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martedì 19 ottobre 2021

Veleno

 

Veleno

 Era in sostanza un alchimista e forse 
aveva nel mondo una meta;

 ma per disgrazia un brutto dì s'accorse 
che invece era un poeta.

Forse è il contrario: era un poeta, un'aurea 
sperduta figura d'artista; 
ma un giorno si distrasse ed una laurea 
lo proclamò alchimista. 

Poetò, distillò, secondo i casi, 
errando, annoiandosi assai. 
Concentrò qualche volta acidi e basi, 
ma il suo cervello mai. 

Finché, sdegnato, ruppe le sue bocce 
con tutti i suoi vani reagenti 
e conservò soltanto alcune gocce 
torbide, strane, ardenti, 

che chiamò "versi" e versi son più o meno, 
ma sanno di lacrime amare! 
Le distillò lui stesso da un veleno 
che non poté gittare, 

che giornalmente gli corrode il cuore, 
i nervi, la mente intristita, 
ma ch'egli beve ancor come un liquore

terribile: la Vita...

Alberto Cavaliere

sabato 19 ottobre 2019

Il tesoro


 
Perché, perché nella snervante attesa
d'un sovrumano giorno, d'un'aurora
che non sorgerà mai, non ho compresa
la bellezza indicibile dell'ora

che fugace passava? E si scolora
la dolce giovinezza, ah vilipesa,
non vista! E già, nel cuor che si disfiora,
l'incubo della grande ombra mi pesa.

Sento quasi sfuggir dalle mie dita
il tesoro dolcissimo e stupendo
che per due volte non dà mai la vita;

e sulla mano ch'oggi avida tendo,
non cade che una foglia inaridita
dai primi geli e che alla terra rendo.
 
Alberto Cavaliere

Pioggia autunnale


 
E piove! Non c'è più, nel grigio sfondo
del cielo, che una volta senza luce,
da dove un ragno smisurato cuce
la sua liquida trama intorno al mondo.

È bella la tempesta, quando schiaccia
la terra con un impeto omicida
e il tuono, folle, lancia la sua sfida
urlando con dileggio e con minaccia.

Amo la breve e garrula bufera,
che scroscia, fischia, schianta all'improvviso,
quando l'azzurro mesce il suo sorriso
al primo pianto della primavera:

l'umido odore della terra invade
l'aria, su su pei teneri germogli,
e la malinconia dei rami spogli
si veste di promesse e di rugiade.

Ma questa pioggia che, spietata, insiste,
lenta, uguale!... Nei fiori devastati
è il profumo dei giorni dissipati,
come un sospiro rassegnato e triste.

Non fu, l'estate, che un fugace inganno,
col suo cielo, i suoi doni, i suoi stupendi
sogni... Fa quasi freddo : tu rammendi
le mie maglie di lana dell'altr'anno.

Rammendi e taci. Piove. Io taccio e fumo.
La vita è assente, come nube immota.
Piove. Il mio cuore è una boccetta vuota,
da cui s'esala l'ultimo profumo.

Piove, piove... Non so, l'anima alloggia,
come quel cielo, un ragno smisurato.
Dov'è il mondo dei sogni? È dileguato,
avvolto nella bruma della pioggia,

che, lenta, cuce intorno al mio cervello
l'implacabile rete che lo assilla.
Nevrastenia... Tu no : sei più tranquilla;
tu dici: - Piove! Comprerò l'ombrello... -
 
Alberto Cavaliere

Alberto Cavaliere


 

(Cittanova, 19 ottobre 1897Milano, 7 novembre 1967)
è stato un poeta, giornalista e politico italiano.
Dotato di una straordinaria capacità nel creare versi in rima, appena dodicenne venne espulso dal collegio per una poesia che satireggiava i suoi professori: un componimento caustico ma dalla metrica ineccepibile.
Alberto Cavaliere viene spesso ricordato per la sua Chimica in versi, originale libro scaturito da un esame non superato all'Università. Non scoraggiato dal fallimento, decise di rendere in versi l'intero corso di Chimica Generale; si ripresentò davanti al docente e cominciò, ad ogni domanda, a sciorinare le sue rime, superando l'esame, davanti al professore dapprima spiazzato poi meravigliato dall'abilità poetica del suo alunno. Laureatosi in Chimica all'Università di Roma, si trasferì a Milano dove esercitò per un breve periodo la professione di chimico, poi abbandonata per dedicarsi alla satira in versi ed al giornalismo. Durante il fascismo, Cavaliere partecipò all'opposizione contro il regime. Sposato con un'ebrea russa di nome Fania Kauffmann e con due figli (Alik, poi scultore, e Renata, poi pediatra) considerati ebrei dalle leggi razziali allora vigenti, Cavaliere è costretto a 17 lunghi mesi di fuga e clandestinità fino alla Liberazione. La suocera e la cognata Sofia Schafranov sono deportate ad Auschwitz. Nel 1945 Cavaliere raccoglierà la testimonianza della cognata, una dei pochi sopravvissuti dalla deportazione, nel libro: I campi della morte in Germania nel racconto di una sopravvissuta, in quello che è il primo memoriale di un reduce di Auschwitz ad essere pubblicato in Italia.La popolarità acquisita da Cavaliere nell'immediato dopoguerra convinse il partito a candidarlo nel 1951 al Consiglio Comunale di Milano e due anni dopo alle politiche. Entrambe le candidature si rivelarono vincenti, ottenendo voti di preferenza maggiori di tanti politici di professione. Deputato per il P.S.I. nella legislatura 1953-1958, non perse la sua vena poetica, presentando argute e pungenti interrogazioni parlamentari in versi che, secondo molti, gli costarono la ricandidatura. Il 30 ottobre 1967, una motocicletta lo travolse a Sanremo. Ricoverato nell'ospedale locale e poi trasferito a Milano, morì la mattina del 7 novembre, dopo una notte passata in rianimazione. Dopo la cremazione, le sue ceneri vennero poste al Cinerario di Levante del Cimitero Monumentale di Milano, nella tomba 79, che in seguito ospiterà anche le ceneri del figlio Alik, noto artista e docente. Il Comune di Milano gli intitolò una via, mentre il suo paese natale, Cittanova, gli intitolò una piazza e nel 1973 commissionò, in sua memoria, una scultura al figlio Alik.

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