giovedì 13 agosto 2026

Cascatelle

Cascatelle

Le cascatelle fresche e chiacchierine
che scendono dall'alpe nuvolosa,
e a frotte a frotte, per la via rocciosa,
brillano più leggere e cristalline,
all'alba hanno la spuma tutta rosa;
le bacia il sole, adagio, ad una ad una;
esse ridono e vanno; a notte, ognuna
nel fondo de la valle umida posa.
Vedi come si specchiano a la luna?
S'insinuano veloci tra gli orrendi
massi dove tu cauto discendi;
quanto argento, ne l'onda bruna bruna!
Oh! Te felice che cantando fendi
la tua montagna, viva acqua di gelo!
Io salgo di quaggiù; tu di là scendi;
io sono de la terra e tu del cielo!

Carlo Ravasio

John Logie Baird



John Logie Baird
(Helensburgh, 13 ago 1888 Bexhill-on-Sea, 14 giu 1946)
è stato un
inventore britannico, pioniere della televisione.

Dopo la prima guerra mondiale, più precisamente il 2 ottobre 1925, invia a distanza un'immagine televisiva vera e propria formata da 28 linee. Come soggetto si offre il suo fattorino William Taynton, che diviene quindi il primo uomo della storia a comparire in televisione. La televisione di Baird era costituita da un sistema di scansione meccanico: un disco di Nipkow girava davanti agli elementi sensibili di selenio, e istante dopo istante si otteneva un valore elettrico corrispondente alla luminosità di un punto dell'immagine, riga dopo riga. Il principio è insomma esattamente quello che viene usato ancor oggi, ma con un sistema di scansione elettronica. Il visore era costituito da un altro disco di Nipkow, che girava davanti ad una lampada al neon comandata dal segnale modulato a seconda della luminosità dei punti letti istante dopo istante: in pratica, si comandava la corrente di scarica del neon. I dischi dei due apparecchi (lo "scanner" e il visore) erano naturalmente sincronizzati. La televisione elettronica si impernia sul tubo catodico, né più né meno di come quella a scansione meccanica si fonda sul disco di Nipkow.

Morì a 57 anni a causa di un ictus.

Il paradiso è una realtà

Il paradiso è una realtà che non possiamo ridurre alle categorie limitate della nostra esperienza umana. È un errore pensarlo con gli schemi dello spazio e del tempo, della materia e dell’energia, perché la scienza stessa ci ha insegnato che esistono dimensioni che vanno oltre ciò che possiamo percepire con i sensi.

Le grandi scoperte della fisica moderna ci hanno mostrato come la realtà sia ben più complessa di quanto appaia. Sappiamo che lo spazio e il tempo possono curvarsi, che la materia può trasformarsi in energia, che le forze fondamentali dell’universo operano su livelli che la nostra intuizione fatica a comprendere. E se tutto questo è possibile nella struttura fisica del cosmo, perché non potrebbe esistere una dimensione ulteriore, libera dai vincoli di spazio, tempo ed energia?
Il paradiso, quindi, non è un luogo fatto di forme materiali o energie misurabili, ma una realtà che supera queste categorie. È una dimensione che potremmo definire metafisica, ma che non è in contrasto con la scienza — anzi, la scienza stessa, con la sua continua esplorazione dei misteri della natura, apre la strada alla possibilità di questa esistenza.
In fondo, chi conosce la profondità delle leggi fisiche sa che non possiamo escludere l’esistenza di una realtà oltre il visibile, una realtà che potrebbe essere il vero fondamento di tutto ciò che esiste. E questa consapevolezza non è solo un atto di fede, ma una conclusione logica per chi ricerca la verità con rigore e onestà intellettuale.
Antonino Zichichi

