lunedì 11 maggio 2026

Un uomo saggio disse


 

Le mamme

 


11 maggio San Mamerto di Vienne

11 maggio San Mamerto di Vienne
Vescovo
† 475 circa 

E' soprattutto conosciuto attraverso le testimonianze dei contemporanei: nessun autore di cronache ha raccolto i suoi Atti né scritto la sua Vita. Il nome di Mamerto (lat. Mamertus; fr. Mamert) compare per la prima volta nel 463, in occasione dell'elezione a vescovo di Die di Marcello, per la quale Mamerto fu biasimato. Per lungo tempo, infatti, Marcello aveva collaborato con suo fratello, il vescovo Petronio, e quando costui era venuto a morte, egli fu acclamato al suo posto e Mamerto, vescovo di Vienne, procedette alla consacrazione. Ma poiché Marcello, da qualche tempo (450), dipendeva dal metropolita di Arles, Mamerto, denunciato a Roma come usurpatore, fu rimproverato dal papa Ilaro, perché, a quanto pareva, aveva imposto la sua scelta con la forza. Vi furono certamente delle opposizioni, cosa allora comune nel caso di elezioni, ma pare che il papa, male informato, avesse esagerato la portata dell'incidente. In un’altra lettera, del resto, il papa riconobbe die Marcello aveva i suoi meriti. Secondo Sidonio Apollinare, Mamerto fu costantemente aiutato, nell’amministrazione della diocesi, da suo fratello Gaudiano, uno degli spiriti più colti del suo tempo, autore di un trattato De statu animae che rivela una stupefacente erudizione. Ma il maggior titolo del vescovo di Vienne gli proviene dalla definitiva adozione delle preghiere delle Rogazioni, che precedono la festa dell’Ascensione. Suppliche di tal genere, relative alle intemperie o alle svariate calamità erano di uso relativamente frequente, ma si compivano senza un preciso rituale e spesso nel disordine e nella noia, secondo una testimonianza dello stesso Sidonio. Mamerto trasformò quelle preghiere in un triduo a data fissa, con digiuno e rituale determinati, nell’anno 474, in un’epoca cioè in cui le calamità erano particolarmente dure. Tale rituale si diffuse rapidamente e durevolmente, essendo stato adottato in seguito da Sidonio Apollinare a Germont e da san Cesario ad Arles. Sidonio e Gregorio di Tours attribuiscono, infine, a Mamerto la traslazione delle spoglie di san Ferreolo, martire di Vienne, in una nuova basilica. La data esatta della morte di Mamerto è sconosciuta; il suo corpo, dapprima inumato nella chiesa di san Pietro, nel VII secolo fu traslato in quella di Santa Croce a Orléans, dove gli fu dedicata una cappella. Questo spiega come il nome di Mamerto sia divenuto popolare nella regione di Orléans e non in quella di Vienne, tanto che fu dato a numerosi centri dell’Eure e dell'Eure-et-Loire. Disgraziatamente, nel 1563, i calvinisti ne bruciarono il corpo e ne dispersero le ceneri. La festa di Mamerto era stabilita all'11 maggio e, poiché in tale periodo le gelate notturne sono frequenti, il santo è designato nelle zone rurali, soprattutto in Francia, come uno dei "santi del ghiaccio" unitamente a san Pancrazio e san Bonifacio.


Autore: Gerard Mathon


James Coburn

James Harrison Coburn III
(Laurel, 31 agosto 1928 Beverly Hills, 18 novembre 2002)
è stato un
attore statunitense

