Appartenente a una famiglia della
comunità ebraica di Modena, nacque nella residenza estiva di famiglia, a San Martino di Mugnano (otto km da Modena)
. Il padre Enzo era un noto avvocato, ricordato negli annali dell'
automobilismo per aver redatto l'accordo fondativo che sancì la nascita della
Scuderia Ferrari. La madre, Ida Donati, discendeva da
Donato Donati, mercante arrivato a Modena nel
XVII secolo da
Finale Emilia (
MO), che aveva introdotto il
grano saraceno nel
Ducato estense. Lo zio materno
Pio Donati, avvocato
antifascista, era deputato del
Partito Socialista Italiano ed a causa della sua ostilità al regime era stato costretto all'esilio in
Belgio, morendovi nel
1927.La serena adolescenza di Levi fu improvvisamente interrotta dalle
leggi razziali, che entrarono in vigore all'inizio dell'anno scolastico 1938/39, quando Levi frequentava il ginnasio al
Liceo classico «Muratori» (lo stesso in cui avevano studiato un fratello e due sorelle, e prima di loro il padre): lì sostenne privatamente l'esame di fine anno. Dall'anno successivo, come allievo della «Scuola media ebraica paterna», continuò a sostenere gli esami privatamente presso il
Liceo scientifico «Tassoni», fino alla
maturità. Nel
1942 trovò salvezza con i genitori in
Argentina[4]. A
Buenos Aires iniziò gli studi universitari e nel
1943 intraprese la carriera giornalistica, come collaboratore de
L'Italia libera, giornale del
Partito d'Azione. Dopo la guerra tornò con la famiglia a
Modena, appena in tempo perché suo padre potesse partecipare, il 2 giugno
1946, al
referendum istituzionale. A Modena completò gli studi universitari, laureandosi in
filosofia, e continuò la sua carriera giornalistica presso il giornale
L'Unità Democratica diretto dal conterraneo
Guglielmo Zucconi. Trasferitosi in
Israele si arruolò volontario nelle brigate del Negev e partecipò alla
prima guerra arabo-israeliana, scrivendo corrispondenze dal conflitto per i quotidiani
Libertà e
Gazzetta di Modena (con direttore ancora Guglielmo Zucconi), nonché per la rivista socialista
Critica Sociale diretta da
Ugo Guido Mondolfo.Si trasferì successivamente a
Londra, dove lavorò al programma
Radio Londra presso la
BBC. Successivamente fu corrispondente del quotidiano torinese
Gazzetta del Popolo. Dal 1953 al 1959 inviò le sue corrispondenze da Roma al quotidiano
Corriere d'Informazione, edizione pomeridiana del
Corriere della Sera.Nel 1960 si trasferì a
Mosca. Qui, fino al 1962, fu corrispondente del
Corriere della Sera e poi, fino al 1966, corrispondente del
Giorno. Nel 1966 passò alla Rai, dove condusse il
telegiornale fino al 1968 (e fu questa un'innovazione, in quanto fino ad allora apparivano sul video annunciatori professionisti e non giornalisti). Tornò alla carta stampata nel 1969, come
inviato del quotidiano torinese
La Stampa, incarico che ricoprì fino al 1973, quando divenne
direttore dello stesso. Rimase a Torino fino al 1978. Dal 1979 al 1983 collaborò con il
Times, curando la rubrica di affari internazionali. Nel 1988 divenne capo
editorialista del
Corriere della Sera e dal 1998 al 15 maggio
2013 fu Consigliere per le relazioni esterne del
Quirinale, prima con
Carlo Azeglio Ciampi e poi con
Giorgio Napolitano. Oltre al
telegiornale, al quale si dedicò nella metà degli
anni sessanta, Levi legò il suo nome a molte trasmissioni televisive, in gran parte realizzate per la RAI. Tra queste:
Tam Tam (1981),
Punto sette e
Punto sette, una vita. In seguito lavorò per
Canale 5, guidando il programma
Tivù Tivù con
Angelo Campanella (dal 1987 al 1988). Lavorò di nuovo per la RAI con le trasmissioni
I giorni dell'infanzia (1993),
Emozioni Tv (1995) e
Gli archivi del Cremlino (1997), della quale fu anche autore. Nel 1999, su Rai 1, condusse
C'era una volta la Russia. Arrigo Levi è morto all'età di 94 anni a causa di un
tumore.