sabato 20 giugno 2026

20 giugno San Giovanni (Scalcione) da Matera

20 giugno San Giovanni (Scalcione) da Matera
Abate
Matera, 1070 (1080) - Foggia, 20 giugno 1139 
Patronato: Matera 
Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico.

E’ detto anche da Pulsano, dal luogo ove fondò la sua ultima opera monastica. Nacque verso il 1070 in Matera da una ricca e nobile famiglia, ma ancora giovanetto, animato da uno straordinario spirito di pietà, abbandonò la casa paterna e si diresse a Taranto dove chiese ospitalità e lavoro ai monaci basiliani dell’Isola di S. Pietro, qui gli fu affidata la custodia delle pecore. Quando aveva lasciato i fasti della sua casa, aveva scambiato i suoi lussuosi abiti con quelli di un povero, certo il gesto di s. Francesco che si spoglia dei suoi abiti per indossare un saio, era già stato fatto tante volte nei secoli precedenti da questi iniziali eremiti e monaci. Giovanni fu molto provato da questo lavoro e quando stava per cedere, sentì una voce interna “Dio è con te” che lo rianimò; alla vista di una barca credette di vedere un volere di Dio e quindi si fece trasportare in Calabria, dove fece una vita di solitudine e mortificazione, da lì passò in Sicilia standoci due anni e proseguendo la sua vita di penitente. Ritornò in Puglia a Ginosa che era vicino Taranto e Matera e lì continuò la sua consueta vita, ospitato dai parenti che nel frattempo si erano trasferiti per motivi politici, ma ridotto quasi ad un scheletro, riuscì a non farsi riconoscere. Prese a girare fra il popolo di vari paesi predicando ed esortando ad una vita di preghiera, attirando la benevolenza di molti ed anche l’accodarsi di alcuni discepoli, subì anche delle calunnie per cui finì in prigione per ordine del conte Roberto di Chiaromonte. Fu liberato miracolosamente e dovette allontanarsi da tutti, continuando a predicare in altre zone, giunto a Capua, sentì di nuovo la sua voce guida che gli disse di ritornare in Puglia; sui monti dell’Irpinia a Bagnoli incontrò s. Guglielmo da Vercelli che con alcuni discepoli conduceva vita eremitica, si fermò con loro finché ebbe una visione che indicava per entrambi le loro strade, opposte ma sempre nell’Italia Meridionale, infatti Giovanni operò in Puglia mentre Guglielmo avrebbe poi fondato il monastero e santuario di Montevergine. Decise di andare in Palestina passando per Bari, la città in quel periodo godeva di importante vivacità, da poco erano arrivate le reliquie di s. Nicola (1087) e celebrato un Concilio presieduto dal papa Urbano II con eminenti vescovi cattolici, ma tutto ciò non impediva il proliferare di disordini morali e politici, allora Giovanni comprese che la sua Palestina era lì, in Puglia. Riprese le sue peregrinazioni, attirando tanta ammirazione dal popolo ma anche tanti nemici al punto che corse il pericolo di essere bruciato vivo. Visitò i suoi discepoli a Ginosa e proseguì per il Gargano, già celebre per il santuario dell’Arcangelo Michele e lì vicino a Pulsano si fermò in una valle solitaria insieme a sei discepoli. Iniziò così una nuova comunità che in capo a sei mesi raggiunse l’aggregazione di 50 monaci e acquistando gran fama. La Congregazione monastica detta degli “Scalzi” si ingrandì ricevendo lasciti e terreni per cui fu aperta un’altra casa presso la chiesa di s. Giacomo a Foggia e poi un monastero a Meleda in Dalmazia di fronte alle coste del Gargano, lì fu inviato a reggerlo il monaco Giovanni Bono, morto in concetto di santità. Dopo dieci anni di conduzione e dopo aver guadagnato la stima del re Ruggero II e del papa Innocenzo II morì nel monastero di Foggia il 20 giugno 1139 e lì sepolto. E’ stato il precursore, insieme ad altri movimenti religiosi sorti fra il X e l’XI secolo, della vita penitenziale, povera ed associata che porterà al sorgere degli Ordini mendicanti più organizzati e vasti. La Congregazione di Pulsano, nel sec. XV era quasi estinta, ma restano i molti frutti di santità prodotti dai suoi monasteri. Il corpo di s. Giovanni, da Foggia fu poi trasportato a Pulsano e nel 1830 traslato nella cattedrale di Matera di cui è compatrono e la cui festa si commemora il 23 giugno. Le sacre reliquie del Santo Abate fondatore di S. Maria di Pulsano sono custodite nella Cattedrale di Matera in una artistica urna dal 1830.

