domenica 16 agosto 2026

Amigos, vamos a bailar




 Amigos, vamos a bailar.

O Mariolita di Santa Fè,
quando nell'ombra ti stringo a ma;
la tua boccuccia sorride e fa;
"AMIGOS ,UE'.........VAMOS A BAILAR..."

Un pappagallo dal cielo blu
a quel richiamo scende giù
e tra le foglie ripete e fa:
"AMIGOS ,UE'.........VAMOS A BAILAR...."

Mariuccia, olè!
Le gambe mi traballano
ma ancora ballano,
ma ancora ballano,
Mariuccia, olè!
Se mi vuoi bene bèsame,
Mariuccia, besame
con todo el corason.

Amore, amor...Non esitar!
lassù la luna che spunta
i cuor nostalgica ammanta
nell'oscurità!....

Un suonatore di bandoneon
con lo strumento sul corazon,
ci guarda un poco, sorride e fa;
"AMIGOS ,UE'.........VAMOS A BAILAR..."

Rumba di Darena - Nisa

Vorrei la lampada

 




La collaboratrice

La collaboratrice

Ornella scrive. Sa far l'aste dritte,
gl'i col puntino, gli  o che sembran ova;
parla di medie orali e medie scritte,
e superato ha già la prima prova.
Ogni giorno che torna dalla scuola
e ci porta a casa una novità;
nella bocca un'esotica parola,
e non più "mamma" dice, o no! "Maman!"
Scrivere le maiuscole è il suo vanto;
contar sa fino a cento e ancor di più;
ieri mi disse: Ho lavorato tanto!
Cinque righe di Gi, sette di Vu!
Sa che il sole sta fermo e il mondo gira,
tutti i nomi de' giorni e le stagioni;
che di cento centesimi è la lira;
perchè c'è vento, pioggia, lampi e tuoni!
Domanda al fratelli:Che cosa è quello?_
E Mario un po' stupito;_Ma _la gatta!_
_La gatta...e poi che altro? Ignorantello!
E' un quadrupede!_e ride soddisfatta.
Oggi mi ha detto seria:_Ascolta zio,
quando non scriverò più tanto male,
ti porterò qualche novella anch'io,
e tu la stamperai nel tuo giornale!

Pasquale De Luca

Loris Gizzi

 

 

Loris Gizzi
(Roma, 16 agosto 1899 – Roma, 6 ottobre 1986) è stato un attore italiano di cinema, teatro, radio e televisione.

Figlio di Venceslao Gizzi e Matilde Palcani, dopo gli studi universitari frequenta una scuola di ballo e di canto - possedeva una voce limpidada e baritonale - scegliendo poi, per motivi economici, di fare l'impiegato delle ferrovie dello stato raggiungendo il grado di sotto-capostazione. Proprio in quel periodo, scopre la sua vocazione da attore, frequenta alcune filodrammatiche dove trova modo di distinguersi con una recitazione brillante e impegnata. In età non più giovanissima, nel 1935, in occasione di uno spettacolo all'aperto sul colle Palatino di Roma in onore di ospiti reali, viene scelto per interpretare la parte di Remo in un testo intitolato Rumon; dopo quell'incoraggiante esperienza, entra come attor giovane nella compagnia di Giuseppe Sterni recitando in seguito a fianco di grandissimi attori come Annibale Betrone, Uberto Palmarini, Luigi Carini, Emma Gramatica, Ruggero Ruggeri entrando inoltre nella Besozzi-Ferrati. Recita anche con Peppino De Filippo riuscendo, nel 1949, ad ottenere il nome in ditta nella Gizzi-Barbara-Annicelli; quindi, nei primi anni Cinquanta fa parte della Compagnia del Teatro dei Satiri di Roma . Nel 1938 aveva inoltre preso parte ad uno spettacolo d'eccezione come Francesca da Rimini di Gabriele D'Annunzio, messo in scena al Teatro Argentina di Roma da Renato Simoni con Andreina Pagnani protagonista ed un cast d'eccezione che comprendeva Filippo Scelzo, Sandro Ruffini e un esordiente Aroldo Tieri. Non alto di statura e corpulento, lavora moltissimo nel cinema come caratterista. Sullo schermo debutta nel 1933 facendosi notare subito per la sua aria paciosa e simpatica. Il film del suo debutto è T'amerò sempre di Mario Camerini che, cosa assai rara e curiosa, lo vorrà ancora presente nel medesimo ruolo, Meregalli, nel remake del 1943 che il regista romano dirigerà nuovamente. Gizzi inoltre, particolare altrettanto curioso, rifà più volte sullo schermo il personaggio di Gioacchino Rossini, cui è aderentissimo per la stazza fisica oltreché per la bonomia e simpatia. Attivissimo anche in televisione, prende parte a numerosi sceneggiati televisivi fra i quali David Copperfield di Anton Giulio Majano del 1966 e nel quale interpreta l'inflessibile padre di Laura Efrikian. In possesso di una voce calda, pastosa e inconfondibile, fa parte anche di ottime compagnie di doppiaggio prestando le sue tonalità vocali ad attori famosi fra i quali Lionel Barrymore, Alan Hale - nel film I pascoli dell'odio -, Ward Bond, Leo G.Carroll, Herbert Marshall nonché Donald Crisp - che nella maturità interpretò più volte l'anziano padre proprio come Gizzi e che lo ricordava anche fisicamente - nel celeberrimo Il dottor Jekyll e Mr. Hyde di Victor Fleming. Era vedovo di Pierina Giuliani.

