giovedì 4 giugno 2026

Sii benedetta mattutina luce

Sii benedetta mattutina luce.
L'alba col capo fuor dell'adriatico
ha cominciato a stendere
i lucidi capelli.
Gli alberi vecchi e gli alberi novelli
hanno un diverso brivido
e stormendo, salutano.

Ave. Pei fior che schiudono
le corolle fragranti,
pei murmuri, pei canti
che al tuo venir si destano;
per tutte le bellezze,
per tutte le dolcezze,
per tutte l'allegrezze
che la tua deità ci riconduce,
sii benedetta mattutina luce.

Enrico Panzacchi



Aldo Garzanti

 

 

Aldo Garzanti
(Forlì, 4 giu 1883San Pellegrino Terme, 5 lug 1961)
è stato un
imprenditore, editore e filantropo italiano
Nasce da Livio e Maria. Il padre, maestro elementare, è stato soldato al seguito di Garibaldi nella campagna del 1866. Riceve un'educazione improntata agli ideali mazziniani e risorgimentali. Il 28 aprile 1906 è iniziato in Massoneria nella Loggia Otto agosto di Bologna. Frequenta nella città natale il Liceo Classico «Morgagni»; successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. Allievo di Giovanni Pascoli, si laurea nel 1907 con una tesi intitolata Studi sulla costituzione e condizione politica, amministrativa, economica e sociale di Forlì nel secolo XVI. Nel 1920 sposa Sofia Ravasi. L'anno successivo nasce un figlio, cui viene dato il nome Livio, come il nonno. Dopo essersi dedicato, fino al 1921, all'insegnamento, si trasferisce a Milano e si dà con successo all'attività di imprenditore. Opera nella chimica, fondando la società Sadaf produttrice di coloranti e prodotti per la concia di pellami. Nel 1932 diversifica l'attività aprendo la società Miret, specializzata in pizzo e seta. Nel secondo dopoguerra si afferma nel settore degli ausiliari tessili. Nel 1937, anche dietro consiglio del caro amico Aldo Spallicci, Garzanti decide di dedicarsi all'editoria. Nel 1939 rileva la casa editrice Fratelli Treves (i fratelli Treves, in quanto ebrei, sono costretti a cederne la proprietà a causa della promulgazione delle leggi razziali) che diviene la Aldo Garzanti editore, subito una delle più importanti in campo nazionale, punto di riferimento di intellettuali ed autori del tempo (Curzio Malaparte, Riccardo Bacchelli, Elsa Morante). Nel 1952 Aldo, pur mantenendo la presidenza della casa editrice, lascia la conduzione effettiva del gruppo al figlio Livio, all'epoca trentunenne per dedicarsi all'attività filantropica. Si dedica ad un nuovo progetto: una Fondazione destinata ad ospitare artisti e letterati, con sede nella natia Forlì. La Fondazione ha tuttora sede presso l'Hotel della Città, in Corso della Repubblica. Il 12 ottobre 1957 viene ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico, nel corso di un'affollatissima cerimonia, il grande complesso architettonico voluto e finanziato da Aldo Garzanti e progettato dallo studio milanese Ponti-Fornaroli-Rosselli, che ospita la “Fondazione Livio e Maria Garzanti” (dedicata ai genitori di Aldo). Il «premio Garzanti», istituito per tenere a battesimo la neonata istituzione, fu attribuito nel novembre dello stesso anno. Muore, all'età di 78 anni.


Le persone oneste


 

4 giugno San Quirino di Siscia

4 giugno San Quirino di Siscia
Vescovo e martire
† Savaria, Croazia, 309
Etimologia: Quirino = armato di lancia, soprannome di Romolo 
Emblema: Bastone pastorale, Palma 

Come per quasi tutti gli antichi santi e martiri, le notizie nei secoli sono state modificate, interpretate, a volte falsificate ed è il caso di San Quirino vescovo di Siscia (Siszeck) in Croazia. Egli è menzionato nel 309 da s. Eusebio di Cesarea nella sua “Cronaca”; una ‘Passio’ molto antica ma tutto sommato attendibile, narra che s. Quirino durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano (243-313), fu arrestato nel 309 per ordine del preside Massimo, dopo aver tentato inutilmente la fuga. Sottoposto ad interrogatorio fu sollecitato ad ubbidire agli ordini imperiali e ad offrire sacrifici agli dei, ma il vescovo Quirino si rifiutò decisamente, perciò fu flagellato e rinchiuso in un carcere dove convertì il custode Marcello. Trascorsi tre giorni fu inviato dal preside della Pannonia Iª, Amanzio (regione storica che nel 9 d. C. divenne provincia romana), il quale lo condusse a Savaria e dopo aver cercato inutilmente di fargli cambiare idea, lo condannò ad essere gettato nel fiume Sava con una pietra al collo. I cristiani di Savaria ne raccolsero il corpo e lo seppellirono presso la porta “Scarabateus”. Tra la fine del IV sec. e l’inizio del V, il corpo di s. Quirino vescovo fu trasferito a Roma e deposto in un mausoleo denominato ‘Platonia’, dietro l’abside della Basilica di S. Sebastiano sulla via Appia, dove fu molto venerato, come attestano gli ‘Itinerari’ del VII secolo. Notizie non attendibili riferiscono che reliquie del santo furono poi trasferite a Milano, Aquileia e nella Basilica di S. Maria in Trastevere in Roma.