La nonna fissò il nipote con rabbia

La nonna fissò il nipote con rabbia e gli disse con voce gelida:
— Vai via. Lascia la mia casa. Non voglio più vederti qui.
Il nonno, interdetto, si mise in mezzo:
— Ma cosa fai? Perché ti comporti così? Questo ragazzo non è solo tuo nipote… è come un figlio per te. L’hai cresciuto tu.
Ma la donna rimase sorda alle sue parole.
I vicini, testimoni della scena, erano sbalorditi.
Quella donna, un tempo dolce e affettuosa, ora cacciava il ragazzo senza alcuna spiegazione.
Il ragazzo non ebbe altra scelta che andarsene.
Per strada incontrò il suo migliore amico e gli raccontò tutto.
— Hai almeno ricevuto la tua piccola paghetta del mese? — chiese l’amico.
— No… mia nonna mi ha cacciato senza niente — rispose il ragazzo, con la voce spezzata.
— Vorrei aiutarti… ma non posso fare nulla — disse l’amico, prima di allontanarsi.
Allora si recò da un altro compagno.
Questi aprì la porta con entusiasmo:
— Sei venuto a prendermi per giocare da te?
Il ragazzo abbassò lo sguardo e mormorò con voce tremante:
— Io… non ho un posto dove andare. Posso restare da te, per favore?
Il sorriso dell’altro svanì immediatamente.
— Non hai niente da offrirmi, eppure vuoi il mio aiuto? Vai via. Chi non ha niente… non vale niente.
Ferito, umiliato, si diresse verso la casa della sua fidanzata.
— Amore mio… mia nonna mi ha cacciato. Ho solo i vestiti che indosso. Aiutami… non ho un posto dove andare.
Toccata, la ragazza lo lasciò aspettare fuori il tempo di parlare con i suoi genitori. Quando tornò, aveva gli occhi pieni di tristezza.
— Mi dispiace. I miei genitori non vogliono ospitare un “buono a nulla”. E visto che non hai più nulla da offrirmi… metto fine alla nostra relazione.
Il giovane scoppiò in lacrime.
Tutti quelli che credeva vicini lo avevano abbandonato.
Solo, vagò per le strade, senza meta, prima di sedersi su un marciapiede, con il cuore in frantumi.
Sussurrò a se stesso:
— Allora non valgo nulla? Cosa sarà di me?
Fu allora, nel fondo della disperazione, che il nonno lo trovò.
— Perdonala — disse, parlando della nonna —. Non voleva farti del male.
— E tu? — replicò il giovane, con gli occhi pieni di rimprovero. — Perché non hai fatto nulla?
L’anziano, sereno, rispose:
— Torna a casa, e capirai.
Dopo un momento di esitazione, il ragazzo salì in macchina.
Di ritorno, la nonna corse ad abbracciarlo… ma lui la respinse.
Il nonno gli fece cenno di sedersi e disse dolcemente:
— Piccolo mio… tua nonna non ti avrebbe mai respinto senza motivo. L’ha fatto per insegnarti una verità fondamentale.
Ti vedeva accecato, ad idolatrare amici, una fidanzata… che non ti meritavano.
E oggi, quando avevi bisogno di loro, nessuno ti ha dato una mano.
Hai dato tutto per colei che amavi, ma quando non ti è rimasto nulla, ti ha lasciato.
I tuoi amici? Neanche un bicchiere d’acqua, pur avendo approfittato di te da sempre.
Voleva che capissi una cosa:
Agli occhi di molti, vali solo per ciò che possiedi.
Con le lacrime agli occhi, il giovane si rivolse alla nonna e balbettò:
— Perdonami… oggi mi hai dato una lezione che non dimenticherò mai.
La donna lo strinse teneramente.
— Ti voglio bene, piccolo mio. Sei ancora così giovane e vedi il mondo con innocenza.
Ho dovuto insegnarti, a modo mio, come funziona davvero.
**Morale:**
Quando tutto va bene, molti ti stanno intorno.
Ma nelle difficoltà… restano solo i veri.
Il mondo vede spesso solo ciò che hai, non ciò che sei.
Sappi distinguere chi ti ama davvero da chi approfitta di te.
Perché quando non hai più niente… scopri finalmente chi vale davvero qualcosa.
E tu… sai già chi ti ama per quello che sei, e non per quello che possiedi?
Questa storia non è scritta per commuoverti, ma per svegliarti.
Perché è perdendo tutto… che si vede chiaro su tutti.
Se questa lezione ha toccato il tuo cuore, conservala con cura.
Web

Il giorno in cui


 

Nessuna nazione

 


L’unione e la solidarietà degli uomini

L’unione e la solidarietà degli uomini possono prosciugare i mari e abbattere le montagne.
Proverbio cinese

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