Cadde la neve, ma non fu tormenta;
sì cadde come fa quando rimane:
un bianco sfarfallio nell’aria spenta,
un morbido calar di bianche lane.
E dapprima infiorò le rame, i fusti,
le nude siepi, tutti i vecchi arbusti.
Poi disegnò, come di netto smalto,
i margini, le prode, ogni rialto.
Poi s’allargò, s’alzò a mano a mano
stese una coltre là dal monte al piano.
Sii benvenuta, o neve! La sementa
non crescerà precoce in spighe vane,
chè la fredda tua coltre l’addormenta.
Io sento dir: “Sotto la neve, pane!”.

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