domenica 2 agosto 2026

Siamo proprio sicuri

 


Il canto dell'amore

 


Il canto dell'amore

O bella a' suoi be' dì Rocca Paolina
Co' baluardi lunghi e i sproni a sghembo!
La pensò Paol terzo una mattina
Fra il latin del messale e quel del Bembo.

– Quel gregge perugino in fra i burroni
Troppo volentier — disse — mi si svia.
Per ammonire, il padre eterno ha i tuoni.
Io suo vicario avrò l'artiglieria.

Coelo tonantem canta Orazio, e Dio
Parla fra i nembi sovra l'aquilon:
Io dirò coi cannoni: O gregge mio,
Torna ai paschi d'Engaddi e di Saron.

Ma poi che noi rinovelliamo Augusta,
Odi, Sangallo: fammi tu un lavoro
Degno di Roma, degna del luo gusto,
E del ponteficato nostro d'oro. –

Disse: e il Sangallo alla fortezza i fianchi
Arrotondò qual di fiorente sposa:
Gittolle attorno un vel di marmi bianchi,
Cinse di torri un serto all'orgogliosa.

La cantò il Molza in distici latini;
E il paracleto nella sua virtù
Con più che sette doni ai perugini
in bombe e dai mortai pioveva giù.

Ma il popolo è, ben lo sapete, un cane,
E i sassi addenta che non può scagliare,
E specialmente le sue ferree zane
Gode nelle fortezze esercitare;

E le sgretola; e poi lieto si stende
Latrando tu le pietre ruinate,
Fin che si leva e a correr via riprende
Verso altri sassi ed altre bastonate.

Così fece in Perugia, ove l'altera
Mole ingombrava di vasta mole il suol,
Or ride amore e ride primavera,
Ciancian le donne ed i bambini al sol.

E il sol nel radïante uzzurro immenso
Fin degli Abruzzi al biancheggiar lontano
Folgora, e con desio d'amor più intenso
Ride ai monti dell'Umbria e al verde piano.

Nel roseo lume placidi sorgenti
I monti si rincorrono fra loro,
Sì che sfumano in dolci ondeggiamenti
Entro vapori di vïola e d'oro.

Forse, Italia, è la tua chioma fragrante,
Nel talamo, fra due mari, seren,
Che sotto i baci dell'eterno amante
Ti freme effusa in lunghe anella al sen?

Io non so che si sia, ma di zaffiro
Sento ch' ogni poniero oggi mi splende.
Sento per ogni vena irmi il sospiro
Che fra la terra e il ciel sale e discende.

Ogni sospetto novel con una scossa
D'antico affetto mi saluta il core,
E la mia lingua per sè stessa mossa
Dice alla terra e al cielo Amore, amore.

Son io che il cielo abbraccio, o dall' interno
Mi riassorbe l'universo sè?…
Ahi, fu una nota del poema eterno
Quel ch'io sentia e picciol verso or è.

Dai vecchi umbri che foschi tra le gole
Della'Apennino s'amano appiattare;
Dalle tirrene acropoli che sole
Stan su' fioriti clivi a contemplare;

Dai campi onde tra l'armi e l'ossa arate
La sventura di Roma ancor minaccia;
Dalle rocche tedesche appollaiate
Sí come falchi a meditar la caccia;

Dai palagi del popol che sfidando
Surgon neri e tuttiti intorno a lor;
Dalle chiese che al ciel lunghe levando
Marmoree braccia pregano il Signor;

Dai borghi che s'affrettan di salire
Allegri verso la cittade oscura,
Come villani c' hanno da partire
Un buon raccolto dopo mietitura;

Dai conventi tra i borghi e le cittadi
Cupi sedenti al suon delle campane,
Come cuculi in fra gli alberi radi
Cantanti noie ed allegrezze strane;

Dalle vie, dalle piazze glorïose,
Ove, come del maggio ilare ai dí
Boschi di quercie e cespiti di rose,
La libera de' padri arte fiorí;

Per le tenere verdi messi al piano,
Pe' vigneti su l'erte arrampicati,
Pe' laghi e' fiumi argenteï lontano,
Pe' boschi sopra i vertici nevati,

