lunedì 14 settembre 2026
venerdì 11 settembre 2026
Gatti rossi e gatti neri
Gatti rossi e gatti neri
Non molto tempo fa
un gatto rosso
a un gatto nero disse:
_tu se' brutto
porti sfortuna,
quando la strada
tu attraversi
perfino il traffico
si ferma;
io, vedi, son rosso,
il più forte di tutti
gatti bianchi e tigrati,
son d'un color che piace
a gran parte del mondo
da Russia ad Indocina
da Cuba addirittura a Roma.
Il gatto nero poverello
restò confuso
da sì tanta citazion
di potenza
ed ancor più cercò di nascondersi
e non attraversava le strade.
Qualche anno dopo,
e s'era a' giorni nostri,
il gatto rosso,
pe' una dolce gattina
che d'amor miagolava
d'altro capo di via,
attraversò la strada
e un'auto l'arrotò.
Non so l'autore..
copiata da un libro del 1992
giovedì 13 agosto 2026
Le galline vedono colori che tu non puoi vedere
Le galline vedono colori che tu non puoi vedere.
sabato 25 luglio 2026
sabato 4 luglio 2026
sabato 27 giugno 2026
venerdì 3 aprile 2026
Il Gallo Superbo
Il Gallo Superbo
domenica 23 novembre 2025
Grillo del focolare
Grillo del focolare
Grillino del focolare,
grillino bello bello,
non so scoprire il tuo castello
eppure ti sento cantare.
Al fuoco le piccole cose
si fanno più belle,
verrà maggio con le rose,
verrà maggio con le stelle.
Verranno i bimbi biondi
con la gabbietta piccina
a cercarti nei buchi fondi
per farti schiavo come una gallina.
Una gallina nera nera,
una gallina che non fa l'ovo,
che sa un'arietta di primavera
che sa un'arietta del tempo nuovo.
Non c'è autore.
da un mio vecchio libro del 1947
domenica 12 ottobre 2025
Il grillo
non c'è autore.
sabato 11 ottobre 2025
Il bimbo e la lucertolina
Lucertolina, dove sei stata?
Fosti malata?
_Dormivo, bimbo, lì tra le crepe.
or che la siepe
torna a fiorire, che verde è il prato,
nel soleggiato
ritorno e metto l'abito anch'io
che mi dà Iddio:
verde smeraldo. Fuori, tra l'uscio
e il solco sguscio,
ricamo l'oro del pavvimento
e mi contento.
Non c'è autore.
martedì 30 settembre 2025
Il grillo vagabond
Sono un grillo pellegrino
pazzerello e canterinovivo libero e giocondo
saltellando per il mondo.
Salto sempre allegramente
passo a volo ogni torrente
salto un fosso, un campo, un muro
per cercar grano maturo.
Se non trovo la semente
salto i pasti indifferente
salto anche il venerdì
un po’ pazzo sono sì.
Non mi piace lavorare
preferisco saltellare
potrei fare il ballerino
ma viaggiare è il mio destino.
Mi diverte esser cantante
ma per me, da dilettante.
Canto e salto tutto il giorno
ed a casa mai ritorno
sono un grillo giramondo
un eterno vagabondo.
Così vivere mi va
per goder la libertà.
lunedì 9 giugno 2025
Fido
Fido (1941-9 giugno 1958)
lunedì 26 maggio 2025
La gazzella e il leone
mercoledì 26 giugno 2024
giovedì 16 maggio 2024
mercoledì 21 giugno 2023
La Farfalla.
La metamorfosi che – conduce l’animale dalla condizione di bruco a quella di larva e infine di farfalla – meraviglia da sempre gli uomini, spingendoli a riflettere sulla propria trasformazione spirituale, spiega “L’Enciclopedia dei Simboli” di Hans Biedermann. Non è un caso che sulle tombe antiche vi siano frequenti rappresentazioni di farfalle. Anche il dio del sonno, Hypnos, porta spesso ali di farfalla e così tutta una serie di piccole creature del Regno Invisibile.
La farfalla nelle culture del mondo
Dall’antico Messico alla Cina, la farfalla gode da sempre di grande considerazione. In Cina, spiega “L’enciclopedia dei simboli”, simboleggia – il giovinetto innamorato che sugge fiori e frutti. – Ma anche la lunga vita e la bellezza.
Nell’antico Messico simboleggiava il fuoco fiammeggiante posto in relazione con l’immagine del Sole. Era anche – attributo del dio della vegetazione Xochipilli – e associata a un coltello di pietra rappresentava la dea Itzpapalotl. La si ritrova spesso anche su oggetti ed edifici religiosi delle antiche civiltà precolombiane.
In Giappone è il simbolo della vergine e – due farfalle che danzano insieme sono segno di un matrimonio felice -, spiega l’Enciclopedia dei Simboli.
Presso i nativi americani, c’era chi credeva che gli antenati comunicassero attraverso questi insetti e chi considerava la loro presenza un segno di gioia e speranza. Fatta eccezione per le farfalle nere, più spesso associate alla malattia.
Per gli antichi greci psyché significa anima ma anche farfalla. Non a caso, in diversi monumenti antichi, l’anima veniva rappresentata con ali di farfalla. E a quanto pare anche la mitologia celtica la considerava simbolo dell’anima.
