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mercoledì 16 marzo 2022

La farfalla


La farfalla

Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

Tonino Guerra

 

martedì 16 marzo 2021

Ci sono sere

 



Ci sono sere

Ci sono sere
che prima d’andare a letto
sto seduto sulla panca del terrazzo
e guardo la valle.
Mi sembra che debba aspettare
qualcuno. Puo’ essere un amico
o un parente o mi mandano un telegramma
o altrimenti telefonano.
Invece è soltanto
l’acqua del fiume laggiù
che scivola sui sassi
che vuole parlare con me.

Dai monti una polvere d’acqua fina
come la seta
chiude le ultime mosse dell’estate
e io ho infilato la mia gicchetta di velluto.

Tonino Guerra

lunedì 16 marzo 2020

Si fa notte presto

Adesso sto sempre in casa
e sposto carte o guardo
oltre i vetri della finestra
le mandorle secche attaccate ai rami
che arrivano fino quassù
e sembrano pendagli alle orecchie
di gente che non c’è più.
O sto seduto su una sedia
vicino al camino
e si fa notte presto
con la luce che cade dietro le montagne
e io vado a letto con la voglia di sognare
i giorni che nevicava a Mosca,
e io ero innamorato.
Tonino Guerra

La fine del mondo


 
Le ruote dei carri
si sono fermate,
alla sera le pipe di cotto
si sono spente
durante la veglia nei pagliai,
i muri sono vecchi
le crepe scendono
come i fulmini.
Il chiodo della meridiana è cascato.
T. Guerra
 
La féin de’ mond
Al ròdi mi carètt
a ‘l s’è farmè,
a ‘l pépi ad tèra còta
a ‘l s’è brusé la saira
a fè la vegia tra i paier;
i méur i è vecc
al crépi al vén d’in zò
com’è di fòlmin.
E’ ciòd dla méridiéna l’è caschè.
T. Guerra

Tonino Guerra




Maestro elementare, fu inizialmente appassionato di pittura. Dipingeva ad acquerello ed a inchiostro. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, venne deportato in Germania e rinchiuso in un campo d'internamento a Troisdorf. « Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie in romagnolo. »

Guerra, che conosceva a memoria i Sonetti romagnoli di Olindo Guerrini, li recitò ai compagni di prigionia per distrarli dall'angoscia e dalla nostalgia di casa. Poi iniziò ad inventare nuove poesie, che un amico copiava per lui a mano. Dopo la Liberazione, si laureò in Pedagogia presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", con una tesi orale sulla poesia dialettale. Conservate le poesie composte nel campo di prigionia, le fece leggere a Carlo Bo, che ne rimase piacevolmente colpito. Decise dunque di pubblicarle, a sue spese. La raccolta s'intitola I scarabocc (Gli scarabocchi). Attorno a lui si formò a Santarcangelo un gruppo spontaneo di giovani poeti, di cui facevano parte anche Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Gianni Fucci. Il gruppo si riuniva al "Caffè Trieste", il bar gestito dai genitori di Raffaello Baldini. Alcuni concittadini chiamarono ironicamente questo sodalizio E' circal de' giudéizi. Al 1952 risale l'esordio narrativo con un breve romanzo, La storia di Fortunato. Nel 1953 Tonino Guerra si trasferì a Roma, dove avvierà una fortunata carriera di sceneggiatore. Durante la sua lunga attività collaborò con alcuni fra i più importanti registi italiani del tempo (Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, i fratelli Taviani, ecc.). Dalla collaborazione con il regista ferrarese Antonioni, gli giunse anche la candidatura al premio Oscar nel 1967, per il film Blow-Up. Negli anni ottanta tornò in Romagna. Nel 1989 si stabilì a Pennabilli, centro del Montefeltro romagnolo, che gli conferì la cittadinanza onoraria, in riconoscenza dell'amore dimostrato nei confronti di questo territorio.
« Piano piano ti prende quella lentezza di gesti quasi da uomo primitivo e siedi su lunghe e semplici panchine artigianali e ti pieghi a toccare l' erba magari per accarezzare una margherita. »
Qui dette vita a numerose installazioni artistiche, mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell'anima tra cui: L'Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L'Angelo coi baffi e Il Giardino pietrificato (quest'ultimo è stato materialmente realizzato dallo scultore Giovanni Urbinati). Una sua installazione artistica, L'albero della memoria, è presente anche a Forlì, presso i Giardini Orselli. Guerra riprese anche il suo iniziale amore per la pittura. Una delle sue opere è esposta nella frazione Ca' Gallo del comune di Montecalvo in Foglia (PU). Guerra divenne famoso presso il grande pubblico nel 2001, come testimonial della catena di negozi di elettronica UniEuro, creando il tormentone dell'ottimismo ("Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita!"), ripreso tra gli altri dal suo compaesano, e pronipote, Fabio De Luigi in un suo personaggio comico, l'Ingegner Cane. Nel 2006 apparve nel documentario Mattotti di Renato Chiocca, leggendo un estratto dalla sua raccolta di racconti Cenere. Nel 2010, in occasione dei suoi 90 anni, ricevette il David di Donatello alla carriera. Il 10 novembre 2010 fu insignito dall'Università di Bologna del Sigillum Magnum. È padre del noto compositore di musiche per film e sceneggiati Andrea Guerra. Morì all'età di 92 anni, in coincidenza con la celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall'Unesco. Le sue ceneri sono state incastonate nella roccia, al di sopra della sua Casa dei mandorli a Pennabilli, nel punto in cui si ammira la vallata, paese in cui ha abitato negli ultimi 25 anni e di cui ha detto "è il posto dove trovi te stesso!". Tonino Guerra era ateo.

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