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venerdì 14 novembre 2025

I giorni sono sempre più brevi

I giorni sono sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l'ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perché hai tardato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senza essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.

1948 Nazim Hikmet

mercoledì 21 maggio 2025

I TUOI OCCHI

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,
sono cosi, le spighe, di primo mattino;
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
Così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.
Nazim Hikmet

domenica 16 giugno 2024

In questa notte di primavera

In questa notte di primavera
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle
Dalla tua testa, dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
la tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
Nazin Hikmet

venerdì 29 luglio 2022

Pioggia d'estate


Pioggia d'estate cade dentro di me
acini d'uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati
pioggia d'estate cade dentro di me
piccioni d'argento volano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi
pioggia d'estate cade dentro di me
una donna è scesa dal tram
i polpacci bianchi bagnati
pioggia d'estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza
pioggia d'estate cade dentro di me
all'improvviso s'arresta
il peso dell'afa è rimasto dov'era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.
 
Nazim Hikmet.

domenica 21 novembre 2021

ALLA VITA

 

 


La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nellal di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settantanni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

 

Nazim Hikmet

domenica 26 settembre 2021

Veder cadere le foglie

 


Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.
 
(N.Hikmet)

venerdì 15 gennaio 2021

Nasceranno uomini migliori

Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che dovrà venire sarà migliore
di chi è nato dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.

Senza paura
e senza troppo riflettere
i nostri nipoti si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo diranno:
<< Com’è bella la vita! >>

Intoneranno una nuova canzone,
profonda come gli occhi dell’uomo,
fresca come un grappolo d’uva,
una canzone libera e gioiosa.

Nessun albero ha mai dato frutti più belli.
E nemmeno la più bella delle notti di primavera
ha mai conosciuto questi suoni,
questi colori.

Nasceranno da noi uomini migliori.
La generazione che verrà,
sarà migliore di chi è nato dalla terra,
dal ferro
e
dal fuoco.

Nazim Hikmet

 

Ragazzo mio

 

 
Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l'uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell'uomo.
 
Nazin Hikmet.

mercoledì 20 novembre 2019

Il più bello dei mari


Nazin Hikmet


Nasce a Salonicco ( nella Grecia del nord che allora faceva parte dell'impero turco ) nel 1902 da una famiglia di alti funzionari dell’impero ottomano.
A 18 anni fugge dalla'Accademia della Marina per unirsi  all’esercito di liberazione  guidato da Kemal Ataturk (che e’ considerato il padre della Turchia moderna).  Scopre  il  suo  popolo  e gli dedica poesia e vita dopo il tradimento che Ataturk vittorioso ha  perpetrato  verso i  contadini e i Curdi. Avuta notizia, nonostante la severa censura, della rivoluzione russa, si reca  clandestinamente a  Mosca, dove in quegli anni lavorano, fra gli altri, poeti Majakowski e  Esenin,  il  pittore  Chagall, il regista  Eisenstein. Pubblica varii  scritti, esprimendosi sempre in turco, come fara’ per tutta la vita. Fra il 1924 e il 1929 soggiorna ora in  Unione Sovietica ora in Turchia, dove, tuttavia, deve  nascondersi  perche’  condannato in contumacia come  pericoloso  sovversivo. Scoperto nel 1929, fa sette mesi di carcere. Nuovi arresti nel 1931 (assolto) e nel  1932 ( amnistiato e in liberta’vigilata dal 1933). Accusato di aver istigato i militari alla  rivolta  per  il poemetto sulla guerra di Spagna “ Alle  porte di Madrid”, e’ condannato a  32 anni di carcere. Ne sconta 13; nel 1950 e’ rilasciato in liberta’ vigilata a seguito di una campagna internazionale a suo favore, promossa  dalla  madre e da alcuni amici che  riescono a portar fuori dal carcere e a far conoscere  in molti  Paesi esteri  le sue poesie. Sentendosi  minacciato,  Nazim Hikmet, si reca clandestinamente in  Unione Sovietica.  Il Governo turco gli toglie la cittadinanza, inasprisce il divieto di  circolazione  delle  sue  opere. Il poeta vivra’ a Mosca non risparmiando critiche al Governo sovietico che, dopo aver represso ogni sperimentazione artistica, e spinto al suicidio o alla fuga molti artisti amici di Nazim Hikmet negli anni venti, ha imposto il realismo  piu’ conformista. Tuttavia egli viene  rispettato ed e’ libero di recarsi all’estero piu’ volte. Un ennesimo infarto (ne aveva superati tre durante l’ultima detenzione) lo folgora, a  61 anni, mentre sta uscendo per una passeggiata a Mosca .

Preghiera sulla pace