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mercoledì 21 gennaio 2026

Fine della storia del Caillon con un video

Se avete pazienza è una meraviglia . Come molti di voi l'ho visto dal vivo più di una volta mio fratello abita a Monaco di Baviera dal 1972.

La storia del carillon 4

Quando il meccanismo base è inventato, la cosa è fatta.

Prima o poi c'è sempre qualcuno a cui piace sempre superare il prototipo che poi viene commercializzato e viene sempre amplificato e reso  sempre compatibile agli anni che viviamo. Anche  se quegli antichi conservano sempre il loro indiscutibile fascino. Il più famoso e rinomato  venne chiamato "Grande Orchestra" e fu regalato all'allora Scià di Persia.nel 1901. Conteneva 20 cilindri  ognuno dei quali poteva suonare sei melodie. Oltre a  due pettini d'acciaio al suo interno vi era una intera sezione  di percussioni di tamburi, cinbali e campane, un organo a canne era azionato da mantici in miniatura, come se tutto ciò non bastasse  vi erano anche due uccelli  che cantavano in un giardino finto. Nel 1985 il suddetto Carillon " Grande Orchestra"  fu venduto all'asta  a di Sotherby's, a Londra  per 19.000 sterline. Il più grande Carillon del mondo è ritenuto quello del municipio di Monaco di Baviera   in Marienplatz. Un'alta torre (81 metri) domina la facciata principale e cattura l'attenzione dei turisti perchè ospita  il celebre Glockenspiel (letteralmente "gioco di campane"), che si aziona tre volte al giorno: alle 11, alle 12 e, da marzo a ottobre, anche alle 17. Si compone di due piani: nel piano superiore sono rappresentati i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate von Lothringen (1568) mentre in quello inferiore viene rievocata l'antica danza dei bottai che simboleggia il ritorno di Monaco alla consueta normalità e alle feste dopo la fine della peste che la coinvolse dal 1515 al 1517. Il carillon si aziona secondo questo cerimoniale: prima partono le campane della torre per annunciare la nuova ora, poi parte la melodia del carillon, iniziano a muoversi i personaggi del piano superiore e quando questi tornano alla loro immobilità partono i danzatori del piano inferiore; a questo punto quasi tutti vanno via ma non è ancora finito lo spettacolo: il gallo dorato posto alla sommità del carillon sbatte le ali, muove la testa e canta tre volte. Alle ore 21 i piccoli bovindi situati ai lati del carillon si illuminano, appare una sentinella notturna che suona il corno ed un angelo che benedice il Münchner Kindl (il monachello) al suono di una breve ninnananna. A Monaco si dice che il monachello viene portato a letto, augurando così la buona notte alla città.









La storia del Carillon 3




Il funzionamento é basato sul principio seguente: un cilindro munito di copiglie che gira su un asse parallelo ad una tastiera provvista di lamine, solleva queste ultime per metterle in vibrazione.

I principali componenti di un carillon sono:
La platina: é la base su cui sono fissati tutti i componenti del meccanismo musicale. Permette anche di fissare il meccanismo musicale sul cofanetto del carillon.
Il pettine o tastiera: é composto di una serie di lamine o denti di metallo riuniti gli uni agli altri da un solo asse.
Il cilindro: si tratta di un rullo pieno (riempito di gommalacca) e munito di copiglie. La gommalacca permette di limitare le vibrazioni e di far tenere le copiglie.
Tamburo: si tratta dell’involucro che protegge la molla di acciaio.
Il regolatore di velocità: é un dispositivo dotato di alette che permette al meccanismo di controllare l’energia e la velocità del cilindro che ruota.
La chiavetta di ricarica: fissata sotto il tamburo, permette di tirare la molla e spesso presenta lo stemma del fabbricante.
La croce di malta: dispositivo che permette di non ricaricare troppo il meccanismo.
Piombi e smorzatori: i pezzi di piombo posti sotto le lamine permettono di accordarle. Più il loro peso é grande più la nota diventa bassa. La regolazione finale é ottenuta aggiungendo o togliendo il peso alle estremità di ogni lamina. Qualche lamina é addirittura limata per ottenere la nota esatta.

