venerdì 24 aprile 2026

24 aprile Santa Maria Salomè

Santa MariaSalomè 
Madre degli apostoli Giacomo e Giovanni
I sec.
Patronato: Veroli (FR)
Etimologia: Salomè = felice, dall'aramaico; pace, dall'ebraico

La santa oggi festeggiata non ha nulla a che vedere con l’omonima donna citata dall’evangelista Marco (Mc 6, 21-28) quale mandante dell’omicidio di San Giovanni Battista. Santa Salomè, secondo il Martyrologium Romanum che fa riferimento alle esplicite citazioni evangeliche, fu con Santa Maria di Cleofa, anch’essa commemorata in data odierna, e Santa Maria Maddalena una delle prime discepole del Signore che la mattina di Pasqua si recarono al sepolcro ed ascoltarono così l’annunzio della Risurrezione. Ecco i passi del Vangelo di Marco ove compare per due sole volte il nome di Salomè: “C’erano là anche alcune donne che osservavano a distanza, tra le altre: Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il Minore e di Giuseppe e Salome” (Mc 15, 40) e “Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono aromi per andare a imbalsamare Gesù” (Mc 16, 1). La tradizione è però solita identificare in Santa Salomè anche quella anonima donna citata due volte dall’evangelista Matteo quale moglie di Zebedeo e quindi madre degli apostoli Giacomo e Giovanni: “Tra esse c’era Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe e la madre dei figli di Zebedeo” (Mt 27, 56) e “Allora la moglie di Zebedeo insieme con i suoi due figli si avvicinò a Gesù e si gettò ai suoi piedi per chiedergli qualcosa” (Mt 20, 20). Un’ulteriore fantasiosa leggenda vorrebbe identificare Salomè anche con la suocera di San Pietro guarita da Gesù: “Subito dopo, uscirono dalla sinagoga e andarono a casa di Simone e di Andrea, insieme con Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto, colpita dalla febbre. Appena entrati, parlarono di lei a Gesù. Egli si avvicinò alla donna, la prese per mano e la fece alzare. La febbre sparì ed essa si mise a servirli”. (Mc 1, 29-31) Le numerose leggende nate sul suo conto, come d’altronde anche sui vari altri personaggi evangelici, narrano che dopo l’Ascensione del Signore gli apostoli si misero in viaggio per annunziare il Vangelo agli altri popoli. Salomè, dopo un lungo pellegrinaggio in compagnia di San Biagio e San Demetrio giunse presso Veroli, oggi in provincia di Frosinone. La santa, stanca del viaggio, chiese ospitalità ad un pagano, poi battezzato con il nome Mauro, a poca distanza dalle mura della città. I suoi compagni entrarono invece nella città e subirono il martirio. Salomè rimase a casa di Mauro, lo convertì al cristianesimo e dopo circa sei mesi morì, il 3 lugio di un anno imprecisato. Con riverenza Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura, le racchiuse in una urna di pietra, sulla quale incise le parole: “Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis”. Impaurito dall’eventualità di subire anch’egli il martirio per mano pagana, Mauro trovò rifugio nella Grotta di Paterno, ove morì dopo tre giorni. Parecchio tempo dopo alcuni pagani trovarono l’urna contenente le reliquie della santa ed informarono il preside: questi, credendo vi fosse nascosto un tesoro, ordinò di aprirlo, vi trovò i resti della santa, ma senza fare attenzione all’epigrafe ordinò di con disprezzo di gettarli sulla piazza. Nel frattempo un uomo greco pensò di salvare il prezioso tesoro dopo aver letto l’iscrizione e di notte furtivamente raccolse tutte le ossa, le avvolse in un panno e le portò fuori la Città presso le mura. Quindi sulla pietra e su una carta scrisse le parole: “Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista”. Infine nascose tutto fuori la città presso una rupe in attesa di portarsi l’urna nella sua patria, dopo che fosse tornato da un viaggio a Roma. Causa imprevisti l’uomo non poté però effettuare il suo progetto ed il corpo fu ritrovato nel 1209 da un certo Tommaso, a cui San Pietro e successivamente Santa Salomè apparvero in sogno e rivelarono la storia e il luogo della sepoltura. Il ritrovamento avvenne il 25 maggio e “Tre giorni dopo furono presenti sul luogo il Vescovo di Penne, l’abate di Casamari e l’abate di Sant’Anastasia in Roma con alcuni suoi monaci. Mentre i due Vescovi sollevavano in alto le Reliquie per mostrarle alla folla convenuta in numero di quasi cinque mila uomini, da un osso della tibia si vide sgorgare vivo sangue, come non avviene per le ossa aride separate dalle carni da tanti anni. Nel vedere ciò, tutto il Popolo rese grazie a Dio”. La testa e le braccia furono legate in teche di argento e conservate nella tesoreria della cattedrale, mentre le altre ossa furono messe in una piccola urna che venne custodita sotto l’altare del piccolo oratorio che venne edificato sul luogo del ritrovamento. Più tardi si costruì sopra l’oratorio l’attuale basilica. Durante il terremoto del 1350 la chiesa subì gravi danni e le reliquie furono traslocate nella Cattedrale, per tornare di nuovo alla basilica nel 1742.