Pe' casolari al sol lieti fumanti
Fra stridor di mulini e di gualchiere,
Sale un cantico solo in mille canti,
Un inno in voce di mille preghiere:

– Salute, o genti umane affaticate!
Nulla trapassa e nulla può morir.
Noi troppo odiammo e sofferimmo. Amate.
Il mondo è bello e santo è l'avvenir. –

Che è che splende su da' monti, e in faccia
Al sole appar come novella aurora?
Di questi monti per la rosea traccia
Passeggian dunque le madonne ancora?

Le madonne che vide il Perugino
Scender ne' puri occasi dell' aprile
E le braccia, adorando, in su 'l bambino
Aprir con deità cosí gentile?

Ell'è un'altra madonna, ell'e un'idea
Fulgente di giustizia e di pietà:
Io benedico chi per lei cadea,
Io benedico chi per lei vivrà.

Che m'importa di preti e di tiranni?
Ei son più vecchi de' lor vecchi dei.
la maledissi al papa or son dieci anni,
Oggi col papa mi concilierei.

Povero vecchio, chi sa non l'assaglia
Una deserta volontà di amare!
Forse ci ripensa la sua Sinigaglia
Sì bella a specchio dell'adriaco mare.

Aprite il Vaticano. Io piglio a braccio
Quel di sé stesso amico prigionier.
Vieni: alla libertà brìndisi io faccio:
Cittadino Mastai, bevi un bicchier.
Giosuè Carducci

Casa di mia gente.

Casa di mia gente. 


Sempre ritorno fra le tue pareti,
come a un rifugio, o casa di mia gente!
Nessuno albergo mai, nessun ostello,
per varie plaghe, fu più seducente
del tuo silenzio, ove, dal lungo esilio,
vengo a sanarmi d'ogni mia ferita,
in colloquio coi morti che mi amarono
perché nacque da loro la mia vita.

Tu sola ridi, o casa di mia gente;
tu sola resti, in mezzo alla rovina
di tutti i sogni miei tristi e mendaci,
nell'ora di mia vita che declina!
Tu sola vieni, o casa dell'infanzia,
al mio ricordo ed alla mia speranza,
e, nel mio folle errore senza quiete,
questa sola dolcezza oggi mi avanza.

Tornerò bimbo sulle tue terrazze,
guarderò, nelle notti, le tue stelle
brillare sulle torri delle chiese;
ci sarà il canto delle mie sorelle,
ci sarà l'ombra di mia madre e il grido
del vecchio gallo, all'alba, nei cortili
e, dalle tue finestre, nell'azzurro,
vedrò spuntare i rinascenti aprili.

E sarà la mia gioia e la mia pace:
l'unica gioia che può dare il mondo
l'unica pace che può dar la vita:
vivere sotto il bel sole giocondo
di nostra terra, quello che ci fulse
negli occhi quando noi fummo creati
e morire così, serenamente,
accanto ai nostri morti e ai nostri nati

Giuseppe Villaroel



Amarti con gli occhi



Ritornello:

Amarti con gli occhi soltanto
é un lento morir d'amor 
non vedere che te 
non sognar che te
senza dirti mai quanto t'amo…t'amo…

Amarticon gli occhi soltanto
é amar  un segreto dolor:
non chiamarti amor, non baciarti ancor
è un lento morire per me.

Carlo Alberto Rossi - Colombini

Ferdinando


Ferd'nand, conosciuto in Italia come Ferdinando, è il protagonista dell'omonima striscia a fumetti creata da Henning Dahl Mikkelsen. La striscia fu creata da Mikkelsen nel 1937 e lo stesso anno cominciò ad essere pubblicata in numerosi quotidiani danesi. Satira della vita familiare borghese, caratteristica principale della striscia è l'essere completamente muta, il che ha favorito la diffusione internazionale e il successo del personaggio. A partire dal 1947 è stata distribuita negli Stati Uniti dalla United Feature Syndicate. Ha avuto diversi autori, tra cui Al Plastino, che ne ha firmato le tavole come "Al Mik". In Italia è stato pubblicato su Il Giorno, Linus ed Eureka, e numerose storie sono state raccolte in due volumi antologici editi dalla Milano Libri e in uno edito dalla Biblioteca Universale Rizzoli.

