Lo scaffale di Lucia
venerdì 20 marzo 2026
giovedì 19 marzo 2026
Giuseppe Ravizza
Ravizza dedicò quasi tutta la sua vita allo studio del problema della scrittura a macchina. Proveniva da un'illustre benestante famiglia novarese (uno dei suoi antenati fu Benedetto Cortesella, detto il Rozzo, uno dei capi lombardi alla prima Crociata) e si laureò in legge controvoglia, solo per compiacere il suo tutore che non gli aveva permesso di seguire gli studi di ingegneria verso cui si sentiva portato. Infatti non vestì quasi mai la toga ed invece di coltivare gli studi giuridici si diede, poco più che ventenne, allo studio del problema della scrittura a macchina. Fra l'altro aveva anche interessi storici e si cimentò in opere che gli valsero la considerazione e l'amicizia del Mommsen. Come molti altri inventori anche se la sua invenzione non fu disconosciuta o derisa, fu comunque sottovalutata. I suoi stessi amici e familiari non sopportavano vederlo perdere il suo tempo, sporcandosi le mani e gli abiti e, quel che era peggio, spendere ingenti somme (si calcola che abbia speso nel suoi tentativi oltre centomila lire) per costruire meccanismi considerati inutili. Dopo la laurea in legge, svolse durante i primi anni la professione di avvocato a Novara e di sindaco a Nibbiola. In quel periodo, venne a sapere che un certo ing. Pietro Conti di Cilavegna (1796 – 1856), stava studiando una macchina capace di scrivere meccanicamente. Incontrato Conti, nel 1835 impiantò un laboratorio in casa e cominciò a progettare una macchina per scrivere. Nel 1866 sposò Alessandrina Massini, una filantropa italiana, emancipazionista, anticipatrice dei movimenti femministi, e la loro casa divenne ben presto un frequentato salotto borghese. Ravizza imputa la colpa dell'insuccesso alla cattiva esecuzione, ma le ragioni invece furono altre e si identificarono soprattutto nell'incomprensione dei contemporanei. A 74 anni, stanco e ormai malato, nel suo diario scrisse:
Morì pochi mesi dopo, mentre dall'America, la Remington, vendeva nel mondo le sue macchine da scrivere, nelle quali venivano applicati i principi su cui si basava la sua invenzione. Quando era in vita non gli fu mai riconosciuta la priorità della sua invenzione. Nel 1868 l'americano Christopher Latham Sholes (1819 – 1890) brevettò, per conto della Remington, una macchina da scrivere che si basava su principi del tutto identici a quelli della macchina di Ravizza. Siccome il Cembalo scrivano fu esposto anche in Inghilterra, si pensa che l'americano conoscesse la macchina dell'italiano. Inoltre il cembalo scrivano presentava dei congegni in più quali la possibilità di ottenere, a seconda dell'esigenza, le lettere maiuscole o minuscole, cosa che non era presente nella macchina della Remington. Un altro indizio era l'assenza del campanellino che suonava a fine riga, del quale era già dotato il cembalo scrivano. Tutto ciò faceva sospettare che Sholes avesse approfittato dell'invenzione del Ravizza. Il 29 gennaio 1940, il Podestà di Ivrea, per conto della Soc. An. Olivetti, donò al Museo Civico del Broletto di Novara, un modello del Cembalo scrivano dell'avv. Giuseppe Ravizza con tutti i brevetti attinenti che documentavano la priorità italiana nell'invenzione della macchina da scrivere.
I figli e i padri di una volta
I figli e i padri di una volta.....
Autocorriera
Autocorriera
A quale meta t’avvii
bella nave terrestre
carica d’ansie e di addii
nella scia di vie maestre?
Sfiori campagne assorte
a maturar fieni e biade,
case aperte, chiuse porte,
la pace delle contrade.
Luccichi al sole dei giorni
in bei colori festivi,
speranza di lieti arrivi
e d’accorati ritorni…
Costellazione di fari
la notte incendi improvvisa.
Pavida l’ombra, recisa,
sgomenti ne’ suoi ripari.
Esci al più fresco sereno
dai cigli dell’uragano.
Con grido quasi umano
saluti l’arcobaleno.
Renzo Pezzani
-
Trionfo di Bacco e Arianna Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Quest’è Ba...
-
(Roma, 28 gennaio 1946 – Roma, 12 aprile 2019) è stata una cantante e astrologa italiana.
-
« Miei cari amici vicini e lontani buonasera » ( Palermo , 20 settembre 1902 – Rodello , 24 gennaio 2002 ) è stato un conduttore radio...






