domenica 3 maggio 2026

Oggi 3 maggio

 



Pensiero del mattino per iniziare con un un sorriso.
"La mattina non puoi sempre alzarti e correre, ricordati che non sei né leone né gazzella... e c’hai pure una certa età!"

Pensiero del giorno.
«La vita è come un’eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii» – James Joyce.

Aforisma del giorno:
E’ davvero un ingrato chi, quando perde qualcosa, non si sente debitore per averla avuta. (Seneca)

Proverbi
Val più un’acqua tra aprile e maggio, che i buoi con il carro.
Il vento può spegnere una candela, ma non il sole
Chi cammina con cuore leggero arriva più lontano
Le parole dolci aprono le porte chiuse
Quando il cielo tace, parlano i fiori
La calma è la forza nascosta dei forti

Sevai in casa d'altri

 


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3 maggio Santa Viola

3 maggio Santa Viola
Vergine e martire
Verona, primi secoli

Per quanto sia un nome molto usato anche nelle sue varianti Violetta, Iole, della santa che porta il nome di Viola si sa ben poco. Essa è citata da un antico studioso di agiografia Filippo Ferrari, il quale nel suo volume “Catalogus Sanctorum Italiae” edito a Milano nel 1613, dice di aver letto nelle ‘tavole’ della Chiesa veronese, questo nome di vergine e martire di quella città. Mancano completamente altri dati, per cui è possibile dubitare anche della sua reale esistenza. È risaputo che nel corso dei secoli, il culto verso i santi martiri ebbe varie impennate, con trasferimenti delle reliquie dalle catacombe alle chiese e luoghi religiosi di tutta Europa; lì dove giunsero s’instaurò ben presto un culto locale più o meno intenso, con proclamazione del loro celeste patronato sulle località e spesso nello scrivere la ‘Vita’, mancando di notizie attendibili, si giungeva anche a riconoscere il martire o la martire come originari della zona.Nulla toglie al valore del loro martirio, anche se per molti le notizie pervenute fino a noi sono in parte leggendarie o non comprovate, del resto l’Italia è piena di queste devozioni, che in alcune zone assumono il grado della solennità, coinvolgendo nelle celebrazioni liturgiche e patronali l’intera comunità locale. La celebrazione di s. Viola martire di Verona è al 3 maggio, bisogna comunque dire che l’attuale ‘Martyrologium Romanum’ non ne fa menzione; nella provincia veronese c’è una annuale ‘Fiera di santa Viola’ e probabilmente qualche chiesa a lei dedicata, di cui una in località Cerro Veronese (Lessinia). Il nome Viola ha una discreta diffusione, oltre che per la devozione verso l’omonima santa veronese, anche per la sua derivazione Violetta, che Giuseppe Verdi inserì come nome della protagonista dell’opera lirica “La Traviata”, che come è noto fu ispirata al romanzo di Dumas “La signora delle camelie” e la cui protagonista porta invece il nome di Margherita.


Autore:
Antonio Borrelli


sabato 2 maggio 2026

Insisti sull'eccellenza da parte tua e dai tuoi sforzi

Insisti sull'eccellenza da parte tua e dai tuoi sforzi.
Non accontentarti di niente di meno.
L'eccellenza non è facile o veloce, ma ciò non significa che sia fuori dalla tua portata.
Sai quando stai facendo del tuo meglio, quindi non fermarti finché non lo fai...
Se devi fare uno sforzo, fallo sul serio.
Puoi imparare, e migliorare, e imparare un po' di più, e utilizzare la tua esperienza per percorrere il tuo cammino verso l'eccellenza.
L'energia che spendi per farlo bene è energia ben investita. Invece di perdere tempo in sforzi a metà, puoi trasformare il tuo tempo in valore reale e duraturo. Il mondo può permetterti di sopravvivere con meno di quello che sei in grado di dare.
Ma la vera realizzazione dipende dal sapere che hai dato il meglio di te stesso.
Insisti sull'eccellenza con te stesso, e non fermarti finché non l'hai raggiunta.
Tutto ciò che esiste in questa meravigliosa vita è tuo, quindi cogli l'occasione per far sì che ogni cosa conti davvero. - Gabriel Sandler

Alessandro Scarlatti

 

