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sabato 26 giugno 2021

Quale disegno

 

Ercole Ugo D'Andrea. L'uomo dentro il poeta - Enrico Longo - Libro -  Edizioni Univ. Romane - Gli argonauti | IBS
Quale disegno
casto della mente

asseconda il meglio della vita !

O questa da sé s'affranca.

È
una fiamma contrita
che allunga l'ombre

di presenze rare, è lo spirituale,

gli porto pazienza infinita.

Ercole Ugo D'Andrea

martedì 8 agosto 2017

Lo strazio dei giardini



Lo strazio solitario dei giardini
che si sentono stretti fra le case
(questo il paese, che cresce)
somiglia il tuo cuore,
che enarra quel tanto di colore
alle nostre memorie scialbate.

Ercole Ugo D’Andrea

Il viso amato


Dalla nostra grezza opacità,
onda scialbata, minore, traspare
come può, almeno una volta e sempre,
il viso amato, rassegnato
alla mineralità della sua morte di rosa,
e neppure lo nomino perché
parente è all’angelo povero
e neppure tu lo leggi fra le righe
questo sonno di giada
perché oscuro è l’evento del morire
alla propria sopravvivenza irritata.
Così resta oscurissimo fiore
inerpicato su burroni celesti
e se esce da queste grate
si ferisce le mani, l’anima

  Ercole Ugo D’Andrea

Ercole Ugo D'Andrea


Nasce da Romolo (originario di Civitella Alfedena) e Elena Tarantino, entrambi insegnanti. Frequenta la scuola elementare di Galatone fino al mese di maggio del 1943 a causa della chiusura anticipata dovuta al conflitto bellico. Dopo la chiusura di quell'anno scolastico si trasferì insieme alla madre ed ai fratelli Aurelio e Rita a Civitella Alfedena dopo che il padre, militare di stanza a Brindisi, si convinse che la propria città natale, sarebbe stata più sicura e al riparo dai bombardamenti. Purtroppo tale decisione si rivelò sbagliata, perché quei luoghi furono maggiormente interessati dall'orrore della guerra. Per il poeta questi travagliati mesi vissuti tra le ristrettezze, la fame e l'orrore dell guerra, influirono notevolmente sul suo sensibile carattere. Rientra a Galatone solo nell'estate del 1944, e dopo aver terminato la scuola Elementare e la Media, ottiene nell'anno scolastico 1954/1955 la maturità Classica al Liceo di Nardò. Lo stesso anno si iscrive all'Università, e sceglie come indirizzo Giurisprudenza e come sede Roma, per la gioia del padre. Ma il D'Andrea, che all'epoca era già affascinato dal mondo della poesia, preferiva alle lezioni di diritto i convegni e i corsi tenuti da Ungaretti. A Roma resta per due anni ma con scarsi risultati, anche a causa della coxite che lo colpisce in quegli anni costringendolo a lunghi periodi di degenza a Cortina D'Ampezzo. Furono anni difficili nei quali il poeta fu vittima di una forte depressione e di una crisi esistenziale che lo portarono ad abbandonare la facoltà capitolina. Tornato a Lecce, si iscrisse alla facoltà di Lettere Moderne conseguendo la Laurea solo nel 1969 anche a causa di alti e bassi dovuti all'alternarsi di entusiasmo per i risultati positivi ottenuti e depressione per gli esami non superati. In particolare l'ultimo ostacolo prima della discussione della tesi su Giovanni Verga fu superato dopo un lungo periodo di depressione che aveva spinto D'Andrea ad abbandonare gli studi. Le insistenze e l'incitamento del Betocchi con il quale era in stretta corrispondenza, lo convinsero a proseguire nello studio.Nei suoi scritti sono presenti i luoghi che hanno fatto parte della vita del poeta: Lecce e il Salento, l'amata Civitella Alfedena - paese natale del padre - Firenze, città che gli permise di conoscere, oltre a Mario Luzi, altri poeti quali Carlo Betocchi e il critico Silvio Ramat.

5 agosto Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore

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