sabato 4 luglio 2026

Giampiero Boniperti


Giampiero Boniperti
Il suo nome è indissolubilmente legato alla Juventus, cui è rimasto fedele dapprima per tutta la sua carriera agonistica, detenendo per circa mezzo secolo i primati di presenze (469) e reti (188), e poi dirigenziale, coincisa con alcuni dei massimi successi sportivi della squadra torinese. Sia sul campo sia dietro la scrivania, è stata una della personalità più importanti nell'intera storia del calcio italiano. Capocannoniere della Serie A 1947-1948 oltreché elemento più rappresentativo del calcio nazionale nell'immediato post Superga, come giocatore ha successivamente fatto parte, assieme a John Charles e Omar Sívori, del cosiddetto Trio Magico, uno dei più prolifici reparti d'attacco ammirati nella massima serie italiana. Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori all'epoca viventi, stilata in occasione del centenario della FIFA. Nel 2012 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i dirigenti.  Oltre l'attività dirigenziale sul fronte calcistico, in parallelo operò con successo anche nel campo dell'atletica attraverso la gestione della Sisport, conferendo caratura internazionale a una polisportiva che, sotto il suo mandato, portò vari atleti all'oro olimpico. Tra il 1994 e il 1999 ha ricoperto il ruolo di deputato al Parlamento europeo. Nato come ala destra, emerse ben presto come centravanti  dotato di una notevole visione di gioco e senso della posizione, di velocità nella corsa e potenza nel tiro, con entrambi i piedi, nonché eccellendo sul gioco aereo: nterpretò il ruolo per gran parte della carriera, mandato in porta dai compagni di squadra John e Karl Aage Hansen, e Karl Aage Præst. Negli ultimi anni da calciatore, seguendo una parabola comune ad altri attaccanti, arretrò il suo raggio d'azione come mezzala, divenendo uomo-assist per John Charles e Omar Sívori; una scelta avallata in primis dal giornalista Gianni Brera, il quale colse tale occasione per coniare, per la prima volta nella lingua italiana, il neologismo di «centro-campista» – inizialmente scritto col trattino – poi affermatosi nell'uso comune. Boniperti è riconosciuto dalla Juventus come il calciatore più rappresentativo nella storia della società; fino al 30 ottobre 2010 ha detenuto il record di gol in Serie A con la maglia bianconera con 178 reti (superato poi solo da Alessandro Del Piero), mentre sino al 5 febbraio dello stesso anno ha conservato il primato di presenze in massima serie, 445 (superato ancora una volta da Del Piero). In maglia bianconera ha collezionato 469 presenze (443 in A, 13 in Coppa Italia, 9 in Europa e 4 in Coppa Rio), realizzando un totale di 188 reti (178 in A, 1 in Coppa Italia, 3 in Europa e 6 in Coppa Rio). Poco dopo il suo ritiro dall'attività agonistica, Boniperti fu subito chiamato dalla famiglia Agnelli a ricoprire un ruolo dirigenziale all'interno della società juventina, come amministratore delegato durante la presidenza di Vittore Catella.  Successivamente il consiglio di amministrazione del club lo nominò all'unanimità presidente, carica mantenuta dal 1971 al 1990; sul piano operativo fu inizialmente affiancato dall'esperto general manager Italo Allodi, poi dal 1973 Boniperti assunse di fatto l'intero comando del club. Dopo un quindicennio di successi con la Juventus, dalla seconda metà degli anni 80 la presidenza Boniperti cominciò a patire il logorio del tempo, dentro e fuori dal campo, sia per una maggiore influenza esercitata dalla Fiat all'interno delle dinamiche del club sia per i sopraggiunti cambiamenti manageriali a cui stava andando incontro il mondo del calcio.Nel febbraio del 1990, dopo diciannove anni, Boniperti rassegnò le dimissioni da presidente bianconero, venendo sostituito da Vittorio Caissotti di Chiusano. Una volta lasciata la Juventus, dopo poche settimane venne nominato dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Antonio Matarrese, capo delegazione della nazionale in vista dell'imminente campionato del mondo 1990, chiuso dagli azzurri al terzo posto. E' morto nella notte a Torino, per una insufficienza cardiaca, Giampiero Boniperti, presidente onorario della Juventus, di cui è stato una bandiera prima come calciatore e poi come dirigente.

Non ti preoccupano quelli che non vanno in chiesa

 


La cattiva notizia

 


Ciò che sappiamo

 


