mercoledì 27 maggio 2026

Flora Wiechmann Savioli


Flora Wiechmann Savioli
(
Firenze, 27 maggio 191713 aprile 2011)
è stata un'
artista italiana, pittrice, creatrice di gioielli,
opere grafiche, scrittrice. 

Figlia di genitori valdesi, cresce in un ambiente culturale vivace e aperto. Dopo il diploma di scuola magistrale, si iscrive alla Facoltà di lingue che poi abbandona per trasferirsi all'estero. Al suo ritorno a Firenze, nel 1949, incontra Leonardo Savioli, architetto ed artista egli stesso, che sposerà nel 1950. Questa unione costituisce il terreno su cui si sviluppa l'opera artistica di Flora Wiechmann. Nel 1958 inizia a disegnare e creare gioielli, realizzati con metalli non preziosi, con tecniche particolari, senza saldatura, nella convinzione che sia l'equilibrio di forma, peso e colore che crea la bellezza di un oggetto. Caratteristica essenziale di questi manufatti sono la struttura e la composizione; i materiali usati sono l'argento, il bronzo, l'ottone e semplici metalli, intrecciati fra loro anche con quarzi e cristalli allo stato naturale. Queste opere sono definite da Lara Vinca Masini "l'esempio più straordinario di gioielli d'autore". Alcuni gioielli furono acquistati da Peggy Guggenheim. Alla fine degli anni '60 si dedica alla pittura, alla grafica con disegni stilizzati, a dipinti astratti e a forme artistiche diverse: composizioni di materiali naturali e artificiali come fiori secchi, legno, pietre, vetro, carta. Segue una fase in cui predilige il colore e crea I Grembiuli, tele colme di pennellate, quasi a riprodurre gli stracci in cui Leonardo Savioli ripuliva i pennelli nella sua attività di pittore. Produce 21 piccoli libri, pezzi unici che costituiscono veri e propri “libri d'artista" in cui figurano disegni ispirati ad opere di artisti famosi. La sua creatività si esprime anche nella scrittura: é autrice dell'edizione, realizzata con procedimento fotografico, di pensieri e ricordi della sua vita di artista. Nel corso degli anni dona sue opere a musei ed istituzioni pubbliche fiorentine. Nel 1997 lascia 10 dei suoi disegni al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi; in seguito dona al Museo del Costume, e al Museo degli Argenti in Palazzo Pitti Firenze la maggior parte dei suoi gioielli, alcuni abiti da lei disegnati e confezionati e disegni astratti. Nel 1995, in occasione della mostra dedicata a Leonardo Savioli dall'Archivio di Stato di Firenze crea il gioiello Omaggio a Leonardo e pubblica nel catalogo della mostra una scelta di scritti del marito, preceduta da un suo ricordo. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1982, apre al pubblico interessato la loro casa e lo studio di fronte alla Certosa del Galluzzo (la casa studio Savioli in via delle Romite) e nel 2008 dona alla Regione Toscana lo Studio, con le opere d'arte e i libri in esso contenuti. Muore a Firenze il 13 aprile 2011.

Se ne vale la pena

 


Bollettino metereologico personale

Bollettino metereologico personale.

Cielo grigio, tutto mi par bigio!
Cielo nuvoloso, dai nervi son corroso!
Cielo da burrasca, di star con gli altri non mi basta!
Cielo da tempesta, evito ogni festa!
Cielo da uragano, dal bene son lontano!
Cielo di sole, che letizia nel cuore!
Cielo terso, nella gioia sono immerso!

web

Le persone aspettano tutta la settimana


 

27 maggioSan Secondino

27 maggioSan Secondino
Martire venerato a Capua
Etimologia: Secondo = figlio secondogenito, dal latino 
Emblema: Palma 

