domenica 26 luglio 2026

L'età che non si dimostra

L'età che non si dimostra.

M'ha detto il mio dottore stamattina;
Rondone come stai? ti vedo bene....
fatta eccezzion di qualche rughettina
andar sempre così a te conviene.

Se gli anni sono tanti come fai
a non sentir dolor da nessuna parte?
a farla franca al martellar dei guai?
ben si comprende che conosci l'arte.

Io gli ho risposto: Caro mio dottore
i guai purtroppo-non è cosa finta
ma poiché son sordo anche al dolore
ad ogni avversità io mostro "grinta"
e in fin ti dico- da persona scaltra-
se stò maldauna parte vò dall'altra.

Rondone

Jason Robards

Jason Nelson Robards Jr.
(Chicago, 26 luglio 1922 Bridgeport, 26 dicembre 2000)
è stato un
attore statunitense.

Ha vinto due volte il Premio Oscar nella categoria Miglior attore non protagonista, nel 1977 per Tutti gli uomini del presidente e nel 1978 per Giulia. Figlio dell'attore Jason Robards Sr. (1892-1963) e di Hope Maxine Glanville (1895-1992); i suoi genitori divorziarono quando lui aveva cinque anni. Comprimario e protagonista dall'aria rude, fu attivo a Broadway fin dal 1956, riscuotendo particolare successo nelle produzioni di Eugene O'Neill. Esordì sugli schermi in età matura, distinguendosi ne Il viaggio (1959) di Anatole Litvak, e fu a proprio agio nell'intensità solenne de Il lungo viaggio verso la notte (1962) di Sidney Lumet, tratto da una pièce di O'Neill. Arguto interprete di commedie come Tutti i mercoledì (1966) di Robert Ellis Miller, fu Al Capone ne Il massacro del giorno di San Valentino (1967) di Roger Corman e Doc Holliday nel western L'ora delle pistole (1967) di John Sturges. Nei western crepuscolari di due grandi autori, Sergio Leone e Sam Peckinpah, diede le migliori interpretazioni in carriera, prima in C'era una volta il West (1968) nei panni di "Cheyenne", una singolare figura di fuorilegge romantico, spettatore disincantato del violento tramonto dell'epopea western (celebre la sequenza in cui muore sul ciglio della ferrovia in costruzione), e poi in quelli di "Cable Hogue" ne La ballata di Cable Hogue (1970), dove incarnò egregiamente il pionierismo smitizzato e perdente sotto l'avanzare di una modernità cinica e disumanizzante. Abile in ruoli secondari, Robards conquistò due Oscar consecutivi come miglior attore non protagonista, per Tutti gli uomini del presidente (1976) di Alan J. Pakula e Giulia (1977) di Fred Zinnemann, e ottenne una candidatura per Una volta ho incontrato un miliardario (1980) di Jonathan Demme. Jason Robards e Tom Hanks sono tra i pochi attori ad aver vinto due Premi Oscar consecutivamente; i due hanno lavorato insieme nel film Philadelphia (1993), per il quale Tom Hanks ha vinto proprio la prima statuetta. Inoltre, sia Robards che Hanks hanno interpretato il ruolo di Ben Bradlee, direttore del Washington Post, rispettivamente nei film Tutti gli uomini del presidente (1976) e The Post (2017).  Nel 1982 l'attore dovette lasciare il film Fitzcarraldo al 40% della produzione per una malattia che gli impedì di tornare sul set (il regista Werner Herzog dovette ricominciare da capo con l'attore Klaus Kinski). Durante gli anni ottanta passò al film tv, tra biopic come La spiaggia dei giorni felici (1980) di Michael Tuchner, la fantascienza di denuncia con The Day After - Il giorno dopo (1983) di Nicholas Meyer e il dramma con Morte per passione (1991) di Larry Elikann. Tornò ancora una volta al cinema in ruoli secondari, ma con dolorosa intensità, in film tra cui vanno ricordati L'amico ritrovato (1989) di Jerry Schatzberg, Philadelphia (1993) di Jonathan Demme e Magnolia (1999) di Paul Thomas Anderson. In Magnolia interpreta un malato terminale di cancro ai polmoni, malattia di cui egli era già sofferente. Morì a 78 anni per le complicazioni del tumore. Nel 1948 si sposò con Eleanor Pittman, da cui ebbe tre figli: Sarah Louise, David e Jason (divenuto attore). Jason e Eleanor divorziarono nel 1958. L'anno seguente, si sposò con Rachel Taylor; il matrimonio durò due anni, fino al 1961. Nello stesso anno, un mese dopo il divorzio dalla Taylor, Robards si sposò con Lauren Bacall, al secondo matrimonio dopo essere rimasta vedova di Humphrey Bogart; i due ebbero un figlio, Sam (anch'egli divenuto attore), e divorziarono nel 1969 a causa della dipendenza di Robards dall'alcool. Sei mesi dopo, nel 1970, Robards si sposò con la produttrice Lois O'Connor, da cui ebbe due figli: Shannon (montatrice) e Jake (attore); Robards e la O'Connor rimasero insieme fino alla morte di lui.

Chi ha provato il volo

Queste parole riassumono perfettamente la fascinazione di Leonardo nei confronti del volo, sogno che non lo abbandonerà mai per tutta la durata della sua vita.

