lunedì 30 marzo 2026



Edgar P. Jacobs, pseudonimo di Edgard Félix Pierre Jacobs 
(
Bruxelles30 marzo 1904 – Lasne20 febbraio 1987),

è stato un fumettista belga, creatore della serie Blake e Mortimer. Collaboratore di Hergé, a sua volta creatore di Tintin, è, nell'ambito della letteratura disegnata, tra gli autori legati allo stile detto ligne claire Dopo aver lavorato come comparsa e baritono tra il 1917 e il 1940, Jacobs decise di dedicarsi al disegno collaborando al settimanale Bravo, qui introdotto dall'amico Jacques Laudy, fino al 1946. Dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, non essendo più possibile ricevere le tavole di Flash Gordon di Alex Raymond pubblicate dalla rivista, a Jacobs, nel 1942, fu affidato il compito di terminare la serie statunitense. Riuscì ad imitare alla perfezione lo stile di Raymond tanto che i lettori non si resero conto dell'inganno benché l'autore belga avesse apposto la sua firma. Ben presto l'occupante tedesco proibì la pubblicazione della serie e Jacobs dovette abbandonare l'incarico. Su proposta di Bravo realizzò il suo primo fumetto, Il Raggio U (Le Rayon U), serie di fantascienza ispirata a Flash Gordon che uscì sulla rivista nel febbraio del 1943. Si ritrovano personaggi con le stesse caratteristiche (il militare gentile, lo scienziato buono, il traditore al servizio dei malvagi militari), che saranno mantenute per tutta la sua produzione. Nel 1941, Jacobs conobbe e divenne amico di Hergé. Lavorò con lui al rimaneggiamento degli albi Tintin in Congo (Tintin au Congo), Tintin in America (Tintin en Amérique), Lo Scettro d'Ottokar (Le Sceptre d'Ottokar) e Il Drago Blu (Le Lotus bleu) nel 1943 quindi, l'anno successivo, collaborò a Le 7 Sfere di cristallo (Les 7 Boules de cristal) e a Il Tempio del sole (Le Temple du Soleil). Furono apportate correzioni, modifiche al formato, furono ridisegnate certe strisce e colorati gli albi in bianco e nero. Nel 1946 entrò a far parte del gruppo del nuovo Journal de Tintin che pubblicò il 26 settembre, nel primo numero dell'edizione belga, un suo fumetto Il segreto dell'Espadon (Le secret de l'Espadon), primo della serie Blake et Mortimer, a tavole settimanali in quarta di copertina e La guerra dei mondi dal romanzo di fantascienza di H. G. Wells. Nel 1947 cessò la sua collaborazione con Hergé per consacrarsi ai suoi eroi pur continuando a lavorare per il settimanale. Il mistero della grande piramide (Le mystère de la grande pyramide) uscì nel 1950 e nel 1953 fu la volta di un suo albo diventato leggendario, Il marchio giallo (La marque jaune). Seguiranno L'enigma di Atlantide (L'énigme de l'Atlantide) nel 1955S.O.S. meteore (S.O.S. Météores) nel 1958La diabolica trappola (Le piège diabolique) nel 1960Il caso del collier (L'affaire du collier) nel 1965.Nel 1971 Tintin pubblicò il primo episodio della nuova serie Le 3 formule del professor Sato (Les 3 formules du professeur Satō). Solo nel 1990 uscirà postumo il secondo episodio completamente disegnato da Bob de Moor seguendo fedelmente le indicazioni della sceneggiatura di Jacobs. Nel 1981 Edgar P. Jacobs diede alle stampe le sue memorie dal titolo Un opéra de papier, Les mémoires de Blake et Mortimer e il 23 dicembre 1983, creò la Fondation Edgard P. Jacobs il cui presidente è Philippe Biermé. Dopo la morte di Jacobs, le avventure di Blake et Mortimer proseguiranno e nella realizzazione dei nuovi albi si cimenteranno Van Hamme e Ted Benoit, autori dei due episodi Il caso Francis Blake (L'Affaire Francis Blake1996) e Lo strano appuntamento (Un étrange rendez-vous2001), e Yves Sente e André Juillard, autori di La macchinazione Voronov (La Machination Voronov1999) e I sarcofagi del sesto continente (Les Sarcophages du 6e continent), pubblicato in due tomi: tomo 1 Minaccia Universale 2003, tomo 2 Il duello degli spiriti 2004..