Autore: Antonio Borrelli


Per favore

Per favore, adotti mio figlio...? E prima di tagliare un albero, guarda bene. Qualcuno potrebbe abitare lì.

venerdì 19 giugno 2026

La gallina

 La gallina

Io vi domando se si può trovare
un più bravo animal della gallina.
Se non avesse il vizio di raspare
ne vorrei sempre avere una vicina.
Tutti i giorni a quell'ora: - Coccodè!
Corri a guardar nell'orto e l'uovo c'è.
E quando hai l'uovo in tasca, è assicurato
che per quel giorno non si muor di fame.
Te lo puoi mangiar crudo o affrittellato,
sbattuto a torta o intero nel tegame...
C'è chi vuol gli ovi a ber, chi li vuol sodi.
Si fanno insomma in cinquecento modi.
E non c'è caso! E lei? Sì - Coccodè!
Corri a guardar nel covo e l'uovo c'è!

Renato Fucini

Il mio cane

Il mio cane.
Piange se parto, se torno geme,
tanto l'affetto mio nel cuor gli preme.
Se dun fallo la mia man lo punisce,
dolce mi guarda, e  quella mi lambisce,
che a suo tempo gli dà carezze e pane.
Additatemi un uom che a lui somigli....
O mamme, o mamme, quando passa un cane,
additatelo ai figli.
Renato Fucini

Quando tu tocchi un uomo nella tasca

Quando tu tocchi un uomo nella tasca ogni illusione casca.

Rondone

Non confondere

 


giovedì 18 giugno 2026

Patria






  1. Patria

  2. O Patria, parola sì breve,
  3. si grande, fra tante parole,
  4. che brilli di fuoco e di neve,
  5. e odori di scogli e d'aiole;
  6. che stringi in un fervido accordo
  7. le genti vicine e lontane,
  8. e chiami a la prece e al ricordo
  9. con voce di mille campane;
  10. o Patria, sii tu benedetta
  11. per ogni remota contrada,
  12. sei sangue e rugiada, sei vita e bontà!
  13. Italia, la luce a' tuoi figli
  14. l'han data il tuo sole e il tuo cielo;
  15. la vampa, i vulcani vermigli;
  16. la tempra, i massicci del gelo;
  17. le fedi più dolci e più care
  18. l'han data le turgide zolle;
  19. i sogni la forza del mare
  20. crosciantr fra spume e corolle.
  21. Così ne l'istoria s'innova
  22. pe'l nerbo de' t5uoi la tua terra,
  23. chè supera in essi ogni prova,
  24. sia pace, sia guerra,_la tua volontà.
  25. O Patria, dai monti a le sponde
  26. sei tutta un sorriso di Dio!
  27. Te cingon di fremiti l'onde
  28. confuse in un sol balenìo.;
  29. da l'onde ai pinnacoli svaria
  30. un solo un divino sussurro;
  31. la rondine, spola de laria,
  32. intesse il tuo sogno d'azzurro.
  33. E tutta un'immensa bellezza
  34. dal vivo tuo cuore s'espande
  35. letizia, virtù, giovinezza
  36. per culmini e lande, per campi e città.
  37. Italia, e splendesti la prima
  38. del mondo stupito lo sguardo!
  39. Se Dante gherm' la tua rima,
  40. t'accese di sè Leonardo!
  41. Le rupi, fra brividi ignoti,
  42. espressero poli giganti:
  43. se vita diè lor Buonarroti,
  44. diè palpito Verdi a' tuoi canti!
  45. Così la tua luce ideale,
  46. fra un sogno e una sacra memoria,
  47. rapita in un volo immortale,
  48. a eterna tua gloria_pe' secoli va!
  49. O Patria, da un mito fecondo
  50. balzasti; e fu Roma tua madre!
  51. Tu quindi al conquisto del mondo
  52. lanciasti un grido di squadre;
  53. lanciasti nel gurge degli evi,
  54. de l'armi e de' cuori la romba:
  55. si sciolsero al foro le nevi,
  56. fiorì nel tepore ogni tomba,
  57. però che il diritto sovrano
  58. s'assise fra i vive e fra i morti,
  59. e con la fatidica mano
  60. segnò le tue sorti_di forza e pietà.
  61. Italia,  e una luce crescente
  62. or ecco diffonde l'aurora;
  63. la terra è un' incudine ardente,
  64. il cielo una conca sonora.
  65. Con  l'urta di cento metalli
  66. percossi in possente tintinno,
  67. dai monti, dal mar, dalle valli
  68. si sferra il canglore d'un inno:
  69. " O Patria, più grande, più forte,
  70. più pura Te sempre vorremo,
  71. e in patto d'amore e di morte
  72. Difender sapremo-La tua Libertà!"
  73. Luigi Orsini

20 giugno San Giovanni (Scalcione) da Matera

20 giugno   San Giovanni (Scalcione) da Matera Abate Matera, 1070 (1080) - Foggia, 20 giugno 1139  Patronato: Matera  Etimologia: Giovanni...