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sabato 1 aprile 2023

Il gattino

È un gattino nero, sfrontato, oltre ogni dire,
lo lascio spesso giocare sul mio tavolo.
A volte vi si siede senza far rumore,
quasi un vivente fermacarte.
Gli occhi gialli e blu sono due agate.
A volte li socchiude, tirando su col naso,
si rovescia, si prende il muso tra le zampe,
pare una tigre distesa su di un fianco.

Ma eccolo ora – smessa l'indolenza –
inarcarsi – somiglia proprio ad un manicotto;
e allora, per incuriosirlo, gli faccio oscillare davanti,
appeso a una cordicella, un mio turacciolo.
Fugge al galoppo, tutto spaventato,
poi ritorna, fissa il turacciolo, tiene un po'
sospesa in aria – ripiegata – la zampetta,
poi abbatte il turacciolo, l'afferra; lo morde.

Allora, senza ch'egli la veda, tiro la cordicella,
e il turacciolo si allontana, e il gatto lo segue,
descrivendo dei cerchi con la zampa,
poi salta di lato, ritorna, fugge di nuovo.
Ma appena gli dico: "Devo lavorare,
vieni, siediti qua, da bravo!" si siede.
E mentre scribacchio sento
che si lecca col suo lieve struscio molle.

Edmond Rostand 


venerdì 1 aprile 2022

Già, il mio cuore

 

“Già, il mio cuore non fa che nascondersi

dietro il mio spirito per pudore:

io parto per strappare al cielo una stella e poi,

per paura del ridicolo,

mi chino a raccogliere un fiore”
 
Edmond Rostand da Cirano di Bergerac

martedì 6 aprile 2021

Savinien Cyrano de Bergerac


(Parigi, 6 marzo 1619Sannois, 28 luglio 1655)
è stato uno scrittore e drammaturgo francese del Seicento.

La sua figura ha ispirato la celebre opera teatrale Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand del 1897. Grazie ai suoi romanzi fantastici è oggi considerato uno dei precursori della letteratura fantascientifica. In altro senso e specialmente per il suo linguaggio fortemente laicistico e poco rispettoso delle istituzioni religiose egli è considerato un intellettuale libertino. Il suo nome completo era Hercule Savinien de Cyrano de Bergerac. Nato nel 1619, dotato di un temperamento bizzarro e fantasioso, discendeva da un'antica famiglia parigina di piccola nobiltà. Trascorse la maggior parte della sua infanzia a Saint-Forget. Dopo cinque anni di studi presso un curato a Mauvières fu a Parigi nel collegio di Presles-Beauvais. Dato che la nativa patria di Mauvières portava anche il nome di Bergerac per via di un'antica famiglia di guasconi che l'aveva posseduta durante il XV e XVI secolo, uscito dal collegio ormai diciottenne decise di assumere il nome di Cyrano de Bergerac. Non era guascone, come lo furono invece molti dei suoi compagni d'arme, e probabilmente il mito delle sue origini guascone fu coltivato da lui stesso in vita, dato che l'irruenza dei soldati guasconi era allora ammirata. Stabilitosi a Parigi, ebbe modo di leggere le opere di filosofi ed artisti in odore di eresia come Campanella, Moro, ed ancora il Castiglione che costituirono anche la base e l'ispirazione delle sue opere fantastiche. Il primo duello lo ebbe all'età di venti anni; il gusto rimastogli da questa esperienza, uniti al suo carattere incline all'avventura e alla perdita della pensione paterna, gli fecero maturare l'idea di entrare come cadetto nella compagnia delle Guardie. Nel 1639 fu di guarnigione a Mauzon e nel 1640 partecipò all'assedio di Arras, dove si rese celebre per la spavalderia e i numerosi duelli. Sempre ad Arras subì due ferite, una al collo ed una alla guancia. Lasciato l'esercito, si dedicò quindi alla letteratura, entrando nel collegio di Lisieux e frequentando l'ambiente mondano parigino dei libertini, dove conobbe Molière e Gassendi. La fama di Cyrano esplose però in tutta Parigi quando si sparse la voce che, insieme al cavaliere Lignieres, aveva costretto alla ritirata tutti gli uomini del conte de Guinche, lasciando sul campo due morti e sette feriti. Colpito non ancora ventiseienne dal mal francese e costretto di conseguenza ad abbandonare ogni furore bellico, si ributtò sugli studi ed ebbe modo di leggere Galileo, Copernico e Gassendi. Fiaccato nel corpo, non smise di lottare con le parole e si lanciò nelle lotte della Fronda, dapprima aggredendo il potente cardinale Mazarino con le sue Mazzarinades e poi difendendo lo stesso dai frondisti. A 33 anni, malato, solo ed in cattive condizioni economiche, si mise sotto la protezione del duca di Arpajon. Morì a soli 36 anni, nel 1655, a Sannois, in casa di un cugino per le gravi ferite riportate non durante un duello bensì dalla caduta di una trave. De Cyrano fu uno dei più estrosi scrittori del Seicento francese, una personalità veramente eclettica: fu romanziere, drammaturgo, autore satirico, epistolografo, prima di morire scrisse persino i primi capitoli di un Trattato di fisica. Fu un libertino, quando ancora quel termine stava piuttosto ad indicare un'avanguardia culturale, una nuova filosofia di vita. a sua è stata una figura dibattuta e assai controversa: è stato considerato alternativamente un martire del libero pensiero, uno scienziato incompreso, un libertino senz’arte né parte, un razionalista militante e perfino un alchimista e un iniziato.Le sue  (Lettres, 1654), come era consuetudine del tempo, prescindono da riferimenti personali e biografici e costituiscono uno degli esempi più notevoli di prosa barocchista francese:

