venerdì 17 aprile 2026

La morte del fratello Giovanni

La morte del fratello Giovanni

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
     Di gente in gente; mi vedrai seduto
     Su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
     Il fior de’ tuoi gentili anni caduto:

La madre or sol, suo dì tardo traendo,
     Parla di me col tuo cenere muto:
     Ma io deluse a voi le palme tendo;
    E se da lunge i miei tetti saluto,

Sento gli avversi Numi, e le secrete
     Cure che al viver tuo furon tempesta;
  E prego anch’io nel tuo porto quiete:

Questo di tanta speme oggi mi resta!
     Straniere genti, l’ossa mie rendete
   Allora al petto della madre mesta.


Ugo Foscolo

A Zacinto

 A Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde
Ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
Del greco mar, da cui vergine nacque
 
Venere, e fea quelle isole feconde
Col suo primo sorriso, onde non tacque
Le tue limpide nubi e le tue fronde
L’inclito verso di colui che l’acque
 
Cantò fatali, ed il diverso esiglio
Per cui bello di fama e di sventura
Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
 
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
O materna mia terra; a noi prescrisse
Il fato illacrimata sepoltura.
 
U.Foscolo

William Holden

William Holden, pseudonimo di William Franklin Beedle Jr. 
(
O'Fallon17 aprile 1918 – Santa Monica12 novembre 1981),
è stato un 
attore statunitense.

