lunedì 22 giugno 2026

Frasi d'amore alle loro donne di famosi personaggi

Frasi d'amore alle loro donne di famosi personaggi

Adamo... Come te non c'è nessuna....
Garibaldi.. Il mio cuore batte a mille
Cristoforo Colombo.... Mi hai fatto scoprire un nuovo mondo
A. Einstein .....Ti amo, tutto il resto è relativo
Tremonti....... Sei il mio tesoro.
Vedi meno

Saremo felici

 


Avere la mamma

 


Bambini imparate

 


Gli alberi sono

 


22 giugno San Flavio Clemente



22 giugno San Flavio Clemente
Console e martire
circa 50 d.C. - 95 d.C.

La famiglia dei Flavi, a cui appartenne Flavio Clemente, era originaria probabilmente di Rieti. Il valore, la capacità l'intraprendenza di alcuni suoi membri consentirono a questi provinciali, non appartenenti all'antica aristocrazia, il raggiunoimento, a metà del sec. I, delle più alte cariche dello Stato. Flavio Vespasiano, poi, venne proclamato imperatore nel 69 iniziando la dinastia dei Flavi. Flavio Clemente, figlio di Flavio Sabino, fratello dell'imperatore Vespasiano, poté egli pure raggiungere altissime cariche essendo stato proclamato console nel 95. Aveva sposato una parente, Flavia Domitilla, da cui ebbe sette figli, due dei quali, destinati alla successione imperiale, giacché il cugino Domiziano, succeduto a Tito nell'81, era senza prole. Le fortune della famiglia vennero però improvvi.samente troncate da Domiziano. Infatti., neo-li ultimi anni del suo impero, divenuto quanto mai sospettoso e crudele, fece eliminare molte persone, ritenute a lui avverse. Iniziò anche una persecuzione contro i giudei e i cristiani, quantunque non si sappiano precisare esattamente i motivi addotti per la condanna di questi ultimi.  Anclie Flavio Clemente venne coinvolto nella persecuzione domizianea. La grande maggioranza degli storici ritiene che egli sia caduto in disgrazia perché aveva fatto professione di Cristianesimo. Sia Svetonio, sia Dione Cassio parlano esplicitamente di condanna, maper il motivo usano espressioni molto generiche. Il testo di Svetonio dice: «Denique Flavium Clementem patruelem suum, contemptissimae inertiae... repente ex tenuissima suspicione tantum non ipso eius consulatu interernit » (Domit., 15, 1). A sua volta Dione Cassio riferisce: «in questo anno (95) Domiziano mandò a morte con molti altri, Flavio Clemente, allora console, benché fosse suo cugino e avesse in moglie Flavia Domitilla, sua parente. Tutti e due furono condannati per il delitto di ateismo. Secondo questi capi di accusa furono condannati molti altri, che avevano seguito i costumi giudaici: alcuni furono uccisi, altri puniti con la confisca dei beni» (Historia romana, LXVII, 13-14). Come si vede nessun accenno al Cristianesimo; ma dalle fonti contemporanee sappiamo che i cristiani per la loro vita riservata erano ritenuti quasi degli ignavi (contemplissimae inertiae di Svetonio) e soprattutto furono accusati di ateismo, come attestano gli apologisti cristiani.  Può darsi che Flavio Clemente non volendo compiere un atto di culto pagano abbia dato a Domiziano il motivo per condannarlo. Nell'antichità non c'è menzione di culto; al 9 novembre il Martirologio Geronimiano elenca un Clemente che, peraltro, difficilmente può essere identificato con Flavio Clemente. Nel 1725 furono scoperte nella basilica di S. Clemente al Celio delle reliquie che furono credute quelle di Flavio Clemente.

Il Martirologio Romano ne ricorda la traslazione il 22 giugno.


