sabato 27 giugno 2026

Cino Tortorella


Felice "Cino" Tortorella
La sua memoria è legata alla manifestazione canora per bambini Zecchino d'Oro, che ideòe condusse per 25 edizioni, dal 1959 al 1982, sia da solo sia in tandem con altri conduttori. Inoltre, fu per molti anni l'interprete del personaggio immaginario Mago Zurlì.Figlio di immigrati provenienti da Maratea, provincia di Potenza.Il padre Felice, morì sei mesi prima della sua nascita e Cino crebbe con la madre Lucia. Dopo aver frequentato il Liceo statale Gian Domenico Cassini di Sanremo, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università Cattolica di Milano, che però abbandonò. Svolse il servizio militare negli Alpini, nel plotone "Alpini Paracadutisti Taurinense", per poi dedicarsi a tempo pieno al teatro, dove presto si mise in luce a tal punto da essere scelto come aiuto regista da Enzo Ferrieri. Partecipò allora alla selezione per la Scuola d'Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, fondata da Giorgio Strehler, e fu tra i 15 vincitori (su circa 1500 aspiranti). Fu qui che, dopo aver abbandonato gli studi universitari, nel 1956 promosse la messa in scena di una pièce teatrale per ragazzi dal titolo Zurlì, mago Lipperlì, dalla quale fu tratta la sceneggiatura del suo primo programma televisivo Zurlì, mago del giovedì, andato in onda nel 1957, e nel 1959 ideò insieme ad altri autori e condusse la manifestazione canora dello Zecchino d'Oro, in onda quello stesso anno. Ha condotto la trasmissione dalla sua prima edizione fino alla 51ª edizione del 2008, fino al 1972 impersonando il ruolo del Mago Zurlì. Lo spettacolo televisivo Mago Zurlì, il mago del giovedì, prendeva ispirazione dal precedente lavoro teatrale e andò in onda, per la prima volta, il 3 gennaio 1957 per iniziativa di Umberto Eco, allora funzionario Rai. La trasmissione ebbe un successo travolgente e rimase nel ricordo di tutti i bambini dell'epoca. Nel 2002, in occasione della quarantacinquesima edizione dello Zecchino d'Oro, Tortorella è entrato nel Guinness dei primati per aver presentato lo stesso spettacolo più a lungo di chiunque altro al mondo. In Rai, nel 1961, fu autore e regista di Chissà chi lo sa?, trasmissione andata in onda consecutivamente per dodici anni e citata, oltre che nelle opere di Aldo Grasso, da Walter Veltroni nel libro Le trasmissioni che hanno fatto l'Italia, che la ricorda come la più importante trasmissione della TV dei ragazzi. Altre sue note trasmissioni andate in onda sulla TV di stato sono Scacco al re e DirodorlandoFu poi, nel 1962, autore e regista di una trasmissione della Rai dal titolo Nuovi incontri, presentata in video da Luigi Silori, alla quale parteciparono importanti scrittori del Novecento, come Alberto Moravia, Dino Buzzati, Riccardo Bacchelli e Giancarlo Fusco. Nel 1976-1977 collaborò alla stesura dei testi del programma per ragazzi Gioco-città. Ebbe inoltre un ruolo importante nelle emittenti televisive private, avendo collaborato negli anni settanta e nei primi anni ottanta dapprima con Telealtomilanese e poi con Antennatre. Per quest'ultima emittente fu:Dell'esperienza di Antennatre è assai importante Telebigino, una trasmissione pomeridiana di tre ore condotta da Roberto Vecchioni, dove il cantante, che all'epoca era anche professore di latino e greco al Liceo classico Cesare Beccaria di Milano, riceveva telefonate di ragazzi in difficoltà con i compiti a casa e forniva aiuti per le materie letterarie. Nella trasmissione era presente anche un docente di matematica. Nello stesso periodo intuì la necessità della creazione di una scuola di formazione per tecnici per le televisioni private, in anni in cui queste ultime ricorrevano nella migliore delle ipotesi al doppio lavoro di tecnici della Rai od a pensionati della TV di Stato e dal cinema. Dalla conoscenza con il regista Massimo Giordano, già titolare del corso accademico I.S.E.T. a Como, in occasione della collaborazione per le produzioni Selezioni dello Zecchino d'Oro e Birimbao, tra i due nacque un'intesa che li portò a condividere alcune lezioni di regia sulla base dell'esperienze di Cino Tortorella. Ha anche scritto alcune canzoni: Amo Milano per Tony Renis, Un fiore dalla luna per Orietta Berti, Due ragazzi per Loretta Goggi, Limericks per i Matia Bazar, Keko il tricheco e Batticuore per Mino Reitano.  