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venerdì 21 marzo 2025

Era sbocciata la rosa





Era sbocciata la rosa
alla luce del mattino,
così rossa di tenero sangue
che la rugiada si scostava;
così accesa sullo stelo
che la brezza si bruciava.
E che alta! E come splende!
Era tutta sbocciata!

Federico García Lorca

domenica 5 giugno 2022

Il mio paradiso...

 

Il mio paradiso...

... un campo senza usignolo né lire,

con un fiume discreto e una fontanella.

Senza lo sprone del vento sopra le fronde

né la stella che vuole essere foglia.

Una grandissima luce

che fosse lucciola di un'altra,

in un campo di sguardi viziosi. Un riposo chiaro e lì i nostri baci,

nèi sonori dell'eco,

si aprirebbero molto lontano.

Il tuo cuore ardente, niente più.
 
 
Federico Garcia Lorca

giovedì 26 agosto 2021

Agosto

 


Controluce a un tramonto
di pesca e zucchero.
E il sole all’interno del vespro,
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.
 
Federico Garcia Lorca

sabato 5 giugno 2021

Luna

 

Luna

La luna venne alla fucina
col suo sellino di nardi.
Il bambino la guarda, guarda.
Il bambino la sta guardando.

Nell’aria commossa
la luna muove le sue braccia
e mostra, lubrica e pura,
i suoi seni di stagno duro.

Fuggi luna, luna, luna.
Se venissero i gitani
farebbero col tuo cuore
collane e bianchi anelli.

Bambino, lasciami ballare.
Quando verranno i gitani,
ti troveranno nell’incudine
con gli occhietti chiusi.
Fuggi, luna, luna, luna
che già sento i loro cavalli.

Bambino lasciami, non calpestare
il mio biancore inamidato.
Il cavaliere s’avvicina
suonando il tamburo del piano.
nella fucina il bambino
ha gli occhi chiusi.

Per l’uliveto venivano,
bronzo e sogno, i gitani.
le teste alzate
e gli occhi socchiusi.

Come canta il gufo,
ah, come canta sull’albero!
Nel cielo va luna
con un bimbo per mano.

Nella fucina piangono,
gridano, i gitani.
Il vento la veglia, veglia.
Il vento la sta vegliando.

Federico García Lorca

 

venerdì 5 giugno 2020

Mezza Luna



La luna cammina sull'acqua
com'è tranquillo il cielo!
 
Va segando lentamente
il tremore vecchio del fiume
mentre un ramo giovane
la prende per uno specchio.

(Federico Garcia Lorca)

Pioppo morto


Non sarai più la culla
della luna,
né il magico riso
della brezza
né il bastone di una stella
a cavallo.
Non tornerà la primavera
della tua vita,
né vedrai fiorire
i seminati.
Sarai nido di rane
e di formiche.
Avrai per capelli
le ortiche
e un giorno lo corrente
porterà via lo tua corteccia
tristemente.
Vecchio pioppo!
Sei caduto nello specchio
dello stagno addormentato.
 


Federico Garcia Lorca

Elegia del silenzio


Silenzio, dove porti
il tuo vetro appannato
di sorrisi, di parole
e di pianti dell'albero?
Come pulisci, silenzio,
la rugiada del canto
e le macchie sonore
che i mari lontani
lasciano sul bianco
sereno del tuo velo?
Chi chiude le tue ferite
quando sopra i campi
qualche vecchia noria
pianta il suo lento dardo
sul tuo vetro immenso?

Dove vai se al tramonto
ti feriscono le campane
e spezzano il tuo riposo
gli sciami delle strofe
e il gran rumore dorato
che cade sopra i monti
azzurri singhiozzando?

L'aria dell'inverno
spezza il tuo azzurro
e taglia le tue foreste
il lamento muto
di qualche fonte fredda.

Dove posi le mani,
la spina del riso
o il bruciante fendente
della passione trovi.

Se vai agli astri
il solenne concerto
degli uccelli azzurri
rompe il grande equilibrio
del tuo segreto pensiero.

Fuggendo il suono
sei anche tu suono,
spettro d'armonia,
fumo di grido e di canto.
Vieni a dirci
la parola infinita
nelle notti oscure
senza alito, senza labbra.

Trafitto da stelle
e maturo di musica,
dove porti, silenzio,
il tuo dolore extraumano,
dolor di esser prigioniero
nella ragnatela melodica,
cieco per sempre
il tuo sacro fonte?
Oggi le tue onde trascinano
con torbidi pensieri
la cenere sonora
e il dolore del passato.
Gli echi dei gridi
che svanirono per sempre.
Il tuono remoto
del mare, mummificato.

Se Geova dorme
sali al trono splendente,
spezzagli in fronte
una stella spenta
e lascia davvero
la musica eterna,
l'armonia sonora
di luce, e intanto
torna alla tua fonte,
dove nella notte eterna,
prima di Dio e del tempo
sgorgavi in pace.
Federico García Lorcaorca

lunedì 5 giugno 2017

Canzone primaverile


 
Canzone primaverile
 
Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile, tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.
 
