domenica 31 gennaio 2021
Ghirlandetta dei mesi
mentre la neve fiocca fiocca fiocca.
❄·͙ ☆ *̣̥★ˎˊ Buonanotteˏ ˋ ★ˎˊ*̣̥☆·͙❄
L'Altra Metà' Del Cielo
La poesia è..........
IL PUPAZZO DI NEVE
Domenica
Domenica! il dì che a mattina
sorride e sospira al tramonto!...
Che ha quella teglia in cucina?
che brontola brontola brontola...
È fuori un frastuono di giuoco,
per casa è un sentore di spigo...
Che ha quella pentola al fuoco?
che sfrigola sfrigola sfrigola...
E già la massaia ritorna
da messa;
così come trovasi adorna,
s’appressa:
la brage qua copre, là desta,
passando frr come in un volo,
spargendo un odore di festa,
di nuovo, di tela e giaggiolo.
La macchina è in punto; l’agnello
nel lungo schidione è già pronto:
la teglia è sul chiuso fornello,
che brontola brontola brontola...
Ed ecco la macchina parte
da sè, col suo trepido intrigo:
la pentola nera è da parte,
che sfrigola sfrigola sfrigola...
Ed ecco che scende, che sale,
che frulla,
che va con un dondolo eguale
di culla.
La legna scoppietta; ed un fioco
fragore all’orecchio risuona
di qualche invitato, che un poco
s’è fermo su l’uscio, e ragiona.
È l’ora, in cucina, che troppi
due sono, ed un solo non basta;
si cuoce, tra murmuri e scoppi,
la bionda matassa di pasta.
Qua, nella cucina, lo svolo
di piccole grida d’impero;
là, in sala, il ronzare ormai solo
d’un ospite molto ciarliero.
Avanti i suoi ciocchi, senz’ira
né pena,
la docile macchina gira
serena,
qual docile servo, una volta
ch’ha inteso, nè altro bisogna:
lavora nel mentre che ascolta,
lavora nel mentre che sogna.
Va sempre, s’affretta, ch’è l’ora,
con una vertigine molle:
con qualche suo fremito incuora
la pentola grande che bolle.
È l’ora, s’affretta, nè tace,
che sgrida, rimprovera, accusa,
col suo ticchettìo pertinace,
la teglia che brontola chiusa.
Campana lontana si sente
sonare.
Un’altra con onde più lente,
più chiare,
risponde. Ed il piccolo schiavo
già stanco, girando bel bello,
già mormora, in tavola! in tavola!
e dondola il suo campanello.
sabato 30 gennaio 2021
Un Poeta al Giorno Antonio Colinas 📖 🖋
LITANIA DEL CIECO CHE VEDE
Che il celeste pane del firmamento
mi nutra fino all'ultimo sospiro.
Che i campi così fieri e così puri
siano buoni per me, sempre più buoni.
Che se d'estate mi si infiammano le mani
con cardi, con ortiche, all'arrivo dell'inverno
li senta come brina sul mio tetto.
Che quando penserò di esser caduto
perché mi hanno atterrato,
sia solo perché mi sto inginocchiando.
Che se qualcuno mi colpisce forte
senta solo la brezza dei pini, il mormorio
della fonte serena.
Che se la vita è finire
col cigolare in alto nel cielo, banderuola,
lassù in cima mi calmi per sempre,
si dissolva il mio ferro nell'azzurro.
Che se qualcuno, inatteso, venne per strapparmi
quanto seminai e piantai implorando le nuvole,
diventi io nuvola, diventi pianta,
che i miei due occhi siano ancora semi
negli occhi senza lacrime del cane.
Che la malattia serva per curarmi,
sia l'inizio della rinascita.
Che se bacio e il labbro ha il sapore della morte,
amor vinca la morte in questo bacio.
Che se domino la mia mente e freno i miei passi
che se chiudo la bocca per dirti tutto,
e smetto di sfiorare il tuo sangue già sparso,
che se chiudo gli occhi e vinco senza lottare
(vittoria in cui nulla sono e nulla ottengo),
possa avere te, silenzio della cima,
o questo sole abbattuto che è la neve,
dove il nulla è tutto.
Che respirare in pace la musica non sentita
sia l'ultimo desiderio, ben sapete
che, per chi respira
in pace, tutto il mondo
è già dentro di lui e in lui respira.
Che se la morte insiste,
che se l'età avanza, e tutto e tutti
intorno a me sembrano andarsene di fretta,
mi vinca il mondo infine in quella luce
che crepita.
E il suo fuoco
mi disfi a poco a poco, come fiamma
di candela, adagio, molto adagio,
come girano lassù inebriati i pianeti.
Antonio Colinas
Livia Drusilla
Roma, 30 gennaio58 a.C. – Roma, 29)
(Mahatma Gandhi, 2 ottobre 1869 ~ 30 gennaio 1948)
venerdì 29 gennaio 2021
MONTI DEL MUGELLO
Mare di legna verde,
cavalloni di pietra,
nidi di venti
sorgenti di fiumi
grappoli di pecore
sentieri di ciottoli,
pace e silenzio.
Aria che taglia i polmoni
selve di lupi,
di castagne e di rupi
nei panni di boscaiolo
beatamente mi riposo
LA LIMONAIA
Io l'ho vista la vecchia
che trascinava un carretto
carico di limoni,
bagnata di pioggia
e sudicia di miseria.
Si ferma davanti ai palazzi
dei ricchi,
dove c'è un tabernacolo
della Vergine.
Si arrovescia le tasche;
alcuni spiccioli,
misero quadagno,
e mette una monetina
nella cassetta vuota
e gira l'angolo.
La ritrovo con gli occhi
fissi al cielo,
accovacciata sopra i limoni
ed era morta.
Mario BartoliniMario Bartolini
NEVE
giovedì 28 gennaio 2021
Fausto Papetti
Cascatelle
Cascatelle Le cascatelle fresche e chiacchierine che scendono dall'alpe nuvolosa, e a frotte a frotte, per la via rocciosa, brillano più...
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Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Ba...
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(Roma, 28 gennaio 1946 – Roma, 12 aprile 2019) è stata una cantante e astrologa italiana.
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« Miei cari amici vicini e lontani buonasera » ( Palermo , 20 settembre 1902 – Rodello , 24 gennaio 2002 ) è stato un conduttore radio...






