Autore: 
Fabio Arduino


OGGI 24 Aprile 2026

OGGI 24 Aprile 2026

PENSIERO DEL MATTINO
- Il pensiero positivo vede l’invisibile,
sente l’intangibile e realizza l’impossibile.

FRASE DEL GIORNO
Nessuna donna farebbe un matrimonio d'interesse:
prima di sposare un miliardario, se ne innamora!
(Cesare Pavese)

PROVERBIO
Se una disputa va per le lunghe,
significa che tutti e due
i contendenti hanno torto.
(proverbio cinese)
MASSIMA DEL GIORNO DIVERTENTE
Non ho sogni nel cassetto...
preferisco tenerci la biancheria!
(Giuseppe "Pino" Caruso)

I genitori di una volta


 

Il male


 

giovedì 23 aprile 2026

Ho letto moltissimi libri

Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?”

Fu questa la domanda che un allievo una volta fece al suo Maestro.
Il Maestro in quel momento non rispose. Dopo qualche giorno, però, mentre lui e il giovane allievo se ne stavano seduti vicino ad un fiume, egli disse di avere sete e chiese al ragazzo di prendergli dell’acqua usando un vecchio setaccio tutto sporco che era lì in terra.
L’allievo trasalì, poiché sapeva che era una richiesta senza alcuna logica.
Tuttavia, non poteva contraddire il proprio Maestro e, preso il setaccio, iniziò a compiere questo assurdo compito. Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume per tirarne su dell’acqua da portare al suo Maestro, non riusciva a fare nemmeno un passo verso di lui che già nel setaccio non ne rimaneva neanche una goccia.
Provò e riprovò decine di volte ma, per quanto cercasse di correre più veloce dalla riva fino al proprio Maestro, l’acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva lungo il tragitto.
Stremato, si sedette accanto al Maestro e disse: “Non riesco a prendere l’acqua con quel setaccio. Perdonatemi Maestro, è impossibile e io ho fallito nel mio compito”
“No – rispose il vecchio sorridendo – tu non hai fallito. Guarda il setaccio, adesso è come nuovo. L’acqua, filtrando dai suoi buchi lo ha ripulito”
“Quando leggi dei libri – continuò il vecchio Maestro – tu sei come il setaccio ed essi sono come l’acqua del fiume”
“Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l’acqua che essi fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura”.
Buona lettura a tutti...
 Anna Rita Montinaro

Una semplice risatina per finire la giornata

 


