venerdì 10 luglio 2026

Grandinata

Grandinata

L'aria s'affredda, il sole si nasconde,
Radon la terra i passeri sgomenti,
Fuggon nel polverío, preda dei venti,
Le inaridite foglie vagabonde;

Fra le voci del ciel cupe e profonde
Sonano risa e passi di fuggenti,
E strilli acuti, e colpi vïolenti
D'imposte, e un lamentío lungo di fronde.

Poi tace la città trista e soletta
E dietro ogni finestra ansiosamente
S'affaccia un volto attonito che aspetta.

Casca e salta ad un tratto al piede mio
Un granellino bianco e rilucente…
Eccola, viene che la manda Iddio.

Strepitando vien giù candida e bella,
Batte il suol, tronca i rami, il cielo oscura,
E nelle grigie vie sonante e dura
Picchia, rimbalza, rotola, saltella;

Squassa le gronde, i tetti alti flagella,
Sbriciola sibilando la verzura,
Ricasca dai terrazzi e nelle mura
S'infrange, e vasi e vetri urta e sfracella;

E per tutto s'ammonta e tutto imbianca;
Ma lentamente l'ira sua declina
E solca l'aria diradata e stanca;

Poi di repente più maligna stride,
Poi tutto tace, e sulla gran ruina
Perfidamente il ciel limpido ride.
Edmondo De Amicis.

Reginald Smythe

Reginald Smythe, detto Reg
(
Hartlepool, 10 luglio 1917Hartlepool, 13 giugno 1998),
è stato un
fumettista britannico ideatore della celebre striscia a fumetti Andy Capp, pubblicato alla fine degli anni cinquanta su 1700 quotidiani in oltre 50 paesi e tradotto in almeno 14 lingue viene ritenuto il più grande autore di fumetti britannico.

Nato in una famiglia povera, lasciò la scuola a 14 anni per lavorare come fattorino in una macelleria. Si arruolò poi nell'esercito, nel Royal Northumberland Fusiliers, nel 1936 di stanza in Egitto e, durante la seconda guerra mondiale fu mitragliere nel nord Africa. In questo periodo vendette i suoi primi lavori a quotidiani del Cairo. Nel dopoguerra, lavorò prima come impiegato presso un ufficio postale della General Post Office di Londra, continuando sempre a disegnare nel tempo libero, iniziando a collaborare con varie riviste con vignette e giochi. Ideò in questo periodo la serie a strisce a The Sparks. Riuscì a vendere le sue produzioni a varie testate come Everybody's Magazine, Fishtrader's Gazette e Draper's Record, e successivamente al London Evening Standard, Reveille, Punch e al Daily Mirror. La sua prima produzione regolare fu la serie "Smythe's Speedway World" pubblicata da Speedway World e "Skid Sprocket" su Monthly Speedway World. Per il Daily Mirror realizzò la serie a strisce giornaliere Laughter at Work, esordita nel 1954. Per l'edizione di Manchester dello stesso giornale gli venne richiesto nel 1957 lo sviluppo di un nuovo personaggio e questo portò all'ideazione di Andy Capp che venne presto pubblicato anche nell'edizione nazionale dello stesso quotidiano dal 14 aprile 1958, arrivando a essere pubblicato su oltre 700 giornali in 34 paesi; la serie venne prodotta dall'autore fino alla sua morte per cancro al polmone il 13 giugno 1998. Dato il grande successo che gli portò la strip, Reg Smythe non portò avanti altri progetti lavorativi, ad eccezione di Buster nei primi anni sessanta.






    La vita è uno zaino

     La vita è uno zaino, metti dentro solo il necessario, qualità non quantità..

