giovedì 27 agosto 2026

Finalmente


 

Siamo qui

 


Dal solco al forno


Dal solco al forno.
Nella terra dove il bove traccia
con l'aratro il diritto solco;
con la forza delle braccia
sparge il seme il pio bifolco.
Spiga già la messe al vento
ondeggiando tutta d'oro;
ogni chicco di frumento
si trasforma in un tesoro.
Il mulin, rombando, il grano
frange in candida farina;
il fornaio la raffina,
staccia, intride a mano a mano;
cuoce poi nel forno ardente
gli odorosi, bianchi pani,
e li porge alla tue mani,
o mio piccolo ridente.
Bambini, per noi
l'aratro, il molino,
il buon contadino
lavorano, e i buoi.

Virgilio Brocchi

Zanetta Farussi

 

Zanetta Farussi, pseudonimo di Maria Giovanna Farussi o Farusso detta La Buranella
(
Venezia, 27 agosto 1707Dresda, 29 novembre 1776),
Attrice teatrale italiana, madre di Giacomo Casanova.

Figlia di un calzolaio, Girolamo Farussi, e di Marzia Baldissera nacque nel sestiere di Santa Croce. A sedici anni, sposò, il 27 febbraio 1724Gaetano Casanova che era arrivato in giovane età a Venezia, dall'originaria Parma, al seguito di un'attempata attrice e aveva in seguito intrapreso anch'egli la carriera di attore. Il matrimonio fu celebrato malgrado l'opposizione dei genitori, comprensibilmente preoccupati che la figlia seguisse la carriera del marito, cosa all'epoca frequente. A nulla valse la promessa del novello genero, in seguito disattesa, che Zanetta non avrebbe mai calcato le scene. Dal matrimonio nacquero sei figli. Il primo, che diverrà poi il più celebre, fu Giacomo Casanova, nato 13 mesi dopo il matrimonio e cioè il 2 aprile 1725. La voce popolare ne attribuì la paternità a Michele Grimani e Casanova stesso lo affermò, in un libello. Nel 1726, dopo un apprendistato veneziano svolto al teatro San Samuele, che era di proprietà della famiglia patrizia Grimani, partì per Londra insieme al marito e iniziò a recitare in una fortunata stagione di spettacoli. Si esibì con successo al Kings Theatre frequentato assiduamente dal principe di Galles e futuro re Giorgio II. Fu a Londra che nel 1727 nacque il secondogenito Francesco e la maldicenza popolare ne attribuì la paternità al principe di Galles. Non è chiaro se si trattasse solo di pettegolezzi oppure di abili operazioni di marketing che, nel mondo dello spettacolo, sono ancora in uso ai giorni nostri. Nel 1728 Zanetta tornò a Venezia dove trovò nuove scritture nel teatro San Samuele. Due anni dopo, nel 1730, mise al mondo Giovanni Battista, cui seguirono, nei due anni seguenti, due bambine: Faustina Maddalena, nata nel 1731, morta di vaiolo nel 1736 e Maria Maddalena Antonia Stella, nata nel 1732. Rimase vedova nel 1733 essendole morto, per un ascesso all'orecchio, il marito di soli 36 anni, lasciandola in una situazione difficilissima con cinque figli e in attesa del sesto. L'ultimo figlio, Gaetano Alvise, nacque nel 1734Carlo Goldoni, che la conobbe nel 1734 a Verona, scrisse per lei la commedia La pupilla, nella quale ironizzava bonariamente sulla passione, e conseguente gelosia, che la bellissima attrice aveva suscitato in Giuseppe Imer, uno degli impresari teatrali più noti dell'epoca. La commedia fu rappresentata, sotto forma di intermezzo, insieme alla tragicommedia Belisario, sempre del Goldoni, nel novembre del 1734, nel teatro San Samuele dove Imer svolgeva la sua attività. Su di lei comunque il giudizio del celebre commediografo è lusinghiero, infatti la definisce ...una vedova bellissima e assai valente. Nel 1735 partì per una nuova tournée alla volta di San Pietroburgo. L'iniziativa non ebbe successo a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana in Russia. Nel 1737 fu scritturata a vita dall'Elettore di Sassonia per recitare nel teatro di Dresda con una compagnia di comici italiani che debuttò il 12 maggio 1738 a Pillnitz in occasione del matrimonio di una principessa di Sassonia. In seguito fu raggiunta a Dresda dalla figlia Maria Maddalena e dal figlio Giovanni. Si cimentò anche nel teatro drammatico con due pièce di sua composizione il 6 novembre 1748 a Varsavia. In seguito alle vicende della Guerra dei sette anni, la corte di Sassonia decise di sospendere l'attività della Commedia italiana nel 1756, pensionando gli attori. Zanetta ricevette una pensione di 400 talleri e si rifugiò a Praga per sfuggire ai pericoli della guerra. In seguito ritornò a Dresda dove fu raggiunta dalla figlia Maddalena e dal figlio Giovanni e dove rimase fino alla morte. Maddalena si sposò a Dresda con l'organista della corte Peter August e il figlio Giovanni dal 1764 fu insegnante nell'Accademia di pittura