L'American Film Institute l'ha inserito al venticinquesimo posto fra le più grandi star della storia del cinema. William di famiglia benestante (il padre, William Franklin Beedle Sr. (1891-1967), era un chimico industriale e la madre, Mary Blanche Ball (1898-1990), un'insegnante), all'età di tre anni si trasferì con i genitori a Pasadena. Durante il periodo di studio allo Junior College di Pasadena, partecipò a rappresentazioni per le radio locali e recitò con la compagnia teatrale Pasadena Playhouse, facendosi notare da un talent scout della Paramount Pictures, che nel 1937 lo portò a Hollywood. L'esordio nel cinema avvenne l'anno successivo nel film Prison Farm (1938). Il primo ruolo da protagonista arrivò nel 1939 con il film Passione, accanto a Barbara Stanwyck e Adolphe Menjou, in cui interpretò il ruolo di un pugile diviso fra la boxe e il desiderio di fare il violinista. Dopo che la Columbia Pictures ebbe rilevato metà del contratto, Holden alternò interpretazioni per le due compagnie in film di scarso valore prima di arruolarsi nei paracadutisti durante la seconda guerra mondiale. Tornato dalla guerra, dopo alcune commedie di modesto successo, la sua carriera ebbe una svolta decisiva quando Billy Wilder lo chiamò a interpretare il ruolo di Joe Gillis, lo scrittore-gigolò di belle speranze in Viale del tramonto (1950) accanto a Gloria Swanson. Questo ruolo di "rottura" con il passato determinò la definitiva consacrazione al successo di Holden, che apparve in seguito in una serie di film nei quali seppe unire al bell'aspetto la propensione ai ruoli di eroe cinico e distaccato: la sua interpretazione del prigioniero di guerra Sefton in Stalag 17, diretto ancora da Wilder, gli fece vincere un Premio Oscar quale migliore attore protagonista. In seguito fu il tormentato vagabondo Hal Carter in Picnic (1955) e lo sfortunato prigioniero statunitense di Il ponte sul fiume Kwai (1957). Interpretò con altrettanto successo anche ruoli più solari in commedie brillanti, come il giornalista in Nata ieri (1950) o il biondo playboy, fratello minore di Humphrey Bogart, nel celebre Sabrina (1954). Fu ottimo interprete romantico nel ruolo di un corrispondente di guerra in L'amore è una cosa meravigliosa (1955) accanto a Jennifer Jones, una delle pellicole sentimentali più celebri di tutti i tempi, e nel ruolo dell'architetto statunitense Robert Lomax ne Il mondo di Suzie Wong (1960), accanto all'esordiente Nancy Kwan. Holden inoltre partecipò a molti altri film di livello più basso, obbligato dagli Studios che mantennero il contratto iniziale per costringerlo a lavorare. Holden per molti anni soffrì di alcolismo e depressione. Tale situazione peggiorò all'inizio degli anni sessanta, in coincidenza con la crisi del matrimonio e il rallentamento della carriera di attore. La notte di martedì 26 luglio 1966, alla guida della sua Ferrari targata Zurigo, con a bordo le amiche di famiglia Susan e Sarah West, sorelle, fu coinvolto in un grave incidente stradale in Toscana, sull'Autostrada Firenze-Mare presso Migliarino (Pisa), nell'effettuare a gran velocità un sorpasso; il guidatore dell'altra automobile coinvolta, Valerio Giorgio Novelli, 42 anni, agente di commercio di Prato, stava viaggiando sulla corsia di sorpasso e la sua automobile venne scagliata lontano dalla Ferrari di Holden, che se l'era trovata davanti durante la manovra; il Novelli rimase gravemente ferito, e morì in ambulanza. Questa circostanza viene descritta con dovizia di particolari dallo scrittore Luciano Vincenzoni nel documentario Il falso bugiardo, di Claudio Costa, prodotto nel 2008. Vincenzoni e Holden, a bordo di due macchine di grossa cilindrata, erano partiti da Montecatini Terme per recarsi in un locale in Versilia. Dopo aver atteso invano Holden al locale, Vincenzoni tornò a cercarlo e trovò la polizia che era accorsa sul luogo dell'incidente. Holden e le sue passeggere stavano bene, ma fu accertato che egli era in stato di ebbrezza, e dopo Ferragosto venne rinviato a giudizio dal giudice istruttore del Tribunale di Lucca Angelo Antuofermo, per omicidio colposo. Al processo, nel 1967 presso il Tribunale di Lucca, difeso dagli avvocati Giuseppe Luigi Velani, di Lucca, e Angiolo Adorni Braccesi, di Pisa, con la vedova Novelli costituitasi parte civile assistita dagli avvocati Giannetto Guarducci, di Prato, e Massimo Di Puccio, di Lucca, William Holden venne condannato per omicidio colposo. Gli venne inflitta una pena (sospesa) di otto mesi di prigione. Holden corrispose una cospicua somma di denaro alla famiglia dell'uomo ucciso ma, non avendola con sé in Italia, gli venne prestata dal produttore cinematografico Robert Haggiag, amico sia di Vincenzoni che dell'attore. Holden si sentì profondamente colpevole per questo incidente e gli amici riferirono che la sua dipendenza dall'alcool peggiorò. Un altro aspetto poco noto della vita privata dell'attore è che per molti anni fu un agente sotto copertura per la CIA. Holden, segretamente, consegnava messaggi a leader stranieri durante i suoi frequenti viaggi. Nell'ultima parte della sua carriera Holden fornì comunque alcune ottime prove, come in Il mucchio selvaggio (1969), Breezy (1973), L'inferno di cristallo (1974) e Quinto potere (1976), in cui reinterpretò gli antichi personaggi che aveva perfezionato negli anni cinquanta, adesso più anziani, sofferti e consci della propria mortalità. Nel ruolo di un produttore hollywoodiano in disarmo concluse con Fedora (1978) una quasi trentennale collaborazione con Billy Wilder, che lo diresse in quattro film. Nel 1980 apparve in Il bambino e il grande cacciatore con l'attore bambino Rick Schroder, in cui interpretò uno stanco misantropo ammalato di cancro che si ritira nella parte più desolata dell'Australia (l'outback) per finire i suoi giorni. Schroder fu così colpito dall'incontro con Holden che in seguito dette il suo nome ad uno dei suoi figli. Holden fu sposato con l'attrice Ardis Ankerson, in arte Brenda Marshall, dal 1941 al 1971, anno del divorzio. La coppia ebbe due figli, Peter (1943-2014) e Scott (1946-2005); Holden adottò inoltre Virginia, la figlia che Brenda aveva avuto dal primo matrimonio. Nel 1954, durante le riprese di Sabrina, Holden e la co-protagonista Audrey Hepburn ebbero una relazione. Durante un viaggio-safari a metà degli anni cinquanta, Holden si innamorò dell'Africa e negli anni successivi si occupò a lungo della salvaguardia della fauna locale. Iniziò a trascorrere molto del suo tempo come proprietario e gestore di una riserva in Kenya, il Mount Kenya Safari Club, fondato nel 1959 a Nanyuki. Diventato un abile uomo d'affari, alla fine degli anni cinquanta, per sfuggire al fisco statunitense, Holden si stabilì in Svizzera con la famiglia, ma continuò a viaggiare per ragioni professionali, dividendosi tra altre due residenze in Kenya e a Hong Kong. All'inizio degli anni sessanta il suo matrimonio entrò in crisi e Holden iniziò una relazione con l'attrice francese Capucine, durata due anni. Anche dopo la separazione i due rimasero amici. Negli anni settanta condivise la passione per l'Africa con l'attrice Stefanie Powers, alla quale fu sentimentalmente legato. La Powers è diventata poi presidente della William Holden Wildlife Foundation, tuttora attiva nella battaglia in difesa degli animali in via di estinzione e nel finanziamento di corsi di educazione ecologica per 10.000 studenti ogni anno. Holden morì all'età di 63 anni, per le conseguenze di una caduta nella sua casa di Santa Monica, in California. Il suo corpo fu trovato il 16 novembre, ma il medico legale stabilì che il decesso risaliva al giorno 12. Sussiste il dubbio che Holden fosse sotto l'effetto dell'alcool e sia scivolato su un tappeto nel suo appartamento, sbattendo poi la testa contro un tavolo. L'autopsia ed ulteriori indagini misero in evidenza che probabilmente era rimasto cosciente per almeno mezz'ora dopo la caduta, senza potersi rendere conto della gravità della ferita e perciò non aveva chiamato nessuno per chiedere aiuto. Secondo le sue espresse volontà, Holden fu cremato e le sue ceneri vennero sparse nell'Oceano Pacifico.

