lunedì 6 luglio 2026

Janet Leigh

Janet Leigh, pseudonimo di Jeannet Helen Morrison
(Merced, 6 luglio 1927 Beverly Hills, 3 ottobre 2004),
è stata un'
attrice statunitense

È nota soprattutto per aver interpretato il ruolo di Marion Crane nel film Psyco (1960) di Alfred Hitchcock, per il quale fu premiata con un Golden Globe e candidata a un premio Oscar. Ha partecipato ad altri film di spicco, come L'infernale Quinlan (1958) di Orson Welles e Halloween - 20 anni dopo (1998) di Steve Miner, accanto alla figlia Jamie Lee Curtis.  Janet Leigh nacque a Merced, California, unica figlia di Helen Lita Westergard e Frederick Robert Morrison. Venne scoperta dall'attrice Norma Shearer, il cui defunto marito Irving Thalberg era stato uno dei più grandi produttori della Metro-Goldwyn-Mayer. La Shearer, che trascorreva le vacanze nella località sciistica dove lavoravano i genitori della Leigh, mostrò al talent scout Lew Wasserman una fotografia della ragazza. Dopo che Wasserman le assicurò un contratto con la MGM, Janet lasciò la University of the Pacific, dove stava studiando musica e psicologia. Janet Leigh fece il suo esordio cinematografico, appena ventenne, in La cavalcata del terrore (1947) di Roy Rowland, nel ruolo della ragazza oggetto delle attenzioni del protagonista Van Johnson. Nel 1949 si segnalò per l'interpretazione del personaggio di Meg, la maggiore delle quattro sorelle March, nel film Piccole donne di Mervyn LeRoy, tratto dal romanzo di Louisa May Alcott. Durante gli anni cinquanta partecipò a film di diverso genere, tra cui vanno ricordati il film in costume Scaramouche (1952) di George Sidney, il western Lo sperone nudo (1953) di Anthony Mann, Il mago Houdini (1953) di George Marshall (1953), ove recitò per la prima volta accanto al neo marito Tony Curtis, Lo scudo dei Falworth (1954) di Rudolph Maté, Tempo di furore (1955) di Jack Webb e la commedia musicale Mia sorella Evelina (1955) di Richard Quine, in cui affiancò Jack Lemmon e Betty Garrett. Ottenne ottimi ruoli anche nel noir L'infernale Quinlan (1958), uno dei capolavori di Orson Welles, e nelle commedie In licenza a Parigi (1958) di Blake Edwards e Chi era quella signora? (1960) di George Sidney, entrambe di nuovo insieme a Tony Curtis. La vera svolta nella carriera della Leigh e che incrementò notevolmente la sua popolarità giunse nel 1960, con il ruolo dell'ambigua Marion Crane nel film Psyco (1960) di Alfred Hitchcock, accanto ad Anthony Perkins. La sua interpretazione e, in particolare, la celeberrima scena della doccia, le valsero tra l'altro un Golden Globe come Miglior attrice non protagonista e la sua unica candidatura al premio Oscar. Dopo il capolavoro hitchcockiano la Leigh recitò in molti altri film, tra cui il drammatico Va' e uccidi (1962) di John Frankenheimer, con coprotagonista Frank Sinatra, le commedie Ciao, ciao Birdie (1963) di George Sidney, basato sull'omonimo show andato in scena a Broadway, e Tra moglie e marito (1963) di John Rich, in cui ritrovò il collega Van Johnson, il poliziesco Detective's Story (1966) di Jack Smight, ove affiancò Paul Newman, il brillante 3 sul divano (1966), diretto e interpretato da Jerry Lewis, e il western Kid Rodelo (1966) di Richard Carlson, con Don Murray. Nel 1963 venne presa in considerazione dal regista Blake Edwards, con cui aveva già lavorato, per recarsi in Europa ed impersonare Simone Clouseau, moglie di Peter Sellers, nel film La Pantera Rosa, ma l'attrice rifiutò per non lasciare le due figlie subito dopo il divorzio da Curtis; quel ruolo venne poi assegnato a Capucine. Nel 1967 si recò invece proprio in Europa per partecipare al film Ad ogni costo di Giuliano Montaldo. Dopo la curiosa commedia L'incredibile casa in fondo al mare (1969) di Jack Arnold e Ricou Browning, Una donna in attesa di divorzio di Mel Stuart e La notte della lunga paura di William F. Claxton, entrambi usciti nel 1972, l'attrice diradò le sue partecipazioni sul grande schermo per dedicarsi maggiormente alle produzioni televisive, cui aveva preso parte sin dalla fine degli anni cinquanta. Nel 1975 ricoprì il ruolo di una ballerina e cantante hollywoodiana, recitando al fianco di Peter Falk e John Payne nell'episodio L'ultima diva della fortunata serie televisiva Colombo. Successivamente apparve anche in due film horror a fianco della figlia Jamie Lee Curtis, ottenendo un ruolo importante in Fog (1980) di John Carpenter, e facendo una breve apparizione in Halloween - 20 anni dopo (1998) di Steve Miner, ove interpretò un personaggio di nome Norma Watson, chiaro riferimento al film Psyco. L'ultimo film in cui è apparsa è uscito nel 2005, quando l'attrice era già deceduta. La Leigh scrisse anche alcuni romanzi. In Italia ne sono stati pubblicati due: Il sipario strappato (omonimo, ma non riferito al film del 1966 di Alfred Hitchcock) e Il colore dell'oro, curati dalla casa editrice Arnoldo Mondadori Editore, collana Harlequin. Il 14 marzo 2004 la Leigh fu nominata "Dottoressa d'arte onoraria", con una laurea all'University of the Pacific in Stockton, California. Janet Leigh si sposò quattro volte. Nel 1942, all'età di 15 anni (dichiarando di averne 18), sposò il diciottenne John Carlyle a Reno, in Nevada. Il matrimonio fu annullato quattro mesi più tardi. Nel 1946, a 19 anni, sposò Stanley Reames, militare della Marina, dal quale divorziò nel 1949. Nel 1951 sposò il collega Tony Curtis, dal quale ebbe due figlie, le attrici Kelly Curtis (1956) e Jamie Lee Curtis (1958); Tony Curtis, che ammise di averla tradita durante il matrimonio, lasciò la Leigh nel giugno del 1962. Subito dopo il loro divorzio, il 15 settembre 1962 si sposò, per la quarta volta, con Robert Brandt, accanto al quale rimase fino alla morte. Morì all'età di 77 anni, nella sua casa di Beverly Hills, per le complicazioni della neuropatia periferica e della vasculite, malattie di cui soffriva da tempo e che le avevano tra l'altro causato una gangrena alla mano destra. Dopo la cremazione, le sue ceneri vennero consegnate alla famiglia

