martedì 21 luglio 2026

MARIA..parlami del Figlio di Dio 28

Le nostre nozze
Vennero da Betlemme la madre di Giuseppe  e i fratelli, e da Sefforis i nostri cugini e tanti amici. Per me fu una grande gioia poter conoscere i suoi parenti, i quali da quel che sembrava, si erano fatti una grande idea di me. Subito ci fu sintonia tra tutti e ci sentimmo una vera famiglia.
La nostra casa era pronta. Nazaret si vestì a festa. Dallacasa dove abitavamo mia madre ed io fino a quella ricostruita da Guiseppe fecero un tappeto di foglie e di fiori, e misero  delle ghirlande tutto lungo il percorso.
Da Betlemme portarono  il vino di zio Izan e moltealtre cose. I musicisti vennero da Cana, assieme ad Efraim e Giuditta, e rallegrarono la cerimonia.
"Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa...
Mettimi come sigillo sul tuo cuore..."
La poesia del libro sacro spiegava stupendamente la nostra felicissima esperienza. Come in ogni passo della mia vita, così anche in quello dello  sposalizio si manifestava la mano di Dio: Egli andava realizzando, attraverso il nostro matrimonio, il suo disegno di amore per gli uomini nelle stori.

Voi animali

 


Fratelli Archibugi

Francesco
(
Ancona, 21 luglio 1828Roma, 13 giugno 1849) e Alessandro Archibugi

(Ancona, 28 agosto 1829Civitavecchia, 22 giugno 1849) sono stati dei patrioti combattenti volontari nella difesa della Repubblica RomanaSoprannominati "i Cairoli anconetani", si arruolarono nel Battaglione universitario romano e combatterono volontari in difesa della Repubblica Romana, proclamata il 9 febbraio 1849; papa Pio IX venne estromesso dal potere, che fu affidato a un triumvirato, composto da Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi, il quale chiamò Giuseppe Garibaldi come proprio Generale di Brigata. Entrambi i fratelli morirono a seguito delle ferite riportate nello scontro a fuoco dell'11 giugno 1849 nei pressi di ponte Milvio contro le truppe francesi. Francesco e Alessandro erano due studenti dell'Università di Roma La Sapienza. Francesco fu studente del Collegio di filosofia e matematica, mentre Alessandro del Collegio di medicina. Francesco aveva appena ottenuto la laurea pochi giorni prima di morire, pubblicata proprio dalla Repubblica Romana. Vista la precarietà della Repubblica Romana e il rischio concreto di un'invasione straniera, i due fratelli si arruolarono come volontari (militi) nel Battaglione universitario romano. Parteciparono così ai combattimenti vittoriosi del 30 aprile contro le truppe francesi a Porta Angelica e del 9 maggio a Palestrina contro le truppe borboniche. Quando le truppe dell'esercito francese tornarono nei pressi di Roma alla fine di maggio, la possibilità di difesa militare della città si fece critica. Giuseppe Garibaldi, che era a capo della difesa di Roma, inviò il Battaglione universitario romano a presidiare la zona nord della città, in prossimità di ponte Milvio e dei monti Parioli. Dal 3 giugno ci furono diversi scontri a fuoco tra i volontari romani e le truppe francesi e nello scontro dell'11 giugno nei pressi di ponte Milvio sia Francesco che Alessandro furono colpiti dai proiettili del nemico, morendo il primo due giorni dopo in una casa privata nei pressi di ponte Milvio e il secondo dopo 11 giorni di agonia presso l'ospedale di Civitavecchia, dove fu ricoverato dalle truppe francesi insieme ai commilitoni Alessandro Orsini e Giulio Cesare Bonafini. Ai fratelli Archibugi è intitolata una via a Roma, in prossimità del luogo in cui combatterono trovando la morte contro le truppe francesi, tra via Flaminia e viale Tiziano. Nel 1941 fu eretta una colonna romana a ricordo dei combattimenti e dei caduti del Battaglione universitario romano. Ad Alessandro Archibugi (e stranamente non anche al fratello) è stata intitolata una via nel rione Adriatico di Ancona, unitamente al nipote Arrigo Archibugi (1895-1918), eroe della prima guerra mondiale. Dal 1989 l'Università di Roma La Sapienza tiene un incontro annuale di studi storici sulla Repubblica Romana, nel quale si presta particolare attenzione al ruolo svolto dal Battaglione universitario romano. L'Associazione nazionale garibaldina tiene una commemorazione annuale l'11 giugno a Roma presso il cippo commemorativo in via Fratelli Archibugi.

Vieni Gesù signore

 


Chi vuol capire...capisca!!!

 


Giochiamo a restare piccoli

 


Questa mattina quanti pensieri

Questa mattina quanti pensieri e parole mi si alternano nella mente...A chi dare retta alla Ragione o al Sentimento? Si sovrappongono, sempre incessantemente. Penso che più pensiamo e più ne siamo succubi. Meglio voltare gli occhi alla bellezza della semplicita', dell'umilta'..pensare ai valori insegnati....ai sani principi e il rispetto per il prossimo. Per il mio cuore questo cammino è più facile, non lo so coltivare di menzogne e falsita' perche'intorno a me non ne voglio... altrimenti mi costruirò il deserto... INVECE voglio essere contornata da veri Amici 💓

Buongiorno e che oggi sia lieve come una piùma, allegro e genuino come la risata di un bimbo.
Lucia ♥

MARIA..parlami del Figlio di Dio 28

Le nostre nozze Vennero da Betlemme la madre di Giuseppe  e i fratelli, e da Sefforis i nostri cugini e tanti amici. Per me fu una grande gi...