Autore:
Gian Dornenico Gordini


domenica 21 giugno 2026

Memo Benassi

 
Domenico Benassi, detto Memo
è stato un attore italiano. Fu fra i maggiori esponenti della generazione teatrale che segnò il passaggio dal mattatore ottocentesco all'attore contemporaneo. Dopo aver studiato recitazione a Milano, esordì come generico nella compagnia di Ermete Novelli. La sua prima grande occasione arrivò nel 1921 quando entrò nella compagnia di Eleonora Duse, al cui fianco interpretò, tra le altre cose, Spettri di Henrik Ibsen (nel ruolo di Oswald). Sarebbe stato accanto alla famosa attrice fino alla sua ultima tournée a Pittsburgh nel 1924. Utilizzando estrosamente le sue doti naturali (maschera nobile, voce morbida e duttile, fisico imponente) diede vita a una grande varietà di interpretazioni nelle quali si esprimeva, sempre ai confini con il grottesco e l'eccentrico, con ritmi mutevoli, ora veloci o precipitosi, ora rotti e sciolti. Fra le sue interpretazioni troviamo quelle dei personaggi shakespeariani Shylock (Il mercante di Venezia), Antonio (Giulio Cesare), Tersite (Troilo e Cressida), Mercuzio (Romeo e Giulietta), di Osvaldo (Gli spettri di Henrik Ibsen) e di Veršinin (Tre sorelle di Anton Čechov). Nel 1933 fu Oberon in Sogno di una notte di mezza estate, per la regia di Max Reinhardt, con Evi Maltagliati, Rina Morelli e Luigi Almirante. Nello stesso anno, presso il Chiostro Grande della Basilica di Santa Croce di Firenze, interpretò il Diavolo nella prima assoluta di La rappresentazione di Santa Uliva di Ildebrando Pizzetti, per la regia di Jacques Copeau, con Rina Morelli, Andreina Pagnani e Roldano Lupi. Nel 1943 fu la volta di Histoire du soldat di Igor' Fëdorovič Stravinskij, con Mario Colli, e di La sacra rappresentazione di Abram e d'Isaac di Pizzetti, con Laura Carli e Clara Petrella, al Teatro La Fenice di Venezia. L'anno seguente affrontò il ruolo di Ernesto in Agnes Bernauer di Friedrich Hebbel, per la regia di Corrado Pavolini, con Vittorio Gassman, Elena Zareschi ed Ernesto Calindri. Nel 1949, sempre al fianco di Gassman, interpretò lo shakespeariano Troilo e Cressida, nel ruolo di Tersite, per la regia di Luchino Visconti, in cui fece il suo debutto Giorgio AlbertazziNel 1954 Roberto Rossellini lo chiamò per interpretare Frère Dominique in Giovanna d'Arco al rogo di Arthur Honegger, accanto a Ingrid Bergman, presso il Teatro alla Scala di Milano. Lavorò anche per la radio ed il cinema. Agli albori delle televisione prese parte ad alcune trasposizioni di grandi classici, come Amleto (1955), diretto da Luigi Squarzina, con Vittorio Gassman ed Elena Zareschi, Il mercante di Venezia (1955) diretto da Mario Ferrero, con Romolo Valli e Valeria Valeri, ed Enrico IV (1956), diretto da Claudio Fino, con Paola Borboni e Mario ScacciaMorì all'età di sessantacinque anni, vittima di un'emorragia cerebrale, poco dopo aver registrato per la Rai Il canto del cigno di Čechov. Personalità volubile e tormentata, incostante nel suo rendimento recitativo, Benassi fu la testimonianza vivente della crisi di un teatro e di un'epoca di transizione. In occasione del cinquantenario della scomparsa di questo attore è stata pubblicata la sua biografia più importante: Memo Benassi. Un grande attore diverso di Leonardo Bragaglia, edita da Persiani. Il borgo natio, Sorbolo, nel cui camposanto egli riposa, gli ha intitolato una via; inoltre, una copia della Maschera di Memo Benassi, opera dello scultore Luigi Froni, è stata collocata nell'atrio del centro civico del paese.

Frasi d'amore alle loro donne di famosi personaggi

Frasi d'amore alle loro donne di famosi personaggi Adamo... Come te non c'è nessuna.... Garibaldi.. Il mio cuore batte a mille Crist...