Non dir di me

 


6 luglio Santa Maria Goretti

 


6 luglio Santa Domenica

6 luglio Santa Domenica (Ciriaca)
Venerata a Tropea

E' commemorata nel Martirologio Romano il 6 luglio. Probabilmente si tratta della martire greca Ciriaca morta a Nicomedia durante la persecuzione di Diocleziano, latinizzata in Domenica. Secondo la passio greca era figlia di Doroteo ed Eusebia. scoppiata la persecuzione fu arrestata e condotta a Nicomedia dove fu sottoposta a tormenti da parte di Massimiano. Giudicata quindi dal preside Ilariano, fu condannata alla decapitazione, ma, condotta fuori città, prima di ricevere il colpo di spada, esalò lo spirito. Secondo le fonti latine, in cui appare per la prima volta nel sec. XVI. invece, nacque in Campania; nella persecuzione di Diocleziano fu inviata a Massimiano che la fece decapitare; il suo corpo fu portato dagli angeli a Tropea, in Calabria. Probabilmente in questa città, c'erano delle reliquie della santa e perciò fu creduta una martire locale. Oltre che a Tropea, Domenica ha avuto culto in diverse località. Presso Fiumefreddo (Cosenza) esisteva un'antichissima chiesa a lei dedicata, passata ai Florensi nel 1202; nella diocesi di Reggio esisteva un antico monastero greco, detto S. Domenica di Gallico; durante la dominazione bizantina esisteva un villaggio che portava il suo nome presso Tropea e la città vescovile di Gerace aveva assunto il nome di S. Ciriaca, che è il corrispondente vocabolo greco.  Il suo culto è molto popolare a Tropea e nella diocesi: la festa annuale viene celebrata con molta solennità e con manifestazioni popolari caratteristiche.


Autore:
Francesco Russo


domenica 5 luglio 2026

Quadretto

Quadretto
Nel cortile il pavone aprì il ventaglio
della sua coda occhiuta, e rauco irrise
la gallina:- Puoi reggere al barbaglìo
della mia coda?- Il gallo s'intromise,
squassò sull'occhio la sua cresta sgherra,
e ruotando gli spronì raspo a terra.
-Che cosa c'è?-strillo slungando il collo.
A tale grido trasalì il pavone,
e la gallina  diedesi uno scrollo.
Udì, vide il tacchino; al bargigkione
sentì un titillo strano, e l'ali scosse,
soffocato dal riso e dalla tosse.

Nicola Vernieri

Sita Camperio Meyer


Sita Camperio Meyer
(
Villasanta, 14 luglio 1877Rapallo, 5 luglio 1967)
è stata un'
infermiera e militare italiana ultima figlia di Manfredo Camperio e Marie Siegfried.
È ricordata per aver fondato le scuole di formazione professionale per le infermiere della Croce Rossa Italiana.

