mercoledì 24 giugno 2026

Marisa Borroni

Marisa Borroni in piedi, con Fulvia colombo.

Marisa Borroni
(Milano, 24 giugno 1929)

e attrice italiana che è stata attiva particolarmente fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta. È stata, assieme a Fulvia Colombo, una fra le prime Signorine buonasera della Rai, attiva dagli studi di Milano. Fu soprannominata il musetto delle nove, in virtù della sua bellezza discreta.Come presentatrice televisiva ha condotto, il 31 dicembre 1954, il veglione di Capodanno (primo Capodanno in televisione) assieme a Mike Bongiorno e due edizioni del Festival di Napoli, quella del 1957 e quella del 1960. Nel 1958 è stata, assieme a Gianni Agus, Walter Chiari, Carlo Campanini e Tina de Mola, conduttrice della trasmissione televisiva La via del successo. Fra il 1956 e il 1960 ha avuto anche una breve esperienza come attrice cinematografica: con il regista Leonardo De Mitri nel film drammatico-sentimentale Altair, dove interpreta il personaggio di Luisa, girato accanto ad Antonella Lualdi, Franco Interlenghi, Carlo Croccolo e Jacques Sernas; con Luigi Giachino nel film comico Per le vie della città (personaggio di Fiorella) con Gino Bramieri e Febo Conti che in quell'occasione riproponeva la maschera di Ridolini.

Fa così caldo


 

24 giugno San Rumoldo di Mechelen

24 giugno San Rumoldo di Mechelen
Martire  
Scozia, 720 ca. – Mechelen (Malines) Belgio, 755

Di lui si trovano notizie in vari testi che man mano che passava il tempo, aggiungevano particolari sui precedenti; anzi creando più versioni sulla vita dello stesso santo. Verso il 1100 la ‘Passio S. Rumoldi’, scritta dal monaco Teodorico dell’abbazia di St. Trond, raccontava che Rumoldo era nato in Scozia e dopo un viaggio a Roma, si era stabilito a Mechelen, nome fiammingo della città di Malines in Belgio, ospite del conte Adone e di sua moglie Elisa. Il santo ricambiò la loro generosità, con le sue preghiere ottenendo per loro la nascita di un figlio, che poi più tardi, risuscitò essendo morto annegato. Sempre aiutato dalla generosità del conte, Rumoldo poté fondare un’abbazia; morì assassinato nel 775 da due compagni, che volevano impadronirsi del suo denaro.
Una successiva narrazione del XIII-XV secolo, elaborò ancor di più la leggenda, scritta da un anonimo, che presenta Rumoldo come figlio del re di Scozia David e di Cecilia figlia del re di Sicilia; entrato nello stato religioso divenne vescovo di Dublino, carica che rinunciò quando andò a Roma dal papa Stefano II (752), per partire poi come missionario per predicare il Vangelo, stabilendosi nella zona di Mechelen.
Questa versione concorda con la precedente per l’opera del santo e per la morte violenta, solo dice che non furono due compagni ad ucciderlo, ma bensì due operai di cui uno era stato rimproverato da s. Rumoldo per il suo adulterio.
Eliminando le parti leggendarie delle varie versioni, si può dire senza dubbio che Rumoldo, dal tedesco Romwald, è senz’altro anglosassone, come altri celebri missionari della bassa Germania, tutti dell’VIII secolo e che nacque intorno al 720. Animato dal fervore apostolico partì per il Continente e giunse ad evangelizzare la regione di Mechelen, non fu certamente il primo, perché nella zona della Dyle (fiume del Belgio), nel 754 già vi erano dei cristiani. Anche veritiera è la sua accoglienza da parte dei nobili cristiani del luogo, che seguivano la regola di condotta prescritta dai re merovingi, come pure che gli venne donata una proprietà per innalzarvi una cappella e un monastero (molto probabilmente benedettino e doppio, cioè maschile e femminile). Per quanto riguarda la sua morte fu senz’altro violenta, perché nel 1775, l’esame del cranio, nel millenario della morte, rilevò una frattura dovuta ad un colpo mortale, forse di vanga; resta misterioso il motivo dell’uccisione; fu vendetta, avidità, odio religioso, non si sa, il suo corpo fu gettato nella Dyle e fu ritrovato grazie ad una luce soprannaturale. Rumoldo fu sepolto nella cappella di S. Stefano da lui stesso costruita; ebbe quasi subito un culto come santo, documentato già dal secolo IX, accompagnato da numerosi miracoli. Nei secoli successivi le reliquie furono trasportate nella chiesa collegiata di Mechelen a lui intitolata e che dal 1559 divenne cattedrale della città.San Rumoldo è patrono della città e dell’archidiocesi di Malines.

