Lo scaffale di Lucia
lunedì 12 ottobre 2026
Luciano Pavarotti
Luciano Pavarotti
(Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007)
è stato un tenore italiano.
Dotato di una voce squillante negli acuti e ricca nel mezzo, con un fraseggio chiaro e un timbro limpido, è annoverato tra i maggiori tenori di tutti i tempi, nonché tra i massimi esponenti della musica lirica. Con oltre 100 milioni di dischi venduti nel mondo, è considerato, inoltre, uno dei cantanti d'opera di maggior successo commerciale. Grazie a progetti musicali come la serie di concerti Pavarotti & Friends e il gruppo dei Tre Tenori, formato assieme ai colleghi Plácido Domingo e José Carreras, ha raggiunto la popolarità ben oltre i confini nazionali e l'ambito operistico, diventando uno dei cantanti italiani più noti a livello internazionale. Noto con l'appellativo di Maestro e con i soprannomi "Lucianone", "Big Luciano", "Big P" e "King of High Cs" ("re del do di petto) nel corso di oltre cinquant'anni di carriera ha vinto sei Grammy Awards, di cui un Grammy Legend Award, attribuitogli nel 1998. Inoltre, in virtù dei suoi contributi nel mondo della musica, ha ricevuto il Kennedy Center Honors nel 2001 e gli sono state conferite le più alte onorificenze della Repubblica Italiana. Figlio di Fernando Pavarotti (1912-2002) e di Adele Venturi (1915-2002), nonché fratello maggiore della pallavolista Gabriella. Il padre era un fornaio nell'Arma dei Carabinieri che si dilettava a cantare a livello amatoriale in una piccola associazione di coristi non professionisti, la "Corale Gioachino Rossini" di Modena, e trasmise al figlio la passione per la musica operistica. Nel 1955 il ventenne Pavarotti decise di non intraprendere subito una carriera musicale, evitando così di iscriversi il conservatorio. Per un lungo periodo invece si dedicò agli studi per diventare un docente di educazione fisica; dopo essersi diplomato all'Istituto magistrale di Modena e avere insegnato alle scuole elementari per due anni, si iscrisse all'ISEF di Bologna. Pur proseguendo la sua attività di insegnante, che integrava con quella di venditore porta a porta di polizze assicurative, condusse gli studi di canto per tre anni con il tenore Arrigo Pola (di cui manterrà canoni e principi nella sua futura carriera) e alla partenza di questi per il Giappone proseguì la preparazione con il maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfezionò la tecnica del fraseggio e della concentrazione. Per sua ammissione, Pola e Campogalliani sono rimasti per sempre i suoi unici e onorati maestri. Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottenne un primo successo musicale, nel 1955, in una delle sue esibizioni con il padre e la Corale Rossini in Galles, nel corso del Festival di Llangollen dove la corale si aggiudicò il primo premio. Tornerà poi a Llangollen nel 1995, a quarant'anni di distanza dall'ultima volta, esibendosi in un concerto contenente le più famose arie. Nel 1961 ottenne il primo riconoscimento personale, nel Concorso Internazionale Achille Peri, che si svolgeva a Reggio Emilia, organizzato da Luigi "Gigetto" Reverberi, talent scout di giovani cantanti lirici, già scopritore di nomi quali Tebaldi e Cossotto. La vittoria di questo concorso consentì al giovane Pavarotti di esibirsi davanti al grande pubblico, come il 29 aprile 1961, quando ottenne la sua consacrazione artistica salendo sul palcoscenico del Teatro Municipale di Reggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo ne La bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli. Sempre nel 1961 è Alfredo Germont ne La traviata nella tournée a Belgrado del Teatro La Fenice di Venezia. Consolidata ormai la sua fama in patria, il passo successivo fu l'avvicinamento all'estero; nonostante qualche richiesta nei primi anni sessanta, fuori d'Italia era ancora poco conosciuto e difficilmente riceveva menzioni da critici. La svolta arrivò di nuovo con La bohème, che anche dopo l'interpretazione di Rodolfo al teatro Wiener Staatsoper nel febbraio 1963, gli permise di mostrarsi al pubblico inglese. Pavarotti ebbe molte richieste per delle repliche dell'opera pucciniana