A maggio comincia il tormento,
la gioia dell'attesa.
Talvoltaanche prima, se il vento,
passando con grazia vivace,
come un bimbo educato,
porta coi soffi di primavera,
l'odore lontano ed amato,
l'odore del mare!
Allor si comincia a guardare
il calendario, con ansia implorante:
passa tempo, tempo passa!
Le giornate sono tante!
Portaci il giorno radioso
del giugno, del luglio,d'agosto,
(scuola chiusa, sole afoso,
cuore allegro, pelle arrosto),
quando il treno si mette a fischiare
e parte, parte giocando
verso la cosa più bella del mondo,
Il mare, il mare, il mare!
Fulvio Palmieri
giovedì 28 agosto 2025
Nostalgia del mare
Nevicata
Il mondo ha cambiato vestito:
s’è messo un gran camice bianco,
un camice lungo, infinito.
Il cielo lo tesse, mai stanco;
lo tesse con l’arte sua lieve
a piccoli fiocchi di neve.
C’è un vasto silenzio di pace,
e sotto la coltre la terra
si stende, beata. Le piace
quel bianco, che tutta la serra,
scendendo con mite brusìo
a darle la quiete e l’oblìo.
C’è un’aria di calma modesta
per tutto, vicino e lontano.
È l’umile, candida festa
che il monte affratella col piano,
che il tetto del povero ha reso
così come quello del Creso.
C’è un’aria di fiaba e leggenda,
ricordi del vecchio Natale;
e pare che un velo si stenda
su tutto un passato di male.
I bimbi fan palle di neve;
lo sci vola libero, lieve …
Il mondo s’è fatto un gran giuoco,
un dolce maestoso di panna.
Sta l’uomo vicino al suo fuoco,
e niente, in quell’ora, lo affanna.
La terra s’addorme incantata.
Tu vegli, montagna serena,
e chiedi alla notte stellata
che venga l’oblìo d’ogni pena.
Dal cielo, in quell’ora, qualcosa
discende d’eterno, di lieve:
e guarda se il mondo riposa
nel bianco suo sogno di neve.
Qualcosa d’eterno, che sfiora
la terra con luce d’aurora.
Fulvio Palmieri
Fulvio Palmieri
(Roma, 19 ottobre 1903 – Lacco Ameno, 10 agosto 1966)
è stato un giornalista, scrittore, poeta e sceneggiatore italiano.
Subito dopo la laurea in lettere, inizia a scrivere su varie testate occupandosi soprattutto di cronache dello spettacolo e della politica. Viene successivamente assunto dall'EIAR come giornalista e commentatore presso la sede di Roma. Nel 1933 gli viene affidata la realizzazione del Centro Sperimentale Radiofonico, con direttive del Ministero dell'Educazione e del CNR, sulla falsariga del Centro Sperimentale di Cinematografia, e progettato per preparare i futuri addetti alla radiofonia: radiocronisti, annunciatori, presentatori, registi, tecnici del suono, radiotecnici. Dal Centro usciranno giornalisti come Vittorio Veltroni, Pia Moretti, conduttori come Titta Arista, annunciatori come Vittorio Cramer e Giovanni Battista Arista, registi specializzati in prosa radiofonica come Guglielmo Morandi. Accanto alla sua carriera di giornalista radiofonico, intraprende la carriera di sceneggiatore cinematografico con il film Un cattivo soggetto di Anton Giulio Bragaglia (1933), al quale farà seguito un grande numero di pellicole sino all'inizio degli anni sessanta. Per il settimanale radiofonico Voci del mondo nel 1937 Palmieri intervista, in collaborazione con Raffaello Guzman, Bruno Mussolini e Attilio Biseo alla partenza del volo dei Sorci Verdi. Insieme a Franco Cremascoli e Mario Ortensi, fa parte del gruppo di radiocronisti che, diretti da Vittorio Veltroni, dal 3 al 9 maggio 1938 racconta agli italiani la cronaca della visita di Adolf Hitler a Roma, Firenze e Napoli. Nel 1940, con l'entrata dell'Italia nella Seconda guerra mondiale, Palmieri diventa una delle voci più popolari dell'EIAR, come commentatore e come intervistatore sui diversi fronti del conflitto. Nel 1943 si trasferisce al Nord per proseguire la sua attività di cronista radiofonico nella Repubblica Sociale Italiana. Nel dopoguerra passa indenne tra le varie liste di proscrizione/epurazione e nel 1949 viene richiamato in RAI, dove ritrova Vittorio Veltroni. Nel 1951 diviene direttore del secondo programma radiofonico della RAI, canale dedicato soprattutto a programmi d'intrattenimento e di musica. Qui concorre a lanciare vari programmi e personaggi, come Domenico Modugno, Corrado e autori come Dino Verde, favorendo anche l'ampliamento della prosa alla radio.
Il Comune di Roma gli ha dedicato una strada nel quartiere Portuense.
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