Il culto di S. Secondino martire è attestato in Campania, specie a Capua e dintorni, dove è festeggiato il 27 maggio, dal secolo XIV in poi. A Gaeta e Calvi, il santo è ricordato il 22 ottobre, a Mondragone il 1° luglio, il 7 dicembre a Benevento, a Troia il 30 aprile, a Montevergine, viene festeggiato il 29 aprile. Reliquie del santo si trovano a Montevergine, come si può vedere nella cripta di S. Guglielmo, a Benevento, in Cattedrale, e, naturalmente, a Troia, di cui è patrono. In queste località, il santo è identificato con il Secondino che figura nel gruppo, fittizio, dei dodici confessori leggendari, in gran parte vescovi, espulsi dall’Africa nella persecuzione dei vandali e festeggiati a Capua il 1° settembre. La leggendaria Vita S. Castrensis, del XII secolo, narra che Secondino giunse in Campania su una barca, mezza sfasciata. Come gli altri 12 compagni (tra cui i celebri Adiutore, Castrense, Marco, Tammaro, Canione), Secondino divenne vescovo di una città del Meridione, nel suo caso Aeca, ossia Troia in Puglia. Nel 1018, mentre, sulle rovine di Aeca, si costruiva la nuova città di Troia, nella chiesa di S. Marco si rinvenne il sarcofago di un santo di nome Secondino. Il sarcofago, oggi ancora visibile, reca la scritta: HIC REQUIESCIT SANCTUS ET VENERABILIS SECONDINUS QUI SANCTORUM FABRICAS RENOVAVIT RAPTUS IN REQUIEM TERTIO IDUS FEBRUARII. L’epitaffio è del V/VI secolo. Un monaco cassinese, il salernitano Gualfiero, scrisse gli atti del rinvenimento delle reliquie, i miracoli che ne seguirono e una Vita. Gli antichi bollantisti pensarono che S. Secondino fosse quell’omonimo che faceva parte della comitiva di 12 confessori/vescovi provenienti dall’Africa, come prima detto. Il Lanzoni ritenne, però, che S. Secondino non appartiene ad Aeca ma Macomedis in Africa, vissuto nel III secolo, venerato in vari luohi in Campania, e con il tempo, creduto vescovo locale. I dati agiografici di S. Secondino hanno scarso valore storico: sono solo ipotesi più o meno accettabili. Più autentiche, sebbene contraddittorie, sono invece le notizie sul culto del santo che si ricavano dal Martirologio Geronimiano. Questo commemora S. Secondino varie volte, in varie date e anche con forme grafiche diverse. Queste commerorazioni difficilmente possono riferirsi ad un unico personaggio, tanto che identicare il S. Secondino venerato in vari centri in Campania, soprattutto nel Sannio e in Irpinia, è in pratica impossibile.


Autore:
Francesco Roccia


Siamo messi molto male

 