Signora mia,
non mi lamento solo del male che i vostri begli occhi hanno avuto la bontà di farmi; mi lamento ancor più della crudele sofferenza che provo a non vederli.
Avete lasciato nel mio cuore, quando me ne sono andato, un'idea arrogante che, col pretesto d'esser nata da voi, si vanta d'aver potere di vita o di morte su di me.

giovedì 1 aprile 2021

Inno al sole

Inno al sole

Ti adoro, Sun! O tu di chi luce,
Per benedire ogni fronte e maturare ogni miele,
Entrando in ogni fiore e ogni cottage,
Divide e rimane intero
Così come l'amore materno!

Io canto per te e puoi accettarmi per il tuo sacerdote,
Tu che vieni nel serbatoio dove si imbeve una saponetta blu
E chi sceglie, spesso, quando vuoi sparire,
L'umile bicchiere di una finestra
Per iniziare il tuo ultimo saluto!

Giri i girasoli del presbiterio,
Brilla il fratello d'oro che ho sul campanile,
E quando, dai tigli, arrivi con il mistero,
Muovi cerchi sul pavimento
Così bello che non osiamo più camminare!

Gloria a te sui prati! Gloria a te nei vigneti!
Sii benedetto tra l'erba e contro i portali!
Agli occhi delle lucertole e sull'ala dei cigni!
O tu che fai il contorno
E chi fa le piccole cose!

Sei tu che, tagliando la sorella gemella e la sorella scura
Chi va a letto e si sdraia ai piedi di ciò che si illumina,
Tutto ciò che ci incanta ha raddoppiato il numero,
Ad ogni oggetto che dà un'ombra
Spesso più affascinante di lui!

Ti adoro, Sun! Hai messo le rose d'aria,
Fiamme in primavera, un dio nella boscaglia!
Prendi un albero scuro e apoteosi!
O sole! tu senza cui le cose
Solo quello che sono!

Edmond Rostand

mercoledì 1 aprile 2020

Il mio naso



Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi.
Edmond Rostand

Un bacio, in fondo, che cos’è?



Un bacio, in fondo, che cos’è?
Un giuramento fatto un poco più da presso,
un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo
messo tra le parole
t’amo;
un segreto detto sulla bocca,
un istante d’infinito
che ha il fruscio di un’ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo di poteri respirare un po’ il cuore
e assaporarsi l’anima a fior di labbra…
EDMOND ROSTAND

Edmond Rostand


 
 
Edmond Eugène Alexis Rostand
(Marsiglia, 1º aprile 1868Parigi, 2 dicembre 1918)
è stato un poeta e drammaturgo francese, celebre soprattutto per aver scritto l'opera teatrale Cyrano de Bergerac.
Nacque in una famiglia agiata. Suo padre, Eugène Rostand, era un intellettuale dedito a diversi interessi, dal giornalismo alla traduzione di testi latini, poeta e filantropo, nonché membro della Academie des Sciences morales et politiques. Suo zio, Alexis Rostand, era direttore di un importante istituto finanziario, ma anche musicista. Edmond Rostand fece i suoi studi nella sua città natale, a cui seguirono quelli di diritto a Parigi presso il Collège Stanislas dove strinse una durevole amicizia con il futuro critico letterario René Doumic, sempre a Parigi si iscrisse all'ordine degli avvocati, senza tuttavia esercitare. Nel 1888 scrisse un pezzo teatrale, Le gant rouge (Il guanto rosso), nel 1890 un volume di poesie, Les musardises (Gli ozi). Nel 1890 entra ufficialmente nel mondo della cultura con un saggio pubblicato presso l'Académie de Marseille, dal titolo Essai sur le Roman sentimental et le Roman naturaliste. L'8 aprile 1890 sposa la poetessa Rosemonde Gérard. Avranno due figli, Maurice nel 1891 e Jean nel 1894. Infine, egli l'abbandonerà per il suo ultimo amore, Mary Marquet, nel 1915. Morì  vittima dell'influenza spagnola.

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