martedì 20 gennaio 2026

La storia del Carillon 2



Carillon a cilindro

Inizialmente il meccanismo musicale non venne concepito come quello dei carillon. Infatti, l’invenzione di Antoine Favre non era basata sul principio per il quale delle punte o copiglie sollevavano le lamine di un pettine mettendole in vibrazione, ma prevedeva un disco piatto le cui punte azionavano le lamine accordate. Rapidamente si ebbe l’idea di sostituire il disco con un cilindro munito di copiglie poste parallelamente a numerose serie di lamine individuali. A quell’epoca la fabbricazione dei carillon era molto artigianale. Le parti, infatti, erano assemblate individualmente dagli artigiani a domicilio. Questi ultimi erano spesso dei contadini che approfittavano delle lunghe giornate invernali per guadagnare un po’. I meccanismi musicali erano poi assemblati e inseriti nei cofanetti da altre persone assunte dai fabbricanti stessi. Verso il 1820 si ebbe l’idea di sostituire le lamine segmentate con un pettine o tastiera fatto di un solo asse per aumentare la risonanza. Il miglioramento più importante fu in seguito l’invenzione degli smorzatori la cui funzione era di limitare le vibrazioni parasite delle lamine. Questi smorzatori erano inizialmente costruiti con piume di pollo. Verso il 1875, Charles Paillard, i fratelli Nicole e molti altri fabbricanti svizzeri cominciarono a produrre carillon in maniera industriale. I metodi cambiarono e i miracoli dell’industrializzazione permisero di inventare macchinari capaci di riprodurre i cilindri in grande quantità e a costi ridotti. Fu così che si riuscì a superare la concorrenza dei fabbricanti francesi, tra i quali ricordiamo l’Epée. Altre innovazioni ebbero l’obiettivo di accentuare il ritmo delle melodie e di rendere i carillon più “ricchi” dal punto di vista della resa sonora. E’ così che i tamburi e i carillon fecero la loro apparizione. I martelli delle campane presero la forma di animali di metallo come farfalle, api e altri uccelli. Per quanto riguarda i tamburi, erano delle vere e proprie riproduzioni in scala ridotta con vera pelle e bacchette di rame.

La storia del Carillon 1





Chi di noi da piccolo non ha mai rotto un carillon e visto il rullo con puntine in fuori e il pettine che batte sopra. Io direi tanti di noi.....

Il nome Carillon è un temine francese che a partire dal Medioevo definiva un insieme di campane che venivano suonate grazie all'uso di una tastiera, i cui tasti collegati con delle funi alle campane emettevano il suono ogni qual volta venivano pigiati i tasti.
Pur essendo un termine di origini francesi, il carillon in quella lingua viene chiamato boite à musique (scatola musicale), e la sua storia ci porta nel lontano Medioevo, quando le campane erano poste nei campanili o sulle torri civiche, un maggiore sviluppo di tale strumento si ebbe qualche secolo dopo, nel 1400, quando presero piede in Belgio e Olanda, tra i carillon più illustri ci sono quelli di Malines, Bruges e Douai.
Con il passare dei secoli il sistema musicale delle torri campanarie si sviluppò sempre di più, essendo guidato da un meccanismo automatico a cilindro collegato all'orologio della torre.
Nel 1796, l'orologiaio svizzero Antoine Favre-Salomon inventò un orologio da tasca con un meccanismo musicale incorporato, che in seguito fu riconosciuto come il primo carillon "a pettine". Cosiddetto 'carillon sans timbre ni marteau', ossia carillon senza campane né martelli, un prototipo del carillon ora conosciuto.

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