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venerdì 15 luglio 2022

Pioviggina



Che notte piena di astio e di freddo!
Il vento porta uno strano lamento.
La notte sembra un pozzo di ombre;
ed io cammino lentamente tra le ombre.
nel frattempo pioviggina
e sento le sue spine nel mio cuore...
In questa notte tanto fredda e tanto mia,
pensando sempre la stessa cosa, sprofondo
anche se vorrei strapparla,
rifiutarla e dimenticarla,
la ricordo ancor di più....

Pioviggina...
Solo e triste sul marciapiede
va questo cuore affranto,
come una casa abbandonata...
Sentendo il tuo gelo,
perchè quella con il suo oblio
oggi le ha aperto una ferita ...
Perduto
come un folletto che nell'ombra
più la cerca e più la nomina...
Pioviggina....
Tristezza...
Perfino il cielo si è messo a piangere! .

Che notte piena di astio e di freddo!
Non si vede nessuno all'angolo.
sulla strada, la fila di luci
lustra l'asfalto con una luce morente.

E io sono come uno scarto,
sempre solo,
sempre in disparte,
ricordandoti.
Le gocce cadono nella pozzanghera della mia anima;
fino alle ossa inzuppato e gelato.
E umiliando questo tormento
il vento passa ancora
trascinandomi..... .

Enrique Cadicamo

giovedì 15 luglio 2021

Vecchi tempi

Vecchi tempi e compagni
della mia agenda di vita
che i
miei anni non godranno più  . 
Che ne sarebbe stato di quel bar, 
spavalderia e viaggi, 
che ha dato tanto di cui parlare 
per la sua bellezza.
Arrivederci, amici di allora, 
siamo vecchi per tanto camminare.
Segnando una strada
indossava mezze lune 
e tra tagli e burroni 
c'era il tango provocatorio. 
Ricordo quei festeggiamenti
che tra gli occhi assonnati, 
i cuori facevano rima 

un brano sentimentale.
Età d'oro di quel tempo in 
cui nato a Monteagudo, 
ubriaco di pernod, 
voleva suicidarsi. 
E il piccolo ponte pazzo 
e il vecchio Lozano 
non li ho più visti, 
dove saranno?
Arrivederci, amici di allora, 
siamo vecchi per tanto camminare.

Enrique Cadicamo

Dimentichi tutto (testa di sposa)

 


Da un po' di tempo, ragazza, ti noto
più pallida e più triste… Dimmi cosa hai?
Il tuo visino ha il candore del loto
ed io, sinceramente, ragazzina, non so...
Che dolore provi? Perché non ridi più
con quello spreco di argento e vetro?
La tua piccola bocca, dove sanguinavano i rubini,
mostra oggi una smorfia, riflettendo un male...

Il pianoforte è muto.
Le tue mani agili
non iniziano il tema
del tango triste...
A volte ti trovo
un po' amareggiato,
piangente, rinchiuso
nella stanza.
E ho visto, mancando,
che molto spesso,
"dimentichi tutto",
capo della sposa,
ricoperta d'amore!

Qual'è il tuo problema? Dimmi;
Ti prego di confidarmi la

tua preoccupazione...
Forse il tuo dolore è quello che diceva a tutti.
"Tu dimentichi tutto, testa di sposa",
pensando al ragazzo che nel tuo cuore ha
lasciato i suoi credi amorosi con i suoi baci,
come un offertorio di dolce passione...

Enrique Cadicamo

Enrique Cadícamo

 



 (Luján, 15 luglio 1900Buenos Aires, 3 dicembre 1999),
è stato un poeta e scrittore argentino, personaggio di spicco nella storia del tango.

Decimo figlio di una famiglia emigrata dall'Italia, trasferitasi nel 1907 nel distretto di Floresta. A 18 anni lavorò nel Consejo Nacional de Educación de Argentina a fianco del poeta, giornalista e politico Leopoldo Lugones. All'età di 26 anni pubblica la sua prima raccolta di poesie, intitolata Canciones grises, nei cui versi si sente una forte influenza del tango. Seguiranno altre due raccolte La luna del bajo fondo (1940) e Viento que lleva y trae (1945), in cui l'attrazione per il mondo del tango si fa più pregnante. Pubblicò anche un romanzo Café de camareras (1969) e una biografia del suo amico El desconocido Juan Carlos Cobián (1972). Il primo tango a firma di Cadicamo è "Pompas de jabón", con musica del pianista e compositore Roberto Emilio Goyeneche, che fu il primo di quelli incisi da Carlos Gardel. Caso vuole che fosse anche l'autore del tango "Madame Ivonne", l'ultima incisione in Argentina di Gardel, prima di intraprendere la sua ultima tournée il 6 novembre 1933. A "Pompas de jabón" seguirono altri successi, di cui almeno una ventina incisi da Gardel Il testo del suo famoso "Anclao en París" fu scritto Cadícamo in Spagna, a Barcellona, nel 1931. Lo inviò a Gardel che allora si trovava a Nizza. Guillermo Barbieri, uno dei chitarristi del cantante, compose la musica e Gardel la incise poco dopo. Tra i molti premi ottenuti nel corso della sua carriera si ricorda il Premio Konex di platino nel 1985, conferito dalla Fundación Konex, come miglior autore di tango del decennio in Argentina, ottenne anche il Konex al Mérito nel 1984 nella disciplina Testimonial. come omaggio alla sua lunga carriera, il governo argentino nel 1987 lo dichiarò Ciudadano Ilustre de Buenos Aires e nel 1996 fu nominato Personalità Emerita della Cultura Argentina. Morì a 99 anni.

Ghianda acrostico