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sabato 15 agosto 2026

la principessa cieca


La povera principessina,
quando suona la campana della sera,
chiama la sua sorellina
e si fa pettinare davanti alla specchiera.
Allora sente due piccole mani
sfiorarla, come uccellini...
Sente il pettine passare
dolcemente nei capelli fini....
Poi sente i broccati frusciare...
E poi freddi, massicci gioielli
sente gravare sui capelli...
E così tutta si copre di perle e d'oro vecchio,
La principessina cieca
seduta davanti allo specchio!
Ed ad un balcone sole sole
se ne vanno le due sorelle;
si dicono lievi parole
sotto le dondolanti stelle:::
_Sorella, che sarà quest'ambascia?
_Sarà la luna che tutta ti fascia....
E' nata su da un campanile
per mettere un lume in ogni tuo monile!
_Sorella, come sono stasera?
_Sei tutta bianca!
Sei una che ascolta una musica...
E un poco si curva, come stanca
di portare tanti gioielli,
tante trecce di capelli...
Ma quando rintoccano l'ore
da tutte le torri assorte,
la principessina si fa rossa, il cuore
le batte forte forte...
Ascolta, curva sulla via...
E allora la sua sorellina
sempre le dice quella bugia,
e le sussurra ch'egli è venuto,
il suo corteggiatore sconosciuto!
_Sorellina, sorellina, com'è?
_ Cammina nell'ombra...
E' come il figlio d'un re!
_Sorellina, come si chiamerà?
_Nell'ombra cammina,
guarda questo balcone...
Assai dolce sarà il suo nome...
_Sorellina, come sarà
che non si sente a camminare?
_E' nata l'erba nella contrada.
E' come il velluto ingemmato di rugiada...
E' nata l'erba tra i neri sassi...
Egli cammina ma non s'odono i passi!
Ecco svolta laggiù,
è passato...Non si vede più!
E ad un balcone , sole, sole,
restano le due sorelle....
E più non dicono parole
sotto le lontane stelle.
La notte è come un nero mare
con qualche lumicino a dondolare...
_Com'è fredda, la tua manina...
Perchè sospiri?
Perch'è sospiri, sorellina?_

Ugo Betti

sabato 9 agosto 2025

I soldati vanno alla guerra

I soldati vanno alla guerra

Vanno come trasognati, e la notte li rinserra.
La strada cammina, cammina
come una misteriosa pellegrina,
e sulle case addormentate
tutte le stelle si sono affacciate.
Ma i soldati sono quasi fanciulli,
e si mettono a cantare
la ninna nanna, per cullare
una tristezza che non si vuole addormentare.
Le stelle
sono come gocce d'argento
e le fa tremare il vento!
E mentre dormono tutte le belle
noi ce ne andiamo per la bianca strada
a ritrovare un'altra fidanzata!
Ed anche voi, dolcezza, dormite......
e del mio bene nulla sapete!
Volevo parlare, una sera.........
ma ogni detto fuggì dal mio cuore
come dalla gabbia una capinera!
E voi, bambini, fate la nanna
e non fate disperare la mamma.
Dormite
col guanciale bianco sotto la testa,
e intanto viaggia la tempesta!
O fratello ! Prima di partire
tante cose ti volevo dire.....
Ma come foglie portate dal vento
sono fuggite , e non me ne rammento!
O mamma, voi sola non dormite,
come una volta, quand'ero malato!
E voi sola m'avete vegliato,
e non mi potevo addormentare
se voi non eravate al capezzale.
Ma ero un fanciullo!
Ora , mamma, state contenta!
Sentite? il figlio vostro canta!
Canta e cammina per la bianca strada
per ritrovare la sua fidanzata.-
(ma le mamme non possono dormire,
e quella canzone le fa singhiozzare).
Sulle case addormentate
tutte le stelle sono tramontate.
I soldati vanno a testa china
e la strada cammina cammina.
Ugo Betti

Ugo Betti descrive la sua città


 

sabato 28 giugno 2025

Ninna nanna





O creatura, fa la nanna, .
che mamma t'ha fatto il nido,
calduccio, di lana bianca,
col lenzuolo che sa di spigo,
 rimboccato di qua e di là,
 che se l'ometto s'avesse a scoprire
se l'ometto dovesse patire,
poveri noi, come si fa?

Zitti! Dorme la cicala
che per letto ha la sua fronda,
 con la testa sotto l'ala
dorme la rondine della gronda;
se passa il Re, con gran frastuono,
gli diremo: Fate ammodino:
non sapete che dorme il bambino?

E il Re: Per fargli fare un riso,
ecco un sogno tutto d'oro,
comperato in paradiso,
guarnito di seta, un vero tesoro!
Glielo mettiamo nei ditini...
Eccolo che ride, con due dentini!
Non sono due, sono tre almeno
che li sente mamma al seno!
Dico a te, faccia brutta:
mamma te la vuoi mangiare tutta?

O piccolino, prenditi il latte,
ed anche il cuore di mamma che batte
E se il latte dà poca sostanza
stacceremo farina bianca,
e se il pane sa di poco
metteremo la carne al fuoco!
 Deve diventare, questo figlio,
forte un leone: bello un giglio;
un gran principe, chi sa...
E di mamma se ne scorderà! 

Ugo Betti


venerdì 14 aprile 2023

Notte di primavera


La capinera prova una canzonetta
ricamata di trilli
e poi cinguetta
come una scolaretta.
I grilli
bisbigliano graziose parole
alle margherite vestite
di bianco. Spuntano le viole...
A notte le raganelle
cantano la serenata per le piccole stelle.
I balconi si schiudono
perché la notte è mite.
e qualcuno s'oblia
ad ascoltar quel che voi dite
alle piccole stelle;
o raganelle
malate di malinconia..
 
