Lo scaffale di Lucia
venerdì 5 giugno 2026
5 giugno San Doroteo di Tiro
5 giugno San Doroteo di Tiro
Vescovo e martire
È ricordato come colui che, dopo avere molto sofferto sotto Diocleziano, subì il martirio a centosette anni (verso il 362?) sotto Giuliano l'Apostata. Ma tale personaggio costituisce, in realtà, un piccolo enigma dell'agiografia antica e davvero non si sa come giungere a conferirgli una consistenza sicura. Eusebio (Hist. Eccl, VII, 32) parla di un Doroteo prete di Antiochia, dotto e aprezzato, nominato (sembra) amministratore della tintoria della porpora a Tiro; però, pur avendolo conosciuto di persona, mai afferma che si tratta di un martire. Ancora Eusebio parla di un Doroteo che non dice né vescovo né prete, bensì dignitario di corte, messo a morte sotto Diocleziano a Nicomedia, non identificabile dunque, col precedente. Tardivamente e malamente, sembra, Teofane (Chronographia, ed. Boor, I, 24) nel sec. IX riecheggia Eusebio parlando di un Doroteo vescovo di Tiro che soffrì sotto Diocleziano e in tarda età fu martirizzato sotto l'Apostata. Ma come accettare per certo un vescovo di Tiro di nome Doroteo mentre per il sec. IV la lista episcopale della città lo ignora e lo ignorano parimenti Eusebio e Girolamo? I compilatori del Martirologio Romano preferiscono Eusebio a Teofane, dando a Doroteo il titolo di presbitero; ma, l'abbiamo visto, Eusebio non li conforta, poiché, pur parlando d'un presbitero, non afferma ch'egli fosse martire. Non è perciò da meravigliare che gli studiosi al presente siano divisi in due correnti: una, di quelli che ritengono verisimile l'esistenza di Doroteo vescovo; l'altra, di quelli che propendono a negarla. Tra i primi sono da enumerare i Bollanditsi e G. Bareille ; tra i secondi, specialmente P. Batiffol e G. Bardy.
Autore: Pietro Bertocchi
giovedì 4 giugno 2026
Sii benedetta mattutina luce
Sii benedetta mattutina luce.
L'alba col capo fuor dell'adriatico
ha cominciato a stendere
i lucidi capelli.
Gli alberi vecchi e gli alberi novelli
hanno un diverso brivido
e stormendo, salutano.
Ave. Pei fior che schiudono
le corolle fragranti,
pei murmuri, pei canti
che al tuo venir si destano;
per tutte le bellezze,
per tutte le dolcezze,
per tutte l'allegrezze
che la tua deità ci riconduce,
sii benedetta mattutina luce.
Enrico Panzacchi
Aldo Garzanti
Aldo Garzanti
(Forlì, 4 giu 1883 – San Pellegrino Terme, 5 lug 1961)
è stato un imprenditore, editore e filantropo italiano.
Nasce da Livio e Maria. Il padre, maestro elementare, è stato soldato al seguito di Garibaldi nella campagna del 1866. Riceve un'educazione improntata agli ideali mazziniani e risorgimentali. Il 28 aprile 1906 è iniziato in Massoneria nella Loggia Otto agosto di Bologna. Frequenta nella città natale il Liceo Classico «Morgagni»; successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. Allievo di Giovanni Pascoli, si laurea nel 1907 con una tesi intitolata Studi sulla costituzione e condizione politica, amministrativa, economica e sociale di Forlì nel secolo XVI. Nel 1920 sposa Sofia Ravasi. L'anno successivo nasce un figlio, cui viene dato il nome Livio, come il nonno. Dopo essersi dedicato, fino al 1921, all'insegnamento, si trasferisce a Milano e si dà con successo all'attività di imprenditore. Opera nella chimica, fondando la società Sadaf produttrice di coloranti e prodotti per la concia di pellami. Nel 1932 diversifica l'attività aprendo la società Miret, specializzata in pizzo e seta. Nel secondo dopoguerra si afferma nel settore degli ausiliari tessili. Nel 1937, anche dietro consiglio del caro amico Aldo Spallicci, Garzanti decide di dedicarsi all'editoria. Nel 1939 rileva la casa editrice Fratelli Treves (i fratelli Treves, in quanto ebrei, sono costretti a cederne la proprietà a causa della promulgazione delle leggi razziali) che diviene la Aldo Garzanti editore, subito una delle più importanti in campo nazionale, punto di riferimento di intellettuali ed autori del tempo (Curzio Malaparte, Riccardo Bacchelli, Elsa Morante). Nel 1952 Aldo, pur mantenendo la presidenza della casa editrice, lascia la conduzione effettiva del gruppo al figlio Livio, all'epoca trentunenne per dedicarsi all'attività filantropica. Si dedica ad un nuovo progetto: una Fondazione destinata ad ospitare artisti e letterati, con sede nella natia Forlì. La Fondazione ha tuttora sede presso l'Hotel della Città, in Corso della Repubblica. Il 12 ottobre 1957 viene ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico, nel corso di un'affollatissima cerimonia, il grande complesso architettonico voluto e finanziato da Aldo Garzanti e progettato dallo studio milanese Ponti-Fornaroli-Rosselli, che ospita la “Fondazione Livio e Maria Garzanti” (dedicata ai genitori di Aldo). Il «premio Garzanti», istituito per tenere a battesimo la neonata istituzione, fu attribuito nel novembre dello stesso anno. Muore, all'età di 78 anni.
4 giugno San Quirino di Siscia
4 giugno San Quirino di Siscia
Vescovo e martire
† Savaria, Croazia, 309
Etimologia: Quirino = armato di lancia, soprannome di Romolo
Emblema: Bastone pastorale, Palma
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(Roma, 28 gennaio 1946 – Roma, 12 aprile 2019) è stata una cantante e astrologa italiana.
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