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mercoledì 3 dicembre 2025

Radici

Radici

E' bello la sera sentire
il taglio duro delle stoppie
bruciarti la pelle
il suono secco delle paglie
schiacciarsi sotto il piede
e l’allodola spaventata
salire salire salire…
Allora tu
uomo
la faccia 
sopra quella della terra
affondi la mano
nel calore forte di una crepa
e discendi
Nello Vegezzi

venerdì 3 dicembre 2021

Il Po.

 

 

Il Po.

calmo
rispecchi
antichi castelli
di fronde turriti
gonfi
 borbotti
i piedi mi bagni
fiume che hai?
Ti secca
lo so
correre chiuso
entro due rive

Nello Vegezzi

martedì 3 dicembre 2019

Terra.


 
Calda
docile
mia terra
pesante aratro
ti porta
alla luce
al calore
del sole
che alto
lassù
alto
infuocato
di raggi
roventi
penetra
le dure
zolle
ne fà
friabile
terra
chè
distesa
accoglierà
il seme
caldo
docile
mia terra.....
 
Nello Vegezzi

Primavera


circondata
dai fili verdi
del giovane grano
cresce una viola
profuma
mi piego a guardarla
non oso a toccarla
mi lascio andare
al vecchio tronco
passo una mano
sulla corteccia
infilando le dita
nelle vie crepe
della scorza
mi par di sentire
scorrere la viva linfa
addossato al tronco amico
introduco nei miei occhi
il verde grano il violetto
della piccola sola viola
poi guardo il grande cerchio
che scompare laggiù lontano
all'orizzonte
il  sole appare enorme
rosso fiammeggiante dietro gli alberi
tutt'attorno l'essere si svela
la quercia si fa più presente
la violetta si fa più viola
il verde umido del grano
si fa più verde e presente
all'imbrunire della natura pare
rinascere muta dai contorni
più netti più vivi
sale la luna imbianca le cose
le colma di vita e presenza
io
più presente più vivo
fuggo quasi via sul viottolo
biancheggiante
ho in tasca un sasso lo premo
nella mano a toccare il sole..

Nello Vegezzi

Esserci




vecchio vecchio leccio
quant’anni c’ai
sei gobbo sghembo
hai la panza
picchio tarlo vento
ti han roso dentro
tronche hai le braccia
secche le dita
epperò sei in vita
e pur io ci sono


Nello Vegezzi

Nello Vegezzi


 
Giuseppe Vegezzi detto Nello
(Piacenza, 3 dicembre 1929Turro, 6 giugno 1993)
è stato un poeta, regista, pittore e scultore italiano.
Nel 1948 consegue la maturità classica e si iscrive alla Facoltà di Medicina di Parma. Dal 1954 coltiva una passione per il cinema; tra i suoi autori preferiti Dziga Vertov, Carl Theodor Dreyer, Sergej Ėjzenštejn. Questa passione lo porterà ad abbandonare l'università per trasferirsi a Parigi per studiare presso l'Institut de Haute Etudes du Cinema, dove si diplomerà nel 1958 in regia.Tornato in Italia, intraprende a Roma la sua esperienza di aspirante regista, dedicandosi alla stesura di sceneggiature, copioni, progetti. Nel 1962 una sua sceneggiatura trova l'interesse di un produttore e inizia a girare Katarsis, film horror ispirato al Faust, con un buon cast. La produzione però si rivela fragile e fallisce e il film non avrà distribuzione nella versione originale ma in una versione apocrifa modificata dai produttori, con il titolo di Sfida al diavolo. Dopo questa esperienza negativa, Vegezzi cade in una grande depressione, cui seguiranno anni di solitudine e melanconia.Torna a Piacenza nel 1965 e trova nella poesia e nella pittura nuove forme di esperienza ed espressione e, a partire dal 1968 partecipa attivamente agli anni della contestazione, diventandone un simbolo nella sua città. Nel 1969 esce il suo primo libro, Dal dissenso alla esteterotica, in cui assume posizioni fortemente anticapitalistiche e antimperialistiche, schierandosi, in sintonia con le teorie di Marcuse e Wilhelm Reich, per la "rivoluzione sessuale" e per il cambiamento radicale della società. Il libro subisce un processo per oscenità e venne provvisoriamente ritirato dalle librerie; in difesa del poeta intervengono, con giudizi critici e testimonianze, Pier Paolo Pasolini, Andrea Zanzotto, Dacia Maraini, Francesco Leonetti, Giambattista Vicari. Nel 1971 presso la Libreria Romagnosi di Piacenza si tiene la prima mostra delle opere pittoriche e scultoree di Vegezzi, nella quale vengono esposte le "accattoplastiche", sculture realizzate con materiali di fortuna o di recupero, come rami, radici, pezzi di metallo. Negli anni settanta pubblica Le radici dell'esserci (1972), Libro aperto (1977) e Una estate un inverno (1978), raccolte di poesie in cui riprende le tematiche già trattate nel primo libro, aggiungendovi liriche idilliache e ispirate alla natura e alla vita di campagna. Negli anni ottanta escono Un amore così (1984) e La terra ed io (1986), precedute nel 1981 dalla ristampa di Dal dissenso all'esteterotica. Nel 1982 allestisce nei giardini della Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, a Piacenza, il Labirinto della 'Topotopatopoerotica, una performance ironica e allusiva alla necessaria erotizzazione dei rapporti umani e sociali. Prima della mostra, un folto gruppo di amici, conoscenti e appassionati, recanti con sé le sculture di topi e tope, dà vita a un corteo per il centro storico, che giunse fino al cuore della città, Piazza Cavalli, dove viene messa in scena una danza erotico-musicale, scandita dalla lettura delle poesie di Vegezzi.Nel 1992 il critico ed editore Vanni Scheiwiller, che già pubblicò alcune poesie di Vegezzi ne I quaderni del Quagliodromo del 1974, pubblica una raccolta antologica delle poesie di Nello scritte tra il 1967 e il 1991, Le radici dell'esserci e altre poesie scelte. Nello Vegezzi muore investito da un'automobile mentre si reca a Turro, suo paese natio nella provincia piacentina

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