martedì 26 maggio 2026

Horst Tappert

Horst Tappert
è stato un attore tedesco, famoso soprattutto per avere interpretato il ruolo di Stephan Derrick nel telefilm L'ispettore Derrick
Figlio di Julius Tappert (1892-1957), un portalettere, e di Ewaldine Röll (1892-1981), una casalinga, nacque a Elberfeld, all'epoca comune autonomo (nel 1930 fu unita ad altre quattro borgate limitrofe per creare la città di Wuppertal). Dopo la scuola elementare, dal 1937 al 1940 fece l'apprendistato in amministrazione aziendale. Interruppe tuttavia la formazione nel 1940, all'età di 17 anni, allorché fu richiamato al servizio militare obbligatorio nella Wehrmacht. Frattanto era scoppiata la seconda guerra mondiale e Tappert vi prese parte arruolandosi nelle Waffen-SS; inquadrato come granatiere di grado SS-Schütze (il più basso della gerarchia), fu impiegato inizialmente in un'unità antiaerea a Bad Arolsen, per poi essere trasferito, nel 1943, presso la 3. SS-Panzerdivision "Totenkopf" di stanza in Russia; la circostanza, mai rivelata dall'attore, fu scoperta casualmente nel 2013 dal sociologo Joerg Becker. In seguito a ciò, nel luglio 2016, si vociferò che l'emittente ZDF avesse deciso di non trasmettere più alcuna replica dei telefilm,ma prontamente la stessa emittente smentì. Inoltre, nel 2013, il ministro della Baviera comunicò al settimanale Der Spiegel che si stava valutando la revoca del titolo onorario di ispettore di Polizia, conferito a Tappert nel 1980. Suo commilitone nella "Totenkopf" fu l'autore Herbert Reinecker, ovvero colui che successivamente avrebbe ideato la serie de L'ispettore DerrickNel periodo postbellico Tappert mantenne sempre un atteggiamento molto riservato rispetto alle domande sulla sua vita ai tempi della seconda guerra mondiale, negando di avere mai svolto ruoli di combattimento: in un'intervista del 1998 confermò di avere prestato servizio in Russia, ma sostenne di averlo assolto come geniere in unità operative dedite alla costruzione di strade, per poi essere addestrato e diventare infermiere di compagnia. Tuttavia si scoprì che Tappert era anche un collezionista di cimeli nazisti e che aveva anche partecipato ad incontri di ex camerati.  A conflitto concluso, nel 1945, venne internato come prigioniero di guerra a Seehausen, dopodiché lavorò per qualche tempo come bracciante nei campi coltivati per una famiglia di PackebuschTornato cittadino libero, si trasferì a Gräfelfing (nelle vicinanze di Monaco di Baviera); egli era solito alternare tale residenza con periodi di soggiorno presso una riserva di caccia e pesca (attività di cui lui era molto appassionato) che aveva ricevuto in regalo in Norvegia. Si sposò per tre volte, da ultimo nel 1957 con Ursula Pistor: Tappert ha avuto tre figli dai suoi primi due matrimoni, la figlia Karin e i figli Ralph e Gary. Tappert, malato di diabete, morì a 85 anni in una clinica di Planegg; è stato poi sepolto nel cimitero di Gräfelfing. La carriera di attore nacque per caso. Di ritorno dalla prigionia di guerra, si presentò per un posto di contabile presso il Teatro dell'Altmark di Stendal (Sassonia-Anhalt), appena aperto. Finì per fare un colloquio con il direttore artistico che lo convinse a intraprendere la carriera di attore. Nella sua prima pièce teatrale interpretò il ruolo principale del dottor Striebel nella commedia Flitterwochen di Paul Helwig. Dal 1946 cominciò a prendere lezioni di recitazione da Paul Rose, sotto la cui egida raccolse le prime esperienze a Köthen e al Landestheater Württemberg-Hohenzollern. Nel 1947 Tappert lavorò anche a Tubinga per la compagnia teatrale "Interessengemeinschaft Freilichtspiele", co-fondata da Elisabeth Noelle-Neumann. In seguito recitò al teatro cittadino di Gottinga (1949-1950), allo Staatstheater di Kassel (1950-1951) e al teatro di Bonn (1951-1953), poi alla Städtische Bühnen di Wuppertal e infine, nel 1956, alla Münchner Kammerspiele. Dal 1967 Tappert lavorò come attore indipendente. a carriera cinematografica di Tappert ebbe inizio alla fine degli anni Cinquanta. Dopo i film La famiglia Trapp in America (1958) e Der Engel, der seine Harfe versetzte (1959), già nel 1961 Tappert interpretò il ruolo di un detective (d'albergo) in Zu viele Köche (1961). Successivamente recitò la parte di un vicario nella serie TV in sei puntate Das Halstuch (1962), una produzione di grande successo di Durbridge, e nello stesso anno interpretò anche il ruolo del truffatore accanto a Heinz Rühmann in Er kann's nicht lassen. Nel 