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sabato 24 giugno 2017

La preghiera della sera

 
La preghiera della sera

É pur dolce a un' alma pura 
La preghiera mattutina 
Quando ride la natura 
D'una luce pellegrina ! 

Ma più dolce è la preghiera 
Nel silenzio della sera.... 

Quella luce che nel cielo 
Sparge un languido chiarore , 

Quella nube che d'un velo 
Par che copra il Sol che muore , 

Tutto invita alla preghiera 
Nel silenzio della sera. 

E le stelle , che romite 
Piovon raggio a voi sì grato , 

Son le lampone infinite 
Che nel tempio del Creato 
Fan solenne la preghiera 
Nel silenzio della sera. 

G. Capparozzo

Il Fiore e la Nuvola


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Il Fiore e la Nuvola
_Una goccia, o Nuvoletta,_
sitibondo un fior gridò.
_Or non posso, ho troppa fretta,_
gli rispose e via passò.
Chino al suol che umor gli nega,
il meschino inaridì.
Al mendìco che ti prega,
non rispondere così.
Capparozzo.

Giuseppe Capparozzo


 
Giuseppe Capparozzo
(Lanzè, 10 dicembre 1802Venezia, 13 maggio 1848)

è stato un poeta e religioso italianofigura di rilievo
durante il periodo austro-ungarico del mondo veneziano.
Nato a Lanzè di Quinto Vicentino, nell'attuale villa Galvanin-Rigon, da Angelo e Lucrezia Matteazzi, trascorse l'infanzia con lo zio Matteo Capparozzo, arciprete di Villaverla e poi frequentò il seminario di Vicenza con risultati eccellenti, diventando sacerdote. Il suo spiccato ingegno, unito al suo spirito satirico e pungente, gli ostacolarono la carriera di insegnante di lettere a Vicenza, costringendolo a trasferirsi a Castelfranco Veneto e Ceneda), quindi tornò brevemente a Vicenza , ma ben presto si dovette spostare a Verona e in seguito a Venezia, dove morì. La sua amorevole dedizione all'attività educativa non gli impedì di dedicarsi alla composizione di poesie d’occasione e religiose, apologhi, epigrammi e ballate. Nonostante la sua istruzione e il suo interessamento ai fatti che stavano rivoluzionando l'Italia, il Romanticismo di Capparozzo si può definire solo parziale, quantomeno agli albori, perché ostacolato da ragioni geografiche, che gli impedivano contatti diretti con i colleghi lombardi. Le sue prime poesie vengono definite strofe ben tornite o esercizi di eccellente padronanza metrica, che si spinge sino al virtuosismo. Gli anni quaranta dell'800 a Venezia coincidono con la diffusione delle istanze risorgimentali, che influenzano la produzione romantica italiana. Gli epigrammi nacquero in gran parte durante i "giovedì epigrammatici" veneziani, in cui l'abate Capparozzo si incontrava con altri letterati dell'epoca: questi si sfidavano a vicenda nella composizione, e alcuni tra i risultati migliori vennero anche pubblicati. Gli epigrammi di Capparozzo hanno forza incisiva e ironia di buona lega, e possono considerarsi tra i migliori che ebbe l'Italia, ma risultano oggi di difficile comprensione, in quanto le allusioni imposte allora dalla censura, appaiono oscure.

Ghianda acrostico