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sabato 17 aprile 2021

Notte tranquilla

 

Notte tranquilla
 
La punta delicata delle tue dita, il finissimo
silenzio delle mie labbra che su di esse
trova il brillìo delle acque, la luna
che sorge da uno stagno di larghe foglie
più in alto passa il vento, per gli alberi,
e nel cielo la notte.
Adesso guarda
come è dolce la vita, come si allontanano
le orbite eteree abbandonando
una luce sulla nostra fronte.
 Io ti amo
e le ore salgono; ascolta il fruscìo
sconosciuto della notte e infinito
Lentamente, nelle mie braccia, senza turbare
l’eternità che l’aria sta formando
con i suoi cerchi immobili, contempla
il pallido riflesso che ondeggia tra le foglie,
questo istante che siamo sulla terra
sospeso.
Lassù, per gli spazi azzurri
vagano suoni leggeri, e le stelle.
 
Juan Rodolfo Wilcock

venerdì 17 aprile 2020

ALLA VITA



Come nel suono colto delle migliori
parole che descrivono l’universo,
c’è un piacere così alto e diverso,
oh vita, nei tuoi rapidi colori,

che in un tempo infinito sognatori
noi vorremmo guardare quel disperso
delirio che ripeti come un verso
riempiendoci lo sguardo di splendori.

Che mirabile onore è l’ondeggiante
principato dell’abito che spieghi,
che paesaggio imperiale è il tuo Presente!

Non potrò mai ringraziare abbastanza
che da un pugno di terra umida e cieca
tu mi abbia fatto così vivo e amante.

Juan Rodolfo Wilcock

A mio figlio


 
Abbi fiducia nella vita
e non nelle ideologie;
non ascoltare i missionari
di quest’illusione o quell’altra.

Ricorda che c’è una sola cosa
affermativa, l’invenzione;
il sistema invece è caratteristico
della mancanza d’immaginazione.

Ricorda che tutto accade
a caso e che niente dura,
il che non ti vieta di fare
un disegno sul vetro appannato,

né di cantare qualche nota
semplice quando sei contento;
può darsi che sia un bel disegno,
che la canzone sia bella:

ma questo non ha certo importanza,
basta che piacciano a te.
Un giorno morrai; non fa niente,
poiché saranno gli altri ad accorgersene.
 
Juan Rodolfo Wilcock

Juan Rodolfo Wilcock


Figlio di padre inglese e di madre argentina di origine italiana, studiò Ingegneria civile nell'Universidad de Buenos Aires. Il suo primo libro di poesia, Libro de poemas y canciones (1940), ottenne il Premio Martín Fierro della Sociedad Argentina de Escritores. Un anno dopo conobbe Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares e Jorge Luis Borges, con i quali fu unito da grande amicizia. Fra il 1942 e il 1944 diresse la rivista letteraria Verde Memoria, Tra il 1945 e il 1947, la rivista Disco. Lavorò nelle ferrovie statali argentine (Ferrocarriles del Estado) ma abbandonò questo impiego nel 1944.Nel 1945 editò in proprio due libri di poesia: Ensayos de poesía lírica e Persecución de las musas menores, Nel 1946 pubblicò Paseo Sentimental. Nel 1951 viaggiò per l'Europa con Silvina Ocampo e Bioy Casares, e visitò l'Italia per la prima volta. Wilcock praticò assiduamente la critica letteraria, collaborando con numerosi giornali e riviste di letteratura. Fu anche traduttore dall'inglese, francese, italiano e tedesco. La sua prima pubblicazione in Italia comparve sulla rivista di fantascienza italiana Futuro. Nel 1955 collabora all'edizione argentina dell'Osservatore Romano. Nel 1956 pubblicò insieme a Silvina Ocampo il lavoro teatrale Los Traidores e nel 1957 si trasferì definitivamente in Italia, paese del quale ottenne nel 1979 la cittadinanza, post mortem. Qui adottò l'ispanista Livio Bacchi, che divenne suo figlio. Nel 1960 Juan Rodolfo Wilcock decise di lasciare Roma - nella quale viveva da alcuni anni, dopo aver lasciato definitivamente l'Argentina - poiché reputava che fosse già troppo caotica per i suoi gusti e si trasferì nel territorio a meridione di Velletri, dove abitò per un decennio. Dopo il 1970 andò a vivere nella periferia est di Roma fino al 16 marzo 1978, in cui morì per problemi cardiaci nella sua casa di Lubriano. Negli ultimi tempi, su invito di Fausto Gianfranceschi, ha collaborato alla terza pagina del quotidiano romano Il Tempo. È sepolto presso il cimitero acattolico di Roma. A Velletri, dopo la sua morte, è sorto il “Gruppo Wilcock Veliterno”, che si occupa di mantenere viva la sua memoria e la sua opera soprattutto con “Recital” di sue poesie intitolati “Leggendo Wilcock”.

Ghianda acrostico