Sita nasce a Villasanta da Marie Josephine Siegfried e Manfredo Camperio. Il padre era un grande viaggiatore e aveva conosciuto la moglie in Alsazia. Dal matrimonio a Mulhouse, avvenuto il 30 marzo 1871 nacquero quattro figli: Fanny (1872-1890) morta a diciotto anni di scarlattina, Filippo (1873-1945) divenuto ammiraglio, Giulio (1874-1896) morto di nefrite, e Sita. Il nome della ragazza deriva dalla passione del padre per la letteratura indiana e in particolar per il poema epico Rāmāyaṇa che aveva come coprotaganista la principessa Sita. I genitori erano patrioti liberali che educarono i figli senza distinzione di genere. La madre, di origine alsaziana, era stata infermiera volontaria durante la guerra franco-prussiana. Fin da piccola studiò il violino e all'età di 18 anni ebbe il privilegio di esibirsi davanti alla regina Margherita. Nel 1898 si diplomò proprio in violino al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. L'anno successivo, il 20 settembre 1899, sposò a Monza Alberto Meyer, un industriale del tessile, la cui famiglia era originaria della Svizzera anche se si era stabilita a Milano già da molto tempo. Fu un matrimonio felice e il marito l'appoggiò sempre in tutte le sue iniziative lasciandole molta libertà di scelta. Con l'appoggio della regina Margherita compì numerosi viaggi, anche all'estero, per conoscere l'organizzazione di scuole di infermieristica. Collaborò attivamente con il Comitato Milanese della Croce Rossa e con il suo presidente Rinaldo Taverna e riuscì a creare nel 1907 la prima ambulanza-scuola per le Infermiere Volontarie, ispirandosi al modello francese del Dispensaire Ecole de Plaisance. I primi corsi venivano dati presso il Palazzo d'Igiene e Sanità di via Palermo. Sempre su iniziativa di Camperio la prima Scuola delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana vide la luce a Roma, l'8 febbraio 1908, sotto il patronato della regina Elena. La sua sede era presso l'ospedale militare del Celio e nel primo anno ricevette circa 250 iscrizioni. Fu presente al primo Congresso delle donne italiane a Roma nell'aprile 1908 e il 4 dicembre dello stesso anno inaugurò a Milano, in piazza fratelli Bandiera, la prima ambulanza-scuola per infermiere della Croce Rossa Italiana; poche settimane dopo accorse a prestare il suo aiuto ai terremotati di Messina e ReggioImpegnata su una nave ospedale durante la guerra di Libia, nel marzo 1912 fondò a Milano in via Sassi 4, con l'aiuto d'importanti mecenati come Marco De Marchi, Giovanni Perez, Guglielmo Marconi, il marito e molti altri, la prima Scuola Convitto per Infermiere Professionali in Italia "Principessa Jolanda". Si trattava di un ospedale-scuola inaugurato il 16 giugno e le cui cure mediche furono affidate al dottor Perez. Questa scuola professionale che ebbe un ruolo importante anche durante il periodo bellico, chiuse nel 2007. Durante la prima guerra mondiale prestò ininterrottamente servizio al fronte ed ottenne numerosi riconoscimenti tra cui la medaglia di bronzo al valor militare per il suo comportamento coraggioso durante la battaglia di Caporetto. Prestò servizio nel Carso, dove il personale medico era carente, nell’ospedale da campo di Castelvecchio, località del comune di Sagrado, sul fronte dell’Isonzo, si trovò ad affrontare le terribili conseguenze del fosgene e le ustioni da ypriteTenne un diario di guerra, Luci ed ombre di eroi. Dal diario d’infermiera in zona d’operazione. Guerra italo-austriaca, stilato nel 1917 e pubblicato nel 1932: un diario di guerra che si interrompe con la disfatta di CaporettoSita Camperio Meyer ricevette numerosi diplomi, attestati e medaglie a testimonianza del suo operato eccezionale fra cui i più importanti furono la medaglia Florence Nightingale del 12 maggio 1933 e la nomina a dama dell'Ordine della Corona d'Italia del 15 settembre 1964. Visse a lungo a Rapallo, dove è annoverata fra le fondatrici della Biblioteca città di Rapallo e morì iall'età di 90 anni. Le sue spoglie sono conservate nel cimitero di Villasanta.

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«"Dal maggio 1917 prestò servizio ininterrottamente in ospedaletto da campo a Sagrado, sottoposto a continuo bombardamento, dando prova d'impareggiabile ed intelligente attività, di coraggio, di zelo nel disimpegno della propria missione, rimase al proprio posto fino al 27 ottobre 1917, abbandonando la città solo a seguito di ordine perentorio delle autorità superiori poche ore prima dell'incendio e dopo aver contribuito efficacemente a mettere in salvo i feriti e parte del materiale."»
1918

Non è il titolo di un libello medievale

Non è il titolo di un libello medievale, bensì quello di un articolo pubblicato in Italia pochi anni fa.
Va beh che la testata è Libero, va beh che compare sotto la scritta "Provocazione" e parrebbe all'interno di un dibattito, tuttavia leggere certe parole mi ha fatto davvero cadere le braccia. Anche perché nel testo dell'articolo il giornalista non sembra affatto prendere le distanze da questa tesi, anzi, pare proprio volerla confermare (con tanto di citazione di una ricerca della Harvard Kennedy School of Government, la quale affermerebbe che "le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e quelle competenze")

Janet Leigh

Janet Leigh , pseudonimo di Jeannet Helen Morrison ( Merced , 6 luglio 1927 – Beverly Hills , 3 ottobre 2004 ), è stata un' attr...