Dio dice

Dio dice: “Devi trattare la fede in Dio come la cosa più importante della tua vita, addirittura più importante del cibo, dei vestiti o di qualunque altra cosa: in questo modo raccoglierai i risultati”

30 aprile San Leonardo Murialdo



San Leonardo Murialdo
 Sacerdote
Torino, 26 ottobre 1828 - Torino, 30 marzo 1900
Etimologia: Leonardo=forte come leone,dal latino e dal tedesco

Nacque in una famiglia benestante che contava ben nove figli. Orfano di padre a cinque anni, crebbe in un contesto familiare cristianamente impegnato, nonostante l’acceso anticlericalismo di quei tempi. La sofferenza per la mancanza del padre gli procurò una grande sensibilità che tramutò, una volta sacerdote, in paternità spirituale per i più giovani. Nadino, come veniva chiamato, ricevuta in casa una prima istruzione, entrò nel 1836 col fratello Ernesto nel Collegio degli Scolopi di Savona dove ricevette una formazione umana e religiosa che gli sarà fondamentale per tutta la vita. Sentì in quegli anni la chiamata al sacerdozio, contrastata però da una grave crisi personale. Tornato a Torino, nel 1845 si iscrisse alla facoltà teologica dell’Università come chierico esterno, secondo l’uso di quei tempi per gli appartenenti alle famiglie agiate. Persa la madre un anno prima di laurearsi, venne ordinato prete il 20 sett. 1851 nella chiesa della Visitazione. Il giovane Don Murialdo iniziò subito il suo apostolato nel povero quartiere Vanchiglia presso l’Oratorio dell’Angelo Custode, fondato una decina d’anni prima dal santo sacerdote Giovanni Cocchi e diretto dal cugino Teologo Roberto Murialdo. Era il primo oratorio della città. Le miserie cui provvedere erano innumerevoli, capitò pure che genitori morenti affidassero al giovane prete i figli perché li crescesse. Un giorno, incontrato uno spazzacamino disperato, lo ospitò in casa propria. La Torino dell’Ottocento, negli anni del Risorgimento, vide intrecciarsi le vicende dei suoi santi e due apostoli della gioventù come Don Bosco e Don Murialdo non potevano non incontrarsi. Nel 1857 il santo di Valdocco incaricò Don Leonardo della direzione dello Oratorio di S. Luigi, presso la Stazione di Porta Nuova. Nel 1865 il Murialdo avvertì la necessità di approfondire gli studi di teologia morale e di diritto canonico e andò a Parigi, al seminario di Saint Sulpice, entrando in contatto con le realtà educative e sociali della capitale francese, tra cui le Conferenze di S. Vincenzo de’ Paoli. Soggiornò poi brevemente anche a Londra. In un discorso di quell’anno tenuto ad una Conferenza di S. Vincenzo disse: “Il laico, di qualsiasi ceto sociale, può essere oggi un apostolo non meno del prete e, per alcuni ambienti, più del prete”. Tornò a Torino nel 1866 e gli fu proposta la direzione del Collegio Artigianelli, dove i giovani venivano istruiti e preparati a un mestiere. Sarà il maggiore impegno della sua vita, che porterà avanti per trentaquattro anni a costo di enormi sacrifici. L’anno successivo, con alcuni collaboratori, tra cui il Servo di Dio Don Eugenio Reffo, Leonardo Murialdo diede inizio alla Confraternita laicale di San Giuseppe. Lo scopo era di aiutare la gioventù povera e abbandonata, non pensando solo ai bisogni del momento, ma guardando alle necessità future. Per lo stesso motivo nel 1870 assunse la direzione dell’Oratorio di San Martino. Il mondo operaio costituiva l’altra emergenza sociale cui provvedere. San Leonardo rispose anche in questo caso in modo lungimirante, puntando a formare tra gli operai un senso di mutua solidarietà che li rendesse coscienti dei propri diritti. Si impegnò per i disoccupati, per le donne e i ragazzi che lavoravano in fabbrica, organizzando l’Unione degli Operai Cattolici (1871) di cui fu poi assistente ecclesiastico. Nello stesso anno fu tra i promotori delle biblioteche popolari cattoliche. Fondò l’Associazione della Buona Stampa e nel 1876 fu tra gli ideatori, con il Venerabile Paolo Pio Perazzo, del giornale “La Voce dell’Operaio”, che oggi è il settimanale diocesano “La Voce del Popolo”. Viaggiò spesso nel Sud d’Italia per conoscere le realtà assistenziali delle altre città. Il 19 marzo 1873, festa del Santo Patriarca di cui era grande devoto, fondò la Pia Società Torinese di San Giuseppe. Nonostante la mole enorme di iniziative era un prete semplice, gioioso nella sua missione. Basta leggere alcune frasi tratte dai suoi scritti: “Dio mi ama. Che gioia! Che consolazione! Dio mi ama di amore eterno, personale, gratuito, infinito e misericordioso. Dio mi ama. Egli non si dimentica mai, mi segue e mi guida sempre. Lasciamoci amare da Dio!”