Ugo Betti

mercoledì 22 marzo 2023

Primavera

Quando l’aere ritorna sereno
come l’occhio di una bambina,
la primavera si desta. E cammina
per le mormoranti foreste,
sfiorando appena
con la sua veste
color del sole
i bei prati di borracina.
Ogni filo d’erba reca un diadema,
ogni stilla trema.

Qualche gemma sboccia
un po’ timorosa,
o porge la boccuccia color di rosa
per bere una goccia
di rugiada adagiata su una foglia.
Nei casolari solitari
i vecchi si fanno sulla soglia
e guardano la zolla
che germoglia.

A notte le raganelle
cantano la serenata per le piccole stelle.
I balconi si schiudono
perché la notte è mite,
e qualcuno s’oblia
ad ascoltare quel che voi dite
alle piccole stelle,
o ragannelle,
malate di malinconia.


Ugo Betti
 

mercoledì 15 marzo 2023

LA NOTTE

Mammina, quante
dolci piccole stelle!
Ma le piante
sono come belve.
accovacciate!Un'ombra si muove
piano piano...
Dove sei, mammina?
Prendimi per mano.

Un passo leggero
ci segue. Uno sconosciuto nero
muove le fronde...
Si nasconde
come per farci sgomento!
E' il vento,
non è vero,mammina? E' il vento.

Le stelle sono lontane lontane...
Sembrano carovane
sperdute nell'oscurità...
E si cercano invano.
Di là da le stelle, che ci sarà?
Mammina, prendimi per mano.

 UGO BETTI


 

venerdì 4 febbraio 2022

Ugo Betti


(Camerino, 4 febbraio 1892 – Roma, 9 giugno 1953)
è stato un poeta, drammaturgo e giudice italiano.

Fratello del giurista Emilio, Betti studiava legge a Parma quando si arruolò come volontario allo scoppio della I Guerra Mondiale. Venne fatto prigioniero dopo Caporetto e internato a Rastatt, insieme a due scrittori come Carlo Emilio Gadda e Bonaventura Tecchi, che diventeranno suoi amici. Alla fine del conflitto finì i suoi studi e divenne un giudice. Con la passione del calcio, divenne giocatore e dirigente della squadra del Parma, e fu co-ideatore della divisa che ancora oggi indossano i giocatori della squadra ducale (maglia bianca con croce nera). Pubblicò la sua prima raccolte di poesie nel 1922, Il re pensieroso, scritte mentre era prigioniero in Germania fra il 1917 e il 1918. La Padrona, il suo primo dramma fu rappresentato per la prima volta nel 1927, ed il successo che ottenne lo spinse a dedicarsi completamente al teatro. Nel 1931 si trasferì da Parma a Roma. Al termine della II Guerra Mondiale lavorò alla biblioteca del Ministero della Giustizia. Sebbene abbia scritto molti drammi durante il periodo fascista, i suoi lavori più conosciuti furono concepiti negli anni quaranta. Nel 1945 è cofondatore, insieme a Diego Fabbri, Sem Benelli, Massimo Bontempelli ed altri autori teatrali, del Sindacato Nazionale Autori Drammatici (SNAD), con l'intento di salvaguardare il lavoro dei drammaturghi e degli scrittori teatrali. Morì a 61 anni, in una clinica romana, dove si ricoverò negli ultimi giorni di una malattia incurabile. Complessivamente scrisse 27 drammi. Fra le sue opere più importanti ricordiamo Frana allo scalo nord, Corruzione al Palazzo di Giustizia, Lotta fino all'alba e Delitto all'isola delle Capre, che gli aprirono la strada dei palcoscenici internazionali. È stato definito "dopo Pirandello, il più intenso e profondo drammaturgo italiano della prima metà del Novecento".


mercoledì 5 maggio 2021

Piccola Nuvola di primavera


 
Dopo l'acquata le nuvole,pronte,
pigliano il volo, scavalcano il monte.
Or con la gonna di velo sottile,
la più pigra s'impiglia al campanile.
_Lasciami , con codesta banderuola;
mi strappi tutta!Son rimasta sola!_
Ma il campanaro senza discrezione
le risponde col campanone!
Che sobbalzo, che sgomento!
Per fortuna c'era il vento
che con tutta galanteria
la piglia e se la porta via.
La porta a spasso lieve lieve
sul torrente, sulla pieve;
tutto il mondo le fa vedere,
tetti rossi ,maggesi nere....
E che brillio di vetri e foglie!
Quanti bambini lungo il rio!
Quante vecchie sulle soglie!
Che festa, che chiacchierio!
Bimbi e rondini a strillare,
e bucati a salutare,
e ragazze alla finestra.......
ed il poeta a stillarsi la testa!
O primavera, uccelletto fuggitivo,
tu canti , io scrivo. 
 
Ugo Betti.
 

 

sabato 21 novembre 2020

Schiarita di Novembre

Schiarita di Novembre
al tuo breve sereno
gia' il camposanto di fioretti è pieno.
Di solingo giardino
quasi marmoree panche,
aspettano le tombe,al sole,bianche.
L'erba,che ai sogni invita,
come d'aprile è folta:
gonfiano le radici un'altra volta.
Che Aprile sia tornato
e l'amoroso affanno,
dentro la terra i Morti crederanno.
Schiarita di Novembre,
al pallido sereno,
il camposanto di fioretti è pieno.

Ugo Betti 


Ci donarono