    Via i brutti pensieri

     


    Che bella sorpresa

     


    I lupi

    I lupi
    Nell'oscuro campo di battaglia
    vagando silenziosi sotto il cielo nero
    i lupi obliqui fanno bisboccia
    ed è un piacere vederli,
    agili, occhi verdi, zampe
    leggere sui cadaveri molli,
    - gole larghe e teste piatte -
    gioiosi, rizzare il pelo rosso.
    Un ruggito men che tenero
    accompagna la masticazione
    ed è un piacere udirlo
    quest'osanna vile e malvagio:
    - "Carne tagliata a pezzi, sangue che cola,
    davvero han qualcosa di buono gli eroi,
    la fame sazia e la sete soddisfatta
    devono loro questo complimento.
    "Ma anche, detto senza rimproveri,
    quante pene e quanti passi
    ci sia costato soltanto avvicinarli
    non si potrebbe immaginarlo.
    "Da quando, senza pietà né pause,
    risuonarono i loro passi fanfaroni,
    i nostri cuori di belve e di vili,
    al tempo stesso ghiottoni e poltroni,
    "presentendo la guerra e la preda
    per molte notti e per molti giorni
    batterono di paura e di gioia
    all'unisono coi loro tamburi.
    "E quando infine apparvero
    tutti scintillanti di metallo,
    oh! che paura e che fuga
    verso la femmina, nel bosco natale!
    "Se ne andavano fieri, i giovanotti,
    calmi sotto la loro bandiera al vento,
    e, più forti di quanto siamo noi,
    avevano tuttavia un dolcissimo aspetto.
    "Il terribile ferro delle loro spade
    brillava ancora meno dei loro occhi
    in cui il candore di augusti sogni
    esplodeva in sguardi gioiosi.
    "I loro capelli frustati dal vento
    battevano sotto gli elmi, simili
    ad ali di gabbiani,
    pallidi con toni vermigli.
    "Cantavano cose elevate!
    che parlavano di libere lotte,
    d'amore, di catene infrante
    e di malvagi dèi abbattuti.
    "Passarono. Quando la loro coorte
    non fu più che un punto blu,
    noi ci organizzammo in modo
    da seguirli col minimo rischio.
    "A lungo, a lungo raso terra,
    discreti, dietro, a distanza, mentre
    loro avanzavano a passo militare,
    noi marciammo in file di dieci,
    "passando a nuoto i fiumi
    quando loro spezzavano i ponti,
    con appena un po' d'erba per macello,
    avanzando a piccoli balzi,
    "perdendo fiato ad ogni istante...
    Finalmente una notte quei dèmoni
    si accamparono in fondo a una pianura
    tra foreste e montagne.
    "Là li spiammo comodi,
    poiché quasi tutti dormivano.
    I nostri occhi simili a brace
    brillavano intorno al loro campo,
    "e il rumore secco dei nostri denti bianchi
    in attesa di festini tanto belli
    faceva ticchettare tra i rami
    l'avido becco dei corvi.
    "L'aurora esplode. Una fanfara
    orribile fa balzare in piedi
    tutta la truppa spaventata.
    Ognuno si equipaggia come può.
    "Dietro le alte fustaie
    noi ci siamo nascosti
    mentre le siepi vicine
    celano i corvi spaventati.
    "Il sole che sale comincia
    a bruciare. Rabbrividisce la terra.
    Improvviso un immenso clamore
    ha risuonato. È il nemico!
    "È lui, è lui! Il suolo rimbomba
    sotto i passi duri dei conquistatori.
    I polemarchi in persona
    vanno e vengono lungo i ranghi.
    "E le lance e le spade
    tra le pieghe degli stendardi
    fiammeggiano tra gli sprazzi
    di luci e di nebbie.
    "E così, in questi epici corrucci
    la giovane banda avanzò,
    lieta e serena sotto le picche
    e iniziò la battaglia.
    "Ah! fu una lotta accanita:
    grida confuse, scontro d'armi, il tutto
    per un intero giorno,
    sotto l'ardore rosso di un cielo d'agosto.
    "La sera. - Silenzio e calma. Appena
    un vago moribondo tardivo
    che sputa il suo dolore e il suo odio
    in un singhiozzo definitivo;
    "appena, nel grigio lontano, il triste
    appello di una tromba smarrita.
    Il tramonto d'oro e di ametista
    si spegne e a gradi imbrunisce.
    "Cade la notte. Ecco la luna!
    Essa nasconde e mostra a metà
    la sua ipocrita faccia come un
    complice che finge pietà.
    "Noialtri, liberi da simili pensieri,
    e che sempre lo rimarremo,
    non conosciamo tali debolezze,
    perché la fame ci scaccia dal bosco,
    "e abbiamo di che cibare
    questo appetito imperiale:
    il campo di battaglia è libero
    e non è vuoto né piccolo.
    "Dunque, senza più perdere in frasi vane,
    di cui qualche sciocco sarebbe geloso,
    questo momento di grassa pacchia,
    beviamo e mangiamo, noi, Lupi!"
    ALLA MANIERA DEI PIÙ

