Lo scaffale di Lucia
venerdì 4 settembre 2026
Fior di ginestra
Fior di ginestra!
E la tu' mamma 'un ti marita apposta,
per non levar quel fiore alla finestra.
Fior di viole!
son morettina, e son di naturale;
son morettina, e non m'ha tinto il sole.
Avete gli occhi neri come il pepe,
le labbra rosse come le ciliege.
Vi faccia buona Dio, ché bella siete.
Avete i ricciolini inanelleti,
voi fate innamorar principi e preti
e il padre guardian con tutti i frati.
E in Toscana nascono gli amori,
cìè le ragazze belle come i fiori,
e pe' comprà di quelle un c'è denari
Stornello toscano
Il miracolo di Colombo
Il miracolo di Colombo
Buio compatto ricopre ogni stella
e par che l’acqua in monti si converta.
Il re della sfidata caravella
trasogna in febbre sotto la coperta.
La disperata vociferazione
delle ciurme lo butta dal giaciglio.
Sale alla tolda: l’orrido tifone
alto torreggia in faccia al suo naviglio;
un cono immenso unisce mare ed aria
e di salvezza non brilla spiraglio.
Ma tosto la sua tonaca terziaria
indossa e lega il pallido Ammiraglio;
la grande spada all’assassin capestro
appende e fra la muta meraviglia
issa a sommo dell’albero maestro
il regio gonfalone di Castiglia.
Poi le candele benedette accende
nei fanali di prua – come esorcista
del vecchio abisso – e dal cassone prende
il libro di Giovanni Evangelista.
E sullo spumeggiante turbinio
lesse gridando: “In principio era il Verbo
e il Verbo era in principio appresso Iddio
e tutto quanto fu fatto dal Verbo.
Ed il Verbo era luce ed era vita
e sulla nostra terra s’incarnò…”.
A quest’annunzio la bolgia infinita
già quasi vinta la furia placò.
Dopo che il portator di Cristo tutto
ebbe scandito il prologo a gran voce,
alzò la spada sull’enorme flutto
e per tre volte lo segnò di croce.
Subitamente la colonna nera
al triplice baleno
e incalzato da un vento di preghiera
verso ponente il gran nembo piegò.
Giovanni Papini
Il miracolo
Il miracolo
Vedeste, al tocco suo, morte pupille!
Vedeste in cielo bianchi lastricati
con macchie azzurre tra le lastre rare;
bianche le fratte, bianchi erano i prati,
queto fumava un bianco casolare,
sfogliava il mandorlo ali di farfalle.
Vedeste l’erba lucido tappeto,
e sulle pietre il musco smeraldino;
tremava il verde ciuffo del canneto,
sbocciava la ninfèa, nell’acquitrino,
tra rane verdi e verdi raganelle.
Vedeste azzurro scendere il ruscello
fuori dei monti, fuor delle foreste,
e quelle creste, aereo castello,
tagliare in cielo un lembo più celeste:
era colore di vïola il colle.
Vedeste in mezzo a nuvole di cloro
rossa raggiar la fuga de’ palazzi
lungo la ripa, ed il tramonto d’oro
dalle vetrate vaporare a sprazzi,
a larghi fasci, a tremule scintille.
Dormono i corvi dentro i lecci oscuri,
qualche fiaccola va pei cimiteri;
dentro i palazzi, dentro gli abituri,
al buio, accanto ai grandi letti neri,
dormono nere e piccole le culle.
Giovanni Pascoli
Howard Lewis Latimer
Howard Lewis Latimer
(Chelsea, 4 settembre 1848 – New York, 11 dicembre 1928)
è stato un inventore e scienziato statunitense di origine africana.
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