemme sentì parlare del nostro piccolo paese, Nazaret e quel nome lo colpì; diventò come una idea predominante nella sua mente, tanto che non pensò più a Gerusalemme ma decise di venire a Nazaret con la figlia più giovane, Giovanna e si stabilì tra noi. Mi disse che aveva scelto il nostro paese, non solo per il silenzio e la preghiera, ma specialmente perché lo aveva attratto il nome, che gli pareva un presagio profetico, gli ricordava il "nezer" o "virgulto di Jesse" citato da Isaia. Mia madre Anna aveva sempre delle proposte interessanti che rivelavano la bontà del suo cuore e l'apertura della sua mente. Indovinava i miei pensieri e, certe cose che io non osavo chiedere a causa della loro importanza o difficoltà, lei le sapeva intuire e procurare mirabilmente.
D.J.M.Vernet

nel quadro Iesse (scritto anche Jesse o Yishai; in ebraico: יִשַׁי) è il padre del re Davide.

venerdì 16 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 14


Nazaret.

A Nazaret trovai più raccoglimento, più spazio per Dio, più distacco dalle creature....Mi sembrava un luogo di Dio che ama il silenzio e le cose umili, che non fanno rumore. Allora forse vivevano a Nazaret trecento persone. Fra gli abitanti, seppi anche di una donna cieca, chiamata Lia, che viveva da sola, e mi offrii di aiutarla in tutto. Mia madre mi diceva spesso: " Maria, sentiti felice se hai l'occasione di rendere qualche servizio. Fallo sempre con amore, e non aspettare nessuna ricompensa. Ti ricompenserà Dio!" Parole sagge che mi portarono ad aiutare generosamente Lia la cieca; e questo, mentre mi riempiva il cuore di gioia, attirava su me la simpatia di tutto il villaggio. Mi piaceva molto il mestiere di Cleofa, che era vasaio. Ogni giorno guardavo come Cleofa modellava la creta, col tornio azionato dai piedi, mentre le mani facevano cose stupende. Pensai che avrei potuto imparare anch'io quel lavoro. Vedendo il mio interesse, lui stesso mi chiese:" Vuoi provare, Maria, un po' questa mia attività?". La scrittura parla spesso del vasaio e della creta. Quell'attività mi faceva pensare facilmente a Dio che col fango della terra plasmò l'uomo. Così dedicai qualche tempo a quel lavoro.

D.J.M.Vernet

lunedì 12 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 13

Soggiorno a Sefforis
Sefforis era una cittadina ricca e irrequita, bella e vivace, collocata sopra una collina in mezzo alla pianura della Galilea: non è citata nei libri santi. Per me , anche se non paragonabile a Gerusalemme, possedeva tuttavia un incanto particolare: la gente si conosceva e si sentiva unita con rapporti più vivi. Allora era la capitale della Galilea. I cugini e la cugine erano più o meno della mia età. Specialmente affettuosa con me fu la figlia di zio Tobia, Maria. Quando la figlia compì sedici anni sposò Cleofa, che da qualche tempo si era trasferito a Nazaret per questioni di lavoro e di eredità, fu lei a proporre a mi madre Anna di trasferirsi anch'essa da Sefforis a Nazaret. Cleofa aveva a Nazaret un'altra casetta, mia madre accettò, e là andammo ad abitare. Zio Tobia era molto istruito e si prese cura di me: mi insegnò a contare e mille altre cose relative alla campagna. Mia madre mi insegnò a filare e a tessere, a cucire e a cucinare: lei era molto abile e tutto questo lo faceva con garbo e diligenza. Il Signore ci conduceva per mano. Nella mia vita, a misura che trascorrevano gli anni, si realizzava un fenomeno interessante: dal piccolo al grande. E ciò non solo per il crescere negli anni, ma specialmente per la maturazione spirituale.
Nella foto la Galilea ai tempi di Gesù