. In un altro scritto compendia le verità cristiane con “I tre miracoli dell'amore di Dio. Il Presepio con Gesù bambino: egli ci insegna umiltà, povertà, rassegnazione. Il Calvario con Gesù crocifisso: è cattedra che insegna le grandi verità dell'amore di Dio per gli uomini e dell'amore degli uomini per Dio. L'Eucarestia con Gesù sacramento: è la perfezione dell'amore; Gesù viene a noi, ci ama, si unisce a noi”.
Nel 1877 si ammalò gravemente ma Don Bosco gli assicurò che la sua vita sarebbe stata ancora lunga. E così fu. L’anno dopo fondò una colonia agricola a Rivoli per giovani, cui fecero seguito altre istituzioni simili in vari paesi del Piemonte. Nel 1883 estese il raggio d’azione della Congregazione oltre i confini regionali, chiamando alla collaborazione diretta quanti si erano formati nelle sue istituzioni. Suo grande assillo fu sempre la pesante situazione debitoria del Collegio cui fece fronte, a volte, di tasca propria. Il figlio della borghesia amico dei poveri organizzò pure collette davanti al celebre Santuario della Consolata. Infaticabile, partecipò a molti congressi e alcune sue iniziative furono le prime, nel loro genere, in Italia. Promosse un Ufficio di Collocamento cattolico (1876) e inaugurò una Casa-Famiglia per operai (1878). Fondò una Cassa di Mutuo soccorso (1879), un dopolavoro (1878), l'Opera dei Catechismi serali per giovani operai (1880), la Lega del Lavoro (1899). Nel 1892 scrisse al sindaco per denunciare lo sfruttamento dei giovani lavoratori, presentando un progetto di riforma che prevedeva l’obbligo scolastico fino ai quattordici anni, l’abolizione del lavoro notturno, il riposo festivo, la giornata lavorativa di otto ore. Un’attività intensa come quella del Murialdo trovava forza nella preghiera e nella consapevolezza di essere amati da Dio. Scrisse: “l’uomo che prega è il più potente del mondo”, “la preghiera è l'anima e la forza dell'uomo. Sia fatta con umiltà, confidenza, perseveranza. Non basta, però, pregare, bisogna pregare bene, cioè con il cuore”, “Carità è guardare e dire il bello di ognuno, perdonare di cuore, avere serenità di volto, affabilità, dolcezza. Come senza fede non si piace a Dio, così senza dolcezza non si piace al prossimo”. Fu grande devoto della Madonna: “Maria, Madre nostra, è la più amante, la più affettuosa delle madri. E' madre di Dio, quindi ottiene tutto. E' madre nostra, quindi non ci nega niente. E' madre di misericordia: gettiamoci nelle sue braccia”. Nel Testamento Spirituale parla di un Dio "così buono, così paziente, così generoso". Possediamo un ricco epistolario che è una fonte preziosa per conoscere l’attività degli Artigianelli, le continue preoccupazioni economiche affrontate con una grande fiducia nella Provvidenza di Dio, i contatti con molte personalità italiane e straniere. Amò intensamente la sua città: “Quanto sono riconoscente a Dio di avermi fatto nascere in Italia, a Torino, nella città del Santo Sacramento, della Consolata, nella città di tante opere benefiche. Quanto ti amo mia Torino”. Nessuna opera benefica della città di quei decenni se non ebbe dal Murialdo l’iniziativa, vide almeno il suo sostegno. Per estrazione sociale e per preparazione avrebbe potuto intraprendere una carriera ecclesiastica invidiabile, ma preferì aiutare i poveri, incarnando perfettamente lo spirito della “Rerum novarum” di Papa Leone XIII. S. Leonardo Murialdo morì, a causa di una polmonite, il mattino del 30 marzo 1900. Sepolto nel Cimitero Generale, il corpo fu in seguito trasferito nella parrocchia di Santa Barbara. Dal 1971, un anno dopo la canonizzazione, è venerato nel monumentale Santuario della Madonna della Salute in Borgo Vittoria. I Giuseppini e le suore Murialdine, nate alcuni decenni dopo la sua morte, vivono il suo carisma in varie parti d’Italia e del mondo.