4 luglio Beata Maria Crocifissa Curcio

Ispica, Ragusa, 30/01/1877-
Santa Marinella,Roma, 4 luglio 1957

Fondò a Roma le Carmelitane missionarie di santa Teresa di Gesù Bambino. 
Maria Crocifissa Curcio, al secolo Rosa, nasce da famiglia agiata e viene battezzata con il nome di Rosa. Dopo la sesta elementare, nonostante sia ben riuscita negli studi, il padre le impone di dedicarsi ai lavori femminili sotto la guida materna. Avida di conoscenze, trova conforto tra i libri della ben nutrita biblioteca familiare, nella quale s’imbatte casualmente nella Vita di Santa Teresa di Gesù. Così conosce e ama la vista spirituale e il Carmelo. Il padre e la maggioranza dei parenti la ostacolano costantemente nella frequenza ai sacramenti e in ogni altro impegno di vita cristiana. All’età di tredici anni, ottiene il permesso di iscriversi al Terz’ordine Carmelitano, recentemente rifondato in paese. Assume qui il nome di sr M. Crocifissa. Da Maria, la “tenera madre del Carmelo”, comprende di avere “la missione di far rifiorire il Carmelo nel suo paese e in molti altri” e di doverla realizzare “riunendosi con altre compagne”. A quest’epoca risale la sua prima esperienza mistica: «Mentre ero intenta ad un'occupazione mi sembrò di vedere il Cuore di Gesù, e chiamandomi col mio nome di Rosa del mio cuore, mi scoprì il suo Divin Cuore e lessi questa espressione scritta a caratteri d'oro». Dopo la morte del padre, trascorre un breve periodo di esperienza presso le suore Domenicane residenti in paese, raccoglie attorno a sé alcune giovani Terziarie Carmelitane, con le quali conduce vita comune nella casa paterna, dedicandosi alla preghiera, alla penitenza, all’accoglienza di ragazze alle quali insegna il ricamo e bambini che istruisce nella dottrina cristiana. Costretta a trasferirsi a Modica nel 1912, con le compagne assume la gestione del “conservatorio ‘Carmela Polara’ ”, per accogliere orfane ed educande. Mentre segue l’iter per il riconoscimento diocesano, il vescovo Blandini muore e il suo successore, nob le da  il riconoscimento ecclesiastico. Trascorrono lunghi anni di sofferenza silenziosa in un ambiente ecclesiale che si fa gradualmente sempre più difficile per sr M. Crocifissa e le sue compagne. Ella chiede aiuto molte volte a religiosi e vescovi carmelitani per via epistolare, ma tutto sembra inutile. Nel giugno del 1924 una delle sue lettere viene consegnata a un religioso carmelitano olandese residente a Roma  delegato per le missioni della sua provincia e professore di sacra Scrittura al collegio internazionale “S. Alberto”. Egli sta cercando una congregazione di Carmelitane disposte a prestare collaborazione ai Carmelitani operanti nell’isola indonesiana di Giava e, perciò, si mette subito in contatto con sr M. Crocifissa. Dopo un tentativo fallito di fondazione a Napoli, questa giunge a Roma il 17 maggio 1925 per la canonizzazione di s. Teresa di Gesù bambino e il giorno seguente, accompagnata da lui, che ormai ne condivide in pieno l’ideale missionario, visita S. Marinella, sulla costa laziale a nord di Roma, e vi scopre il luogo dove poter finalmente realizzare i disegni di Dio. Il 3 luglio 1925 vi si stabilisce definitivamente con alcune compagne e il 16 seguente riceve il tanto desiderato sigillo dell’appartenenza al Carmelo con l’affiliazione all’Ordine Carmelitano. Nel 1930, anche se sofferenze e croci continuano a colpire, il suo piccolo nucleo di religiose ottiene il riconoscimento della Chiesa con l’approvazione dall’Ordinario della Diocesi di Porto S. Rufina. Gradualmente, il piccolo istituto cresce in Italia e all’ estero. Nel dicembre 1947, poco dopo la fine della guerra, madre M. Crocifissa realizza il sogno di una missione in terre lontane e invia le prime figlie in Brasile: «Va’, figlia dei miei sogni giovanili, io sono vecchia e non posso andare: mando te per me e non dimenticare i poveri». ”Portare anime a Dio” è l’unico obiettivo che anima le sue molteplici iniziative e attività spirituali e di conduzione della congregazione. Scrive nel diario spirituale: «Padre mio, Gesù ha bisogno di queste anime restauratrici della povera umanità, me lo ripete sempre con diverse e mille espressioni sempre nuove, il Cuore di Gesù Eucaristico. È una delle importanti Missioni che ci ha affidato in questa novella Istituzione. Ecco perché ci ha portato in questo paese che vive nell'indifferenza, non sente nessun bisogno di Dio, non pensa che ha un'anima da salvare» (3/12/1925). Il 4 luglio 1957 in S. Marinella si ricongiunge per sempre al Cristo suo Sposo, lasciando nel cuore di tutti un vivo ricordo della sua santità. Il suo corpo riposa nella Casa madre della congregazione dal 16 giugno 1991 e lo si può venerare nella cappella a lei dedicata in via del Carmelo, 3 a Santa Marinella, Roma. Il 12 febbraio 1989 il vescovo della diocesi Portuense, ha avviato il processo per la sua Beatificazione che si è concluso presso la Congregazione per le Cause dei Santi il 19 ottobre 2004. E' stata beatificata in San Pietro il 13 novembre 2005 sotto il pontificato di Benedetto XVI.

Autore: Suor M. Nerina de Simone

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Giampiero Boniperti

Giampiero Boniperti ( Barengo , 4 luglio 1928 – Torino , 18 giugno 2021 ) è stato un calciatore , dirigente sportivo e politico italian...