IL TESORO DELL’AVARO
martedì 30 settembre 2025
IL TESORO DELL’AVARO
domenica 13 luglio 2025
La preghiera del mattino.
Io vi prego o Dio,
che la vostra verità
quest'oggi e sempre
miguidi e mi consoli.
D'atemi ch'io ami i miei fratelli,
ch'io sia degno di giovare
al mio prossimo.
Gli Angeli vostri custodiscano me,
la mia casa, la Patria mia.
Benedite o Signore,
le creature vostre tutte.
Come il pastore conduce il suo gregge
al pascolo e alle fonti,
così conducetemi Voi,
pastore buono,
alle sorgenti
della verità e dell'amore.
Niccolò Tommaseo.
lunedì 23 giugno 2025
Al lavoro
Dorma il ricco, ed abbaia l'anima
stracca d'ozi e inaridita,
goda pur le noie e l'oro...
questa, questa è vera vita:
al lavoro!
Il sudor che sparge il povero,
è al signor incenso grato,
è il suo sangue, il suo tesoro,
è l'ammenda del peccato:
al lavoro!
E tu pur sudasti a vivere
Gesù buono e i Santi tuoi.
Lavoriam e oriam con loro,
forti ed ilari anche noi:
al lavoro!
Niccolò Tommaseo.
martedì 22 aprile 2025
A Maria
Per la sera tranquilla.
Spandesi, come d'angelo, armonia.
Suona la santa squilla.
E dice in suo linguaggio: AveMaria.
L'Angelo a lei favella:
"Piena di grazia,Iddio tua compagnia.
Ecco di Dio l'ancella".
E il verbo fatto carne:AveMaria,
prega; a Gesù, che forte
il braccio, o Santa, e mite il cuor ci sia.
Adesso e nella morte,
prega per noi traditi_Ave Maria.
Niccolò Tommaseo.
domenica 30 marzo 2025
Coraggio e speranza
Coraggio e speranza
È buia la valle; ma i pini del monte
Già l'alba incorona del vergine raggio.
Scuotiamoci dal sonno, leviamo la fronte:
Fratelli, coraggio.
Fu lunga la notte, fu sonno affannoso;
Ma il sole ci apporta travagli novelli;
Peggior della morte è il turpe riposo:
Coraggio, fratelli.
Continua battaglia la vita del forte,
Per erti sentieri continuo vìaggio.
Armati ed andanti ci colga la morte:
Speranza e coraggio.
Pensiam che i nemici fratelli ci sono;
Cerchiam del valore nel cielo i modelli;
Armiamci d'amore, vinciam col perdono:
Speranza, fratelli.
Niccolò Tommaseo
giovedì 27 marzo 2025
Stabat Mater
Sta la Madre dolorosa
presso il legno lacrimosa
mentre pende il Figlio;
e quell'anima gemente,
contristata e insiem dolente,
una spada penetra.
Quanto triste e al duol soggetta
mai quella benedetta
Madre all'Unigenito!
E piangeva e si doleva
Madre pia, mentre vedeva
del Figliuol gli spasimi.
Chi n'avrebbe il ciglio asciutto
se vedesse in tanto lutto
quella Madre tenera?
Chi non resta contristato
contemplando col suo Nato
spasimar la Vergine?
Pel fallir delle sue genti
Gesù vide fra' tormenti,
dai flagelli lacero.
Ella vide il Figlio amato
negli estremi desolato
esalar lo spirito.
Madre, orsù, fonte d'amore,
fa ch'io senta il tuo dolore,
fammi teco piangere.
Fa che avvampi il cuore mio
nell'amor di Cristo Dio.
affinché io piacciagli.
Santa Madre, deh! m'appaga
di Gesù l'acerba piaga
forte in cuore infiggimi.
Del tuo Figlio sì piagato
ch'ha per me tanto penato
il dolor dividimi.
Fa che teco, o Madre, io pianga
e il trafitto Dio compianga
finché duri il vivere.
