sabato 11 luglio 2026

Cos'è l'amore?

Cos'è l'amore?"

Chiese un bimbo a sua nonna mentre vedeva due ragazzi che si baciavano sulla spiaggia...
la nonna stette in silenzio per qualche istante, poi rispose dolcemente:
"Guarda i loro occhi, sono persi l'uno nell'altra, non servono parole
fa più rumore quello sguardo di mille discorsi banali buttati al vento..
vedi... in amore
nulla è scritto...
nulla è scontato....
tutto è in continua evoluzione..
attimo dopo attimo...
non aver paura di amare perchè chi ti ama
trasforma le tue paure in tranquillità..
le tue incertezze in sicurezze...
i tuoi difetti in pregi....
quando si ama nulla è impossibile...
quando ami ricordati che....
per la prima volta inizierai a confondere i sogni in realtà anzi ti sembrerà di vivere una realtà da sogno.......

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Amate i vostri genitori


 

Padre nostro

 


Detti e proverbi di Luglio


 

Buscare

“Buscare” in Toscana vuol dire prendere, beccarsi qualcosa: un raffreddore, uno scapaccione, una multa, perfino una ramanzina. “Ho buscato freddo”, “Hai buscato una bella lavata di capo”. È una parola diretta, popolare, ancora molto viva. Ha dentro l’idea che qualcosa ti arrivi addosso, spesso senza troppi complimenti.
 

11 luglio Sant' Olga (Elena) di Kiev

11 luglio Sant' Olga (Elena) di Kiev
Granduchessa
Pskov, Russia, 890 circa – Kiev, Ucraina, 969
Etimologia: Olga = di buona salute, dal tedesco; santa, dallo scandinavo

Olga è tra i primi santi russi-slavi inseriti nel Calendario cattolico bizantino; è considerata l’anello di congiunzione tra l’epoca pagana e quella cristiana, nella storia dei popoli russi. Le fonti che parlano di lei sono numerose e tutte di rilevanza storica, da esse apprendiamo che Olga nacque nell’890 nel villaggio Vybuti a pochi km da Pskov, sul fiume Velika.Bellissima popolana era addetta al traghettamento delle persone sul fiume stesso; nel 903 fu vista dal principe Igor Rjurikovic che volle sposarla sebbene giovanissima. In realtà Olga o Helga era figlia di un capo variago, tribù normanna di origine scandinava, che proveniente dal Nord si occupavano di traffici e commerci lungo la via del Volga, del Mar Nero e del Caucaso; sicuramente il padre era sorvegliante e responsabile di qualche punto strategico di questo percorso. Il loro matrimonio fu il simbolo concreto della fusione del popolo russo-slavo con quello variago, che alla fine del secolo IX cominciava ad attuarsi sotto il benefico influsso del Cristianesimo. Nell’anno 945 il principe Igor, marito di Olga, fu ucciso dai Drevljani ed ella con un temperamento retto ma violento, vendicò con fermezza l’assassinio, mandando a morte molti capi nemici e imponendo ai superstiti tributi e tasse di ogni genere. Divenne reggente del principato di Kiev, per il figlio Svjatoslav di tre anni, governò con saggezza politica, riuscendo a far diventare tributaria di Kiev la stessa importante provincia di Novgorod; amata dal popolo che le riconosceva il merito di essere giusta e misericordiosa, ma anche inflessibile, educò rettamente il figlio, anche se non ebbe la gioia di saperlo cristiano, dopo che lei verso il 957, si era convertita al cristianesimo.Sarà uno dei nipoti Vladimiro a darle questa soddisfazione, infatti non solo diventò cristiano e battezzato, ma diventerà "battezzatore della Rus’", "nuovo apostolo" e santo della Chiesa. La prima conversione del popolo russo-variago fu nell’862 attraverso i bizantini, poi ci fu l’opera di apostolato dei santi Cirillo e Metodio e pur attraversando un periodo di persecuzione da parte dei refrattari Variaghi, il cristianesimo si andò affermando in tutto lo Stato, di pari passo con la diffusione della lingua slava e già al tempo del governo del principe Igor, esisteva a Kiev una chiesa dedicata al profeta Elia. Olga con la sua conversione e con la sua opera contribuì attivamente all’evangelizzazione del regno " Rus’".Tentò di stringere legami solidi con l’Impero di Bisanzio, desiderando di sposare il figlio Svjatoslav con una principessa bizantina; nel 957 si recò personalmente a Costantinopoli, ma il viaggio risultò infruttuoso fra la delusione dei cristiani e la soddisfazione dei pagani. Allora i cristiani si appoggiarono all’imperatore Ottone I di Sassonia e nel 959 gli chiesero di inviare un vescovo per la Russia, che purtroppo nel 962 fu scacciato da una rivolta pagana. Olga pregava giorno e notte per la conversione del figlio e per il bene dei sudditi, al termine della reggenza, secondo le leggi di allora, si ritirò nei suoi possedimenti privati, dove continuò nella sua opera di apostolato e missionaria, costruì alcune chiese fra cui quella in legno di S. Sofia a Kiev. Visse piamente e morì a circa 80 anni l’11 luglio 969. Dice il suo biografo Giacomo: prima del Battesimo la sua vita fu macchiata da debolezze e peccati, crudeltà e sensualità; ella ciononostante divenne santa non certo per suo merito, ma per un disegno speciale di Dio sul popolo russo. La venerazione per Olga cominciò sotto il governo del nipote s. Vladimiro, che nel 996 fece trasportare il corpo nella chiesa da lui fatta costruire. La festa fu fissata all’11 luglio, venerazione che fu poi confermata dal Concilio Russo del 1574. I mongoli, nel 1240 invasero e distrussero completamente Kiev, 400 anni dopo il metropolita della città Pietro Moghila, fece restaurare le antiche chiese distrutte e le reliquie di s. Olga sembra che siano state ritrovate, ma dal 1700 non si hanno più notizie di dove siano.


Autore: Antonio Borrelli


venerdì 10 luglio 2026

Grandinata

Grandinata

L'aria s'affredda, il sole si nasconde,
Radon la terra i passeri sgomenti,
Fuggon nel polverío, preda dei venti,
Le inaridite foglie vagabonde;

Fra le voci del ciel cupe e profonde
Sonano risa e passi di fuggenti,
E strilli acuti, e colpi vïolenti
D'imposte, e un lamentío lungo di fronde.

Poi tace la città trista e soletta
E dietro ogni finestra ansiosamente
S'affaccia un volto attonito che aspetta.

Casca e salta ad un tratto al piede mio
Un granellino bianco e rilucente…
Eccola, viene che la manda Iddio.

Strepitando vien giù candida e bella,
Batte il suol, tronca i rami, il cielo oscura,
E nelle grigie vie sonante e dura
Picchia, rimbalza, rotola, saltella;

Squassa le gronde, i tetti alti flagella,
Sbriciola sibilando la verzura,
Ricasca dai terrazzi e nelle mura
S'infrange, e vasi e vetri urta e sfracella;

E per tutto s'ammonta e tutto imbianca;
Ma lentamente l'ira sua declina
E solca l'aria diradata e stanca;

Poi di repente più maligna stride,
Poi tutto tace, e sulla gran ruina
Perfidamente il ciel limpido ride.
Edmondo De Amicis.

Cos'è l'amore?

Cos'è l'amore?" Chiese un bimbo a sua nonna mentre vedeva due ragazzi che si baciavano sulla spiaggia... la nonna stette in sil...