Lo scaffale di Lucia
domenica 15 marzo 2026
La beffa ai pastori
La beffa ai pastori: pecore in mare
Fraudifer ergo videns Cingar iam stare propinquum
tempus oportunum, sua quo pensiria cordis
mandet ad effectum, sese cativellus acostat
villano dicens: – O quantae copia carnis!
Vis, compagne, mihi castronem vendere grassum?
–
Respondet pegorarus: – Ego? tres, octo, quatordes,
si tibi non unus bastat; modo solvere voias,
ac des almancum carlinos octo per unum. –
Tunc Cingar, facto mercati foedere, sborsat
octo ramezantes, tolto castrone, barillos,
quos sub terreno falsos stampaverat ipse.
Hic mercadantes adsunt, hic altra brigata,
et ricchi et poveri et laici fratresque pretique
expectant aliquem castronis habere boconem.
Sed Baldus, meditans truffam iam caute parari,
mussat in orecchia Leonardi: – Nascitur – inquit –
abula bella; tace, quaeso, risumque parecchia. –
Cingar montonem comprum, praesente brigata,
post modicum spatium per binas zaffat orecchias,
buttat et in pelagum sospingens navis ab orlo.
Res mira et fors fors ad credere dura brigatis,
illico grex totus certatim saltat ab alto
navigio in moiam, pecorella nec una remansit,
quae non sbalzaret, quae non tommaret in undas
Teofilo Folengo
Traduzione
Cingar, quel fraudolento, vedendo che ormai era venuto il tempo di mandare ad effetto il suo piano,
da quel briccone che è si avvicina a un pastore dicendo: – Non vi manca la carne! Vuoi vendermi, compagno, un bel castrone? – Risponde il pecoraio: – Io? Tre, otto, quattordici, se uno non ti basta, purché tu sia disposto a sborsare almeno otto carlini per uno. – Allora Cingar, fatto il contratto e preso il
castrone, sborsa otto barilli di finto argento, che egli stesso aveva fabbricato in cantina.
Mercanti e altri crocchi stanno lì intorno di ricchi e di poveri, di laici, di frati e di preti, aspettandosi di godere qualche boccone di castrato. E Baldo, sapendo che si stava perpetrando un inganno,
bisbiglia nell’orecchio a Leonardo: – nasce un bella storia; taci, ti prego, e preparati a ridere. – Non
passa molto e Cingar, alla presenza di tutti, afferrato il montone per le orecchie, spingendolo giù dal
parapetto della nave, lo butta in mare. Ed ecco la cosa straordinaria; ecco il portento duro da credersi al volgo: subito a gara tutto il gregge dall’alto del naviglio si getta a mollo, e non c’è una sola pecorella che non voglia balzare e non voglia tuffarsi nelle onde.
Mary Ann Bevan
Mary Ann Bevan, nata Mary Ann Webster
(Plaistow, 20 dic 1874 – Coney Island, 26 dic 1933),
Luigi Longo
L' Amicizia
L' Amicizia
Parlerò di te
Parlerò di te,
del tuo grande passo senza confine né traguardo
a consumare strade gocciate da un grande sudore che non lavava pianto,
a sollevare polvere dov’era ormai tutto fango
e dove l’orma tua,
fu solco di seme,
“e poi germogliò di bene”.
Parlerò di te e del dolore
come una luce sepolta tra le pietre,
del tuo respiro che si fa preghiera,
un canto fermo nella polifonia
della vita,
dei silenzi dove cercare sempre
voce di una grande icona,
del vivere, di un gran mistero di dolore.
Nelle tue viscere era deposto il nome,
parlerà di te il devoto e il miscredente,
l’audace e il gretto,
parlerà in ogni lingua l’umanità tutta intera.
Ma ora lascia che il pianto pianga se stesso:
è morto il nostro Papa!
Un santo uomo dipinto di immenso cielo
che si macchiò di terra nella vita per farsi nell’infinito
“racconto di Dio”.
Noi parleremo di te e del creato,
ci consoliamo perché
il cielo e la gioia eterna hai pur meritato…
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