«A PAROLE CI VEZZEGGIANO, POI CI METTONO NELLE RSA. SE NOI VECCHI NON CI SALVIAMO DA SOLI È L’INFERNO»
«Qualcuno ha detto che i vecchi hanno soltanto un diritto: quello di morire. Potrei rispondere che chi l’ha detto è un cretino, ma preferisco riconoscergli almeno un merito: ha rotto un’ipocrisia.
Perché è vero, noi vecchi diamo fastidio. A parole ci vezzeggiano, ci raccontano quanto siamo preziosi, ma poi ci mettono nelle RSA prima di metterci nella tomba. L’ipocrisia nei confronti della vecchiaia è tremenda. Se non riusciamo a salvarci da soli, può diventare un inferno.
Io però ho una fortuna: sono molto ironica. La gente è diventata troppo seria, mentre io continuo a ridere. Forse è anche per questo che riesco a non accorgermi troppo della morte, che mi osserva da vicino pronta a prendermi. E continuo ad alzarmi contenta.
Vivo alla giornata. La mia vita comincia quando apro gli occhi e finisce quando vado a letto, con la speranza, quando arriverà il momento, di andarmene dormendo.
Ma finché sono qui voglio continuare a vivere, pensare, leggere e sorridere.
E ai giovani vorrei dire soprattutto questo: svegliatevi. Informatevi. Leggete libri.
Leggere costa poco, è qualcosa che potete fare da soli e può riempirvi di gioia. Non considerate mai il tempo trascorso con un libro come tempo sprecato.
Perché possiamo invecchiare, possiamo diventare persino “ultra-vecchi”, come dico io, ma finché conserviamo la curiosità, l’ironia e la libertà di pensare continuiamo a essere profondamente vivi.»
NATALIA ASPESI






