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giovedì 1 settembre 2022

Le fatiche dell'inverno

 

 

Partiti gli uccelli,
il vento invase la montagna
e le portò via tutti i colori
e soffocò
tutte le melodie del bosco.
Tutto nero divenne il bosco
e gli alberi, seri e imbronciati,
scotevano i rami disperatamente.
Poi venne la neve
e incappucciò di bianco le rocce,
gli alberi, tutto.

Sotto quel mantello bianco
s'indovinava il fremere
delle betulle giovani
le quali si piegavano un poco
sotto il gran peso,
poi con sforzo disperato
si risollevavano, e la neve,
« plaf!» cascava giù.
Cosi di tratto in tratto le betulle
che riuscivano a risollevarsi
segnavano una riga nera
su quel biancore infinito.

G. P. Reynaudo

Allegri bimbi

 

Girotondo, girotondo!
Quanto bello c'è nel mondo!
C'è il gran sole su nel cielo!
c'è la rosa sullo stelo,
c'è la luna da guardare,
c'è la barca in mezzo al mare,
c'è il gorgheggio dell'uccello,
c'è lo scorrer del ruscello, c'è nel campo, sotto il vento,
biondo il gran che ondeggia lento,
c'è il guizzare della fiamma,
c'è il sorriso della mamma!
Girotondo, girotondo,
quanto bello c'è nel mondo!
 
P. Reynaudo

Giacomo Paolo Reynaudo



(1888-1959)

Nato alla borgata Duranda di Brossasco, visse per molti anni a Firenze. Giornalista e letterato, esordì nel 1916 con un gruppo di poesie raccolte nell’antologia “Poeti nuovi”. Nel 1925 assunse un ruolo di dirigente nella Editrice Bemporad Marzocco e nel 1948 divenne direttore del settimanale “Il Corriere dei Ragazzi”. Dal giornalismo battagliero più acceso divenne in quegli anni narratore per ragazzi. Pubblicò alcuni libri per ragazzi tra cui, nel 1946, la “Vita di Pierre” nel quale il Reynaudo, di famiglia contadina, racconta il tempo della sua infanzia, il lavoro, la scuola e i suoi sogni, trascorsa sulle montagne di Brossasco.


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