Autore: Antonio Borrelli

Acqua du San Giuvanni

 


martedì 23 giugno 2026

Tutti diversi

 


Tolomeo XV

Tolomeo Filopàtore Filomètore Cesare

Alessandria d'Egitto, 23 giugno 47 a.C.29 agosto 30 a.C.), chiamato nella storiografia moderna Tolomeo XV, ma meglio noto come Cesarione., Kaisaríōn, "piccolo Cesare"; in latino Caesario), o Tolomeo Cesare, è stato un re egizio appartenente al periodo tolemaicoFiglio del dittatore romano Giulio Cesare e della regina egizia Cleopatra, fu l'ultimo sovrano, congiuntamente alla madre, del Regno tolemaico d'Egitto, l'ultimo regno dell'età ellenisticaTolomeo Cesare nacque dalla regina Cleopatra e dal generale romano Gaio Giulio Cesare, a seguito di una relazione nata tra i due nel corso della guerra civile alessandrina. Alla sua nascita la madre regnava insieme al fratello minore Tolomeo XIV, di circa dodici anni. All'inizio del 46 a.C. la coppia reale si recò a Roma insieme a Cesarione, ospite in una villa di Cesare sul Gianicolo; i sovrani egizi erano ancora in città quando, il 15 marzo del 44 a.C., ebbe luogo l'assassinio di Cesare da parte di cospiratori repubblicani. La corte egizia tornò quindi ad Alessandria e poco dopo lo zio Tolomeo XIV morì, secondo alcune fonti fatto assassinare dalla stessa Cleopatra; fu a quel punto che il 2 settembre del 44 a.C., a soli tre anni, Cesarione fu nominato co-reggente dalla madre. La posizione di Tolomeo XV come sovrano d'Egitto fu però riconosciuta dalla Repubblica romana solo nel 43 a.C. attraverso Publio Cornelio Dolabella, che combatteva i Cesaricidi in Medio Oriente. Al 41 a.C. risale l'incontro di Cleopatra con un altro generale romano, il triumviro Marco Antonio; anche con lui la regina ebbe una relazione amorosa, che portò alla fine del 40 a.C. alla nascita di due fratellastri di Cesarione, i gemelli Alessandro Elio e Cleopatra Selene, e nell'estate del 36 a.C. di Tolomeo Filadelfo. Nell'autunno del 34 a.C. ebbero luogo le cosiddette donazioni di Alessandria da parte di Antonio a favore di Cleopatra e i suoi figli; in quell'occasione a Tolomeo XV fu attribuito il titolo di Re dei Re e gli fu confermata la co-reggenza dell'Egitto. Nei primi anni 30 a.C. ci furono le prime frizioni tra Antonio e Ottaviano, un altro triumviro e figlio adottivo nonché pronipote di Cesare, quindi fratellastro adottivo e cugino biologico dello stesso Cesarione. Queste tensioni sfociarono in una guerra civile intestina della Repubblica romana tra i due generali; nel settembre del 31 a.C. Antonio e Cleopatra furono sconfitti nella battaglia di Azio e si ritirarono in Egitto. Dopo il ritorno ad Alessandria dei due, Cesarione e Marco Antonio Antillo, figlio di Antonio da un precedente matrimonio, entrarono a far parte degli efebi e il primo fu sempre più coinvolto negli affari del regno. La situazione andava però peggiorando con l'avanzata di Ottaviano in Siria e nell'estate del 30 a.C. Cleopatra, allontanatasi da Antonio, iniziò i preparativi per una sua partenza insieme a Cesarione per l'India, così da sfuggire al figlio adottivo di Cesare; i suoi piani furono però scoperti dal governatore della Siria Quinto Didio, che fece bruciare la flotta egizia di stanza nel mar Rosso. Nel luglio di quell'anno, quindi, Ottaviano sbarcò in Egitto e assediò Alessandria; Antonio si suicidò il 1º agosto di quell'anno, mentre Cleopatra il 12. Dopo la morte della madre, Cesarione fu fatto uccidere per ordine di Ottaviano, convinto in tal senso, secondo Plutarco, da Ario Didimo e liberandosi così di uno scomodo avversario mentre gli altri figli di Cleopatra furono condotti a Roma.

Che il vento

 


Marisa Borroni

Marisa Borroni in piedi, con Fulvia colombo. Marisa Borroni ( Milano , 24 giugno 1929 ) è un' annunciatrice televisiva , conduttrice te...