venerdì 17 luglio 2026

Il fico

Il fico

Di tra le foglie piatte,
col suo bel ventre tumido verdicchio,
con la sua goccia tremula di latte
zuccherino,
al mattino
il buon polputo fico primaticcio

_quando per la tranquilla
viottola da lunge m'ha veduto
spuntar con erto il capo e la pupilla
che del sole
non si duole_
mi dà il rustican gaio saluto,

dicendo:_Oh tu mi cogli,
se vuoi di me rallegrar la tua merenda!
Se la verde buccia tu mi spogli,
ben dirai
che giammai
vedesti più di me cosa stupenda.

Ho tal color che è meno
rubicondo il tuo viso, e tale umore
che de le più soavi essenze è pieno.
Su! mi sbuccia
e mi succia
fin che son fresco e bello come un fiore.

giovanni Vaccari


Arrigo Levi


Arrigo Levi
è stato un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano. Fu il primo giornalista a condurre un telegiornale in Italia.
Appartenente a una famiglia della comunità ebraica di Modena, nacque nella residenza estiva di famiglia, a San Martino di Mugnano (otto km da Modena)Il padre Enzo era un noto avvocato, ricordato negli annali dell'automobilismo per aver redatto l'accordo fondativo che sancì la nascita della Scuderia Ferrari. La madre, Ida Donati, discendeva da Donato Donati, mercante arrivato a Modena nel XVII secolo da Finale Emilia (MO), che aveva introdotto il grano saraceno nel Ducato estense. Lo zio materno Pio Donati, avvocato antifascista, era deputato del Partito Socialista Italiano ed a causa della sua ostilità al regime era stato costretto all'esilio in Belgio, morendovi nel 1927.La serena adolescenza di Levi fu improvvisamente interrotta dalle leggi razziali, che entrarono in vigore all'inizio dell'anno scolastico 1938/39, quando Levi frequentava il ginnasio al Liceo classico «Muratori» (lo stesso in cui avevano studiato un fratello e due sorelle, e prima di loro il padre): lì sostenne privatamente l'esame di fine anno. Dall'anno successivo, come allievo della «Scuola media ebraica paterna», continuò a sostenere gli esami privatamente presso il Liceo scientifico «Tassoni», fino alla maturità. Nel 1942 trovò salvezza con i genitori in Argentina[4]. A Buenos Aires iniziò gli studi universitari e nel 1943 intraprese la carriera giornalistica, come collaboratore de L'Italia libera, giornale del Partito d'Azione. Dopo la guerra tornò con la famiglia a Modena, appena in tempo perché suo padre potesse partecipare, il 2 giugno 1946, al referendum istituzionale. A Modena completò gli studi universitari, laureandosi in filosofia, e continuò la sua carriera giornalistica presso il giornale L'Unità Democratica diretto dal conterraneo Guglielmo Zucconi. Trasferitosi in Israele si arruolò volontario nelle brigate del Negev e partecipò alla prima guerra arabo-israeliana, scrivendo corrispondenze dal conflitto per i quotidiani Libertà e Gazzetta di Modena (con direttore ancora Guglielmo Zucconi), nonché per la rivista socialista Critica Sociale diretta da Ugo Guido Mondolfo.Si trasferì successivamente a Londra, dove lavorò al programma Radio Londra presso la BBC. Successivamente fu corrispondente del quotidiano torinese Gazzetta del Popolo. Dal 1953 al 1959 inviò le sue corrispondenze da Roma al quotidiano Corriere d'Informazione, edizione pomeridiana del Corriere della Sera.Nel 1960 si trasferì a Mosca. Qui, fino al 1962, fu corrispondente del Corriere della Sera e poi, fino al 1966, corrispondente del Giorno. Nel 1966 passò alla Rai, dove condusse il telegiornale fino al 1968 (e fu questa un'innovazione, in quanto fino ad allora apparivano sul video annunciatori professionisti e non giornalisti). Tornò alla carta stampata nel 1969, come inviato del quotidiano torinese La Stampa, incarico che ricoprì fino al 1973, quando divenne direttore dello stesso. Rimase a Torino fino al 1978. Dal 1979 al 1983 collaborò con il Times, curando la rubrica di affari internazionali. Nel 1988 divenne capo editorialista del Corriere della Sera e dal 1998 al 15 maggio 2013 fu Consigliere per le relazioni esterne del Quirinale, prima con Carlo Azeglio Ciampi e poi con Giorgio NapolitanoOltre al telegiornale, al quale si dedicò nella metà degli anni sessanta, Levi legò il suo nome a molte trasmissioni televisive, in gran parte realizzate per la RAI. Tra queste: Tam Tam (1981), Punto sette e Punto sette, una vita. In seguito lavorò per Canale 5, guidando il programma Tivù Tivù con Angelo Campanella (dal 1987 al 1988). Lavorò di nuovo per la RAI con le trasmissioni I giorni dell'infanzia (1993), Emozioni Tv (1995) e Gli archivi del Cremlino (1997), della quale fu anche autore. Nel 1999, su Rai 1, condusse C'era una volta la Russia. Arrigo Levi è morto  all'età di 94 anni a causa di un tumore.

Da ragazzo

 


Fiore che spunti dal muro screpolato

Fiore che spunti dal muro screpolato,
io ti colgo dalla fessura,
ti tengo qui, la radice e tutto, nella mia mano,
piccolo fiore - ma se potrò capire
ciò che sei, la radice e tutto, e tutto in tutto,
saprò che cosa sono Dio e l'uomo.

Alfred Tennyson

La Natura

La Natura.

Non lontano da una vecchia città cinese, c’era una bella collina con una bella foresta. Gli abitanti della vecchia città erano molto contenti. In un paese in cui fa caldo vi andavano a cercare l’ombra e a trovarvi anche qualche frutto. Passeggiavano, offrivano sacrifici agli dei, ai geni della regione, e tutto andava per il meglio. Tutto ad un tratto, hanno pensato: «Abbiamo bisogno di un grande edificio di legno, taglieremo gli alberi sulla metà della collina». E così fecero. Rimaneva ancora l’altra metà in cui la gente poteva passeggiare. Nessuno si lamentava. Dopo qualche anno, ci fu bisogno di un secondo grande edificio. Tagliarono l’altra metà degli alberi sull’altra metà della collina. I taglialegna dissero «Non agitatevi, torneranno.» E infatti, sono tornati. Dopo una trentina d’anni, una quarantina d’anni, c’era già lì una giovane foresta. Un’altra decina d’anni e dissero: «Abbiamo bisogno di alberi, tagliamo questa nuova foresta visto che torna.» è tornata, più modesta. E di nuovo dopo quaranta o cinquant’anni, hanno tagliato. Quella volta, non è tornata. E non c’è più stato un solo albero sulla montagna sacra.
Lao Tzu

Se qualcuno mi amasse

 


Stai dormendo?


 

Il fico

Il fico Di tra le foglie piatte, col suo bel ventre tumido verdicchio, con la sua goccia tremula di latte zuccherino, al mattino il buon pol...