Alto e dallo sguardo sempre molto rilassato, sullo schermo Coburn si presentò spesso con una maschera minacciosa che gli permise di connotarsi come interprete di ruoli da duro, anche se, nella sua carriera, non disdegnò di recitare in alcune commedie di carattere brillante. È conosciuto al grande pubblico in particolare per aver interpretato la figura dell'agente Flint, epigono statunitense del più popolare agente segreto britannico James Bond, per il ruolo di Britt nel western I magnifici sette (1960) di John Sturges e per il ruolo del rivoluzionario irlandese John H. "Sean" Mallory nel film Giù la testa (1971), diretto da Sergio Leone. Nel 1999 è stato insignito dell'Oscar al miglior attore non protagonista per Affliction, di Paul Schrader. Coburn nacque a Laurel, nel Nebraska, il 31 agosto 1928, figlio di James Harrison Coburn II (1902-1975) e di sua moglie, Mylet S. Johnson (1900-1984). Suo padre era di ascendenza scozzese-irlandese, mentre sua madre era immigrata dalla Svezia; i suoi genitori gestivano un garage d'auto che venne compromesso dalla Grande depressione. Coburn crebbe a Compton, in California, dove frequentò il Compton Junior College. Nel 1950 entrò nell'esercito statunitense come autiere e occasionalmente servì anche come disc jockey nella radio dell'esercito in Texas.Dopo aver seguito corsi di recitazione alla University of Southern California e aver frequentato in seguito la scuola drammatica di Stella Adler a New York, Coburn fece il suo debutto come attore teatrale. Tra il 1955 e il 1959 apparve anche in televisione, recitando in alcuni episodi di note serie televisive, quali Perry Mason e Bonanza. Nel 1959 esordì sul grande schermo quale co-protagonista nel western L'albero della vendetta di Budd Boetticher, mentre l'anno successivo ottenne un importante ruolo nel film I magnifici sette (1960) di John Sturges, distinguendosi per il suo fisico asciutto e agile e per l'abilità del suo personaggio nel lanciare il coltello. Con Steve McQueen e Charles Bronson, co-interpreti dello stesso film, nel 1963 Coburn partecipò a La grande fuga, diretto nuovamente da John Sturges, nei panni del prigioniero australiano Sedgewick. Nello stesso anno recitò anche nel film di spionaggio Sciarada (1963), impersonando Tex, uno dei tre loschi avventurieri che minacciano la protagonista (Audrey Hepburn). Coburn raggiunse l'apice della popolarità con l'interpretazione di alcuni film che ebbero come protagonista l'agente Flint, una sorta di alter ego americano dell'agente segreto britannico James Bond, nato dalla penna di Ian Fleming. Tuttavia, tra le sue grandi interpretazioni figurano anche molti film western, quali Il codice della pistola (1963) di William Conrad, Giù la testa (1971) di Sergio Leone, Sierra Charriba (1965) e Pat Garrett e Billy Kid (1973) di Sam Peckinpah, Una ragione per vivere e una per morire (1972) di Tonino Valerii e La vecchia legge del West (1967) di William A. Graham, al pari di altri grandi film del cinema di guerra, come L'inferno è per gli eroi (1962) di Don Siegel e La croce di ferro (1977) di Sam Peckinpah. Sergio Leone, l'avrebbe voluto già per il ruolo di protagonista del film Per un pugno di dollari (1964) ma Coburn, che ormai aveva raggiunto una buona notorietà, aveva un cachet troppo alto per le disponibilità della produzione del primo spaghetti-western del regista romano, cosicché gli venne preferito Clint Eastwood, all'epoca semisconosciuto. Nel 1999, grazie alla sua interpretazione di Glen Whitehouse nel film Affliction di Paul Schrader, vinse il premio Oscar al miglior attore non protagonista. Le sue ultime esperienze cinematografiche furono Monsters & Co. (2001), in cui prestò la voce al personaggio di Henry Waternoose, e American Gun (2002), usciti pochi mesi prima della sua scomparsa. Morì il 18 novembre 2002, all'età di 74 anni, a causa di un arresto cardiaco: negli ultimi tempi si era ritirato a vita privata per l'aggravarsi dell'artrite reumatoide, malattia di cui soffriva dal 1979. Dopo la cremazione, le sue ceneri furono interrate nel Westwood Village Memorial Park Cemetery a Los Angeles. Nel 1959 sposò Beverly Kelly, da cui nel 1961 ebbe un figlio, James, anch'egli divenuto attore; nel 1979 divorziò dalla moglie e, in seguito, fu sentimentalmente legato alla cantante Lynsey de Paul, con cui scrisse le canzoni Melancholy Melon e Losin' the Blues for You, appartenenti all'album Tigers and Fireflies. Nel 1993 si sposò con l'attrice Paula O'Hara (1955-2004), con la quale rimase unito fino alla propria morte.



domenica 10 maggio 2026

Elsa Vazzoler

 

Elsa Vazzoler
(
Treviso, 10 maggio 1920Roma, 8 agosto 1989)
è stata un'
attrice italiana.

A Treviso, da adolescente frequentò corsi di danza e recitazione, poi entrò, come giovane attrice, nelle prime compagnie teatrali che organizzavano spettacoli in dialetto veneto, sino alla prima scrittura importante, quella di Memo Benassi. Attrice dalla recitazione brillante ed estroversa, approdò alla fine della guerra nelle compagnie di Anton Giulio Bragaglia e successivamente in quella di Cesco Baseggio, nella Compagnia del Teatro Veneto, dove divenne prima attrice. Particolarmente versata nel repertorio goldoniano, si distinse anche nelle opere di Ruzzante e Molière: diretta da Tatiana Pavlova verrà applaudita ne Il borghese gentiluomo. Debuttò in televisione subito dopo l'inaugurazione delle trasmissioni ufficiali della RAI nel 1954, recitando sia nelle frequenti commedie del periodo sia negli sceneggiati a puntate (fra gli altri, I Buddenbrook, del 1971 e Malombra, del 1974). Lavorò nelle commedie musicali, spesso insieme a Carlo Dapporto, nel Cenerentolo e nell'Onorevole. Apparve spesso anche sul grande schermo, con ruoli da caratterista. Morì  all'età di 69 anni, per un attacco cardiaco

Quanti anni hai

 


Non dimentichiamo l'allegria

 


Un uomo saggio disse