Su Italia 1, assieme ad Anna Tortora, sorella del presentatore Enzo nonché coautrice di Portobello, e a Popi Perani (autore dei giochi di Giochi senza frontiere - stesso duo del mercatino del venerdì), realizzò anche la trasmissione La luna nel pozzo. Avrebbe dovuto condurla Enzo Tortora, sostituito a causa del suo arresto da Domenico Modugno. Fu inoltre direttore artistico di Bravo Bravissimo, trasmissione di Canale 5, condotta da Mike BongiornoCollaborò anche con Euro TV, circuito allora riconducibile a Calisto Tanzi, in qualità di ideatore e regista della trasmissione Il Grillo parlante, condotta dal comico genovese Beppe Grillo, con testi di Antonio Ricci. Due dei figli di Tortorella, Davide, avuto dal primo matrimonio con la pianista Jacqueline Perrotin, e Chiara, avuta invece dal secondo matrimonio con Maria Cristina Misciano (a sua volta figlia del tenore Alvinio Misciano), hanno seguito le orme paterne in televisione. Le sue esperienze nel giornalismo e nella letteratura si rivolgevano ai più piccoli; oltre ad avere pubblicato importanti libri di fiabe, collaborò infatti con i più importanti settimanali per ragazzi, fra i quali, Topolino, Il Corriere dei Piccoli e Il Giornalino. Diresse il mensile Sapori d'Italia e collaborò per oltre dieci anni a Grand Gourmet. Nel 2008 interpretò il ruolo dell'ufficiale di Stato Civile nel matrimonio tra Oscar Sensi e Elsa Scotti in occasione dell'ultima puntata della soap opera Incantesimo 10La cinquantennale conduzione dello Zecchino d'Oro terminò con la sua mancata presenza a partire dal 2009: la Rai motivò la sua esclusione con una causa legale che Tortorella aveva in corso con il direttore dell'Antoniano, frate Alessandro Caspoli, che lasciò la guida dell'Antoniano nel 2016. Il 27 novembre 2009 fu ricoverato all'ospedale Luigi Sacco di Milano per un grave attacco d'ischemia. Arrivando al pronto soccorso, si risvegliò dopo essersi trovato in stato comatoso e fu tenuto in osservazione nel nosocomio. Il 27 ottobre 2010, in occasione del compimento dei suoi mille mesi, ha fondato l'associazione Gli amici di Mago Zurlì, allo scopo di proseguire la sua opera a favore dei bambini e creare un osservatorio per il rispetto dei diritti dell'infanzia. Il 21 novembre dello stesso anno Cino Tortorella, ospite a Unomattina in famiglia, si espresse in maniera molto critica sulle ultime edizioni dello Zecchino d'Oro, dicendo, in particolare: «Questo non è lo Zecchino d'Oro. Lo zecchino ha smesso di esser d'oro quando è morta Mariele Ventre: è diventato d'argento. È diventato di bronzo quando hanno mandato via padre Berardo. Poi, quando hanno mandato via Topo Gigio, è diventato di stagno e poi, quando hanno mandato via quello che lo ha fatto [riferendosi a se stesso n.d.r.], è diventato di latta. Questo è lo zecchino di latta». Successivamente si dedicò a un altro festival musicale consistente in una gara tra cori di bambini, intitolato Una canzone per Mariele, in ricordo di Mariele Ventre. Rivendicava due primati: quello di essere stato il primo, nel 1959 con Cuochi Fatui, a parlare di enogastronomia in TV; e quello di essere il presentatore televisivo alla conduzione della stessa trasmissione per l'arco di tempo più lungo. In tempi più recenti si dedicò alla sua passione per tutto ciò che riguarda la cultura del buon cibo e del buon bere, presenziando a manifestazioni eno-gastronomiche. Numerose furono infatti le occasioni di rivederlo con personaggi, come Cristina Nonino, Davide Scabin, Beppe Tosetti o Carlo Cracco. Tuttavia non ha mai smesso la sua attività di conduttore di eventi dedicati al pubblico di famiglie sui palchi delle piazze italiane, dalle Selezioni dello Zecchino d'Oro alle manifestazioni musicali regionali. Ad esempio nel 2013 ha condotto, insieme a Francesca Russo, su Videocalabria, un canale TV regionale calabrese, Mago Zurlì e i 44 gatti, format pensato per i piccoli talenti. Nel settembre 2016, ha partecipato al videoclip del brano Infinità infinita, del cantautore Alberto FortisMorì a Milano il 23 marzo 2017, a 89 anni. I funerali si svolsero, dopo quattro giorni, nella chiesa della Madonna della Divina Provvidenza, alla presenza anche del Piccolo Coro "Mariele Ventre" dell'Antoniano e di alcuni personaggi dello spettacolo. Alla sua memoria fu dedicata la serata speciale dell'8 dicembre, prevista per festeggiare le 60 edizioni dello Zecchino d'Oro.

