Rendi grazia al Signore.
E se di gioia non sai cantare
contentati d'ascoltare.
Ascolta gli uccelli
che si svegliano al mattino
e rendono grazia al Signore
con un inno istintivo;
l'insetto che buca la zolla,
la foglia che trema sul ramo,
il sole che scuce il ricamo
delle stelle,
l'aratro che spacca la terra,
l'umile bove potente
e tutta la gente
che soffre e si mette a cantare
prima d'incominciare.
E se d'amore non sai cantare,
contentati d'ascoltare.
Ascolta le chiare parole
che balbettano le fontane,
il mugolio del cane
sulle peste del padrone,
la rondine che pilucca sul balcone
come aspettasse qualcuno,
le ninnenanne
dei palazzi e delle soffitte,
la pioggia che sazia i solchi
e picchia fra i rami,
le nostalgie dei violini,
le sinfonie del mare,
il brusio di tutte le cose
sull'albaggiare.
E se a gloria non sap cantare,
contenti di guardare.
Vedrai come si scuota
dal sonno profondo la terra
stendendo lunghesso i mari
le rugiadose braccia
mentre dal suo grembo sale
un vapore d'incenso.
Vedrai come tutto all'ingiro
sia batter di palpebre lievi,
sia quasi un bagliore di nevi
sotto la luna.
Poi un frullio d?ali immense,
un improvviso luccichio di vetri,
lo strepito d'una fanfara
che s'avvicina.
Allora congiungi le mani;
è quella la tua mattina.
Rendi grazie al Signore
d'averti serbato
gli occhi per guardare,
le orecchie per ascoltare,
le mani per benedire,
l'anima capace di sentire
il miracolo che si rinnova;
e inginocchiati al suo cospetto
senza parlare,
perchè l'umil tuo gesto è più degno
del più alto canto.
Taci, piegato sul divino segno;
è quello il tuo Sabato Santo.
Auro D 'Alba.
lunedì 17 agosto 2026
Rendi grazia al Signore.
Maureen O'Hara
Maureen O'Hara nata con il nome di Maureen FitzSimons
(Dublino, 17 agosto 1920 – Boise, 24 ottobre 2015),
domenica 16 agosto 2026
Amigos, vamos a bailar
O Mariolita di Santa Fè,
quando nell'ombra ti stringo a ma;
la tua boccuccia sorride e fa;
"AMIGOS ,UE'.........VAMOS A BAILAR..."
Un pappagallo dal cielo blu
a quel richiamo scende giù
e tra le foglie ripete e fa:
"AMIGOS ,UE'.........VAMOS A BAILAR...."
Mariuccia, olè!
Le gambe mi traballano
ma ancora ballano,
ma ancora ballano,
Mariuccia, olè!
Se mi vuoi bene bèsame,
Mariuccia, besame
con todo el corason.
Amore, amor...Non esitar!
lassù la luna che spunta
i cuor nostalgica ammanta
nell'oscurità!....
Un suonatore di bandoneon
con lo strumento sul corazon,
ci guarda un poco, sorride e fa;
"AMIGOS ,UE'.........VAMOS A BAILAR..."
Rumba di Darena - Nisa
La collaboratrice
La collaboratrice
Ornella scrive. Sa far l'aste dritte,
gl'i col puntino, gli o che sembran ova;
parla di medie orali e medie scritte,
e superato ha già la prima prova.
Ogni giorno che torna dalla scuola
e ci porta a casa una novità;
nella bocca un'esotica parola,
e non più "mamma" dice, o no! "Maman!"
Scrivere le maiuscole è il suo vanto;
contar sa fino a cento e ancor di più;
ieri mi disse: Ho lavorato tanto!
Cinque righe di Gi, sette di Vu!
Sa che il sole sta fermo e il mondo gira,
tutti i nomi de' giorni e le stagioni;
che di cento centesimi è la lira;
perchè c'è vento, pioggia, lampi e tuoni!
Domanda al fratelli:Che cosa è quello?_
E Mario un po' stupito;_Ma _la gatta!_
_La gatta...e poi che altro? Ignorantello!
E' un quadrupede!_e ride soddisfatta.
Oggi mi ha detto seria:_Ascolta zio,
quando non scriverò più tanto male,
ti porterò qualche novella anch'io,
e tu la stamperai nel tuo giornale!
Pasquale De Luca
Loris Gizzi
Loris Gizzi
(Roma, 16 agosto 1899 – Roma, 6 ottobre 1986)
è stato un attore italiano di cinema, teatro, radio e televisione.
