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giovedì 18 febbraio 2021

Un Poeta al giorno Franco Dionesalvi 📖 🖋

 

Quando andrete a perquisire le valli.

Quando andrete a perquisire le valli
e il capretto sterile sarà rinchiuso
per un’ora di pallido amore,
ricordate di quanti non hanno saputo
intenerire le folle,
di quanti hanno sorriso di nulla
e godono di un codice sereno,
perché non vi ha più pace
per gli involucri vuoti,
perché sono sepolti
gli spiriti bugiardi
e le leccornie pullulano
di sensi torbidi e tumori.
Da oggi,
la terra sarà degli amanti.
 
Franco Dionesalvi

martedì 18 febbraio 2020

LA RESPONSABILITÀ





Ci sono parole che scavano fossati,

alzano muri, rinchiudono in prigioni,
vecchio è una di queste,
e poi epilettico, mongoloide,
spastico, demente, ritardato,
impotente, terminale.
Ci sono parole che non dicono più niente,

le pronunci e ti rimane in bocca
l’eco di fonemi senza senso,
mezzadria, malaria,
castigo, sortilegio,
malinconia.
Ci sono parole che fanno bene al cuore,

libertà, amicizia e via dicendo,
ma sono trattenuto dal pudore,
mi rifugio in avverbi e forme vaghe,
inopinato, indomito, immantinente,
esiziale, ancestrale, repentinamente.
Adesso alzati in piedi, nel silenzio,

a voce netta e piana
chiama il tuo nome,
 
Franco Dionesalvi

LE SCARPE




 
Ho un paio di scarpe nuove
camminano ch’è un piacere.
E come corrono!
stento a tenergli dietro.
Non temono palude né acquitrino,
né deserto di sabbia né muraglia di pedoni,
che risse che baruffe che clamori
sempre mi vanno dentro.
 
Ora non soffro più la lontananza
di crocicchio in crocicchio
io so che vengo a te;
ma tu, non cambiar veste,
non farti scoraggiare da quei lampi,
io vengo a piedi.
 
Dicono che in Canada
giungono a volte piedi d’uomo
da soli a riva, ce li porta il mare,
strappati a chissà chi
che forse andare oltre non voleva,
un piede nella scarpa prigioniero
laggiù, terre lontane.
 
Oh come va veloce questo globo
però non so se corro insieme a lui
o se incontinente gli vo incontro
eppure le ho pagate pochi soldi
alla fiera di marzo.
 
Franco Dionesalvi
 

Franco Dionesalvi


Si laurea presso la facoltà di Giurisprudenza dell'università degli Studi di Firenze con una tesi in Filosofia del Diritto su "Il concetto di sanzione". Dal 1980 al 1987 è redattore della rivista di poesia "Inonija", collaborando con altre riviste del settore fra cui Alfabeta. Le sue poesie e i suoi saggi critici sono stati pubblicati su diverse riviste letterarie, fra cui “Alfabeta”, “Quasi”, “Incognita”, “Via lattea”, “Poiesis”, "OU", "Hotamitaniu". Successivamente si è occupato di politiche culturali creando il Festival delle Invasioni, e poi ideando per la città di Cosenza la Casa delle Culture e per Rende il Museo del Presente. Questo lavoro è confluito nella redazione della tesi di dottorato di ricerca, presso l'Università degli Studi della Calabria, dal titolo Diritto alla cultura e politiche culturali, poi edita da Coessenza nel 2008. Ha scritto alcuni testi teatrali messi in scena dal Centro RAT-Teatro dell'Acquario, fra cui: "Ricostruzione di un delitto", "E la terra graffiò la luna", " Cani randagi", "Non seppellitemi vivo". Dal 2006 al 2016 ha curato per il Quotidiano del Sud un elzeviro quotidiano dal titolo Sombrero. Ha aderito al movimento letterario del "Realismo terminale", fondato da Guido Oldani. Il 21 marzo 2017 l'editore Mursia ha pubblicato l'antologia "Luci di posizione", a cura di Giuseppe Langella, che raccoglie i testi dei poeti di questo movimento nonché il suo manifesto. È capo-redattore del semestrale di poesia Capoverso.

Ghianda acrostico