Mi manco

 


Sono il geco

 


27 giugno Beata Luisa Teresa de Montaignac de Chauvance

27 giugno Beata Luisa Teresa de Montaignac de Chauvance
Fondatrice
Le Havre, 14 mag 1820 – Montluçon, Francia, 27 giu 1885

Luisa Teresa de Montaignac de Chauvance, nacque in Francia da Raimondo Amato e Anna de Raffin, quinta dei loro sei figli; la famiglia era di nobili origini, imparentata con i reali di Francia e nei suoi avi ci furono numerosi Crociati e il santo abate Amabile. Ricevé l’educazione in famiglia e poi a sette anni dalle suore “Fedeli Compagne di Gesù”. Proseguì passando al celebre pensionato “Les Oiseaux” di Parigi, dove ebbe inizio quella sua devozione al Sacro Cuore di Gesù a cui consacrò tutta la sua vita. Lasciato il pensionato per motivi di salute, fu affidata dalla madre inferma alla zia Madame de Raffin, che era anche sua madrina; da lei Luisa ricevette un’educazione spirituale e dottrinale molto profonda, leggendo con passione il Vangelo e gli scritti di s. Teresa d’Avila; a 13 anni ricevette la Prima Comunione, che costituì l’esperienza più bella della sua vita. Visse con prudenza gli impegni di società della sua famiglia; intelligente, portata alla musica e alla pittura, coltivò comunque il desiderio di una maggiore intimità con Dio. L’8 settembre 1843 pronunciò il voto di consacrazione al Sacro Cuore e seguì la zia nel suo progetto di fondare un’Associazione per diffonderne il culto; ma il 4 dicembre 1845 la zia morì improvvisamente e Luisa si trovò erede del suo progetto e anche dei suoi beni. Seguì la famiglia che si era trasferita nel 1848 a Montluçon, qui fu nominata direttrice della locale Associazione delle “Figlie di Maria” sostenendo il peso principale del lavoro di accudire gli orfani, arredare le chiese povere, dare istruzione alle fanciulle bisognose. Commossa soprattutto dalla miseria delle chiese rurali della regione, nel 1848 fondò l’Opera dei Tabernacoli, per aiutare il loro mantenimento; nel 1850 accolse anche alcune bambine rimaste orfane, in un locale attiguo alla casa paterna, ponendo le basi per un orfanotrofio, che nel 1852 fondò a Moulins. Nel 1854 fondò l’Opera dell’Adorazione riparatrice; dopo il 1854 a 34 anni, fu colpita da una malattia grave alle gambe che la costrinse a stare più a letto che in piedi per sette anni, sarà una malattia che l’accompagnerà per tutta la vita, ma Luisa de Montaignac non si stancò mai dal continuare la devozione al Sacro Cuore. Dopo vari tentativi di aggregare il suo gruppo come Terz’Ordine a delle Congregazioni votate al Sacro Cuore, Luisa Teresa diede vita nel marzo 1874 alla “Pia Unione delle Oblate del Sacro Cuore”; l’Istituzione era divisa in due gruppi, le “Oblate Religiose” che potevano vivere in comune e le “Oblate Secolari” che avevano per scopo le opere di carità per i bisognosi. Nel dicembre 1875 Luisa Teresa fu nominata segretaria generale dell’Apostolato della Preghiera, pur essendo quasi immobile per la sua malattia, poté allargare le sue relazioni e seguire specie per corrispondenza le sue Oblate. Nel 1880 le Oblate decisero di unire i due rami, le Religiose e quelle dette delle ‘Riunioni’ in unica Congregazione, eleggendo Luisa Teresa superiora generale. La Congregazione ottenne il 4 ottobre 1881 l’approvazione della Santa Sede. Un anno dopo Luisa fondò l’opera dei “Piccoli Samueli” per preparare i ragazzi a scegliere la vita sacerdotale o religiosa. Luisa Teresa morì Montluçon a 65 anni. La causa per la sua beatificazione fu introdotta a Roma il 15 dicembre 1914 e papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata beata il 4 novembre 1990.