Antica preghiera siciliana


 

Comunque


 

16 agosto Sant' Ugolina di Vercelli

16 agosto Sant' Ugolina di Vercelli
Vergine ed eremita
Vercelli, 1239 - Vercelli, 16 agosto 1300
Emblema: Giglio

Che ragazzina coraggiosa è Ugolina! Nasce a Vercelli nel 1239. I suoi genitori sono ricchissimi e nobili, i de’ Cassinis. Ugolina è dolce, bella e buona. Figlia unica, è molto amata da papà e mamma. A dieci anni aiuta i poveri e prega per loro. Ugolina si sente vicina ai pellegrini e quando la loro meta è la Terra Santa, dove è nato e vissuto Gesù, dona ancora più cibo e denaro. Ugolina ha quattordici anni quando la mamma muore. Il papà comincia ad essere tentato di sedurre la figlia. Un fatto gravissimo sta per capitare in questa famiglia una volta felice, ma le preghiere di Ugolina e il suo comportamento saggio tengono a freno le cattive mire del padre snaturato. Ugolina confida a una sua amica, Libera, di voler andare via da casa. Libera le consiglia di aspettare l’ispirazione di Dio. La ragazzina decide di scappare quando il padre è via per affari. Il giorno dopo il padre si reca a Torino. Ugolina si traveste da uomo, indossa un cappuccio e corre verso il bosco. Corre senza curarsi di sassi e rami che incontra per la strada, senza timore di essere assalita dagli animali del bosco, da un cinghiale o da una biscia. Si ferma davanti alla Chiesa Santa Maria di Betlemme. Accanto vi è una stanzetta disabitata, fatta costruire da un eremita. Ugolina, ispirata dallo Spirito Santo, si ferma e non va più via. Si finge uomo, si fa chiamare Ugo o Ugone, vive da sola, mangia pochissimo e prega molto. Solo un sacerdote e la sua amica Libera conoscono il suo segreto. Tutti in paese si recano da lei per ricevere consiglio, conforto, preghiere e non dubitano del cambio di identità. Lei per quarantasette anni ascolta e parla attraverso una finestra, senza mai mostrarsi. Un giorno una povera vedova la supplica di accoglierla per salvarla dalla persecuzione di un malvagio procuratore. Ugolina la ospita e le svela il suo segreto. Nella vicina piccola chiesa appare un angelo che rivela alle due donne che il procuratore sarebbe stato punito e condannato, cosa che subito dopo si avvera. Ugolina muore nel 1300. La folla accorre e apprende la verità: Ugone è Ugolina, figlia del ricco e nobile de’ Cassinis, scappata via da casa a quattordici anni. La sua tomba, situata nella vicina chiesa, diventa meta di pellegrinaggio e si narra di tanti miracoli avvenuti in questo luogo. A fianco della Chiesa di Santa Maria di Betlemme, tuttora esistente a Vercelli, è sorto il Convento Santa Maria di Billiemme (cioè da Betlemme), oggi abitato dai Padri marianisti, subentrati ai francescani.

Autore: Mariella Lentini


Amigos, vamos a bailar

 Amigos, vamos a bailar. O Mariolita di Santa Fè, quando nell'ombra ti stringo a ma; la tua boccuccia sorride e fa; "AMIGOS ,UE...