Una semplice risatina per finire la giornata😊

In un palazzo di Napoli vive Donna Maria, una signora molto apprezzata per la sua bellezza, moglie di un medico, colta ed elegantissima. Gennaro, il custode la desidera pazzamente e una mattina, mentre la signora gli passa davanti, si lascia scappare, sia pur sottovoce: "Madonna che bella femmina!
Non so cosa darei per averla!". La signora se ne accorge, torna sui suoi passi e dice: "Come avete detto?" . "Niente, Signora, perché?". Lei lo incalza: "Su, Gennaro, non fate il furbo! Vi ho sentito benissimo... abbiate il coraggio di ripetermelo in faccia!". E l'uomo: "Ma veramente... ecco non volevo essere scortese ma... voi... siete così bella che io... io sto uscendo pazzo, Signo'!".
E lei: "Ah sì? Ma bene! Allora sapete che cosa dovete fare?". "Sì, Signo'. Mo mi faccio una doccia fredda e scusate tanto...". "Ma no, Gennaro, non fate così... vi piaccio proprio tanto?". "Da impazzire... non so che cosa pagherei.... oh mi scusi, ma vede, non ragiono..."."Gennaro, volete togliervi lo sfizio?". "Signo', che dite?". "Dico che se volete togliervi il capriccio, venite domani mattina alle undici con in mano tremila euro ed io soddisferò ogni vostro desiderio...". "Tremila euro?... Ma, Signo', dove li trovo tremila euro?... Non ho tutti quei soldi!". "Eh, Gennaro, ma se si vuole togliere lo sfizio... uno deve fare una pazzia!". "Ha ragione... ma, vede, io non saprei come trovare quei soldi...". "Mi dispiace, Gennaro... comunque, la proposta è sempre valida: venite con tremila euro e non vi pentirete!".
"Sì, certamente... grazie Signo', grazie tanto lo stesso!" Ma l'indomani mattina Gennaro si presenta puntuale con tremila euro, con sorpresa della stessa Signora: "Gennaro, ma allora siete proprio pazzo di me, se siete arrivato a svenarvi..!". E così, la signora si concede a Gennaro facendogli provare emozioni indescrivibili.
Dopo un paio d'ore rientra il marito: "Ciao, Marì. Come stai?". "Bene, grazie e tu?". "Io bene... senti... è venuto su Gennaro?". "Co... cosa? non ho capito.". "Avanti, su!... ti ho detto, è venuto Gennaro verso le 11?". "Sì, si è venuto...". "E ti ha portato tremila euro?". "Sì, ma guarda che...". "Basta così, volevo solo avere la conferma!". "Ma caro, ti posso spiegare..."."Non c'è nulla da spiegare... Gennaro è un vero uomo! Un uomo di parola!". La moglie rimane allibita: "Ma caro, non capisco...". "Sai, ieri pomeriggio mi incontra e mi dice: dottore, prestatemi tremila euro che domani alle 11, quant'è vero Iddio, ve li riporto!!!"

Sergio Raimondi

Sergio Raimondi, pseudonimo di Torquato Feliziani
(Roma23 aprile 1924 – Roma9 gennaio 2003),
è stato un 
attore italiano di cinema e fotoromanzo.

Meccanico sin dall'adolescenza, arrivò al cinema a seguito della notorietà raggiunta come attore di fotoromanzi, che mettevano in risalto la sua bellezza e fotogenia. L'occasione gli venne data dopo che un fotoromanzo che aveva Raimondi come protagonista, Vendetta di zingara, ebbe grande successo, pertanto nel 1950 venne tratto dal medesimo soggetto un omonimo film diretto da Aldo Molinari, con i medesimi attori: Anna Vita e Felga Lauri, quest'ultima curatrice anche di soggetto e sceneggiatura. Debutto, per la verità, che sempre con Anna Vita era avvenuto già l'anno prima, quando interpretò se stesso in un documentario, L'amorosa menzogna, per la regia di Michelangelo Antonioni e che indagava in modo ironico il mondo dei fotoromanzi e dei suoi divi. La pellicola vinse il Nastro d'argento quale miglior documentario nel 1950. A quel punto Raimondi intraprese la carriera cinematografica lavorando con registi importanti: ZurliniBonnardMattoliBragagliaBolognini e recitando accanto a Brigitte BardotAntonella LualdiLucia BosèAlberto SordiAldo FabriziNino ManfrediSilvana PampaniniGiovanna RalliTotòVittorio De SicaMario RivaRiccardo BilliNino Taranto e Diana Dei, ottenendo anche alcuni giudizi lusinghieri ma senza scrollarsi mai di dosso la fama di "bello" del fotoromanzo e senza contemporaneamente raggiungere la notorietà che precedentemente lo aveva accompagnato. Sistematicamente doppiato, Nino Manfredi gli prestò la voce in Piccola posta e Pino Locchi in Arrivano i dollari!, nei primi anni sessanta interpretò le ultime pellicole, per poi tornare a svolgere il mestiere di meccanico. Muore a 78 anni in un ospedale di Roma dove era da tempo ricoverato. È sepolto al cimitero Flaminio della capitale

24 aprile Santa Maria Salomè

Santa Maria Salomè   Madre degli apostoli Giacomo e Giovanni I sec. Patronato:  Veroli (FR) Etimologia:   Salomè = felice, dall'aramaico...