Vado pel cammino della sera,
tra i fiori dell'orto,
lasciando sulla strada
l'acqua della mia tristezza.
Sul monte solitario
un cimitero di paese
sembra un campo seminato
con semi di teschi.
 
E sono fioriti i cipressi
come teste giganti
che con orbite vuote
e chiome verdognole
pensosi e dolenti
l'orizzonte contemplano.
Divino aprile, che vieni
carico di sole e di essenze,
colma di nidi d'oro

F.G.Lorca

Come son pesanti i giorni


Come son pesanti i giorni,
A nessun fuoco posso riscaldarmi,
non mi ride ormai nessun sole,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà,
ed anche le care limpide stelle
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l’amore può morire.
Giaccio da solo nella casa silenziosa,
la lampada è spenta,
e stendo pian piano le mie mani
per afferrare le tue,
e lentamente spingo la mia fervente bocca
verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi
– e all’improvviso son sveglio,
ed intorno a me la fredda notte tace,
luccica nella finestra una limpida stella –
o tu, dove sono i tuoi capelli biondi,
dov’è la tua dolce bocca?
Ora bevo in ogni piacere la sofferenza
e veleno in ogni vino;
mai avrei immaginato che fosse tanto amaro
essere solo
essere solo e senza di te!

(Federico Garcia Lorca)

Federico García Lorca

Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca
(Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898Víznar, 27 agosto 1936),

Nato in una famiglia di piccoli proprietari terrieri,  García  è  per  vari  aspetti un ragazzo prodigio, sebbene non raggiunga mai l'eccellenza - non per incapacità, ma per le pieghe del suo  complesso carattere in ambito scolastico. Nel  1909,  si  trasferisce assieme alla famiglia a Granada, dove ben presto rimane profondamente coinvolto nelle attività  dei  circoli artistici del luogo. La sua prima opera letteraria, Impresiones y paisajes, viene pubblicata nel 1918, non  ha particolare successo, solo  in ambito locale. Nel 1919 prosegue gli studi, a Madrid, dimorando presso la  famosa  Residencia  de  Estudiantes. All' Università stringe amicizia  con  Luis  Buñuel e Salvador  Dalí e con molti altri personaggi che oggi annoveriamo tra i più importanti della storia    spagnola.  Nel 1919 - 20,  la   sua  opera  d'esordio, El  maleficio  de la  mariposa, che  non viene accolta bene. In pochissimi  anni,  García  Lorca  sa però ribaltare questi iniziali   insuccessi,  divenendo  membro  dell'avanguardia artistica del proprio Paese:  pubblica ulteriori  raccolte di poesie, tra le quali Canciones e Romancero Gitano, forse il suo  libro  più  conosciuto. Sul  fronte  teatrale, Mariana Pineda, con fondali disegnati da Dalí,  debutta con  trionfo a Barcellona. Tuttavia, verso la fine del 1929, García Lorca cade vittima di una depressione sempre più profonda, frutto dei sensi di colpa per  una omosessualità  che comunque sempre meno  riesce  a  mascherare con amici e parenti, e tutto questo mentre al  contrario  la fama del suo Romancero Gitano cresce esponenzialmente. Vedendo il peggiorare delle condizioni  psicologiche di  Federico,  la famiglia di Lorca organizza per lui - con  la  complicità  di  Fernando de los Ríos, un viaggio negli Stati Uniti d'America. Questo viaggio, ed in particolare il soggiorno a New York, dove Federico frequenta per un breve lasso la Columbia University, assume  una  importanza fondamentale nella produzione  poetica  di Lorca, che difatti compone quello che  molti  giudicano  il suo capolavoro, ovverosia Poeta en Nueva York, così come lo sono le pièces teatrali che realizza in questo  periodo,  Así que pasen cinco años e El público, tanto che quest'ultima verrà pubblicata solo al termine degli anni Settanta del secolo scorso. in Spagna nel 1930 coincide con la caduta della dittatura di Primo de Rivera ed il ristabilirsi della democrazia. Nel 1931,García Lorca viene nominato direttore della compa- gnia Teatro Universitario la Barraca. Questa compagnia, fondata dal  Ministro  dell'Educazione, riceve l'incarico di portare  in  giro  la  propria  produzione  nelle  più remote aeree rurali del Paese. Lorca non si limita a dirigere, ma ne è anche attore. È durante questo tour con La Barraca, che García Lorca  scrive  le  sue opere di teatro più note, e denominate 'trilogia rurale': Bodas  de  sangre, Yerma e La casa de Bernarda Alba. Scoppia  la  Guerra civile  spagnola:  García Lorca lascia Madrid  per  Granada, García  Lorca  e  suo cognato, che era  anche  il sindaco socialista di Granada, sono arrestati. Lorca  viene  ucciso  dai Falangisti il 19 agosto 1936, e gettato in una tomba senza nome nei dintorni di Víznar e Alfacar, vicino Granada, anche se va aggiunto  che  esiste  tuttora  una  accesa controversia circa i dettagli di questa esecuzione.

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