Henning Dahl Mikkelsen (9 gennaio 1915 4 giugno 1982 ) è stato un fumettista danese, noto soprattutto per aver creato la striscia a fumetti di lunga durata Ferd'nand , che firmava come Mik,

Giove Toppi


Giove Toppi
(
An
cona, 2 agosto 188821 luglio 1942)

è stato un fumettista italiano, noto per essere stato il primo autore italiano a realizzare storie a fumetti di Topolino

Già negli anni '10 prese a collaborare come illustratore al settimanale La sigaretta, spesso sotto pseudonimo. Realizzò copertine anche per il periodico satirico L'On.le 509. Richiamato in guerra collaborò a La voce del Piave, settimanale dell’XI corpo d’armata. Negli anni venti si trasferì a Firenze iniziando a collaborare prima con testate quali Il Brividoe il Giornalino della Domenica, e poi instaurando una lunga collaborazione con l'editore Nerbini inizialmente come disegnatore di vignette per il settimanale satirico Il 420 e come illustratore per romanzi editi dalla casa editrice; quando questa, per sfruttare il successo dei cortometraggi di Topolino, decise di dedicargli un settimanale, Topolino, lo incaricò di realizzare il logo della testata e di illustrare le storie, con didascalie in rima invece dei fumetti, per la prima pagina. Il periodico esordì nel 1932 ma, a seguito di problemi legati alla gestione dei diritti, la testata dovette essere provvisoriamente modificata in "Il Giornale di Topo Lino" e il personaggio di Topolino, nell'interpretazione di Toppi, venne sostituito da Topo Lino, un diverso personaggio, ideato da Giove Toppi e Gaetano Vitelli; quando Nerbini riuscì ad acquisire correttamente i diritti, venne ripristinata dal n. 5 la testata originale ma, fino al n. 6, continuarono a essere pubblicate tavole di Topo Lino di Toppi e Vitelli e, dal n. 7, iniziarono a essere pubblicate le tavole di produzione americana di Mickey Mouse; Topo Lino ricomparirà solo in seguito rinominato Sorcettino, sempre realizzate da Toppi e Vitelli. Il personaggio di Topo Lino verrà ripreso nel 2002 per una iniziativa editoriale, Lino il Topo e la “matematica veneziana”, un albo fuori commercio in occasione del convegno Matematica e Cultura 2002.Per la stessa testata Toppi realizzerà altre serie come Sorci Jazz, personaggio che esordirà nel n. 9 e altre firmandosi come Stop.Toppi lavora anche per altre testate della Nerbini come L'Avventuroso, edita dal 1935, dove pubblica storie a fumetti di genere avventuroso, La regina dei pirati, la cui protagonista è un’antieroina vagamente femminista, e Una donna a bordo, con elementi umoristici. Divenne uno degli autori italiani principali della testata tanto da essere pubblicato in ultima pagina, una collocazione riservata, dopo la prima pagina, alle serie principali alternandosi ad esempio alle tavole di Flash Gordon. Fra queste serie pubblicate nel 1936 si hanno I naufragatori misteriosi e La regina d’Atalanta. Toppi impara la lezioni delle più famose serie americane pubblicate sull'avventuroso assorbendone la novità del linguaggio grafico dandone una propria interpretazione divenendo uno degli autori più interessanti del periodo. Per la stessa testata realizzerà anche illustrazioni per romanzi pubblicati a puntate. Ideò la prima serie poliziesca italiana, "Renato Gallo", che apparve in "La Sfida del Bandito" negli anni trenta. Fu anche l'autore della maggior parte delle copertine degli albi dedicati ai personaggi dei fumetti americani come Mandrake, L'Uomo Mascherato o Cino e Franco.

Fa' ridere....mica tanto!!!!

 


Siamo proprio sicuri