alla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, prima dell'arrivo di Giuseppe Di Stefano, ma a causa di un'improvvisa malattia del tenore siciliano fu costretto a sostituirlo (era il 1963) nella parte di Rodolfo. Lo rimpiazzò in teatro e anche al Sunday Night at the Palladium, un noto spettacolo televisivo inglese seguito da più di 15 milioni di telespettatori. Nello stesso anno è il Duca di Mantova in Rigoletto alla Wiener Staatsoper. Le prime incisioni discografiche vennero presentate di lì a poco, per l'etichetta Decca Records, poco prima che egli venisse avvicinato dal giovane direttore d'orchestra Richard Bonynge, il quale gli richiese di esibirsi a fianco della moglie, il grande soprano Joan Sutherland. Con la Sutherland, nel 1965, mise piede per la prima volta negli Stati Uniti, a Miami, dove ricoprì il ruolo di Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti, sotto la direzione dello stesso Bonynge. Sempre del 1965 la sua interpretazione de L'elisir d'amore di Donizetti, e ancora nello stesso anno si ebbe il suo esordio al Teatro alla Scala di Milano, dove il tenore fu espressamente richiesto da Herbert von Karajan al fianco di Mirella Freni per La bohème; visto il successo, l'anno seguente Pavarotti fu chiamato nuovamente per la Messa da Requiem in memoria di Arturo Toscanini. Dello stesso 1966 e del 1967 sono le determinanti esibizioni con successo alla Royal Opera House di Pavarotti e della Sutherland ne La Fille du régiment di Donizetti, opera che grazie all'esecuzione dei famosi "nove do" di Tonio permetterà al tenore di trasformarsi in leggenda sei anni più tardi. Nel 1966 è Rodolfo ne La bohème alla Wiener Staatsoper. Nel 1968 e nel 1969 è ancora determinante il successo che ottiene interpretando i "nove do" di Tonio ne La figlia del reggimento al Teatro alla Scala. Il tenore sarà presente nelle stagioni liriche del Teatro alla Scala fino al 1992, tenendo anche un recital nel 1988. Sempre nel 1968 è Lord Arturo Talbo-Arthur Talbot nella ripresa del Teatro Massimo "Vincenzo Bellini" di Catania di I puritani, melodramma serio di Vincenzo Bellini. Nel 1969 è Lord Arturo Talbo nella prima rappresentazione radiofonica nell'Auditorium RAI del Foro Italico di Roma di I puritani. Nel 1967 interpreta il ruolo di Rodolfo ne La bohème al San Francisco Opera. Nel 1968 è Edgardo in Lucia di Lammermoor sempre a San Francisco e in seguito ricopre ancora il ruolo di Rodolfo ne La bohème con cui esordisce alla Metropolitan Opera House. Nel 1971 è ancora Rodolfo al Met ed è il Duca di Mantova in Rigoletto al Covent Garden. È scritturato per interpretare Lucia di Lammermoor allo Sferisterio di Macerata, ma una improvvisa laringite il giorno della "prima" lo costringe a dare forfait e a essere sostituito da Carlo Bini. Nel 1972 è Lord Arturo Talbo nella ripresa della Metropolitan Opera House di Filadelfia di I puritani. Il successo arriva il 17 febbraio 1972, alla Metropolitan Opera House di New York, in occasione dell'esecuzione de La figlia del reggimento, quando esegue nove do acuti, difficilissimi da emettere a voce piena, in maniera sciolta e naturale, nell'aria di Tonio Ah, mes amis. Al Metropolitan, Luciano Pavarotti è rimasto in cartellone fino al 2004, prendendo parte a circa trecentottanta rappresentazioni. Oltre alle rappresentazioni operistiche, Pavarotti si è esibito al Metropolitan anche in numerosi concerti ed eventi speciali: la Messa da Requiem di Verdi, il Freni-Pavarotti-Levine Concert nel 1985, il concerto Pavarotti-Levine nel 1988, ripreso dalla televisione; il gala per i venticinque anni di carriera al Met insieme a Domingo nel 1993; un recital nel 1994, un concerto nel 1997 e, nel 1998, il gala per il trentesimo anniversario del suo debutto al Met. L'esordio all'Arena di Verona risale al 1972 con il Ballo in maschera di Verdi. Nel 1973 si ripresentò in Arena con La bohème, diretta da Peter Maag e nella Lucia di Lamermoor accanto al soprano Cristina Deutekom. Il 22 dicembre 1975, rientrando da New York, uscì illeso dall'incidente del volo TWA 842, che si schiantò in fase d'atterraggio nei pressi dell'aeroporto di Malpensa. Il nome di Pavarotti