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sabato 6 aprile 2019

Chi ha carità non ha vergogna,



Chi ha carità non ha vergogna,

né timore, né ansietà;

Chi ha carità sempre guadagna

dove altri perdono;

tanto più dà, tanto più abbonda,

va libero e sicuro dove altri muiono.

Marguerite Porete

Pensieri di Margherita Porete nell’ultima notte di vita






Parigi che divampa nello specchio
per me argenteo dell’acquamanile
(lavato offrirò il corpo al fuoco, al mondo).
L’acqua e i suoi ponti visitano l’occhio
del mio vigilare e i pesci devono
respirare la neve dell’inverno
lunghissimo che s’apparecchia (sete
verità: mia: nostra
): bussano.

Entrate, Signora, stella cometa
che non vanisce, ma dimora e cresce.
Vi appresto questo tappeto di gocce
scintille della fronte, acqua secreta
nell’angoscia lucente che a tutti
mi unisce i viventi – e nell’intelletto
che ci fa grande cosmo di pensiero
e guizza dentro l’acqua, sfiora tutti
i fondali dell’essere, s’immerge
fino nella radice della voce
nascosta, insistente, albeggiante: lì si scioglie.
Sfiorando perle di rugiada (sorge,
ecco sorge) incedete verso l’occhio
che fu io, ch’è l’essere quando a se stesso
torna. Il cosmo pensante si dissolve
in dolcezza, nel fuoco e nello specchio.

Marguerite Porete

Margherita Porete



Il primo giugno 1310, a Parigi, veniva consegnata al rogo Margherita Porete. La sua colpa era di aver composto e continuato a diffondere dopo una prima censura Lo specchio delle anime semplici, un libro di argomento mistico che personificava e faceva dialogare l’anima, la ragione, l’amore. Margherita donna di buona cultura, scrive in francese, la sua lingua materna, attirando la censura di un mondo “maschio”, quello accademico e quello ecclesiastico, che si esprime in latino. Non è però l’unica a scegliere il volgare e ad aprire nuove strade. Sono gli stessi anni in cui Dante si fa portavoce di una cultura laica “alta”, che nelle lingue volgari cerca espressione e affermazione. Ma sono anche gli anni dei processi, per esempio quello dei Templari, dell’irrigidimento delle istituzioni ecclesiastiche, del disciplinamento delle nuove forme di religiosità e di spiritualità, delle censure. Forse troppo perché una donna come Margherita, così colta da scrivere con uno stile che ricorda l’amor cortese e che interpreta le istanze di una nuova spiritualità, ma che è capace di essere apprezzata da alcuni maestri dell’università. Margherita del resto si misura con la tradizione e con i suoi contemporanei, proponendo un percorso filosofico diverso e che interroga discipline e sistema dei saperi. Il processo a cui fu sottoposta, dall’esito non scontato, fu un evento pubblico di grande rilievo e furono consultate decine di teologi. Margherita non si difese e non abiurò.

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