è stato un compositore italiano di musica barocca. Considerato dai musicologi come uno dei più importanti rappresentanti della scuola musicale napoletana, fu il maggiore compositore d'opera italiano tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo. Soprannominato dai suoi contemporanei “l'Orfeo italiano”. Scondogenito di Pietro Scarlata, musicista trapanese, e di Eleonora d’Amato. La sua prima formazione musicale avvenne presumibilmente in famiglia; una tradizione non convalidata da documenti vuole che sia stato allievo di Giacomo Carissimi a Roma, dove si era trasferito giovanissimo con alcuni membri della famiglia, ma è più probabile che abbia studiato con Bernardo Pasquini e altri musicisti. Nel 1678 sposò Antonia Anzalone: dal loro matrimonio nacquero dieci figli, tra cui il futuro compositore DomenicoScarlatti visse e operò a Roma almeno fino al 1683, lavorando come maestro di cappella presso diverse istituzioni religiose e godendo della protezione di mecenati importanti. Qui nel 1679 fu rappresentata la sua prima opera, Gli equivoci del sembiante; seguì un’attività prodigiosa e senza soste: dopo essere stato al servizio di Cristina di Svezia, nel 1684 si stabilì a Napoli come maestro di cappella reale. A Napoli fu attivo sino al 1702, producendo ben 35 melodrammi e un’infinità di brani d’occasione. Fu poi, con il figlio Domenico, a Firenze, dove contava di entrare al servizio del granduca Ferdinando III de’ Medici, ma, non avendo ottenuto nulla di concreto, nello stesso anno si trasferì a Roma, subito assunto come vicemaestro di cappella in Santa Maria Maggiore e ammesso nel 1706 fra i membri dell’Accademia dell’Arcadia. Scarlatti non abbandonò comunque l’aspirazione di ottenere una sistemazione presso i duchi di Toscana e continuò a scrivere opere per il teatro di Pratolino, fatto costruire da Ferdinando nel 1697. Dopo vari tentativi infruttuosi e dopo viaggi a Venezia e a Urbino, nel 1708 decise di trasferirsi a Napoli in qualità di maestro di cappella. Nuovamente a Roma nel 1717, quattro o cinque anni dopo prese definitiva dimora nella città partenopea, dove morì a 65 anni. Massimo rappresentante della cosiddetta scuola napoletana, Scarlatti dominò magistralmente il dramma per musica e la candata da camera nel momento della loro massima espansione, ma lasciò una profonda traccia anche nella musica sacra o spirituale e nella musica strumentale. La sua è una delle figure di maggior rilievo nella storia dell’opera del Settecento: 65 drammi per musica, 10 elaborazioni o aggiunte a opere di altri autori, 3 pasticci, testimoniano il suo impegno e l’importanza della sua presenza. Trascurando le prime realizzazioni per i teatri romani, per i quali Scarlatti scrisse drammi per musica commisti di elementi tragici e comici o opere decisamente comiche, come Tutto il mal non vien per nuocere (1681), è nei diciotto anni della permanenza a Napoli che il musicista forgiò un proprio stile e plasmò quel tipo di opera che sarà poi definita «napoletana». Se la Olimpia vendicata (1685) non è ancora immune da influenze romane, La Statira (1690) e ancora prima, parzialmente, Rosmene (1686) offrono una maggiore varietà di atteggiamenti, specialmente nel trattamento dell’aria, quasi sempre realizzata nella forma «col da capo» (destinata a predominare nella produzione del Settecento, non solo nel teatro musicale ma anche nell’oratorio e nelle cantate). Un diverso stile operistico sembra imporsi con La caduta dei decemviri (1697), in cui ormai la forma dell’aria col da capo è pervasiva, il recitativo è prevalentemente secco (quello accompagnato essendo riservato a poche situazioni fortemente drammatiche) e la sinfonia di apertura è articolata in tre sezioni: un allegro iniziale, cui segue un breve adagio che fa da ponte a un altro allegro conclusivo, spesso in ritmo di danza (anche questa tripartizione farà scuola nello sviluppo delle forme strumentali italiane). Delle opere più note di Scarlatti, alcune delle quali riprese anche ai giorni nostri, menzioniamo: Il Mitridate Eupatore (1707), Il Tigrane ovvero L’egual impegno d’amore e di fede (171%), che prevede alcuni ruoli buffi, Telemaco (1718), Il trionfo dell’onore (1718), Marco Attilio Regolo (1719) e soprattutto La Griselda (1721), che è la sua ultima fatica teatrale. Scarlatti fu anche un fecondissimo autore di cantate da camera: quelle per voce e basso continuo ammontano a 601, 20 sono a due voci, 70 con strumenti. Prevale di gran lunga lo schema recitativo e aria col da capo, con un grande risalto alla cantabilità e una stupefacente invenzione melodica; alle sue cantante guardarono come un modello Georg Friedrich Händel e, in parte, Johann Sebastian Bach. Mirabile è anche la sua produzione di musica sacra (messe, mottetti, responsori, scritti anche nello stile ormai arcaico di Giovanni Pierluigi da Palestrina) e di oratori. Fra questi spiccano la giovanile Passione secondo san Giovanni (1680 ca.), non lontana dai modelli di Carissimi, le due Giuditta (1695 e 1705-10 ca.), Combattimento e vittoria di Davide (1700), Il trionfo della SS. Vergine (1706), Caino ovvero Il primo omicidio (1706), Il Sedecia, re di Gerusalemme (1706, il suo oratorio più ampio), L’Oratorio per la passione di N. S. Gesù Cristo (1708), La Vergine addolorata (1717). Infine, la sua produzione strumentale annovera sette sonate per flauto e basso continuo, nonché molte pagine cembalo-organistiche.

La zanzara

 


Oggi 3 maggio

  Pensiero del mattino per iniziare con un un sorriso. "La mattina non puoi sempre alzarti e correre, ricordati che non sei né leone né...