1966 cominciò il suo vero ingresso nel mondo della televisione con la serie poliziesca in tre parti Die Gentlemen bitten zur Kasse, in cui interpretava il ruolo del rapinatore Michael Donegan. Nel 1966 Tappert era ancora dalla parte del male nel film Die Rechnung – eiskalt serviert, film incluso nella serie krimi di Jerry Cotton, uscito in Italia col titolo I criminali della banda Dillinger. Nel 1968 anche Tappert cavalcò l'onda del successo degli adattamenti cinematografici e televisivi delle opere di Edgar Wallace, ovvero nel ciclo del genere krimi, prima in Der Hund von Blackwood Castle, passando poi nello stesso anno dalla parte del cattivo a quella dell'ispettore Perkins di Scotland Yard in Der Gorilla von Soho e ancora in Der Mann mit dem Glasauge (1969). Tappert recitò anche nella prima serie poliziesca della ZDF, Das Kriminalmuseum (1968). Nel 1970 vestì ancora il ruolo di un ispettore di polizia, il commissario Perrak nell'omonima serie Perrak. Nel 1971 recitò nel film per la televisione Yester – der Name stimmt doch?, il cui titolo rimandava alla celebre serie televisiva del 1967 Graf Yoster gibt sich die Ehre, ma che fu girato sulla base di un romanzo giallo americano. Nel 1972 riportò in vita il suo personaggio della serie Die Gentlemen bitten zur Kasse in una miniserie da due episodi chiamata Hoopers letzte Jagd: il suo personaggio ora si chiamava Michael Richardson ma era fondamentalmente lo stesso gangster che interpretava nella serie del 1966. Quando il produttore Helmut Ringelmann cominciò a programmare una nuova serie poliziesca, si ricordò di Tappert. L'autore Herbert Reinecker lavorò per creare il successore della serie poliziesca di maggior successo, Der Kommissar, nella quale peraltro Tappert era già apparso in due episodi, nel 1970 e nel 1973. La nuova serie prese il nome de L'ispettore Derrick e doveva dare vita a un nuovo genere di criminalista. A Tappert fu dato il ruolo del protagonista, l'ispettore capo Stephan Derrick, affiancato dall'assistente Harry Klein (proveniente direttamente dalla serie Der Kommissar e interpretato, come nella precedente serie, da Fritz Wepper). Dal 1973 al 1998 furono girati 281 episodi, il cui successo varcò i confini nazionali per essere distribuito in oltre centoventi Paesi. Grazie ai suoi modi gentili, pacati e al suo lato fortemente umano ha incarnato un nuovo genere di ispettore di polizia, divenuto un'icona per tutti i suoi appassionati. L'ispettore, che Tappert definì il Don Chisciotte della TV, è il personaggio tedesco più conosciuto e apprezzato nel mondo. Nel 2004 è stata anche trasposta in un lungometraggio d'animazione, Derrick – Die Pflicht ruft, in cui Tappert tornò a vestire i panni di Stephan Derrick per doppiare il suo personaggio. Grazie a Derrick, è stato il primo attore tedesco ad avere avuto fan club all'estero, con circoli di appassionati in Italia, Paesi Bassi e Francia. Tappert, che ha interpretato Derrick per quasi un quarto di secolo (1974-1998), ha recitato in nuovi episodi fino all'età di 75 anni, età che si era auto-imposto come limite alla sua carriera d'attore. Si è però ritirato definitivamente dalle scene nel 2003, subito dopo la presentazione del suo ultimo film per la TV, Herz ohne Krone, co-prodotto da Rai e ZDF e ancora inedito in Italia. Nel 2004 è tornato a doppiare il suo personaggio nel film d'animazione Derrick - Die Pflicht ruft!. Dopo avere divorziato per due volte, dal 1957 viveva poco fuori Monaco di Baviera, a Gräfelfing, con la terza moglie. Ha avuto tre figli. Possedeva anche una casa in Norvegia, sull'isola di Hamarøy, costruita su un terreno oltre il circolo polare artico donatogli dal sindaco. L'attore vi si recava per due mesi l'anno, godendo la solitudine e il silenzio dei ghiacci. Anche l'Italia era meta delle sue vacanze: soggiornava saltuariamente nella propria casa di Lignano Riviera, frazione di Lignano Sabbiadoro (Udine), nonché nella propria casa in Sardegna, a Tanaunella, piccola frazione del comune di Budoni, meta turistica estiva. Nel 1995 destò sconcerto una sua apparizione televisiva per un appello indirizzato a uno dei suoi figli, Gary, affinché si costituisse in quanto resosi irreperibile per una denuncia di insolvenza. Il presidente della Repubblica Federale Tedesca Roman Herzog gli ha conferito, nel 1997, la Croce al Merito.

Flora Wiechmann Savioli

Flora Wiechmann Savioli ( Firenze , 27 maggio 1917 – 13 aprile 2011 ) è stata un' artista italiana , pittrice, creatrice di gioiell...