    Paul Verlaine

    10 luglio San Canuto IV Re di Danimarca,



    10 luglio San Canuto IV Re di Danimarca,
    martire 
    1040 circa – Odense, Danimarca, 10 luglio 1086
    Patronato: Danimarca 
    Emblema: Corona, Scettro, Palma

    Knud nacque all’incirca nel 1040, figlio illegittimo di Sven Estridsen, nipote del re inglese Canuto (1016-1035). Ricevette la corona danese nel 1080 e si dimostrò immediatamente favorevole all’approvazione di nuove leggi in sostegno della neonata Chiesa del suo paese. Istituì una sorta di sostentamento del clero, trasferì gran parte del potere dai conti ai vescovi che vennero così investiti anche di cariche temporali. Il re Canuto IV si fece inoltre promotore dell’edificazione di numerose chiese ed effettuò cospicue donazioni in favore dei nuovi monasteri fondati dai missionari inglesi. Ritenne sempre illegittima l’occupazione dell’Inghilterra compiuta dai normanni e perciò tentò ripetutamente di sconfiggere Guglielmo il Conquistatore, in nome di una ritrovata unità fra Danimarca ed Inghilterra. Tra il 1069 ed il 1070 si recò con la flotta vichinga in aiuto dei ribelli inglesi e cinque anni dopo collaborò ad n’incursione su York, anche se poi dovette tornare sui suoi passi appena falli la rivolta inglese. Nel 1085 Canuto avrebbe voluto intraprendere nuovamente una spedizione, ma trovò la netta opposizione del suo popolo, guidato dai conti che egli aveva spodestato, stremato dalle pesanti tasse che egli aveva imposto. Strinto d’assedio presso Odense, al re Canuto non restò che rifugiarsi nella chiesa di Sant’Albano. Qui il 10 luglio 1086, dopo aver ricevuto la comunione, fu ucciso con otto suoi seguaci mentre era inginocchiato ai piedi dell’altare. Lo storico moderno Barlow sostenette che in tal modo l’anarchia imperante in Scandinavia salvò per l’ennesima volta l’Inghilterra ed “il calendario nordico si arricchì di un altro santo incerto”, facendo evidentemente riferimento ai santi sovrani martiri Olav II di Norvegia ed Erik IX di Svezia. Ma siccome le circostanze della sua morte ci mostrano come i ribelli si stessero indirettamente opponendo alle sue politiche filo-ecclesiastiche, la Chiesa non esitò a considerare sin da subito vero martirio quello a cui fu sottoposto il re Canuto IV di Danimarca. Verificatosi parecchi miracoli sulla sua tomba, il suo culto fu approvato già nel 1101 dal papa Pasquale II ed ancora oggi lo si è voluto ricordare così nel nuovo Martyrologium Romanum nell’anniversario della morte: “A Odense, in Danimarca, ricordo di S. Canuto (Knut), martire, che, re infiammato di passione, durante il suo regno difese e diffuse il culto divino, contribuì al sostentamento del clero, finché, fondate le Chiese di Lund e di Odense, venne ucciso per la sua politica favorevole alla Chiesa da alcuni sudditi ribelli”. E’ talvolta possibile trovarlo in alcuni calendari al 19 gennaio, data in cui era tradizionalmente ricordato il santo re danese presso Odense.

    Autore: Fabio Arduino

    Grandinata

    Grandinata L'aria s'affredda, il sole si nasconde, Radon la terra i passeri sgomenti, Fuggon nel polverío, preda dei venti, Le inari...