sabato 12 settembre 2026

Buongiorno popolo rosso

Buongiorno popolo rosso la saggezza di un tempo confrontata ai nostri tempi , tutta un’altra cosa x far capire che non c’è onore , rispetto , ma superbia , approfittarsi, sottomettere questo e’ il messaggio che danno a cominciare dai governi , e’ infine fra popoli senza un minimo di rispetto , che il grande spirito illumini il vostro cammino x sempre. web

A mia figlia


 

12 settembre Sant' Ebonzio
Vescovo
Aragona o regione pirenaica, XI sec. -
Sarrancolin, Hautes-Pyrénées, Francia, inizio XII sec

Etimologia: Dal latino Ebontius; le varianti Ébons e Pons suggeriscono una forma occitana o catalana adattata nei Pirenei.

Emblema: Abiti episcopali (mitra, pastorale), abiti benedettini, libro dei Vangeli. 

Ebonzio (Ébons o Pons) è stato monaco benedettino e un santo vescovo che i bollandisti non riuscirono ad identificare,  che morì a Sarrancolin, nel corso del suo viaggio verso St-Bertand-de-Comminges (Hautes-Pyrénées). L’esistenza di questo santo vescovo è nota solamente perché nel 1911 venne rubata a Sarancolin, la cassa di Sant’Ebonzio che risaliva al XII secolo. Anche se le ipotesi formulate dal Ferrari e dal De Saussaye che lo credevano vescovo di Barbastro in Spagna sono state confutate da A. Lambert, nel suo volume sulle vite dei santi, nel sito della diocesi di Tarbes e Lourdes, viene ricordato e identificato come vescovo aragonese di Barbastro e Roda vissuto all’inizio del XII secolo.  Nella valle dell’Aure era molto onorato e già nel 1307 si celebrava una festa in suo onore, mentre in terra aragonese fu sempre ignorato. Sant’Ebonzio si pensa fosse un monaco benedettino dell'Abbazia di Conques eletto alla carica episcopale di Ruda solo per un breve periodo, durante il quale nel 1101 consacrò la grande moschea di Barbastro come cattedrale. Tra le leggende che lo ricordano si narra che avrebbe fatto due viaggi a Roma per andare dal Pontefice e durante il secondo viaggio sarebbe morto a Comminges e sepolto nel terreno del monastero benedettino di Sarrancolin. In suo onore esisteva una chiesa, datata all'XI-XII secolo, che faceva parte di un convento benedettino distrutto nel 1789. L'originalità di questa chiesa romanica era nella sua pianta a croce greca che derivava da diverse campagne di costruzione. Sant’Ebonzio è il santo patrono di Rebouc e Sarrancolin e viene festeggiato nel giorno 12 settembre.


Autore:
Mauro Bonat


La castagna

 


venerdì 11 settembre 2026

Inno alla Marina italiana

 


Inno alla Marina italiana 

Tronca le funi, lascia la sponda,
libera Italia, galleggia e va:

domina il mare che ti circonda,
splenda, tua stella, la libertà!

Vanne e percorri, libera e fiera,
il mare immenso, l’immenso ciel,

e spiega al vento la tua bandiera
cui nube alcuna più non fa vel.

Va sugli azzurri flutti d'Atlante
dove colombo seguì il sol;

l'ago fedele dell'orsa amante,
gloria d'Amalfi, guida il tuo vol.

Nostro è lo sguardo, nostro il pensiero
che lesse in cielo le vie del mar,

e senza traccia trovò il sentiero
che un mondo all'altro dovea legar.

Sopra ogni scoglio, sopra ogni sponda
d'itali nomi l'orma riman;

ecco gli alcioni, radendo l'onda
d'itale glorie parlano e van.

Dovunque il flutto batte l'arena
cerca i vestigi dei prischi dì;

cerca re rannova l'aurea catena
che alla grande madre l'isole unì.

Porta lontano, dovunque arrivi,
l'eco de' carmi, l'aurea dei fior:

dì che il tuo genio, mentre dormivi,
covò novelli germi d'amor.

Provvida pace , folgore in guerra,
patria all'olivo, come all'allòr,

va, benedetta per ogni terra,
solo ai tiranni freno e terror.

Guai se ti calca, guai se ti offende
rabbia nemica, barbaro pie'!

Torneranno milla bocche tremende,
s'armeran tutti, popolo e Re.

Tronca le funi, lascia la sponda,
libera Italia, galleggia e va:

domina al mare che tu ti circonda,
splenda, tua stella, la libertà.

Francesco Dall’Ongaro

Gatto nero

 


Gatti rossi e gatti neri

Gatti rossi e gatti neri 

Non molto tempo fa
un gatto rosso
a un gatto nero disse:
_tu se' brutto
porti sfortuna,
quando la strada
tu attraversi
perfino il traffico
si ferma;
io, vedi, son rosso,
il più forte di tutti
gatti bianchi e tigrati,
son d'un color che piace
a gran parte del mondo
da Russia ad Indocina
da Cuba addirittura a Roma.
Il gatto nero poverello
restò confuso
da sì tanta citazion
di potenza
ed ancor più cercò di nascondersi
e non attraversava le strade.
Qualche anno dopo,
e s'era a' giorni nostri,
il gatto rosso,
pe' una dolce gattina
che d'amor miagolava
d'altro capo di via,
attraversò la strada
e un'auto l'arrotò.


Non so l'autore..
copiata da un libro del 1992

Buongiorno popolo rosso

Buongiorno popolo rosso la saggezza di un tempo confrontata ai nostri tempi , tutta un’altra cosa x far capire che non c’è onore , rispetto ...