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lunedì 29 dicembre 2025

Anno Nuovo


Anno Nuovo

_Anno, che rechi tu?
_Le eterne cose.
Tenebre e luce, amore e poi dolore;
qualche lieve sorriso e poi dolore;
per ognuno che nasce uno che muore;
neve d'inverno e a primavera rose.
_Anno che mi consigli?
_Ecco l'aurora.
Getta ogni tua menzogna, ogni tuo torto.
Fa' che il dolore altrui per te non sia
la gioia: in esso il tuo dolore oblia.
Spazza la neve che t'ingombra l'orto;
e a primavera poi le rose odora.

Pietro Mastri

giovedì 24 aprile 2025

Quand'è spiovuto



Quand'è spiovuto e ricompare il sole,
ecco che il bosco si risente: e, zeppo

d'acqua, se ne rilava e non si duole
se piange ogni sua frasca, ogni suo greppo.
È tutto un gemmeo crepitìo di gocce,
un ruscellar  fra borraccine e rocce.
Tu che piangi, non vedi? Eccolo nuovo.
Canta ogni nido, palpita ogni rovo.

Pietro Mastri

martedì 22 aprile 2025

Inverno e Primavera


 

Sotto la neve, pane

 

Cadde la neve, ma non fu tormenta;
sì cadde come fa quando rimane:
un bianco sfarfallio nell’aria spenta,
un morbido calar di bianche lane.

E dapprima infiorò le rame, i fusti,
le nude siepi, tutti i vecchi arbusti.
Poi disegnò, come di netto smalto,
i margini, le prode, ogni rialto.

Poi s’allargò, s’alzò a mano a mano
stese una coltre là dal monte al piano.
Sii benvenuta, o neve! La sementa
non crescerà precoce in spighe vane,
chè la fredda tua coltre l’addormenta.
Io sento dir: “Sotto la neve, pane!”.

Pietro Mastri

domenica 2 aprile 2023

Fior di bugia


O dolce aprile ! O sole, o verde, o fiori!
L'anima crede ad un incanto eterno.
Disparvero per sempre ansie e dolori,
tutti col verno?
Un fiore, là, sugli altri fior del prato
leva la pompa d'un suo globo, a fiocchi
di lanugine, vuoto! Oh, guai se un fiato
pure lo tocchi!
Cogli quel fior, soffiaci su, fanciullo:
vedrai che in nebbia si disperde via.
Ecco il tuo stelocome a verno brullo
fior di bugia.
 

Pietro Mastri

 

venerdì 22 luglio 2022

Preghiera per gli uomini🙏

Anche stanotte, sul risplendente
altare nel mistero
inesausto del pane e del vino;
ridona anche a noi
una notte d'innocenza,
questa almeno ch'è tua, questa ch'è nuova
sempre, ogni anno, nei secoli dei secoli;
perché nel fondo
della nostra coscienza
possiamo ritrovare
un'eco della voce Tua, che fu
più vasta di quella del mare,
più forte di quella del tuono,
tale che scosse dai cardini il mondo,
sì dolce al perdono, Gesù
Cristo, nostro Signore.