Autore: Antonio Borrelli



Dammi tre parole

 


venerdì 26 giugno 2026

Carlo Dapporto

Carlo Dapporto
è stato un attore italiano.

Nacque da Giuseppe, di professione calzolaio, e da Olimpia Cavallito, una casalinga originaria di Asti, che gli trasmise il suo accento dalla tipica inflessione piemontese. Fin dall'età di quindici anni iniziò a lavorare, prima come fattorino in una drogheria, poi come fabbro, tappezziere, aiutante in una farmacia, barista in un caffè, addetto agli ascensori al Tea Room Daetwyller, e infine, nel 1928, come cameriere al Moulin Rouge di Alassio. Fu proprio nella cittadina della Riviera delle Palme che iniziò la sua carriera di cabarettista e intrattenitore, divertendo il pubblico con battute ironiche e divertenti gag tramite la caratterizzazione del suo personaggio più celebre, il “Maliardo”, con cui sarebbe stato in seguito sempre identificato. Tornato a Sanremo nel 1934, esordì al famoso Caffè Venezuela con le sue prime barzellette, riscuotendo un notevole successo. Resosi però conto che la sua città natale non gli avrebbe consentito di emergere a livello nazionale, maturò la decisione di trasferirsi a Milano, dove iniziò ad esibirsi in numerosi locali. Nell'estate del 1935 avvenne l'incontro decisivo con la nota star del varietà Vivienne D'Arys, che lo notò al Teatro Savioli di Riccione mentre imitava Stan Laurel e lo scritturò nella sua compagnia di avanspettacolo, in cui già si esibivano celebri attori comici come Carlo Campanini ed Eugenio Testa. Il 10 ottobre 1935 debuttò al Teatro Storchi di Modena esibendosi in coppia con Carlo Campanini in una riuscita imitazione di Stanlio e Ollio: Dapporto interpretava Stanlio e Campanini interpretava Ollio. Negli anni successivi continuò a recitare nella compagnia della D'Arys, perfezionando la sua tecnica grazie anche all'esempio di grandi attori professionisti come Campanini e Testa. Dopo un breve periodo trascorso come ballerino nella compagnia di Anna Fougez, dove faceva da spalla al comico Dante Maggio insieme a René Thano nel Bolero di Ravel, nel 1940 allestì insieme a Umberto Franzi il suo primo spettacolo di rivista, che rappresentò la vera svolta nella sua vita di attore. Nel 1941 arrivò l'occasione che tanto aveva atteso: nel corso di uno spettacolo al Supercinema di Milano, venne notato dalla famosa soubrette Wanda Osiris, che lo scritturò come comico per il suo nuovo spettacolo teatrale, consentendogli così di fare il gran salto dal mondo dell'avanspettacolo a quello della rivista. Il debutto avvenne con la rivista di Nelli e Mangini Sogniamo insieme, andata in scena al Teatro Alfieri di Torino con musiche di Giuseppe Anepeta e la partecipazione del Trio Lescano. Nella stagione 1942-1943 fu invece la volta dell'esordio al Teatro Quattro Fontane di Roma nelle vesti del “Maliardo” con la rivista Sognate con me, sempre in coppia con la Osiris. In questi anni conobbe anche Augusta (1920-2000), una ballerina dello spettacolo, che in seguito avrebbe sposato e da cui ebbe i figli Massimo nel 1945 e Dario nel 1952. Dopo il successo ottenuto con la rivista Che succede a Copa Cabana (andato in scena nella stagione 1943-44 con coreografie di Dino Solari), nell'ottobre del 1944 debuttò con Marisa Maresca nella rivista Ohilalà di Marcello Marchesi, presentata al Mediolanum di Milano, mentre l'anno successivo ritornò a lavorare con la Osiris ne L'isola delle Sirene di Bracchi e Bracci-Dansi. Nel 