Autore: Antonio Borrelli


Oggi, nella Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressioni

Oggi, nella Giornata internazionale dei bambini innocenti vittime di aggressioni, il pensiero va a tutti quei bambini a cui è stata negata la cosa più sacra: l’infanzia.

Bambini che avrebbero dovuto conoscere solo carezze, giochi, scuola, abbracci e protezione. Bambini che invece sono diventati nomi impressi nella memoria collettiva come: Samuele Lorenzi, Loris Stival, la piccola Elena di Mascalucia, Tommaso Onofri, Fortuna Loffredo, fino alla piccola Beatrice di Bordighera, il cui nome è tornato dolorosamente nelle cronache in questi giorni.
Ogni volta che un bambino viene ferito, tradito, abbandonato o ucciso, non perde solo una famiglia: perde l’intera società. Perché i bambini non si difendono da soli. I bambini hanno bisogno di adulti presenti, attenti, capaci di vedere, ascoltare e intervenire prima che sia troppo tardi.
Oggi non deve essere solo una giornata di ricordo, ma anche di responsabilità. Ricordare questi piccoli significa non permettere che restino soltanto titoli di cronaca. Significa pretendere più protezione, più ascolto, più controlli, più coraggio nel denunciare.
Per tutti i bambini innocenti vittime di violenza.
Per chi non ha avuto voce.
Per chi avrebbe dovuto essere salvato.
Per chi non dimenticheremo mai.
Che il loro ricordo diventi un grido forte: nessun bambino dovrebbe mai avere paura del mondo degli adulti.

mercoledì 3 giugno 2026

Giancarla Re Mursia

Giancarla Re Mursia
(
Alassio, 3 giugno 1920Milano, 23 marzo 2016)
è stata un'
editrice, traduttrice e scrittrice italiana,
la prima e finora unica donna presidente dell'
Associazione Italiana Editori

Nasce in una famiglia torinese. Dopo gli studi classici si iscrive all'Università degli Studi di Padova dove studia con Concetto Marchesi e Manara Valgimigli; si laurea a pieni voti in Filosofia nel 1942, con una tesi su "L'Estetica psicanalitica", prima tesi di argomento psicanalitico discusso in una università italianaDurante la seconda guerra mondiale, nel 1943, sposa Ugo Mursia incontrato a Padova negli anni dell'università, quando entrambi collaboravano a Il Bò, foglio dei Gruppi Universitari Fascisti (GUF) di Padova. Dopo l'8 settembre entrambi aderiscono al gruppo azionista di Otello Pighin e con lui milita nelle file della Resistenza con i partigiani di Giustizia e Libertà..Nell'immediato dopoguerra la coppia si trasferisce a Milano dove nascono i figli: Silvio (1947), futuro amministratore e poi unico proprietario della Costa & Nolan, e poi Fiorenza (1952), futura presidente della Casa Editrice Mursia. In collaborazione con il marito "con quattro soldi e lavorando come cani", come ricordava lei stessa in una nota autobiografica), crea la casa editrice Ugo Mursia Editore, che, in seguito all'assorbimento del catalogo Corticelli, si specializza nel settore scolastico, nella letteratura per ragazzi e nella saggistica. Desiderosa di scrivere, comunica ad Elsa Morante la sua volontà di cimentarsi come autrice, confessandole però di aver deciso di rinunciare dopo aver letto il romanzo La Storia, anche se la Morante le risponde incoraggiandola a perseguire il suo progetto. Alla morte del marito nel 1982 assume la direzione dell'azienda che terrà fino 1990 , quando la trasferisce alla figlia. Nel 1983, intervistata da Enzo Biagi, descrive le doti che hanno contribuito al suo successo "caparbietà e ostinazione", da riferire alle sue origini montanareNegli ultimi anni passa le estati a Cortina dove promuove eventi culturali. In omaggio al marito organizza nel 2005 una mostra di cimeli marinari, poi donati al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.  È con la pubblicazione nel 1963 di Centomila gavette di ghiaccio di Giuseppe Bedeschi che arriva il successo della casa editrice: 3000 copie vendute in due giorni e la tiratura arriva a due milioni di copie; l'anno successivo il titolo vince il premio Bancarella. Nel 2011 vengono superati i quattro milioni di copie con traduzioni in molte lingue stranierePersonalmente cura anche traduzioni di importanti autori inglesi e francesi, come Frances Hodgson Burnett, Maurice Druon, Kathryn Forbes, Dale Evans Rogers, André Lichtenberger, Jean-Paul Sartre. Scrive poesie e libri per ragazzi. Nell'ambto delle sue iniziative per la promozione del libro rientra anche la donazione di molti libri in italiano alla Biblioteca comunale di Pola per gli italiani rimasti in IstriaElla donerà in seguito l'intera collezione dei libri di Joseph Conrad, molto apprezzato dal marito Ugo, al Centro di studi conradiani dell'Università di Pisa; i cimeli invece saranno donati al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di MilanoSi spegne a 96 anni a Milano.

Un monaco disse

 


Sii benedetta mattutina luce

Sii benedetta mattutina luce. L'alba col capo fuor dell'adriatico ha cominciato a stendere i lucidi capelli. Gli alberi vecchi e gli...