Gli antichi Egizi, che consideravano la morte una fase transitoria, erano soliti inserire delle farfalle dorate nelle tombe, spiega “La farfalla: mito e bellezza“. E a quanto pare – iniziarono la pratica della mummificazione in seguito all’osservazione della metamorfosi della farfalla.
Cosa significa vedere una farfalla in sogno?
La
farfalla indica trasformazione, crescita a fasi, bisogno di libertà.
Oppure la necessità di essere più teneri e gentili con se stessi. Se la
si vede in volo, può indicare fra le altre cose un’attitudine allegra.
Dal punto di vista mentale-spirituale, il libro suggerisce che la
farfalla rappresenta l’essenza dell’anima e che invita, in sogno, a
prestare maggiore attenzione al proprio sé più bello.
venerdì 30 settembre 2022
Animali spiegati da Ramon Gomez de la Serna
Se si guardano di giorno gli occhi dei gatti, sembra che si siano dimenticati di spegnere la luce in camera da letto.
I gabbiani sono nati dai fazzoletti che si dicono addio nei porti di mare.
La rondine arriva da tanto lontano perché è freccia ed arco. Contemporaneamente.
I pinguini sono bambini scappati da tavola col bavaglino addosso e macchiato d'uovo.
Le farfalle le fanno gli angeli durante l'orario d'ufficio.
Le serpi sono le cravatte degli alberi.
Un gatto salito su un albero crede di essersi reso indipendente dal mondo.
All'imbrunire passa in volo rapido una colomba che porta la chiave con cui chiudere il giorno.
Il pavone è come quei bambini che si vestono di carnevale quando non è carnevale.
Il leone ha sulla punta della coda il pennello da barba.
L'aragosta invece degli occhi ha dei binocoli da teatro.
L'orso bianco sta sempre avvolto nel suo accappatoio da bagno.
Il polpo è la mano che cerca tesori nel fondo del mare.
La posizione della cicogna su una zampa sola si deve alle lunghe attese prima che nascano i bambini.
Le sardine sono le lamette da barba del mare.
La chiocciola sta sempre salendo su per la sua scala.
Ciò che più fa arrabbiare la balena è che la chiamino cetaceo.
I granchi sono mani di pianisti inesperti che suonano barcarole.
Ramon Gomez de la Serna
martedì 19 novembre 2019
Animali portaprofumi
giovedì 24 ottobre 2019
Il Pavone
Il Pavone è collegato con i simboli astrali e può rappresentare il cosmo, il cielo, il cerchio, il sole o la luna (a causa della forma e del colore della coda). In India è un uccello solare , l’ uccello di molti dèi, in particolare, di Buddha. Disegnare le sue ali, che ricordano molti occhi, nella mitologia indiana, rappresenta l'immagine di un cielo stellato. Mentre per un pavone il giorno è notte, e la notte è giorno.
Il Pavone con un serpente in becco rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre. Le bellissime piume del pavone reagiscono come antiveleno di un serpente. Sulle monete romane era raffigurato un pavone come segno di apoteosi.
Nell'Islam, il glorioso pavone visto con tutta la sua magnifica coda indica sia l'universo o la luna piena o il sole o lo zenit. Al Pavone si attribuisce la bellezza reale, così come l'incorruttibilità, il coraggio e la resistenza. Il Pavone era associato alla fertilità e all'immortalità. A volte era inserito nel tronco dell'albero del mondo, che sottolineava simbolicamente l'abbondanza e la fertilità.
Per i Greci pavoni raffiguravano l’attributo degli dèi immortali, ed erano dedicati a Hera, la moglie di Zeus.
In India, il pavone era considerato l'uccello reale, e lo tenevano nel serraglio del palazzo. Nella mitologia induista, il pavone aveva contatto con i simboli solari ed era venerato come un uccello sacro. Nella leggenda sufi spirito del mondo, creato da Dio, ha la forma di un pavone.
Nell'arte cristiana si erge come simbolo di immortalità in base alla credenza che il bellissimo piumaggio di questo animale cade in autunno per rinascere coloratissimo a primavera, la stagione in cui i cristiani festeggiano la Pasqua e la Resurrezione.Inoltre i suoi mille occhi sono stati considerati emblema dell'onniscienza di Dio.
domenica 29 settembre 2019
Il Quagga
quella con le strisce solo sul collo. Davanti zebra, dietro cavallo. Il Quagga ( Equus quagga quagga), infatti, le strisce ce le aveva solo su testa, collo e metà del corpo. Il resto (gambe e coda escluse, che erano bianche) era marroncino. Gli ultimi a poterla descrivere così, dal vivo, furono gli inservienti dell’Artis Magistra Zoo di Amsterdam, dove la zebra aveva passato gli ultimi sedici anni della sua vita, fino a quel 12 agosto 1883, quando, senza apparente scalpore, qualcuno ne registrava la morte. Lì per lì, infatti, la notizia non disturbò più di tanto naturalisti e zoologi: nessuno sapeva che quell’esemplare era l’ultimo della sua specie. Ma nei Paesi Bassi di quelle zebre non ne arrivarono mai più, perché laggiù, nel loro habitat naturale – la regione africana del Karoo e dell’allora Stato Libero dell’Orange - quegli animali erano scomparsi. A sterminare tutti i quagga erano stati gli Europei durante le loro incursioni di caccia su suolo africano, condotte un po’ per divertimento un po’ per necessità, visto che la carne di quella zebra era commestibile e che con la pelle si potevano fare vestiti e bisacce.
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