Presso il Legno con te starmi
ed a Te, Madre, associarmi
nel pianto desidero.
Tra le vergini preclara,
non volermi essere amara
fammi teco piangere.
Fa ch'io pensi a la sua morte,
del suo duolo sia consorte,
le sue piaghe io veneri.
Fa ch'io sia con Lui piagato,
della Croce sia inebriato,
del suo sangue vivido.
Perché sia dal fuoco illeso
per Te, Vergin, sia difeso
nel dì del giudizio.
Giunto, o Cristo, al mio partire
Per tua Madre, deh venire
Fammi alla vittoria.
Quando il corpo morto andrà disciolto
sia lo spirito raccolto
nell'eterna gloria!
Amen.
mercoledì 26 marzo 2025
Iddio
1) passato remoto
2) Abbraccia
3) desiderio
4) verità
La preghiera d'un quasi cieco
Sole di Dio, la vivida
luce che crea l'aprile e fa l'aurora,
nella pupilla languida
versa di sé pur qualche stilla ancora.
Qual chi da buia carcere
esce all'aperto, e la catena ha seco;
qual chi, l'opaca tunica
toltagli, esclama: or non son io più cieco?;
Tal, come di miracolo
quotidian, ti rende il pensier mio
grazie, e con gioia trepida
dice: I' ti veggo ancor, sole di Dio.
Dal buio che l'attornia,
discerne ancor sulla parete il bianco
raggio posare, e il coglie,
quasi candido fior, quest'occhio stanco.
Ma non distingue il tremulo
scintillar delle stelle, e i bei colori
dell'iride, e il sorridere
de' visi amati, e in mezzo al verde i fiori.
Ah sia continue tenebre
la mia giornata estrema tutta quanta,
purché tu sole all'anima
quaggiù mi resti, oh mansueta, oh santa.
Nel paziente e vigile
senno romita, ed umilmente altera,
tu nel mio verno un florido
ispirasti alitar di primavera.
La man tua fida il povero
cieco sorregga, e di tua mente pura
l'occhio la via gl'illumini,
salvo mi scorga alla mia sepoltura.
Senza di te, cadavere
pien di vivi dolor', che farei io?
Della sua pace il raggio
non mi s'asconda. Orate, Angeli, a Dio.
Niccolò Tommaseo
Dipinto di Lorenzo Viani.
sabato 13 aprile 2024
Vattene bella, vattene a dormire
Niccolò Tommaseo
A UNA FOGLIA
Niccolò Tommaseo
Inno al Mare
del sol si versa, quasi fiume in fiume:
galleggia in sulla lieta onda tacente
lieve la luna, quasi argentee spume:
e rifiorisce in te, mesto ridente
delle sottili nuvolette il lume:
e la remota stella in te scintilla,
qual rugiada al sol tremula stilla.
Voce di Dio sull'acque, il tuono echeggia
di nube in nube, il ciel lampeggia e l'onda.
Volvesi il fiotto audace, e rumoreggia,
come a vento autunnal selva profonda:
e, qual masso che rotola e si scheggia,
rompe superbo, e alla scogliosa sponda
manda un confuso suon d'ira e di pianto:
furor ne' baci. e gemito nel canto.
Quanto o divino, entro alle tue convalli
popol di piante e di guizzanti accolto!
quante memorie, e di dolor, di falli,
di sperane di naufragio in te sepolto!
Ma cresceran da' gracili coralli,
col tacito lavor di secol molto,
verdi isolette ove la gente pia
porrà sue case, e altari a te Maria.
Mille miglia lontano al monte aprico
i suoi vapori invia, messaggi fidi;
l'acque del monte al generoso amico
corron, cercando, i desiati lidi.
Tu pacier prepotente, e pio nemico,
stringi le umane genti e le dividi.
La bella libertà, che sul mar nacque,
esule quindi e nuda erra per l'acque.
Niccolò Tommaseo
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