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venerdì 19 settembre 2025

Vendemmia

 

Vendemmia 

Nei campi è tutto un bagliore
di grappoli d’oro, di falci,
tutto un gioire di tralci
che ostentano qualche rossore.

Nei campi è tutta una festa
di luci, di ombre, di canti;
ridon gli sguardi, esultanti
per tanta messe rubesta.

S’alzan gli accenti, sonori
delle più gaie canzoni,
dai verdi festoni
e dagli intrepidi cuori.

E s’ode insieme una schiera
di donne cantilenare,
nel cielo sereno, che pare
un cielo di primavera.

Marino Moretti

sabato 13 settembre 2025

Le castagne

 

Le castagne, sgusciate
fuori dagli acuti ricci,
son dagli alberi arsicci
quasi tutte cascate.

Son cascate di quando
in quando al suolo nero
con un tonfo leggero,
con un murmure blando;

son tornate monde
alla lor terra bruna
e liete, perchè ognuna
il suo bene nasconde.

Ognuna sa che un giorno
sarà, per una cena,
quello che è il pane, appena
vien levato dal forno,

e mammine e figlioli
sogna affamati e chini,
ed ombre di camini
e fumo di paioli.

Marino Moretti

 

martedì 2 settembre 2025

Maternità

 

Cotesta bambola dorme,
ogni qualvolta si adagia
sovra la rosea bambagia,
un dolce sonno uniforme;
dorme, e non sa respirare
la bionda piccola figlia,
e tiene chiuse le ciglia
su gli occhi color del mare;
e l’ingegnosa fanciulla,
senza più il lieve sussurro,
le cuce un abito azzurro
presso la piccola culla.

Marino Moretti.

La parola più bella

Mamma.
Nessuna parola è più bella.

La prima che si impara,
la prima che si capisce e che s’ama.
La prima di una lunga serie di parole
con cui s’è risposto alle infinite,
alle amorose, timorose domande
della maternità.
E anche se diventassimo vecchi,
come chiameremmo la mamma
più vecchia di noi?
Mamma.
Non c’è un altro nome.

Marino Moretti

venerdì 20 giugno 2025

Ritorno a scuola



Oh, sì! prendiamo la cartella scura,
il calamaio in forma di barchetta,
i pennini, la gomma e la cannetta,
la storia sacra e il libro di lettura…

E ripetiamo: ((S'ode..s'ode a destra
uno squillo di tromba..)) per la via,
o il ((Cinque Maggio)) o altra poesia
che dovrem dir tra breve alla maestra...

Andiamo, andiamo! Il tema è messo in bella!
Andiamo, andiamo! Il tema è messo in buona!
Dio, com’è tardi! La campana suona…
Fra poco suonerà la campanella…

Ma che dico? È domenica, è vacanza! 
Non c’è scuola, quest’oggi: solamente

c’è da imparare un po’ di storia a mente,
soli, annoiati, nella propria stanza…


Marino Moretti

giovedì 15 maggio 2025

Le miche

 

Dal gracile rametto
d’uno spoglio nocciolo
spiccò l’ardito volo
d’un tratto un passerotto,

e tenne aperte l’ale
tra i fiocchi della neve
finché si posò lieve
sul bianco davanzale.

Quindi bussò col becco
ai vetri, proprio come
quel che chiede nel nome
di Dio solo il pan secco;

e gli furono davanti
subito cinque visi,
cinque allegri sorrisi,
dieci sguardi esultanti:

così dal quel mattino
il povero uccellino
s’ebbe invece del pane
le miche quotidiane.

 Marino Moretti

venerdì 7 marzo 2025

Partono le rondini.



Nel roseo cielo della fresca sera 
S’alzan gli stormi e perdonsi laggiù. 
Le rondinelle della primavera 
vanno a svernar lontano, nel Bornù.

Vanno a svernare sulle rive calme
dei paesi più caldi e più lontani,
là dove crescon facili le palme,
là dove sono i datteri e i banani.

Oh, rondinelle! Triste è il vostro addio
benché sia pieno di festosi gridi:
è tanto triste come un dondolio
che fan tra i ramoscelli i vuoti nidi.

O rondini! È pur dolce ai nostri cuori 
questa vostra partenza agile e gaia,
che ci rammenta i piccoli rumori
che facevate sotto la grondaia!

S’alzan nel cielo della rosea sera
le rondinelle a stormi ed a tribù.
Ritorneranno tutte a primavera?
Forse qualcuna resterà laggiù!