divenne noto al grande pubblico grazie alle esecuzioni sempre più di frequente riprese dalla televisione. All'artista sono andati diversi Grammy Award e dischi di platino e d'oro. Nel 1978 tornò all'Arena ne Il trovatore di Verdi con Katia Ricciarelli, Pietro Cappuccilli e Fiorenza Cossotto diretto da Gianandrea Gavazzeni. Al termine della "Pira" di Manrico, Pavarotti emise l'acuto finale (non indicato sulla partitura da Verdi) e il pubblico areniano esplose in uno scrosciante e lunghissimo applauso. Nel dicembre dello stesso anno partecipa al programma Good Morning America, tornando nel febbraio 1980 e nel giugno 1993. Nel 1985 tiene un concerto allo Sports Arena per il San Diego Opera. Pavarotti arriva nel giugno del 1986 a esibirsi a Pechino, per un concerto al Teatro delle Esposizioni. L'esibizione ottiene grande riscontro dal pubblico, che lo richiama in scena per un secondo spettacolo ripreso in diretta dalle TV cinesi, italiane e americane. Al primo spettacolo ne seguono altri nei giorni successivi, tutti accolti e seguiti con grande entusiasmo dal pubblico orientale. A partire dagli anni novanta, Pavarotti ha curato molto i concerti all'aperto, sfruttando stadi e parchi, che si sono rivelati dei buoni successi. Nel 1988 Pavarotti cura la regia dell'opera La favorita per il Teatro La Fenice di Venezia. Il 24 febbraio dello stesso anno, dopo aver cantato nel ruolo di Nemorino ne L'elisir d'amore di Donizetti alla Deutsche Opera di Berlino, fu applaudito per un'ora e sette minuti, e fu richiamato sul palco ben 165 volte. Detiene così il primato dell'applauso più lungo e il record delle chiamate alla ribalta. Nel 1991, davanti a un pubblico record di 330.000 persone, Pavarotti si esibisce a Londra, a Hyde Park, trasmesso dal vivo in televisione in Europa e negli Stati Uniti, con spettatori ancora una volta Lady Diana e il marito Carlo. Lo spettacolo colpì incredibilmente l'opinione pubblica inglese grazie alla carica di Pavarotti e alla sua voce, spingendo un gruppo di duecento tra artisti e personalità illustri inglesi a chiedere di conferire al tenore il titolo di Lord. Nel dicembre del 1991, allo stadio Pacaembù di San Paolo in Brasile, oltre 50.000 spettatori paganti si radunarono per il concerto. Nel 1992 collabora per la prima volta con un artista non lirico: si tratta del suo amico e collega Zucchero Fornaciari, con il quale incide il brano Miserere, contenuto nell'album omonimo. Da questa collaborazione nascerà l'evento periodico Pavarotti & Friends. Nel marzo del 1996 tiene per la prima volta un concerto a Montevideo in Uruguay, esibendosi allo Stadio del Centenario, con il soprano statunitense Cynthia Lawrence, il flautista Andrea Griminelli, il direttore d'orchestra Marco Armiliato e l'Orchestra Sinfonica Entre Ríos. L'esibizione però viene funestata da fischi e dure contestazioni del pubblico che si lamenta per la cattiva gestione degli organizzatori, che hanno venduto più biglietti rispetto ai posti disponibili. Il tenore risponde a muso duro ai detrattori, perdendo la pazienza e apostrofandoli duramente. Nel 1997 è Nemorino in L'elisir d'amore al Teatro di San Carlo di Napoli e incide O' Sole mio con la National Philharmonic Orchestra diretta da Giancarlo Chiaramello per la colonna sonora del film Marius e Jeannette. Nello stesso anno ha interpretato il ruolo del principe Calaf nella Turandot diretta da James Levine per la regia di Franco Zeffirelli al Metropolitan di New York. Nel 1999 incide "M'appari tutt'amor" dalla Marta di Friedrich von Flotow nella colonna sonora del film Terapia e pallottole. Nel gennaio del 2001 è Radamès in Aida al Metropolitan. Ad assistere alla prima recita era presente l'allora Presidente U.S.A Clinton. Il 29 aprile del 2001 festeggia i quarant'anni di carriera al Teatro Comunale di Modena, con un gala che vede la presenza di un parterre di stelle internazionali della lirica, quali José Carreras, Fiorenza Cedolins, Plácido Domingo, Renata Scotto. Nel 2002 si esibisce nel gala “Pavarotti canta Verdi” al Forum Grimaldi di Montecarlo, con la partecipazione di Fiorenza Cedolins, Francesco Ellero D'Artegna, Elena Zaremba. Il 7 luglio 