domenica 11 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio 12



Il posto a tavola riservato al povero.
Dopo la morte del babbo, la nostra casa a Gerusalemme, prima sempre visitata, ora rimaneva quasi dimenticata, all'infuori di Zaccaria ed Elisabetta. E' davvero triste, nel nostro popolo, la situazione delle donne, specialmente se vedove! Nessuno le considera più: è come se non esistessero. Nessuno vede il loro dramma interiore, l'amarezza di un cuore che si trova solo e abbandonato. Per questo i profeti parlano tanto dell'aiuto e dell'attenzione che si deve dare a queste persone rimaste sole. L'unico conforto in quei momenti veniva a noi dalla fede, ravvivata dalla speranza di ritrovarci in un'altra vita. Ai tempi di mia madre, la speranza in una vita futura esisteva, sì, ma non tanto chiara. Solo Gesù, più tardi, ci avrebbe illuminati su questo punto. Come sempre ogni settimana mia madre mi portava nel quartiere di Siloe, il più umile della città. Vi rimanevamo tutto il mattino o tutto il pomeriggio, aiutando le famiglie bisognose, pulendo le misere casette dove esse vivevano, ammucchiate fino a otto o dieci persone in una sola camera; pettinava le bambine e i bambini, distribuiva sempre un po' di pane, frutta, carne, uova e vestiti. Mio padre si era accordato con lei, perché al mercato si facesse la spesa sempre come se fossimo quattro in casa. Il quarto, a tavola, era il povero. E questo povero, con volti diversi, ci visitava praticamente tutto l'anno.

Dipinto Bartolini G. sec. XVII L’educazione della Vergine

venerdì 9 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio, 11

 


Il dolore di mia madre Anna.

Quanto pianse per la morte di mio padre Gioacchino! Lacrime, solitudine l'accompagnarono nel restante cammino della sua vita, ma mai vacillò la sua fede." Dio sopra tutto_ mi ripeteva_ confidiamo in Lui. Egli ci aiuterà!" Per la morte del marito Anna soffrì. Però la mia presenza accanto a lei temperava quel dolore...Un giorno mi disse: Alle volte penso, figlia mia, di aver amato troppo tuo padre. Provo una grande pena per la sua scomparsa...Ma..lodato sia il Signore!  Non siamo noi a segnare il destino della nostra vita: è DSio, e Lui sa quello che fa. Quando tu ti sposerai, vedi di amare molto tuo marito, vivi per lui, sacrificati  per lui, cerca sempre la sua felicità....Ma ricorda che solo Dio va amato con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.- Si madre- le dissi- farò di tutto perché il dolore per l'assenza di papà sia più sopportabile. Quando vedevo mia madre sulla terrazza, con le lacrime agli occhi, guardare verso oriente, verso il monte degli Ulivi dove riposava mio padre, anch'io, come lei, provavo un vivo dolore, e di nuovo sperimentavo la sofferenza dell'anima.

mercoledì 7 maggio 2025

MARIA..parlami del Figlio di Dio, 10


 La morte di mio padre.

Mentre lavorava era caduto in terra, privo di sensi a causa del calore. Venne portato a cacsa nostra, a Gerusalemme, su un carro: due uomini lo accompagnarono in casa e lo adagiarono sul letto; soltanto alle prime luci  dell'alba recuperò la conoscenza e la parola.
_Anna mia cara- sento che il Signore mi chiama. Me ne vado, ma io resterò sempre accanto a te e a Maria.
La nostra separazione ti farà soffrire, ma Dio ti consolerà. Lui non abbandona mai. Abbi cura della nostra piccina....Lei sarà il tuo sollievo e la tua gioia.
Poi, volgendosi a me, lentamente disse:- Maria, figlia mia, tu hai riempito di gioia la nostra casa...Ora ti lascio...Continua ad essere buona e dolce verso tua madre...E che il Signore, Dio di Israele, ti benedica sempre...
Quando mio padre morì, mia madre ed io piangemmo molto. Vivemmo un periodo di grande solitudine. Sentivamo la sua assenza....Quando ci lascia una persona amata, sembra che tutto perda valore. Mio padre era così eccezionale, così legato a noi...La speranza, però, di una vita migliore addolciva la nostra pena.
Dio non mancò di mandarci anche belle consolazioni. Elisabetta e Zaccaria vennero più spesso a casa nostra per alleviare il nostro dolore. Qualche tempo dopo, mia madre Anna mi parlò della possibilità di tornare in Galilea a Sefforis, dove  viveva la sua famiglia. Il Signore, anche attraverso il dolore, dirigeva i nostri passi.
 D.J.M.Vernet

Ghianda acrostico