La gallina lavoratora

 


La gallina lavoratora

Una Gallina disse ar Pappagallo:
— Tu forse parlerai senza rifrette,
ma oggiggiorno la bestia che sa mette
quattro parole assieme sta a cavallo;
t'abbasta d'aprì bocca e daje fiato
pe' mette sottosopra er vicinato.
Io, invece, che je caccio un ovo ar giorno
e Dio sa co' che sforzo personale,
io che tengo de dietro un capitale
nun ciò nessuno che me venga intorno,
nessuno che m'apprezza e che me loda
la mercanzia che m'esce da la coda!
Fra poco, già lo sento, farò un ovo:
ma visto che 'sto popolo de matti
preferisce le chiacchiere a li fatti,
je lo vojo scoccià mentre lo covo...
Anzi, pe' fa' le cose co' giudizzio,
lo tengo in corpo e chiudo l'esercizzio!

Trilussa

Quando una mamma

 


L' ELEZZIONE DER PRESIDENTE

L' ELEZZIONE DER PRESIDENTE
Un giorno tutti quanti l'animali
Sottomessi ar lavoro
Decisero d'elegge' un Presidente
Che je guardasse l'interessi loro.
C'era la Societa de li Majali,
La Societa der Toro,
Er Circolo der Basto e de la Soma,
La Lega indipendente
Fra li Somari residenti a Roma,
C'era la Fratellanza
De li Gatti soriani, de li Cani,
De li Cavalli senza vetturini,
La Lega fra le Vacche, Bovi e affini...
Tutti pijorno parte a l'adunanza.
Un Somarello, che pe' l'ambizzione
De fasse elegge' s'era messo addosso
La pelle d'un leone,
Disse: - Bestie elettore, io so' commosso:
La civirtà, la libbertà, er progresso...
Ecco er vero programma che ciò io,
Ch'è l'istesso der popolo! Per cui
Voterete compatti er nome mio... -
Defatti venne eletto propio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
E allora solo er popolo bestione
S'accorse de lo sbajo
D'ave' pijato un ciuccio p'un leone!
- Miffarolo!... Imbrojone!... Buvattaro!...
- Ho pijato possesso,
- Disse allora er Somaro - e nu' la pianto
Nemmanco si morite d'accidente;
Silenzio! e rispettate er Presidente!

 Trilussa(1930)

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Oggi cambia i tuoi pensieri negativi, fai che diventino perle di miele! È solo un pensiero, e un pensiero può essere trasformato in una piccola probabilità che ogni cosa col tempo si aggiusterà.
M. Viola

La morte del fratello Giovanni

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