27 agosto San Davide Enrico Lewis

27 agosto San Davide Enrico Lewis 
Sacerdote gesuita, martire 
Abcrgavenny, Inghilterra,1616/1617-Usk, Galles, 27/8/1679

Primo dì nove fratelli, Lewis nacque nella contea di Monmouth da Morgan Lewis, protestante, e da Mar garer Prichard, ferverne cattolica. Dopo aver frequentato la «Royal grammar school» del suo paese, di cui il padre era direttore, entrò, a quanto pare, nel Middle Temple di Londra per seguirvi gli studi legali. Aveva sedici anni quando andò in Francia, insieme con il figlio del conte Savage, fermandosi a Parigi per circa tre mesi, durante i quali si convertì alla religione cattolica per opera del p. Talbot, com'egli stesso dichiarò. Perduti i genitori nel 1638, Lewis decise di abbracciare lo stato ecclesiastico, per cui, lasciata l'Inghilterra il 22 ag. di quell'anno, giunse fl Roma il 2 nov. per essere ammesso al Collegio inglese, sotto lo pseudonimo di Charles Baker. Ordinato sacerdote il 20 lugl. 1642, passò successivameme nella Compagnia di Gesù, dove venne accolto il 19 ag. 1645. Rimpatriato l'anno seguente, prese a svolgere attività missionaria nella sua contea natale di Monmouth, ma nel 1647 fu richiamato a Roma dal generale del suo Ordine, che gli affidò la cura spirituale del Collegio inglese. Desideroso tuttavia di ritornare alle missioni del suo infelice paese, Lewis ne richiese insistentemente l'autorizzazione ai suoi superiori, che non ebbero animo di rifiutargliela. Rimpatriò quindi nuovamente nel 1648, andandosi a stabilire ancora nel Monmouthshire, dove per oltre trenta anni svolse una infaticabile opera di apostolato, dedicando le sue maggiori cure ed attenzioni agli indigenti ed ai bisognosi, che soccorreva amorevolmente in tutte le maniere, tanto da meritare il titolo di « padre dei poveri ». Denunciato da due coniugi apostati, il Lewis venne catturato nella parrocchia di S. Michele a Llantarnam, nella contea di Monmouth, mentre si apprestava a celebrare la S. Messa all'alba del 17 nov.1678, Condotto a Lanfoist, fu mandato da quei giudici ad Abergavenny, dove subì un primo intcrrogatorio; quindi venne fatto rinchiudere nelle prigioni di Monmouth, dove rimase sino al 13 genn.1679, allorché fu trasferito in quelle di Usk. Il 28 marzo fu ricondotto a Monmouth per esservi processato sotto la solita imputazione di essere un prete cattolico, ordinato sul continente e ritornato in patria ad esercitare le funzioni del suo ministero contro le leggi emanate dalla regina Elisabetta e sempre in vigore. Condannato a morte per alto tradimento, Lewis vide la sua esecuzione rinviata per ordine del re, per cut fu nuovamente rinchiuso nelle prigioni di Usk. Nel magg. seguente venne portato a Londra per essere interrogato dal consiglio privato, che, pur riconoscendolo innocente, lo rinviò nel carcere Usk, dove rimase per oltre tre mesi, con grande profitto dei cattolici del luogo, che avevano il permesso di visitarlo. Prima di essere impiccato il 27 ag. 1679 in Usk, Lewis potè rivolgere un lungo discorso alla folla riunita intorno al patibolo, che ne rimase profondamente impressionata. Innalzato da Pio XI all'onore degli altari il 15 dic. 1929.

Fonte Enciclopedia dei Santi.


La tartaruga è

 


L'Angelo custode


 

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