1945 iniziò anche la carriera cinematografica partecipando al film La signora è servita in coppia con Antonio Gandusio, per la regia di Giannini. al 1945 in poi si susseguirono i successi fino ad arrivare alla costituzione della compagnia Carlo Dapporto, che lo ha seguito in tutto il suo percorso artistico, insieme a una serie di altre compagnie via via costituite con le più grandi vedette dell'epoca, tra le quali la compagnia Dapporto-Masiero, quella con Marisa Del Frate, la compagnia Dapporto-Fabrizi e la Dapporto-Pavone. Da segnalare in particolare lo spettacolo Riviera follies nella stagione 1946-1947 per il rilancio della città nell'immediato dopoguerra. Tra le altre riviste Chicchiricchì di Gelich-Bracchi e D'Anzi, andata in scena nella stagione 1947-1948, e il grande successo di Giove in doppiopetto di Garinei e Giovannini, con Delia Scala, rappresentata nella stagione 1954-1955, che segnò la nascita della commedia musicale e venne in seguito proposta anche in versione cinematografica nell'omonimo film. In coppia con Lauretta Masiero varò invece, nella stagione 1956-1957, la commedia musicale di Garinei e Giovannini Carlo non farlo, ambientata nella sua Sanremo. Nella stagione successiva tornò ad esibirsi con Delia Scala nella commedia musicale L'adorabile Giulio, sempre di Garinei e Giovannini, con musiche di Gorni Kramer. Il 21 settembre 1965 presentò la divertente commedia musicale di Scarnicci e Tarabusi L'onorevole, in coppia con Miranda Martino nei panni di una chanteuse anni venti. Nel 1966-1967 mise in scena insieme a Aldo Fabrizi e Grazia Maria Spina, la rivista Yo, Yo, Je, Je di Dino Verde e Bruno Broccoli, mentre nel 1969 festeggiò le sue nozze d'argento con il teatro, interpretando con Marisa del Frate lo spettacolo Hellzap happening di Castaldo, Faele e Torti per la regia di Edmo Fenoglio. Dopo un periodo di inattività dovuto a problemi di salute, tornò sulle scene per partecipare a una serie di commedie brillanti, tra le quali Mi è cascata una ragazza nel piatto, dell'inglese Terence Frisby, per la regia di William Franklin (1969-70); Il visone viaggiatore di Ray Cooney e John Chapman; Un babà per sette, commedia di Faele e Castaldo (1972-1973) ed altre ancora. Dapporto era amico del grande attore genovese Gilberto Govi che frequentava fra l'altro nella sua Sanremo, nei momenti di relax estivi trascorsi insieme anche sul Monte Bignone, meta turistica dove esiste un santuario inaugurato nel 1955 raggiungibile all'epoca da una funivia purtroppo non più esistente. Fu nei primi anni settanta che riprese con successo il repertorio dialettale dell'amico Govi insieme alla regia di Vito Elio Petrucci. Complessivamente furono trentotto le riviste e le commedie musicali, senza contare gli spettacoli di prosa, nelle quali egli recitò nella sua carriera teatrale, alternata peraltro a numerosi spettacoli di beneficenza in orfanotrofi, carceri, sanatori, fabbriche, ospedali militari, per la Croce Rossa e per le Forze armate. I suoi personaggi stupiscono il pubblico con un infinito repertorio di doppi sensi, incentrati sul comune senso del pudore. I più famosi sono stati essenzialmente due: quello del "Maliardo", raffigurazione grottesca del viveur dannunziano impomatato e in frac con l'occhio sempre rivolto a Montecarlo, e quello della macchietta regional popolare: l'ingenuo "Agostino", che parla e storpia in piemontese, personaggio che, oltre ad aver