sabato 9 maggio 2026

9 maggio Sant' Isaia

9 maggio Sant' Isaia
Profeta e martire
770 a.C. circa - 681 a.C. circa
Etimologia: Isaia = Jahvè è il mio aiuto, dall'ebraico. 

Di questo santo Profeta lo Spirito Santo nell’Ecclesiastico ha fatto scrivere: “Isaia fu un grande profeta e fedele agli occhi del Signore. Il sole tornò indietro nei di lui giorni e molti altri egli aggiunse alla vita del re. Vide il fine dei tempi per un gran dono di Spirito, e consolò quelli che piangevano Gerusalemme”. Isaia, figlio di Amos e parente del re Manasse, discendeva dalla casa reale di Davide. Visse circa ottocento anni prima di Cristo. La missione di profeta gli fu conferita in modo solenne in una visione: vide il Signore seduto sopra un gran trono nel tempio, circondato da cherubini. Uno di questi spiriti si mosse prese dall’altare un carbone acceso, e venuto a Isaia gli toccò la bocca con il carbone dicendo: “Ecco che questo ha toccato le tue labbra, e sarà tolta la tua iniquità e sarà lavato il tuo peccato”. Poi il Signore parlò direttamente a Isaia invitandolo a predicare al suo popolo. Il Profeta predicò la parola di Dio sotto i re Ozia, Giatan, Acaz, Ezechia, Manasse e la sua missione durò circa un secolo. Al re Manasse, empio e crudele, caduto nell'idolatria, il Signore mandò Isaia per richiamarlo al culto dell’unico vero Dio, al pentimento dei suoi peccati. Il Profeta non fu ascoltato; anzi il sovrano adirato lo condannò a morte. Fu preso e segato in due con una sega di legno, e soffrendo questo tremendo supplizio passò al Signore. Il re Manasse subì il castigo che gli era stato predetto, e Isaia aggiungeva alla gloria di profeta quella di martire. Isaia fu il maggiore dei Profeti. S. Girolamo lo riguarda non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Le sue profezie sono di una tale chiarezza che sembrano una storia del passato piuttosto che una predizione. Gli scritti di Isaia narrano principalmente le minacce di Dio al popolo di Israele e ai popoli vicini per i loro peccati, ma il profeta nel descrivere i giusti giudizi di Dio allude molto spesso alla venuta del Liberatore e descrivendo la sua nascita, le sue opere e specialmente la sua passione, eccita negli animi l’amore e la confidenza in Lui.

Autore: Antonio Galuzzi

 


venerdì 8 maggio 2026

Riccardo Mantoni

Riccardo Mantoni
(Roma, 8 maggio 1918 Roma, 14 aprile 1991)
è stato un
regista, doppiatore e autore televisivo italiano

Fratello maggiore di Corrado, è stato uno dei registi di rivista e varietà più attivi nella radio italiana. È sepolto nel cimitero Flaminio di Roma insieme al fratello. Entrò all'EIAR come attore; successivamente divenne annunciatore della stazione di Radio Torino, partecipando anche al doppiaggio di alcuni film e realizzando varie radiocronache. Autore di numerose trasmissioni, molte delle quali assieme al fratello minore con la sigla Corìma (Corrado Riccardo Mantoni), firmò tra le sue prime regie radiofoniche il varietà Hooop... là! (1947), presentato da Mario Riva prima e da Corrado poi. Diresse, per alcuni anni, anche le riviste radiofoniche che andavano in onda dalle stazioni della capitale con la compagnia del Teatro Comico Musicale di Roma che aveva come attori nei primi anni: Raffaele Pisu, Isa Bellini, Carlo Romano, Renato Turi, Gilberto Mazzi, Elio Pandolfi, Giusi Raspani Dandolo, Wanda Tettoni, Rosalba Oletta, Clely Fiamma, Vigilio Gottardi, Franco Pucci, Giovanni Cimara, Sergio D'Alba, Nuccia Galimberti, e altri con l'orchestra diretta da Gino Filippini e i testi di Dino Verde e Puntoni. Ha ricevuto il Microfono d'argento nel 1952-1953, ha lavorato a numerosi programmi, fra cui Il microfono è vostro (1950), Rosso e nero (1951), uno dei maggiori successi radiofonici del dopoguerra, Il fiore all'occhiello (1957), con Carlo Dapporto e Delia Scala, Gran Gala (1958), la rivista di Faele e Ciorciolini Stretta la foglia, con Tognazzi e Caprice Chantal (1958), Spensieratissimo (1959), e poi La trottola (1963), Caccia grossa (1965), Corrado fermo posta (1965), Nero nerissimo di Brancacci, con Carlo Romano (1967), e (insieme a Corrado) La Corrida (1968).Fedele al mezzo radiofonico, ha continuato anche negli anni seguenti a mettere la propria esperienza di regista e autore al servizio di trasmissioni quali Il cattivone (1970), con Paolo Villaggio, Il fischiatutto (1971), Lei non sa chi suono io! (1972), Che passione il varietà (1974, con Corrado), Il distintissimo (1974), presentato da Pino Caruso, Secondo me (1974-1976) condotto alternativamente da Corrado, Pino Locchi e Ubaldo Lay, e Settantottissimo (1978) di Verde, con Bruno Broccoli.

