lunedì 6 aprile 2026

Gli angeli

 


NON ERA SCOPERTA

 


NON ERA SCOPERTA
Ci hanno insegnato a chiamarla scoperta.
1492.
Un uomo arriva.
Un continente viene “trovato”.
Ma trovato da chi?
Perché quando Cristoforo Colombo arrivò,
l’America non era vuota.
Non era silenziosa.
Non era sconosciuta.
Era abitata.
Da milioni di persone.
Da centinaia di nazioni.
Da culture con lingue, sistemi, spiritualità.
C’erano città.
Rotte commerciali.
Conoscenze agricole.
Relazioni con la terra sviluppate da secoli.
Non era una terra da scoprire.
Era una terra già vissuta.
La parola “scoperta” funziona solo da un punto di vista.
Quello di chi arriva.
Ma se cambi prospettiva,
cambia tutto.
Perché per chi era già lì,
non fu una scoperta.
Fu un’invasione.
Un incontro non richiesto.
Un cambiamento irreversibile.
L’inizio di qualcosa che avrebbe trasformato
ogni aspetto della vita.
E il linguaggio conta.
Perché le parole non descrivono solo la realtà.
La costruiscono.
Dire “scoperta” rende tutto più semplice.
Più neutro.
Più accettabile.
Ma la storia non è neutra.
E nemmeno il modo in cui la raccontiamo.
Forse non si tratta di cancellare una parola.
Ma di capirla.
Di vedere cosa nasconde.
E di iniziare a raccontare anche l’altra parte.
Perché una storia raccontata da un solo punto di vista
non è completa.
È comoda.
E se questa prospettiva ti sembra scomoda,
forse è perché alcune parole
sono state ripetute così a lungo
da sembrare naturali.

Paquetta


 

Le meraviglie del lunedì dell'angelo

 

 

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, con degli olî aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Trovarono che la grande pietra che lo chiudeva era stata rimossa; le tre donne erano smarrite e preoccupate e mentre cercavano di capire cosa fosse successo, apparve un angelo che disse loro: "Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui" (Mc 16,6-7). E le invitò a dare l’annuncio agli Apostoli. La tradizione ha spostato questo evento dalla mattina di Pasqua al giorno successivo, il lunedì, forse perché i Vangeli parlano de "il giorno dopo la Pasqua", anche se quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che si trascorre insieme a parenti e amici facendo la tradizionale gita o scampagnata. Una interpretazione di questa consuetudine, potrebbe essere che si vogliano ricordare i discepoli diretti a Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme, ai quali Gesù apparve lo stesso giorno della Resurrezione. Così, per ricordare quel viaggio, si trascorre la Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata all’aperto.
La festa civile del lunedì di Pasqua fu introdotta dallo Stato italiano nel dopoguerra, con lo scopo di allungare la festa della Pasqua, così come è per il 26 dicembre, il giorno che segue il Natale

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