portato con successo in teatro, rese protagonista di alcuni spot televisivi per la trasmissione televisiva Carosello. L'8 agosto 1945 nasce Massimo, il figlio che seguirà le orme paterne nel mondo dello spettacolo dedicandosi soprattutto al teatro e agli sceneggiati televisivi, oltre ad alcuni ruoli come doppiatore; lo stesso Carlo Dapporto avrà un'unica esperienza come doppiatore, nel caso di Fernandel nel film La legge è legge di Christian-Jaque, il cui doppiaggio fu diretto da Mario Maldesi. Avrà anche altri due figli, Dario e Giancarla. Alla radio condusse i varietà Il fiore all'occhiello (1957) e Gran gala (1959), affiancato in entrambi da Delia Scala, e Carlo maestro di chic (1961). Frequenti anche le sue apparizioni in televisione, dove partecipò tra l'altro a vari caroselli, nelle vesti di uno dei suoi personaggi più caratteristici (Agostino), negli sketch di Durban's Pasta del Capitano. Sui canali della Rai andarono in onda pure numerosi suoi programmi, quali Il Rotocarlo con Miranda Martino, Monsieur Landrù, Crazy Boat, interventi ai varietà Studio Uno e Senza rete, e adattamenti televisivi di suoi lavori teatrali come L'adorabile Giulio. Durante la sua lunga carriera ha avuto modo di lavorare accanto ai più importanti partner dell'epoca, tra cui ricordiamo Isa Barzizza, sua giovane concittadina sanremese; Carlo Campanini, Walter Chiari, Dario Fo, Cosetta Greco, Sophia Loren, Lauretta Masiero, Piero Mazzarella, Sandra Mondaini, Amedeo Nazzari, Ave Ninchi, Silvana Pampanini, Nilla Pizzi, Franca Rame, Renato Rascel, Mario Riva, Delia Scala, Tino Scotti, Nino Taranto, Ugo Tognazzi, Totò, Bice Valori, Raimondo Vianello, Alberto Sordi. Anche nel cinema la carriera di Carlo Dapporto è stata intensa e ricca di successi, soprattutto negli anni cinquanta, quando Carlo era al culmine del successo. Nel cinema Dapporto ha interpretato trentotto film dal 1943 al 1987. Quindi una carriera cinematografica di tutto rispetto, confortata anche da un ottimo successo di pubblico, che dimostrò di apprezzarlo molto anche sul grande schermo. Nel cinema leggero degli anni cinquanta e degli anni sessanta, Dapporto fu uno dei protagonisti, tra i suoi titoli più importanti La presidentessa (1952) di Pietro Germi, La signora è servita (1945), di Nino Giannini, tratto da una sua idea e suo primo film da protagonista, Il vedovo allegro (1949) di Mario Mattoli, Ci troviamo in galleria (1953) di Mauro Bolognini, in cui Dapporto descrive con nostalgia la vita dei poveri guitti, che girano l'Italia in cerca di gloria.  Altri titoli degni di nota sono Giove in doppiopetto, trasposizione cinematografica dell'omonima commedia di successo, Finalmente libero, Scandali al mare, 11 uomini e un pallone, L'adorabile Giulio e Il paese dei campanelli. Da segnalare, infine, anche due sortite di Dapporto, nel cinema cosiddetto "impegnato", con Fortunella (1957), diretto da Eduardo De Filippo e con La famiglia (1987) di Ettore Scola, dove accanto a Vittorio Gassman e al figlio Massimo, dimostra una grande incisività drammatica, in quella che è forse l'interpretazione più riuscita della sua carriera. Tre anni dopo la sua ultima interpretazione nel film di Scola morì  in una clinica romana, assistito dai familiari.Riposa al cimitero di Prima Porta della capitale.

Cino Tortorella

Felice "Cino" Tortorella ( Ventimiglia , 27 giugno 1927   – Milano , 23 marzo 2017 ) è stato un conduttore tele visivo , au...