M. Moretti

lunedì 7 novembre 2022

LA PRIMA PIOGGIA






Scendon le gocce della prima pioggia

che sui selciati ancor timida batte,
mentre settembre lietamente sfoggia
l'ardore delle sue bacche scarlatte.
E le foglie chiacchierine
parlano dell'autunno che ritorna
e che sotto la pioggia fine fine
di pampini e di bacche agile s'adorna.
M. Moretti

domenica 18 luglio 2021

Lucciole

 

Lucciole
Vanno, vanno col loro
lumino mezzo verde,
come in soffio d'oro...
«Lucciola, lucciola, vien da me! ».
Oh, non aprire il pugno
per afferrarle... Guai!
Esse, bimbo, non sai?
son le fate di giugno...
«Lucciola, lucciola, vien da me! ».
Bimbo, che ne faresti
d'un lumino cosi
lieve? Immagino, si,
che me lo spegneresti...
«Lucciola, lucciola, vien da me! ».
Lucciole! Col lumino
loro, il lumino verde,
a qualcun che si perde
ti insegnano il cammino:
sono le nostre stelle,
le stelle della Terra,
o tu che ami la guerra,
fanciulletto ribelle.
«Lucciola, lucciola, vien da me! ».
 
Marino Moretti

domenica 2 agosto 2020

Estate


Il contadino che tanto ha faticato
guarda il grano che indora.Già si coglie
la ciliegia che il sole ha maturato.

Strillan le cicale tra le foglie,
giocano i bimbi dopo aver studiato.

"Chi bene seminò,bene raccoglie"
dice il capoccia; e già pronto al lavoro
pensa a mietere le belle spighe d'oro.

M.Moretti.

mercoledì 22 gennaio 2020

La neve


ll bimbo guarda alla finestra i fiocchi
taciti, ch'empion turbinando l'aria,
guarda la strada bianca e solitaria,
che non ha che un ombrello e due marmocchi.
E guarda la casina dirimpetto,
che è agghiacciata dal vento e dalla bruma,
ma che pur nel silenzio freddo fuma
con la pipa del suo comignoletto.
Sorride il bimbo nel suo caldo covo,
ed è stupito perchè i fiocchi,
a un tratto,
d'un paesello nero e vecchio han fatto
un paesello tutto bianco e nuovo.
M.Moretti

sabato 23 novembre 2019

Novembre


A tratti versa qualche goccia il cielo,
qualche piccola lacrima smarrita

e la selva si scuote irrigidita
in un subito brivido di gelo.
Il colchico nei luoghi più deserti
poggia pensoso, e sotto i pioppi lunghi
sorgono, nel silenzio umido, i funghi,
che tengono sempre i loro ombrelli aperti;
e nei giardini taciti e negli orti
nascon, quasi piangendo, i fiori estremi,
i crisantemi per i nostri morti.
Marino Moretti

martedì 19 novembre 2019

AUTUNNO


Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l'inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell'onda il primo gelo.
é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano,un fiore a ombrello,un fungo.

M.Moretti

giovedì 18 luglio 2019

Lo staccio




Va,sosta,s'incammina,
gira;ed il vaglio snello
si tiene il suo cruschello
e lascia la farina.
*
Corre,annaspa,s'affretta,
sosta,fa il girotondo
e d'un rumor giocondo
empie la cucinetta.
*
Finchè la servettina
che guida ogni balzello
ha il capo ed il guarnello
di foggia montanina
velati di farina....
*

M:Moretti.

Passaggio




Lungo la spiaggia di sabbia fina,
sull'orlo di un mare a pecorelle,
lento procede in triplice fila
un branchettino di paperelle.
*
Vanno di passo regolare
come un collegio di chierichini,
girano solo la testa, a beccare
i pallidi insetti salterini.
*
Dietro c'è un mare che freme selvaggio,
sopra c'è un sole che avvampa il leone.
Restano, a traccia del lieve passaggio,
tante crocette a fior del sabbione.
*
M.Moretti

sabato 10 giugno 2017

PRIME TRISTEZZE



PRIME TRISTEZZE

Ero un fanciullo,andavo a scuola:e un giorno
dissi a me stesso: -Non ci voglio andare.
E non ci andai. Mi misi a passeggiare
tutto soletto, fino a mezzogiorno.

E così spesso. A scuola non andai
che qualche volta, da quel triste giorno.
Io passeggiavo fino a mezzogiorno,
e l'ore...l'ore non passavan mai!