Autore: 
Daniele Bolognini


domenica 29 marzo 2026

Gli umani

 


Arthur O'Connell


Arthur O'Connell 
New York29 marzo 1908 – Woodland Hills18 mag 1981
è stato un 
attore statunitense.

Indimenticabile volto di caratterista nel cinema americano, Arthur O'Connell iniziò la carriera con l'ingresso nel Mercury Theatre, la compagnia teatrale di Orson Welles, il quale gli affidò poi un brevissimo ruolo in Quarto potere (1941).  Attivo a Broadway nella prima metà degli anni quaranta, O'Connell si affermò anche sul grande schermo in ruoli di carattere, solitamente di perdente o alcolizzato per via del suo aspetto da individuo oppresso dalle circostanze  e fu candidato due volte all'Oscar come migliore attore non protagonista per Picnic (1955) di Joshua Logan, in cui era accanto a William Holden e Kim Novak, e per Anatomia di un omicidio (1959) di Otto Preminger, con James Stewart e Lee Remick. Tra le sue altre interpretazioni, sono da ricordare i ruoli brillanti in Fermata d'autobus (1956), ancora diretto da Logan, e Operazione sottoveste (1959) di Blake Edwards.Dopo una lunga serie di caratterizzazioni al cinema, O'Connell tornò ancora a Broadway e trovò nel piccolo schermo l'occasione per proseguire stabilmente la carriera, pur restando sempre legato a Hollywood. Prese parte a numerose serie televisive, tra cui Il fuggiasco e Bonanza. Dagli anni settanta fu costretto a diradare le proprie apparizioni sulle scene, a causa del deterioramento delle sue condizioni di salute.

Tutto quello che chiediamo

Tutto quello che chiediamo è di dare una possibilità alla pace.

John Lennon

Settimana Santa

 


Edgar P. Jacobs , pseudonimo di  Edgard Félix Pierre Jacobs   ( Bruxelles ,  30 marzo   1904  –  Lasne ,  20 febbraio   1987 ), è stato un  ...