lunedì 20 aprile 2026

Il Passero Solitario

Il Passero Solitario

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio, 
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vóto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirornmi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.


Giacomo Leopardi



La creazzione der monno

La creazzione der monno


L'anno che Gesucristo impastò er monno,
Ché pe impastallo già c'era la pasta,
Verde lo vorze fà, grosso e ritonno,
All'uso d'un cocommero de tasta.

Fece un zole, una luna e un mappamonno,
Ma de le stelle poi dì una catasta:
Su ucelli, bestie immezzo, e pesci in fonno:
Piantò le piante, e doppo disse: "Abbasta".

Me scordavo de dì che creò l'omo,
E coll'omo la donna, Adamo e Eva;
E je proibbì de nun toccaje un pomo.

Ma appena che a maggnà l'ebbe viduti,
Strillò per dio con quanta voce aveva:
"Ommini da vienì, sete futtuti"»

Giuseppe Gioacchino Belli

La vita è uno specchio

 


Gianrico Tedeschi

Gianrico Tedeschi 
(
Milano20 aprile 1920 – Pettenasco27 luglio 2020)
è stato un 
attore e doppiatore italiano.

Studente alla facoltà di Magistero della Cattolica di Milano, durante la seconda guerra mondiale fu chiamato alle armi come ufficiale e partecipò alla campagna di Grecia; fatto prigioniero dopo l'armistizio, venne internato tra gli IMI nei campi di BeniaminówSandbostel e Wietzendorf. Nella prigionia conobbe un altro internato destinato a diventare celebre, Giovannino Guareschi. A Sandbostel recitò per la prima volta nella parte di Enrico IV nell'omonima opera di Pirandello. Nel 1947, mentre si diplomava all'Accademia d'arte drammatica "Silvio d'Amico" di Roma, ebbe anche il suo esordio teatrale sotto la guida di Giorgio Strehler. Negli anni successivi recitò in varie compagnie e in diversi teatri, tra i quali lo Stabile di Roma, cimentandosi anche nella rivista e nella commedia musicale (nel 1961 Enrico '61 e nel 1963 My Fair Lady, di Garinei e Giovannini). Nel 1950 è Feste ne La dodicesima notte di William Shakespeare, per la regia di Orazio Costa, con attori come Giorgio De LulloCamillo PilottoSalvo RandoneNino ManfrediRossella FalkAnna Proclemer, al Castello di San Giusto per il Teatro Verdi (Trieste). Attore di grande versatilità e di peculiare umorismo, fu uno dei protagonisti della prosa televisiva (I giocatoriTredici a tavola e La professione della signora Warren, per citare solo alcuni titoli), ma offrì prove brillanti anche nello spettacolo leggero: nel 1961 affiancò Bice Valori e Lina Volonghi nel varietà di Falqui Eva ed io e nel 1977 partecipò a Bambole, non c'è una lira. Prese parte anche ai grandi sceneggiati della Rai, interpretando, tra gli altri, personaggi come Marmeládov in Delitto e castigo (1963), Sorin ne Il gabbiano (1969) e Paolino in Demetrio Pianelli (1963). Nel 1960 prese parte al film Adua e le compagne. Nel 1964 fu il conduttore della prima puntata del varietà televisivo Il Macchiettario. Protagonista assiduo della trasmissione pubblicitaria Carosello, alla quale prestò più volte il suo volto buffo e arguto, Tedeschi è ricordato soprattutto come testimonial delle caramelle Sperlari, in scenette trasmesse dal 1974. Sempre negli anni settanta interpretò inoltre, a teatro, Il cardinale Lambertini. Fu il conduttore di turno nel mese di ottobre 1970 di Voi ed io lo storico programma d'intrattenimento radiofonico del mattino dal lunedì al sabato dalle 9,15 alle 11,30 sul Programma Nazionale Radiorai (oggi Radio 1). Nella stagione 1972-73 partecipò anche alla trasmissione radiofonica Gran varietà, condotta da Raffaella Carrà, nel ruolo del Conversevole della Domenica, un oratore che si esprime in un linguaggio ricercato per un pubblico che lo comprende solo a tratti. Nel 1975 prese parte a Il gran simpatico, di Marcello Marchesi, diretto da Beppe Recchia. Dal 22 agosto al 3 settembre 1977 fu ai microfoni di Voi ed io : punto e a capo, musiche e parole provocate dai fatti su Radiouno Radiorai, dal lunedì al sabato alle 9. Fra la fine degli anni '90 ed inizio anni 2000, divenne testimonial degli spot Philadelphia, affiancando inizialmente l'attrice Kelly Hu nei panni della famosa Kaori, per poi sostituirla definitivamente. Nel 2000 rinnovò il suo successo teatrale interpretando la malinconica pièce Le ultime lune di Furio Bordon (precedentemente affidato a Marcello Mastroianni, alla sua ultima apparizione teatrale), che portò in scena per dieci stagioni (fino al 2010). Nel 2011 fu l'industriale Oldfield ne La compagnia degli uomini di Edward Bond, una produzione del Piccolo Teatro di Milano, con la regia di Luca Ronconi. Per questa interpretazione vinse il Premio Ubu come migliore attore. Il 20 aprile 2020 festeggiò 100 anni di età, ricevendo un messaggio di auguri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Muore nella sua casa di Crabbia sulla sponda est del Lago d'Orta. Dopo la cremazione, avvenuta a Domodossola, le ceneri sono state conservate in casa, dalla seconda moglie Marianella Laszlo, conosciuta nel 1968. Aveva due figlie, Sveva, anch'ella attrice, ed Enrica, docente universitaria di sociologia, avuta dal primo matrimonio.

pensiero del 20 aprile

20 aprile 2026

PENSIERO DEL MATTINO
Un atteggiamento positivo potrà non risolvere tutti i tuoi problemi,
ma irriterà abbastanza gente da giustificare lo sforzo.
(Herm Albright)
FRASE DEL GIORNO
La menzogna è uno schermo sottile; se guardi con attenzione, è trasparente. (Seneca)
PROVERBIO d' Aprile
Aprile carciofaio, maggio ciliegiaio.
PROVERBIO
Se le vostre parole non sono migliori del silenzio,
dovreste restare zitti.
(proverbio cinese)
AFORISMA
Dalla culla e non dalla scuola deriva
l’eccellenza di qualunque ingegno mai fusse.
[Pietro Aretino]

Ultimo Sogno

Ultimo Sogno

Ecco, l'april s'infiora,ecco ritorna
la stagion dei canti e degli amori:
tutto di gioventù nova si adorna,
tutti a rosee speranze apronsi i cuori.
O amati inganni, o luminosi errori,
sol per me l'ora vostra, ahi!, più non torna.
da' propri oppresso e dagli altrui dolori,
il mio cor ne la fredda ombra soggiorna.
Pur quando più la pace unica agogno
e si addorme la sera, un dolce invito
suonar sento a le fresche aure serene.
M.Rapisardi.

Come l'ape raccoglie il succo dei fiori

Come l'ape raccoglie il succo dei fiori senza danneggiarne colore e profumo, così il saggio dimori nel mondo.

Siddhārtha Gautama Buddha

Il Passero Solitario

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