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venerdì 27 settembre 2019

Se tu


Se tu al mio dormiveglia sogno duri
dentro il sonno profondo della stanza
- e a durare ti aiuta il batticuore -
dallo specchio che vera ti suggella
amore non m tenti, lasci in ore
dilatarsi gli istanti, muti in quella
fra la terra ed il cielo la distanza
che la mano a varcare si avventuri.

II
Ripetono che presto aggiornerà
antelucane rondini. Dai prati
riporteranno l'alba alla città
con fili d'erba ai nidi cominciati.
Di quanta vita ingorgherà il momento
che con la luce giungerà a dividerci
qualcosa giorno ed anno vincerà?
Forse mi chiederò in trasalimento
se a me accadde o se un altro fu che vide
dormirgli a lato la felicità.

III
Già i primi raggi sfiorano randagi
le cimase, attraverso stridi e voli
si sorprendono volti da presagi
a un varco di persiane. Affinità
di colore nel buio li dirama
a una neve di tende e di lenzuoli
vivi del tuo respiro. Ma più in là
intimità d'essenza li conduce,
in tenebra più folta, oltre la trama
delle tue lunghe ciglia. Se ti desti
da più remoti abissi a me altra luce
balenerà, con raggi più celesti.»


Siro Angeli

Assisi


Per le strade di Assisi
si diradavano i passi
e le voci dei vivi,
le voci delle chiese;
ritornavano gli echi
e le ali nei nidi;
nel sangue dei gerani
fuori dalle finestre
spente si raggrumavano
i nidi sui davanzali;
e valicando le Orse
e Betelgeuse, di là
da Sirio, di là da Vega,
per turbinanti spirali
di nebulose, forse
la preghiera dei ciechi
oltre Alfa e Omega
era giunta al Signore.
 
 Siro Angeli

Siro Angeli


 

(Cavazzo Carnico, 27 settembre 1913Tolmezzo, 22 agosto 1991)
è stato un poeta, drammaturgo e sceneggiatore italiano
La sua formazione culturale risentì degli influssi di alcune tra le principali correnti letterarie del Novecento, quali il crepuscolarismo e l'ermetismo. Frequentò il ginnasio-liceo "Jacopo Stellini" di Udine, e in seguito fu ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa dove fu allievo di Attilio Momigliano e Luigi Russo, con il quale si laureò nel 1939 con una tesi sul teatro di Agnolo Fiorenzuola. Nel corso degli anni Trenta conobbe e strinse amicizia con i poeti Giorgio Caproni e Alfonso Gatto, con il pittore Renato Guttuso e con il figlio di Luigi Pirandello, Stefano. Nel 1937 debuttò come poeta con la raccolta Il fiume va che fu recensita favorevolmente da Diego Valeri, contemporaneamente mise il scena il suo primo dramma teatrale, La casa, che costituì il primo tassello della cosiddetta “Trilogia carnica” che sarà completata da Mio fratello il ciliegio e Dentro di noi. La sua attività di drammaturgo fu apprezzata da Silvio d'Amico, che nel secondo dopoguerra lo chiamò a collaborare alla realizzazione dell'Enciclopedia dello Spettacolo. Di ritorno dalla guerra, combattuta in Russia, sposò Liliana Guidotti, da cui ebbe il figlio Glauco. Dal 1945 visse a Roma. Alla morte della moglie (1953) entrò in Rai come funzionario dei servizi di prosa radiofonici del terzo programma, passando in seguito a Radio 1 come vice-direttore, incarico che ricoprì fino al 1977. A partire dagli anni Sessanta intensificò la sua produzione poetica, particolarmente apprezzata dalla critica in quanto Angeli seppe coniugare la rigorosa tradizione classica e umanistica, che costituiva una parte fondamentale della sua formazione culturale, ad un profondo interesse per correnti che caratterizzarono la poesia italiana del Novecento, prima fra tutte l'ermetismo. Nel 1976 vinse il Premio Nazionale Letterario Pisa per la sezione Poesia. Nel 1981 recitò la parte di Barbe Zef, nel discusso sceneggiato diretto da Vittorio Cottafavi e tratto dall'omonimo racconto di Paola Drigo. Sposò in seconde nozze la poetessa Alida Airaghi, da cui ebbe due figlie, Daria e Silvia. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Zurigo. Morì il 22 agosto del 1991 all'ospedale di Tolmezzo, colpito da un ictus, mentre stava trascorrendo un periodo di riposo nel natìo borgo di Cesclans, dov'è tuttora sepolto.

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