1990, in occasione della finale del campionato del mondo di calcio svoltasi a Roma, «I Tre Tenori» Luciano Pavarotti, José Carreras e Plácido Domingo tennero un concerto alle Terme di Caracalla, diretti dal maestro indiano Zubin Mehta. L'orchestra di 180 elementi risultava dall'unione di due orchestre: quella del Teatro dell'Opera di Roma e quella del Maggio Musicale Fiorentino. Il successo si preannunciava clamoroso: furono richiesti per l'evento più di 200 000 biglietti, sebbene le Terme di Caracalla avessero una capienza di circa 6 000 posti. I «Tre Tenori» eseguirono arie liriche tratte da opere famose, ma anche brani provenienti dal repertorio musicale popolare da tutto il mondo. Punto culminante della serata fu un medley appositamente preparato da Lalo Schifrin, dove i tre tenori cantarono insieme. Dopo tale evento i tre artisti hanno cantato ancora insieme in numerose altre occasioni. Nel 1999, Pavarotti partecipa al tour internazionale «I Tre Soprani», del trio di cantanti Kathleen Cassello, Kallen Esperian e Cynthia Lawrence, sostenuto dall'impresario magiaro Tibor Rudas. Zucchero Fornaciari, amico del Maestro, lo convinse a partecipare al concerto-evento alla Royal Albert Hall di Londra del 6 maggio 2004 per l'apertura dello Zu & Co. Tour. Durante la serata i due cantanti duettarono sulle note di Miserere. Il 10 febbraio del 2006, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino, ha cantato in playback - a causa delle temperature molto rigide che gli impedivano di padroneggiare correttamente la voce - il "Nessun dorma", registrata in studio qualche settimana prima: fu l'ultima esibizione del Maestro. Nel luglio dello stesso anno è stato operato d'urgenza in un ospedale di New York per l'asportazione di un tumore maligno al pancreas. Pavarotti ebbe due mogli e quattro figlie. Si sposò nel 1961 con Adua Veroni, sua fidanzata da otto anni, e dall'unione nacquero le figlie Lorenza, Cristina e Giuliana. Nel 1994 spuntarono indiscrezioni circa una sua relazione con una giovane dirigente dello spettacolo, Nicoletta Mantovani, nata a Bologna il 23 novembre 1969. La relazione fra Pavarotti e la Mantovani, di 34 anni più giovane di lui, si scoprì essere reale e fece scoppiare un vero e proprio scandalo, seguito morbosamente dai media di tutto il mondo, culminante nel divorzio miliardario tra il grande tenore e Adua Veroni. Nel gennaio del 2002 perse la madre Adele e nel maggio dello stesso anno, a pochi giorni dall'edizione del Pavarotti & Friends, perse il padre Fernando. Il 13 dicembre 2003 Pavarotti sposò Nicoletta Mantovani con una sontuosa cerimonia nel teatro Comunale di Modena, alla presenza di Bono, Zucchero Fornaciari, Ligabue e molti altri artisti. Undici mesi prima, il 13 gennaio 2003, Nicoletta aveva dato alla luce Alice Pavarotti, sopravvissuta a un parto gemellare in cui invece morì il fratello Riccardo, lasciando il tenore nello sconforto. Sebbene l'operazione del 2006 avesse rallentato il decorso della malattia, nei mesi successivi il cancro al pancreas continuò a progredire; Pavarotti decise quindi di far ritorno in pianta stabile nella sua villa a Santa Maria di Mugnano, nella campagna modenese. Ai primi di luglio del 2007 la rivista Diva e Donna pubblicò un'intervista alla figlia Giuliana, nella quale si affermava che il padre si stava ormai preparando all'ineluttabile decorso della malattia; la figlia prontamente smentì di aver sostenuto ciò, lamentando che le sue parole fossero state distorte nell'ambito di una conversazione ritenuta off-records. Al di là di ciò, il quadro clinico del tenore declinò rapidamente e nell'agosto 2007 dovette anche essere ricoverato in ospedale. L'ultima apparizione pubblica di Pavarotti avvenne il 16 gennaio 2007, in collegamento dalla sua casa con la trasmissione di Rai Uno Porta a Porta, in una puntata dedicata ad Arturo Toscanini nel cinquantenario della sua scomparsa. Luciano Pavarotti morì all'età di 71 anni. Al suo capezzale erano presenti la moglie, le figlie e la sorella. Il cordoglio venne espresso dai giornali quotidiani e dalle istituzioni di tutto il mondo.
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