Pietro Mastri

lunedì 27 giugno 2022

Pietro Mastri


pseudonimo di Pirro Masetti
Firenze il 24 aprile 1868 - 20 febbraio 1932
è stato un poeta e avvocato italiano.
Poeta, trasse dal Pascoli modulazioni e movenze esteriori, più sensibili, naturalmente, nelle poesie giovanili; ma ebbe uno sviluppo interiore assolutamente indipendente. Fu un nobile spirito, profondamente sincero, tormentato dal bisogno di spiegarsi in alcun modo il destino degli uomini e il perché delle cose, finché non conquistò una sua melanconica serenità, ritrovata la fede religiosa. La sua opera poetica rispecchia le varie fasi della sua anima, dalla desolazione delle rime di Aneliti (Lo specchio e la falce, Milano 1907) alla fiducia di Ora e sempre delVecchio padron di tartana (Ultimi canti, ivi 1933). Gli affetti domestici vi hanno larga e tenera eco. Tuttavia in quella nobile storia di un'anima, sono piuttosto rari i momenti felici di abbandono, in cui l'autobiografia si trasformi in schietta poesia. Fu anche critico fine e buon conoscitore delle letterature straniere. Fu uno dei fondatori del Marzocco. Oltre alle raccolte citate, cfr.: L'arcobaleno (Bologna 1900); La meridiana (Firenze 1920); La fronda oscillante (ivi 1923); La via delle stelle(Milano 1927). Scritti critici: Su per l'erta (Bologna 1903); Il giovane e l'Altro(Ferrara 1920). Un dramma: La casa alle tre vie (Milano 1926).  È stato comunque molto vicino a Diego Garoglio e a Enrico Corradini. La vita del poeta era molto triste ma allo stesso tempo emozionante, ma nessuno sapeva ciò che provava. La madre e il padre li aveva perduti, quindi la sua ispirazione è venuta come all' improvviso. Il Pascoli lo ha aiutato molto insegnandogli l'arte della poesia e della scrittura anche se svolgeva il lavoro d'avvocato. Ora si ricorda come un grande poeta pieno di ispirazioni.

 

giovedì 13 maggio 2021

Le Rose di Maggio




 Rose rosse... Vere rose!
Tutto il mondo fiorito di rose!
Tutto il mondo odoroso di rose!
Anche dove men te l'aspetti
nei giardini fatti serpai,
fra le ortiche e i cardi a mazzetti,
ecco, s'accendono rosai.
S'arrampicano le rose
ai cancelli arrugginiti;
s'affacciano a mura corrose;
si conci mano di detriti.
Anche negli orti dei conventi
per le aiuole di nuove lattughe,
dove, ancora sonnolenti,
passeggiano le tartarughe;
anche lì che fioritura'
di rose! E un odor da lontano,
che vince ogni clausura:
odor di mese mariano.
E le chiesine di campagna?
Le più nude e poverine
han sugli altari di lavagna
rose doppie e rose carnine.
Perfino in quei brevi sterrati
nei cortili degli ospedali
dove guardano al sole i malati
col viso cereo sui guanciali,
v'è luce di rose maggesi;
e che dolce malinconia
di speranza in quegli occhi accesi
di febbre e di nostalgia.
Perfino, sì, nei cimiteri
le rose di rosee foglie
fanno siepe lungo i sentieri
solinghi, e nessuno le coglie;
fioriscon tra lampade e ceri
sui morti sempre più folti...
 
Pietro Mastri
 

mercoledì 8 luglio 2020

BIANCOSPINO libro di V elementare del 1927



L'albero e l'aquilone
 
Ma dove erano dunque i fanciulli?
Li cercai nel rotondo piazzale
sibilava la stizza invernale,
e non veran che gli olmi già brulli.
 
Fra i deserti sedili, d'intorno,
veran gli olmi_ una doppia cintura_
che drizzavan la nera ossatura
nell'estremo barlume del giorno.
 
Pure, in vetta dell'olmo più alto,
quella cosa che a tratti ondulava,
s'agitava sbatteva, frullava,
quando il vento le dava l'assalto,
era insegna di usati trastulli.
 
Oh, quel lacero vecchio aquilone
che, del vento  tra il querulo fischio,
sventolava lassù penzolone!...
Ma dov'erano dunque i fanciulli?
 
Io guardavo qull'albero strano;
ed anch'esso parevami intento,
quando un poco oscillava nel vento,
a cercarli vicino, lontano.
 
Li cercava?..La vetta stecchita
avea perso fin l'ultima foglia;
ma serbava la fragile spoglia
ch'avea loro un bel giorno rapita.
 
Forse un giorno un vespro fiammante
quando  verde ogni foglia stormiva,
ei sentì come un ansia giuliva
e celiò coi fanciulli , il gigante;
colse a volo, fermò l'aquilone.
 
Ora poi nella squallida sera,
contro il vento ostinato all'assalto,
lo serbava per loro, là, in alto....
Ma dov'era la piccola schiera?
Oh! dovera la dolce stagione?
 
Pietro Mastri.

Ghianda acrostico