giovedì 23 aprile 2026

Pensieri e detti per il 23 aprile

 Pensiero del giorno
"Non importa quante volte inciampi, ciò che conta è rialzarti ogni volta con più determinazione. Abbraccia ogni piccola sfida come un'occasione per crescere".


Aforisma
"Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro
senza perdere l'entusiasmo"
 — Winston Churchill


Proverbi del giorno:
 "Chi cade sette volte, si rialza otto."
"A San Giorgio, l'invernino dura tre giorni e un pochino" 
"Se piove a San Giorgio, l'inverno è tornato a farsi lungo" 

Chi è sano e non è in prigione, se si rammarica, non ha ragione.

San Giorgio Patrono degli Scaut.



La felicità non è un caso.

 


La felicità non è un caso.

È il risultato di piccole abitudini che scegli ogni giorno.
~Parla meno
Non significa chiudersi, ma dare valore alle parole.
Quando parli meno, ascolti di più. E quando ascolti davvero… capisci meglio le persone e anche te stesso.
~Non metterti in mostra
Non tutto deve essere dimostrato.
Chi è sereno non ha bisogno di approvazione continua. La vera sicurezza è silenziosa.
~Impara ogni giorno
La vita insegna sempre, anche quando fa male.
Ogni esperienza può farti crescere, se smetti di resistere e inizi ad osservare.
~Aiuta chi è meno fortunato
Non serve avere tanto per dare.
A volte basta esserci. Un gesto semplice può cambiare la giornata di qualcuno… e anche la tua.
~Ignora le sciocchezze
Non tutto merita la tua attenzione.
Le polemiche inutili, i giudizi degli altri, le provocazioni… ti rubano energia. E la tua energia è preziosa.
~Ridi di più
Ridere non è superficialità.
È forza. È leggerezza. È la capacità di non lasciare che tutto diventi pesante.
Web

Sono stati i nostri nonni

 


La morte è una curva


 

Proverbio al contrario

 


23 aprile Sant' Adalberto di Praga

23 aprile Sant' Adalberto di Praga

Vescovo e martire
Libice, attuale Repubblica Ceca, ca. 956 - Tenkitten, Prussia, 23 aprile 997 
Etimologia: Adalberto = di illustre nobiltà, dal tedesco

Anno 999: papa Silvestro II canonizza il vescovo Adalberto in Roma, dove il giovane imperatore Ottone III di Sassonia fa restaurare gli edifici del colle Palatino. Altro che “terrori dell’anno Mille”, come si favoleggerà più tardi: ora, dopo secoli di aggressioni esterne, comincia per l’Europa un tempo di ripresa vivacissima. Nascono anche degli Stati, come la Polonia e l’Ungheria, destinati a una vita ultramillenaria. Boemo di origine, aveva un nome slavo: Voytèch. Poi, studente a Magdeburgo, è stato cresimato dall’arcivescovo locale Adalberto, sicché ha deciso di chiamarsi come lui. A 27 anni lo troviamo già arcivescovo di Praga. E’ il secondo pastore della città, dopo il tedesco Tiethmaro, e il primo di origine slava. Purtroppo qui il cristianesimo è ancora una novità mal compresa e combattuta da molti come straniera e avversa agli antichi usi locali, che vanno dalla poligamia alla vendetta di sangue, alla durezza con gli schiavi. Adalberto vede fallire il suo sforzo, e nel 988 abbandona Praga per Roma, dove si fa benedettino. Ma per i vescovi di Germania questa è una diserzione: protestano duramente a Roma, e papa Giovanni XV rimanda Adalberto a Praga. Lui obbedisce, torna, ritenta, ed è ancora un fallimento. Non bastano la sua cultura, la sua ricca spiritualità e mitezza. Solo, poco aiutato, rinuncia un’altra volta, e nel 994 torna al suo monastero sull’Aventino. Qui viene a trovarlo Ottone III, che lo venera come un maestro e come un padre. Ma ecco dapprima una notizia orribile per Adalberto: in Boemia c’è stato un massacro di suoi congiunti. E poco dopo un’altra, allucinante: sempre per la spinta dei soliti vescovi tedeschi, papa Gregorio V gli comanda ancora una volta di tornare a Praga. Nuova obbedienza, ma ora il duca di Boemia gli proibisce di mettere piede in città, e Adalberto si trova espulso ma libero. Non torna a Roma. Sarà missionario al Nord, tra i prussiani, che ignorano ancora del tutto il Vangelo. Il re di Polonia, Boleslao il Valoroso, lo aiuta con una scorta a penetrare in Prussia, fino a Danzica. Di là egli prosegue inerme con pochi monaci, ma il suo lavoro missionario dura appena pochi giorni: nella primavera del 997 Adalberto e i suoi compagni vengono trucidati presso la costa baltica. Il duca di Polonia riscatta la salma e la farà poi collocare a Gniezno (prima sede episcopale polacca) nel duomo costruito nell’anno 1000. Intanto nel 999 Papa Silvestro II l’ha già proclamato santo, e nello stesso anno è giunto a Gniezno in pellegrinaggio l’imperatore Ottone III. Nel 1039, poi, è Praga che accoglie per sempre nella cattedrale i resti di Adalberto, il suo primo vescovo slavo. Davanti a quei resti, dopo quasi mille anni, verrà a pregare Giovanni Paolo II, Wojtyla, il primo pontefice slavo della storia cristiana.


Autore: 
Domenico Agasso


Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, istituita dall'UNESCO nel 1995, perché in questa data nel 1616 morirono tre giganti della letteratura:
Miguel de Cervantes,
William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega
.
Questa data simbolica celebra la lettura, la pubblicazione e il diritto d'autore a livello globale.

Pensieri e detti per il 23 aprile

 Pensiero del giorno "Non importa quante volte inciampi, ciò che conta è rialzarti ogni volta con più determinazione. Abbraccia ogni pi...