16 agosto Sant' Ugolina di Vercelli
16 agosto Sant' Ugolina di Vercelli
Vergine ed eremita
Vercelli, 1239 - Vercelli, 16 agosto 1300
Emblema: Giglio
Che ragazzina coraggiosa è Ugolina! Nasce a Vercelli nel 1239. I suoi genitori sono ricchissimi e nobili, i de’ Cassinis. Ugolina è dolce, bella e buona. Figlia unica, è molto amata da papà e mamma. A dieci anni aiuta i poveri e prega per loro. Ugolina si sente vicina ai pellegrini e quando la loro meta è la Terra Santa, dove è nato e vissuto Gesù, dona ancora più cibo e denaro. Ugolina ha quattordici anni quando la mamma muore. Il papà comincia ad essere tentato di sedurre la figlia. Un fatto gravissimo sta per capitare in questa famiglia una volta felice, ma le preghiere di Ugolina e il suo comportamento saggio tengono a freno le cattive mire del padre snaturato. Ugolina confida a una sua amica, Libera, di voler andare via da casa. Libera le consiglia di aspettare l’ispirazione di Dio. La ragazzina decide di scappare quando il padre è via per affari. Il giorno dopo il padre si reca a Torino. Ugolina si traveste da uomo, indossa un cappuccio e corre verso il bosco. Corre senza curarsi di sassi e rami che incontra per la strada, senza timore di essere assalita dagli animali del bosco, da un cinghiale o da una biscia. Si ferma davanti alla Chiesa Santa Maria di Betlemme. Accanto vi è una stanzetta disabitata, fatta costruire da un eremita. Ugolina, ispirata dallo Spirito Santo, si ferma e non va più via. Si finge uomo, si fa chiamare Ugo o Ugone, vive da sola, mangia pochissimo e prega molto. Solo un sacerdote e la sua amica Libera conoscono il suo segreto. Tutti in paese si recano da lei per ricevere consiglio, conforto, preghiere e non dubitano del cambio di identità. Lei per quarantasette anni ascolta e parla attraverso una finestra, senza mai mostrarsi. Un giorno una povera vedova la supplica di accoglierla per salvarla dalla persecuzione di un malvagio procuratore. Ugolina la ospita e le svela il suo segreto. Nella vicina piccola chiesa appare un angelo che rivela alle due donne che il procuratore sarebbe stato punito e condannato, cosa che subito dopo si avvera. Ugolina muore nel 1300. La folla accorre e apprende la verità: Ugone è Ugolina, figlia del ricco e nobile de’ Cassinis, scappata via da casa a quattordici anni. La sua tomba, situata nella vicina chiesa, diventa meta di pellegrinaggio e si narra di tanti miracoli avvenuti in questo luogo. A fianco della Chiesa di Santa Maria di Betlemme, tuttora esistente a Vercelli, è sorto il Convento Santa Maria di Billiemme (cioè da Betlemme), oggi abitato dai Padri marianisti, subentrati ai francescani.
Autore: Mariella Lentini
Sapete perché i potenti
San Rocco
San Rocco è considerato protettore dei cani per via di una toccante leggenda: mentre si trovava malato di peste, isolato in una grotta per non contagiare gli altri, un cane — secondo alcune versioni un Breton o uno Épagneul Breton — gli portava ogni giorno un pezzo di pane rubato dalla mensa del suo padrone, e persino gli leccava le ferite. Grazie a questa cura silenziosa e fedele del suo piccolo compagno, San Rocco guarì, e la straordinaria devozione dell’animale fece sì che, nel tempo, il cane divenisse simbolo permanente di protezione nei confronti del santo stesso.
sabato 15 agosto 2026
la principessa cieca
La povera principessina,
quando suona la campana della sera,
chiama la sua sorellina
e si fa pettinare davanti alla specchiera.
Allora sente due piccole mani
sfiorarla, come uccellini...
Sente il pettine passare
dolcemente nei capelli fini....
Poi sente i broccati frusciare...
E poi freddi, massicci gioielli
sente gravare sui capelli...
E così tutta si copre di perle e d'oro vecchio,
La principessina cieca
seduta davanti allo specchio!
Ed ad un balcone sole sole
se ne vanno le due sorelle;
si dicono lievi parole
sotto le dondolanti stelle:::
_Sorella, che sarà quest'ambascia?
_Sarà la luna che tutta ti fascia....
E' nata su da un campanile
per mettere un lume in ogni tuo monile!
_Sorella, come sono stasera?
_Sei tutta bianca!
Sei una che ascolta una musica...
E un poco si curva, come stanca
di portare tanti gioielli,
tante trecce di capelli...
Ma quando rintoccano l'ore
da tutte le torri assorte,
la principessina si fa rossa, il cuore
le batte forte forte...
Ascolta, curva sulla via...
E allora la sua sorellina
sempre le dice quella bugia,
e le sussurra ch'egli è venuto,
il suo corteggiatore sconosciuto!
_Sorellina, sorellina, com'è?
_ Cammina nell'ombra...
E' come il figlio d'un re!
_Sorellina, come si chiamerà?
_Nell'ombra cammina,
guarda questo balcone...
Assai dolce sarà il suo nome...
_Sorellina, come sarà
che non si sente a camminare?
_E' nata l'erba nella contrada.
E' come il velluto ingemmato di rugiada...
E' nata l'erba tra i neri sassi...
Egli cammina ma non s'odono i passi!
Ecco svolta laggiù,
è passato...Non si vede più!
E ad un balcone , sole, sole,
restano le due sorelle....
E più non dicono parole
sotto le lontane stelle.
La notte è come un nero mare
con qualche lumicino a dondolare...
_Com'è fredda, la tua manina...
Perchè sospiri?
Perch'è sospiri, sorellina?_
Ugo Betti
Vittorio Caprioli
Vittorio Caprioli
(Napoli, 15 agosto 1921 – Napoli, 2 ottobre 1989)
è stato un attore, regista, sceneggiatore e cabarettista italiano.
Rendi grazia al Signore.
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