giovedì 16 aprile 2026

Catolegh, Apostolegh e Roman,

Catolegh, Apostolegh e Roman,
gent che cred in del pappa e in di convent,
slarghev el coeur che l’è rivaa el moment,
hin chì i Todisch, hin chì quij car pattan.

Adess sì che Milan l’è ben Milan!
Predegh, mess, indulgenz, perdon a brent;
emm d’andà in Paradis anca indorment,
anca a no aveghen voeuja meneman.

E senza meneman conclud nagott,
voeuja o no voeuja, tucc, no gh’è reson,
devem andà sù tucc, o crud o cott,

chè n’han miss tucc in stat de perfezion
col degiun, col silenzi, col trann biott
e col beato asperges del baston.

Carlo Porta

traduzione
Cattolici, Apostolici e Romani.
Gente che crede nel papa e nei conventi,
allargatevi il cuore che è arrivato il momento,
son qui i Tedeschi, sono qui quei cari bamboccioni.

Adesso sì che Milano è ben Milano!
Prediche, messe , indulgenze, perdoni a brente;
abbiamo d'andare in Paradiso anche addormentati,
anche a non averne voglia quasi quasi.

E senza quasi quasi concludere nulla,
voglia o non voglia, tutti, non c'è ragione(che tenga),
dobbiamo andare su tutti, o crudi o cotti,

ché  ci hanno messo tutti in stato di perfezione
col digiuno, col silenzio, col ridurci nudi
e col beato aspersorio del bastone.

Scimes, pures, bordocch, cent pee, tavan,

 


Scimes, pures, bordocch, cent pee, tavan, camol, mosch, pappatas, vesp, galavron,
formigh, zanzar, scigad, vermen, scorpion,
consolev che l’estaa l’è pocch lontan.
Pover bestiolitt! pover badan!
Mordinn, sciscienn, secchenn, che sii patron,
caghenn in suj pitanz, in sul muson,
cribbienn i pagn, i frut, la carna, el gran.
Fee pur quell che ve pias, can bestiolitt,
ché el manch che possem fà per i vost meret
l’è quell de lassav scoeud tutt i petitt.
Inscì magara ve vegniss a taj
de andà a quarter d’inverna in del preteret
de chi loda l’estaa coj soeu regaj.
Porta, Carlo, "Poesie", a cura di Dante Isella, V ed.
Mondadori, Milano 1989
TRADUZIONE
Cimici, pulci, scarafaggi, millepiedi, tafani, tarme, mosche, pappataci, vespe, calabroni, formiche, zanzare, cicale, vermi, scorpioni, consolatevi che l’estate è poco lontana. Povere bestioline! Povere creaturine! Mordeteci, succhiateci, infastiditeci, che siete voi padroni, cacateci sulle pietanze, in faccia, crivellateci i panni, i frutti, la carne, il grano. Fate pure quel che vi piace, care bestioline, ché il meno che possiamo fare per i vostri meriti è quello di lasciarvi soddisfare tutti i capricci. Vi venisse magari l'idea di andare a quartiere d’inverno nel sedere di chi loda l’estate coi suoi regali..!

Carlo Porta

Ogni tanto

 


Felice Pedroni


Felice Pedroni, anche noto come Felix Pedro 
(
Fanano16 aprile 1858 – Fairbanks22 luglio 1910),
è stato un 
cercatore d'oro italiano,
nel 
1902, scoprì un ricco filone aurifero in Alaska ponendo le basi per la fondazione della città di Fairbanks.

Nato ultimo di sei fratelli, nella località Le Teggie (frazione di Trignano del comune di Fanano), ed orfano di padre giovanissimo, fu costretto a emigrare prima in Francia nel 1881, poi negli Stati Uniti nello stesso anno. Fu bracciante e minatore, ma presto fu preso dalla febbre dell'oro. Nel 1894 si trasferì in Canada e nel 1895 nel bacino dello Yukon, in Alaska, dove il 22 luglio 1902 scoprì un filone d'oro nel fondo di un torrente (che oggi viene chiamato, in suo onore, Pedro Creek). Ottenne la concessione statale per l'estrazione dell'oro e divenne in poco tempo il presidente del distretto minerario di Fairbanks che fondò, l'8 settembre 1902, presso la sua baracca. In breve tempo, a pochi chilometri dal distretto, nacque quella che sarebbe diventata l'attuale città di FairbanksOrmai ricco, tornò in Italia nel 1906 e si invaghì di una maestrina di Lizzano in Belvedere, tale Egle Zanetti (detta Adelinda), e le chiese di sposarlo, ma la donna rifiutò la sua proposta di matrimonio, a causa della sua famiglia, che non voleva che se ne andasse in Alaska. Così Pedroni, una volta tornato in Alaska, sposò l'irlandese Mary Ellen Doran, ballerina di un saloon e donna "incontentabile". Per renderla felice le comperò anche un ranch a Tacoma, nello Stato di Washington. Anche i rapporti con il suo socio, nonché finanziatore delle prime spedizioni, peggiorarono, tanto che lo citò in tribunale. Morì a soli 52 anni, all'ospedale di Fairbanks in circostanze apparentemente naturali e il suo corpo fu imbalsamato e spedito in California dalla Doran, dove fu sepolto a Colma, vicino a San Francisco. La salma venne ritrovata negli anni settanta dal notaio di Pavullo, Amato Cortelloni, e traslata dapprima nel cimitero di Fanano nel 1972, ed in seguito nel cimitero di Trignano di Fanano.

OGGI 16 Aprile

 


OGGI 16 Aprile 2026

Frase di oggi
Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore.
PROVERBIO
E' più raro della fenice uno che in tutto sia felice
AFORISMA
L'uomo è un animale addomesticato che per secoli ha
comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.
[Charlie Chaplin]
Per sorridere
Il dentista, dopo aver dato un’occhiata alla bocca di un paziente, gli domanda: «Da che parte mangia meglio?». «Qui vicino, alla trattoria d’angolo!»😊

Vale la pena


 

Poveri noi


 

Catolegh, Apostolegh e Roman,

Catolegh, Apostolegh e Roman, gent che cred in del pappa e in di convent, slarghev el coeur che l’è rivaa el moment, hin chì i Todisch, hin ...