Il rimorso tenea tutto il mio cuore
in quella triste libertà perduto;
e l'ansia mi prendea d'esser veduto
dal signor Monti, dal signor dottore!

Pensavo alla mia classe, al posto vuoto,
al registro, all'appello (o, il nome, il nome
mio nel silenzio!) e mi sentivo come
proteso sull'abisso dell'ignoto.

In fine io mi spingea fino a giardini
od ai viali fuori di città;
e mi chiedevo:- Adesso, chi sarà
interrogato? Poggi o Poggiolini?

E fra me ripetevo qualche brano
di storia ( Berengario...Carlo Magno...
Rosmunda...), ed era la mia voce un lagno
ritmico, un suono quasi non umano.

E quante, quante volte domandai
l'ora a un passante frettoloso; ed era
nella richiesta mia tanta preghiera!
Ma l'ore...l'ore non passavan mai!


Marino Moretti

IL MESE DELLE SPIGHE D'ORO

 
IL MESE DELLE SPIGHE D'ORO
 
Ecco è piena la spiga
e la falce è nel pugno;
il buon sole di giugno
rallegra la fatica.
  
E la canzone sale
dal campo del lavoro,
e s'accompagna a un coro
stridulo di cicale.
 
E sale il canto anelo
dalle bocche lontane
lodano, in terra, il pane
ed il buon Padre in cielo.
                                            
 
M.Moretti.

Marino Moretti


 
Marino MorettiCesenatico, 18 luglio 1885 – 6 luglio 1979
Il  poeta  e scrittore dice di Cesenatico («Questo paese è per me innanzitutto padre e madre..», Il  tempo felice): le  sue  origini  familiari  sono narrate nel Romanzo della mamma  del 1924. Iniziati gli studi  classici  a  Ravenna, li  continuò  a  Bologna ma li interruppe, nel 1901, per frequentare a Firenze la Scuola di recitazione. Qui conobbe tra gli altri  Aldo  Palazzeschi, divenuto  suo  fraterno amico: il racconto  di  quegli  anni  è  in  Via  Laura del 1931. Ben presto  interruppe  anche  la scuola  di Firenze per dedicarsi  interamente  alla  letteratura. Fra il 1902 e il  1903 escono le prime raccolte  di  novelle e poesie, e nel 1905 i versi di Fraternità. In questi primi  volumi e soprattutto in Poesie scritte col lapis del 1910, Poesie  di  tutti i giorni dell' anno  seguente e  Il giardino  dei  frutti  (1915) si avverte l' impronta di Pascoli e  già quel  tono «crepuscolare» - secondo la definizione di Borgese- che si ritroverà nella  sua  narrativa . Dalla  prima raccolta di racconti, I lestofanti (1909), ai romanzi,i più noti: La voce di Dio (1920), I puri di cuore (1923), Il  trono dei poveri (1928), L'Andreana (1938), La vedova Fioravanti (1941), Il fiocco verde (1948), Moretti descrive  vicende semplici ambientate in un angusto mondo provinciale popolato da  personaggi  spenti e rinunciatari, rese in uno stile dimesso ma attraversato  da  lampi di personale umorismo, collaborò inoltre con vari giornali e riviste, tra cui «La Riviera Ligure», dove divenne amico dei fratelli  Novaro; nel 1914 diresse «La Grande Illustrazione» di Pescara. Nel  1916  pubblicò  a puntate sul «Giornale d'Italia» il  suo primo  romanzo Il sole del sabato. Dal 1923, viene chiamato al «Il Corriere della Sera». Moretti  inaugurò la  sua  stagione  più felice, dopo  quella  del poeta  crepuscolare e del narratore post - naturalista,  avvicinandosi  al  nuovo  e  fresco linguaggio ironico  de  I  grilli di  Pazzo Pazzi  (1951), cui seguirà La camera degli sposi  del 1958. Nel 1952 ricevette il «Premio dell'Accademia  dei Lincei» per la  Letteratura, nel '55 il «Premio Napoli », e il primo volume delle sue opere, Tutte le novelle, pubblicate ne «I Classici Contemporanei Italiani» di Mondadori, vinse  il  «Premio  Viareggio». L'ultima  stagione del poeta  vede  un felice ritorno alla poesia con la pubblicazione   delle   raccolte  mondadoriane  L' ultima estate (1969), Tre  anni  e  un  giorno  nel  1971,  Le poverazze   nel '73  e,  l'anno   seguente,  del  Diario senza le  date. Morì  a  Cesenatico  a 94 anni..

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