L'uccello in chiesa

 


26 luglio San Gioacchino Padre della Beata Vergine Maria

26 luglio San Gioacchino 

Patronato: Parrocchia San Gioacchino (Torino) 
Etimologia: Gioacchino = Dio rende forti, dall'ebraico

Il culto dei santi genitori della Vergine Maria fu tardivo in Occidente, con inizio timido intorno al 900-1000, mentre nell’Oriente cristiano già nel VI secolo si avevano manifestazioni liturgiche rilevanti, specialmente in collegamento con le feste mariane quali la Concezione e la Natività. Si trattava di occasioni importanti per esprimere, con preghiere, commenti e veri inni, la venerazione dei genitori della Madonna, in termini moderni si direbbe per festeggiare la genitorialità di Sant’Anna e San Gioacchino.   A cavallo della decisione di papa Gregorio XII di unificare nel 1584 la loro festa liturgica al 26 luglio, si andavano diffondendo i vari patronati specialmente per Anna, che significa “grazia “ e anche “misericordia”, molto meno, quasi niente, per Gioacchino, che etimologicamente sta per “Dio solleva”. Il nucleo di intercessioni per le quali la madre della Vergine è invocata ancora oggi è assai ampio, sicuramente non meno di una ventina. La maggior parte riguarda l’ambito della famiglia, ma anche l’area sanitaria come febbri e neuropsicopatie. Pure molte categorie di lavoratori sono poste, non sempre in maniera particolarmente motivata, sotto la protezione di Anna.   La vicenda terrena dei genitori straordinari di Maria, la madre di Gesù, è insieme delicata e illuminante. Volendo ben riflettere, essi sono i nonni del Messia, quasi il simbolo della vecchia umanità che sa aprirsi alla fecondità della grazia, il simbolo di un vecchio tronco sul quale Dio andava innestando i germogli della fede e della santità cristiana. Quindi quella vicenda non può che intrecciarsi con tanto di miracoloso.   Paradossalmente delle due figure così importanti nella storia della salvezza non vi è alcuna traccia nei Vangeli canonici. Di loro viene trattato ampiamente nel Protovangelo di S. Giacomo, un vangelo apocrifo del II secolo. Le elaborazioni posteriori di tale documento aggiunsero via via altri particolari, che soltanto la devozione andava dettando.   Dunque Anna e Gioacchino erano una coppia anziana senza figli. Lei era una israelita della tribù di Giuda, figlia del sacerdote betlemita Mathan, con discendenza quindi dalla stirpe davidica. Lui era invece un galileo, molto ricco, solito a offrire una parte del ricavato dei suoi beni al popolo e un’altra parte in sacrificio al Signore. Proprio in occasione della presentazione di un proprio sacrificio al tempio di Gerusalemme, egli veniva accusato di indegnità per la mancanza di prole nella sua unione con Anna. In Israele andava così allora nei riguardi della sterilità, considerata una mancanza della benedizione e del favore divino.   Gioacchino fu sconvolto da quel fatto e la moglie particolarmente rattristata. Così egli lasciò la casa per ritirarsi nel deserto a piangere nonché a pregare ed a digiunare per ottenere misericordia da Dio. Questa non si fece attendere: un angelo apparve prima a Gioacchino e poi ad Anna per informarli che il grembo inaridito dalla vecchiaia avrebbe dato miracolosamente alla luce la più dolce e santa delle creature. Anna attese il ritorno del marito, che stava per diventare padre, sulla porta di casa e li si strinsero baciandosi. Tale porta diventò nelle varie elaborazioni della vicenda la porta aurea di Gerusalemme, simbolo della ianua coeli. La porta del cielo cioè, che sarà riaperta al genere umano per mezzo della Immacolata Concezione della Vergine. Essa diventerà un frequente attributo nell’iconografia dei due genitori.   L’arte pittorica dal 1100 in avanti produsse poi una serie di capolavori con varie altre figurazioni, oltre all’incontro con bacio tra i due sulla porta, quali l’annuncio del-l’angelo, un nido di uccelli, le carezze a Maria Bambina, gli insegnamenti dei genitori alla figlia, la presentazione di Maria al tempio e altre ancora. Ritornando al documento apocrifo citato, Anna e Gioacchino, per mantenere un voto di ringraziamento al Signore, avrebbero lasciata al tempio la propria figliola, quando questa ebbe compiuto i tre anni di età.   Dopo qualche tempo essi morirono serenamente, anche se, per aggiungere un altro particolare, alcuni pittori si spinsero a raffigurare la morte di Anna molto più tardi onde farla assistere, nel momento del passaggio, dal nipote Gesù Bambino. Per i dipinti di Anna è anche il caso di ricordare che il suo manto è stato quasi sempre presentato in verde, il colore della gemma a primavera: come sopra accennato, in lei è in effetti germogliata la speranza del mondo.


Autore: Mario Benatti

Frignare

 

“Frignare” a Firenze si usa ancora eccome. Vuol dire lamentarsi, piagnucolare, fare il mugugno continuo per ogni cosa. Non serve essere bambini: si frigna anche da grandi, per il caldo, il traffico, la fila o il lunedì mattina. È una parola vivissima, perfetta per prendere in giro chi si lamenta troppo.
Da voi si dice così o in un altro modo?
Web


L'età che non si dimostra

L'età che non si dimostra. M'ha detto il mio dottore stamattina; Rondone come stai? ti vedo bene.... fatta eccezzion di qualche rugh...