Pensieri per oggi

Pensiero del mattino
"La libertà è nulla se non include la libertà di sbagliare."
Mahatma Gandhi.

Pensiero del giorno
Ovunque l'uomo porti il suo lavoro, vi lascia anche qualche cosa del suo cuore.
 (
Henryk Sienkiewicz)

Proverbio del giorno:
fresco e casa calda, la massaia sta lieta e balda.

Aforisma di oggi
 Non si fa mai il male così pienamente e così allegramente come quando lo si fa per coscienza.
(
Blaise Pascal)

MASSIMA DEL GIORNO DIVERTENTE “Mia moglie mi ha detto:
“Per il nostro anniversario voglio andare da qualche parte
dove non sono mai stata prima d’ora.
” Ho detto: “Prova la cucina.”

L'unico regalo

 


Un giorno comprenderai

 


Per ogni fiore


 

8 maggio Sant' Agazio (Acacio)


8 maggio  Sant' Agazio (Acacio)
Soldato e martire
m. 304
Patronato: Squillace (CZ), Guardavalle (CZ)
Etimologia: Agazio = buono, dal greco
Emblema: Palma 

Sant'Agazio, centurione e martire, che nel rito latino è commemorato l'8 maggio, morì intorno al 304. Era un centurione cappadoce dell'esercito romano di stanza in Tracia, fu accusato dal tribuno Firmo e dal Proconsole Bibiano di essere cristiano e, dopo aspre torture e tormenti, fu decapitato a Bisanzio sotto Diocleziano e Massimiano. L'imperatore Costantino il Grande costruì una Chiesa-Santuario in suo onore alla Karìa di Costantinopoli, dove divenne anche Patrono.  Da almeno tredici secoli (iconoclastìa e introduzione del rito bizantino nella Diocesi di Squillace a seguito della soggezione della stessa al Patriarcato di Costantinopoli) è Patrono della Città e della Diocesi di Squillace (ora dell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace). Il corpo del Santo Martire è custodito e venerato in una monumentale Cappella della Cattedrale di Squillace, mentre un braccio venne portato dal Vescovo di Squillace, Marcello Sirleto, nel 1584 a Guardavalle, suo paese natale, dove è stato anche eletto come Patrono.Sue Reliquie risultano anche a Cuenca ed Avila in Spagna, provenienti da Squillace. E' venerato tra i Santi Ausiliatori in diverse parti dell'Europa centro-settentrionale. A Squillace si celebrano tuttora due Feste solennissime: una il 16 gennaio, detta della Traslazione o delle Ossa, che rievoca l'arrivo miracoloso al lido di Squillace delle Sante Reliquie, e l'altra il 7 maggio, giorno del Martirio del Santo a Bisanzio tramandato dai Menologi bizantini e mantenuto ininterrottamente a Squillace. In questo giorno, preceduto e seguito da un'antichissima Fiera, conviene nella Cattedrale di Squillace tutto il Clero della Diocesi che presta l'Obbedienza al Vescovo Diocesano e partecipa ai riti e alla processione solenne.

Autore: Istituto Cassiodoro - Squillace



9 maggio Sant' Isaia

9 maggio   Sant' Isaia Profeta e martire 770 a.C. circa - 681 a.C. circa Etimologia: Isaia = Jahvè è il mio aiuto, dall'ebraico.  D...