giovedì 26 marzo 2026

Guccio Gucci

Alberto Giovanbattista Giacinto Dario Maria Gucci 
(
San Miniato26 marzo 1881 – Milano22 novembre 1953)
è stato un 
imprenditore e stilista italiano, fondatore dell'azienda di moda Gucci.

Nacque  da Gabriello, un artigiano di San Miniato e da Elena Santini, di Lastra a Signa. Nel 1898, a soli 17 anni, decise di emigrare all'estero in cerca di fortuna, anche a causa del fallimento della bottega artigianale di cappelli di paglia del padre. Si trasferì prima a Parigi e poi a Londra, dove fu assunto come facchino d'albergo nel prestigioso Hotel Savoy. Lavorando a stretto contatto con il lusso e la ricchezza, rimase affascinato dagli eleganti bagagli e borse di HJ Cave & Sons, dei facoltosi ospiti. Iniziò così a sviluppare uno spiccato gusto della qualità e dello stile. Dopo quattro anni decise di ritornare a Firenze dove iniziò a vendere articoli di valigeriaguanti e pelletteria. Guccio Gucci sposò Aida Calvelli (1879-1955), nata a Firenze, da cui ebbe cinque figli: Grimalda (1903-1989), Enzo che morì a 9 anni (1904-1913), Aldo (1905-1990), Vasco (1907-1974), Rodolfo (1912-1983); Ugo Calvelli Gucci (1899-1973), fratellastro dei cinque, era nato da una relazione di Aida Calvelli prima del matrimonio con Guccio, che lo adottò. Nel 1921 aprì il suo primo negozio, in Via della Vigna Nuova 7, Azienda Individuale Guccio Gucci, una piccola bottega dove vendeva valigie in pelle, ma anche articoli da viaggio e selleria per l'equitazione, e che nei decenni successivi divenne la nota azienda Gucci, marchio fiorentino divenuto uno dei simboli dell'alta moda italiana nel mondo. Iniziò subito ad avere un ottimo successo, il che portò i migliori artigiani di quel tempo a lavorare per la sua azienda. Nel 1938 Gucci fondò un'altra sede a Roma e ben presto la sua attività individuale si trasformò in attività di famiglia quando i figli si unirono a lui. Nel 1951 aprì un altro negozio a Milano. Guccio Gucci morì improvvisamente nel 1953; è sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero di Soffiano, il camposanto della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze. Saranno poi i figli Rodolfo e Aldo a continuare l'azienda di famiglia.

ER BONSENSO



ER BONSENSO

Volevo fa' covà da la Gallina
un ovo fresco d'Aquila imperiale.
— Se te viè bene, — dissi — pe' Natale
sarai trattata come una reggina.
Nun è da tutti de covà un ucello
nobbile e coraggioso come quello! —
La Gallina rispose: — Fosse vero!
Ma come fo se l'Aquila che sorte
trova un cortile invece d'una Corte
e un sottoscala invece d'un Impero?
Se prima nun pulisci er gallinaro,
bonanotte, Gesù, che l'ojo è caro!

[Trilussa]

Non chiamatemi “pellerossa”.

Non chiamatemi “pellerossa”.

È un’offesa: un nome che non ci appartiene, nato per ridurci e semplificarci.
Se volete rispetto, chiamateci per quello che siamo: Nativi Americani.
E quando potete, chiamateci con il nostro vero nome: Lakota, Diné, Cherokee…

Germana Bruno

Germana Bruno
è un'
insegnante di Scuola Primaria presso l'Istituto Comprensivo Giuseppe Mazzini Erice TP, esercita la sua professione a Erice, in provincia di Trapani, dove vive. Da molti anni impegnata nel campo della legalità, collabora con l'Unicef e con l'associazione “LIBERA” Nomi e Numeri Contro le Mafie. Ha pubblicato numerosi libri di poesie con editori diversi.

IMPARA DAI FIORI

IMPARA DAI FIORI

I fiori, si lasciano il gelo alle spalle,
sbocciano ancora nel campo e la valle,
colori e odori, a dispetto di tutto,
spargono e rendono lieve anche il brutto.
Fai come i fiori, dimentica il gelo,
prendi calore e, anche se in cielo,
non scorgerai il sole che splende,
puoi cacciar via questo freddo pungente.
Tira un respiro, un respiro profondo
e sii sempre grato di essere al mondo,
guarda ogni fiore che è come te
senza fissarti sulla spina, se c’è.
Impara dai fiori, e dopo la gelata,
rendi di nuovo l’aria bella e profumata,
con quella benevola prepotenza,
di chi vuol godere di sua breve esistenza.
È Primavera e non sai per quanto,
vivilo adesso questo grande incanto,
oggi lo è, domani chi lo sa,
scaccia l’inverno e il calore arriverà.
Apri i tuoi petali, come fa il fiore,
di quelle spine non avere timore
anzi accarezzale, son di te parte,
saranno calore nel petto che batte.
Fragile e fugace sei come il fiore,
diffondi anche tu profumo e colore,
sii fiore tu, tra i fiori tutti,
lasciati dietro quei giorni brutti.

di Germana Bruno

Le mezze stagioni


 

Nel mio paesello....ma...soprattutto nel mio rione.

Nel mio paesello....ma...soprattutto nel mio rione.

Paese etrusco. Il rione dove sono nata si chiama Zambra è un quartiere popolare nei dintorni di Firenze, Zambra allo stesso tempo è un toponimo carico di storia, infatti è una parola di origine etrusca il cui significato pare sia "Fiume dei Morti". Zambra è infatti un torrente che nasce dalle fonti del Monte Morello, alta collina che domina la piana fiorentina, e precipita verso il quartiere sopracitato da cui prende il nome. Nel suddetto torrente ai miei tempi con le sue acque ci forniva un lavatoio dove La mia mamm e tutte le donne del rione lavavano il bucato. Noi bambine guardavamo e poi crescendo siamo state anche noi a lavare. Mi spiace che non esiste più. Io ho bei ricordi e questo se ci penso mi rallegro.
Lucia🐞

Guccio Gucci

Alberto Giovanbattista Giacinto Dario Maria Gucci   ( San Miniato ,  26 marzo   1881  –  Milano ,  22 novembre   1953 ) è stato un  imprendi...