lunedì 23 marzo 2026

L'ACQUA

L'ACQUA

Scorre scorre l'acqua fresca,
io la bevo e mi rinfresca,
mi disseta il corpo e il cuore,
dentro trovi il suo candore...
Scende da una nuvoletta,
c'è il sole che l'aspetta:
la riscalda in fondo al mare,
poi ritorna su a sognare...
Viene giù dalla montagna,
nutre tutta la campagna,
sui ruscelli va veloce,
puoi sentire la sua voce...
Acqua fresca, acqua pura,
puoi trovarla in natura:
non ha odore, né colore,
ha il profumo dell'amore...
Acqua cara sei la vita,
ma non sei però infinita;
ogni goccia è importante,
non ti sprecherò un istante...
Ti prometto, pian pianino,
sarò un bravo cittadino.
Farò molta attenzione
a ogni gesto ed azione...
Acqua fresca, acqua pura,
puoi trovarla in natura;
non ha odore, né colore,
ha il profumo dell'amore...
Ogni goccia è importante,
non ti sprecherò un istante,
perché so, non sei infinita,
Acqua cara, sei la vita...
Acqua, sei la mia vita!!!

Angela Rosa Nigro

Vorrei una Pasqua come i bambini

 


Adolfo Orsi

 



Adolfo Orsi 
(
Modena23 marzo 1888 – Modena26 ottobre 1972)
è stato un 
imprenditore italiano specializzato nel settore automobilistico, conosciuto per essere stato proprietario della Maserati.

Proveniva da una famiglia povera di Sant'Agnese, quartiere di Modena. A soli 11 anni, nel 1899, perse il padre. Negli anni della maturità creò delle attività di successo; alla fine degli anni venti costruì impianti per la lavorazione del cascame del ferro, un centro siderurgico e un'azienda di macchine agricole, impiegando alcune migliaia di lavoratori di Modena e dintorni. Nel 1935 con suo fratello Marcello fu coinvolto nell'apertura di una concessionaria FIAT, la FIAT A.M. Orsi Il 9 gennaio 1950, la sua decisione di licenziare 500 operai delle Fonderie riunite e riassumerne solo metà a sua discrezione, causò uno sciopero che venne represso dalla Polizia nel sangue (6 morti e 200 feriti). È conosciuto come: l'eccidio delle Fonderie Riunite di Modena. Acquistò la Maserati in difficoltà economica nel 1937, impiegando suo figlio Omer Orsi come manager. Tre dei fratelli Maserati restarono dieci anni in azienda nel reparto ingegneria. Adolfo Orsi spostò la produzione  delle autovetture Maserati da Bologna a Modena nel 1940, vicino al suo centro siderurgico e ad una sua fabbrica di candele di accensione. Successivamente assunse suo cognato Alceste Giacomazzi come nuovo direttore generale, e dalla Ferrari prese come progettista Alberto Massimino (1944-1952) e Juan Manuel Fangio come pilota (1953). Fu coinvolto presidente del Modena dal 22 settembre 1945 al 28 giugno 1948, nei suoi anni di maggior successo. Negli anni successivi Orsi si trovò faccia a faccia con pesanti problemi, sia quando la Maserati si trovò ad essere temporaneamente chiusa per ristrutturazioni, sia quando gli operai dell'acciaieria Riunite manifestavano dopo una serrata in cui Orsi voleva la riapertura con metà dei 500 operai selezionati unilateralmente. Tale sciopero culminava con l'Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena del 9 gennaio 1950, in cui la polizia uccise 6 persone e ne ferì circa 200. La fonderia riaprì, ma fu venduta dopo poco per essere riacquistata nel 1952, quando il patrimonio di famiglia fu diviso fra i fratelli e sorelle. Adolfo prese la Maserati, sua sorella Ida la sezione della Maserati che si occupava di motocicli (la “Società Anonima Fabbrica Candele Accumulatori Maserati”) e suo fratello Marcello la restante parte del patrimonio. Adolfo Orsi accettò un accordo di fornitura di macchine utensili con l'Argentina, direttamente dal presidente Juan Domingo Perón (1954). A seguito della Rivoluzione Liberatrice e all'esilio di Péron, la riscossione dei pagamenti fu difficoltosa. Una situazione analoga si creò col governo spagnolo. Le difficoltà economiche portarono la Maserati in un primo momento in amministrazione controllata. Adolfo Orsi rimase attivo in Maserati fino al 1968, quando Orsi decise di vendere l'azienda alla Citroën, che aveva in precedenza acquisito una quota di maggioranza della Maserati come anticipo per un contratto volto alla produzione di un motore per la Citroën SM.

Lo sapevate che… a Firenze

 Lo sapevate che… a Firenze c'è una finestra SEMPRE aperta; la «finestra dell’amore» la chiamano, perché custodisce una storia d'amore senza tempo. Una delle storie d’amore più STRUGGENTI di sempre.




In piazza Annunziata c’è una finestra diversa da tutte le altre. Ha gli scuri sempre aperti. Nel Cinquecento, infatti, una giovane donna viveva in quel palazzo con suo marito. I due si amavano moltissimo. Ma un giorno l'uomo fu chiamato a partire per la guerra. Così, prima di partire, si scambiarono le loro promesse proprio davanti a quella finestra. Si strinsero in un abbraccio lunghissimo, come se non volessero mai lasciarsi andare.
«Dimmi tu addio che a me non riesce.» Perché «morire è facile. Perderti è difficile». Alla fine, però, l’uomo capì che era giunto il momento. Con il cuore spezzato si guardarono negli occhi per l’ultima volta e lei gli promise che lo avrebbe aspettato. Non importa quanto ci sarebbe voluto. Da quel momento la finestra diventò il suo posto nel mondo. Ogni giorno si sedeva lì, aspettando di vedere comparire tra la folla l'uomo che amava.
Ma lui non tornò mai. Passarono gli anni, eppure lei continuo ad aspettarlo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino alla fine. Quando la donna mori, i suoi familiari chiusero la finestra. Ma nel palazzo iniziarono a verificarsi strani fenomeni. La finestra non voleva restare chiusa! Alla fine cedettero e gli scuri furono riaperti. E non sono mai più stati richiusi. Nessuno ha più osato toccarli.
Sono passati centinaia di anni da allora, ma quella finestra è ancora lì. Sempre socchiusa. Come se anche il cuore di quella donna fosse ancora lì, affacciato sulla piazza, ad aspettare il ritorno del suo amore. Oggi i turisti si fermano a osservarla, e a rendere omaggio alla loro storia. Perché i grandi amori non finiscono mai. Si fermano dove il tempo non arriva. E prima o poi trovano sempre la strada per tornare.
Guendalina Middei

Più vivo più sono convinto


 

Capirsi

 


Non esistono più

 


L'ACQUA

L'ACQUA Scorre scorre l'acqua fresca, io la bevo e mi rinfresca, mi disseta il corpo e il cuore, dentro trovi il suo candore... Scen...