sabato 23 maggio 2026

LA STORIA DELL´ AMORE E DELLA FOLLIA

  


LA STORIA DELL´ AMORE E DELLA FOLLIA

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose:
'Si gioca a nascondino?'.
 
'Nascondino? Che cos'è?'
domandò la Curiosità.
'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò…
e il primo che troverò sarà il prossimo a contare'.

Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
'1,2,3'
la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perchè non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
'CENTO!
gridò la Follia

STO ARRIVANDO… VI VENGO A CERCARE!!!' DOVE SIETE?

La prima ad essere trovata fu la Curiosità, si e’ fatta beccare xke’ nn ci stava dentro
per scoprire chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto…
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
'Dov'è l'Amore?'

Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un roseto, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorchè ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perchè una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.  

L'Amore accettò le scuse.

Oggi l'Amore è cieco
e la Follia lo accompagna sempre

Douglas Fairbanks

Douglas Fairbanks, nato Douglas Elton Thomas Ullman (Denver, 23 maggio 1883 Santa Monica, 12 dicembre 1939), è stato un attore e produttore cinematografico statunitense, padre di Douglas Fairbanks Jr., anche lui attore. Insieme alla moglie Mary Pickford, celebre attrice, formò nella vita la più popolare coppia del cinema di quel periodo. Cavalleresco e senza paura che affrontava i nemici con un sorriso di sfida e un'agilità acrobatica. Iniziò come attore teatrale, alternando il repertorio shakespeariano con la commedia leggera, l'operetta col vaudeville e, all'inizio del Novecento, da Denver si recò a New York al seguito della compagnia dell'attore britannico Frederick Warde che si può considerare lo scopritore di Fairbanks. Dopo vari lavori, Fairbanks debuttò a Broadway nel 1902. u avviato al cinema dal grande regista David Wark Griffith e debuttò sul grande schermo nel 1915. Non era un grande attore, ma possedeva in sommo grado tutte le qualità del divo. Con la sua irresistibile carica di vitalità e simpatia, incarnava il mito statunitense del dinamismo come forma di autoesaltazione e strumento del successo. Nel 1919, insieme alla moglie Mary Pickford, al regista David Wark Griffith e al suo caro amico Charlie Chaplin, fondò la casa di distribuzione United Artists. La compagnia aveva lo scopo di sottrarre al monopolio delle grandi case di distribuzione i film prodotti dagli stessi attori o dai registi che aderirono all'iniziativa, dando loro un canale distributivo a livello nazionale che prima non esistevaFairbanks raggiunse la massima popolarità fra il 1920 e il 1926 con Il segno di Zorro (1920), Robin Hood (1922), Il ladro di Bagdad (1924), Don X, figlio di Zorro (1925), Il pirata nero (1926), uno dei primi film interamente a colori. Negli anni seguenti, il suo successo declinò rapidamente e Fairbanks concluse la carriera con Le ultime avventure di Don Giovanni (1934). Chiamato il re di Hollywood finché non finì l'era dei film muti (quando tale appellativo passò a Clark Gable), Fairbanks fu uno dei 36 membri fondatori dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), un'organizzazione per il miglioramento e la promozione mondiale del cinema, che nacque nel 1927 e che nel 1929 creò il Premio Oscar. Nel 1940 Fairbanks ricevette un Oscar alla carriera postumo per lo sviluppo della cinematografia mondiale, in qualità di primo presidente della AMPAS. Fairbanks morì nel sonno per infarto all'età di 56 anni. Il funerale si tenne presso il cimitero Forest Lawn Memorial Park a Glendale e venne officiato dal reverendo Neal Dodd, un sacerdote episcopale che era anche attore e amico di Fairbanks. Il feretro venne tumulato provvisoriamente a Glendale, mentre la tomba definitiva venne realizzata in un altro cimitero, l'Hollywood Forever Cemetery, e completata nel maggio 1941, quando avvenne la traslazione del feretro, con una cerimonia nella quale Charlie Chaplin tenne un solenne discorso

MARIA..parlami del Figlio di Dio 25

Non tenere Maria...Il Signore è con Te,
Un pomeriggio, all'ora della preghiera, mi trovavo in casa, sola, Ero dominata da una pace immensa  e da una gioia crescente. Presi il rotolo del Salmi, e lo aprii. Comincia a leggerne uno che diceva:
" Signore, sei stato buono con la tua terra...".
Appena letto quel primo versetto, vidi una luce straordinaria effondersi intorno a me e tutto si soffuse in quello splendore. -"Shalom, Hefzibah!" sentii che mi diceva una voce dolcissima. Tu l'Amata dal Signore, la Piena di grazia, sei la Prescelta....Il Signore è con Te. Meravigliata ed impressionata, e al tempo stesso serena conservavo lucida la mia mente.-
"Non temere Maria - continuò la voce-. Tu hai trovato la grazia agli occhi del Signore. Tu concepirai un Figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà  grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davida suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe,,,".
La voce era accompagnata da tanta luce che non mi permetteve di fissare gli occhi di quella figura slendida, di bellezza sovrumana. Era certamente un angelo del Signore e mi parlava del Figlio di Dio e del discendente  di Davide, come fossero la stessa realtà...Io dovevo diventare  la madre di quel Figlio. Riflettei un istante. Come sarebbe  stato possibile?
-La Spirito Santo scenderà su di Te, Maria , e su te stenderà la sua ombra la potenza dellAltissimo. Colui che nascerà sarà dunque chiamato Figlio di Dio, E come prova, disse che Elisabetta, mia parente, aspettava un figlio da sei mesi.
-Nulla è impossibile a Dio- continuò.
E con tutto il cuore, emozionata, felice e grata, dissi: Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto!

OGGI 23 Maggio 2026 Non dimentichiamo

 


Non dimentichiamo🥀

OGGI 23 Maggio 2026
Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,
qualunque sia il sacrificio da sopportare,
costi quel che costi, perché è in ciò che sta
l'essenza della dignità umana
(Giovanni Falcone)

PENSIERO DEL MATTINO
Accendi in te
l'azzurro fuoco della voglia di fare.

(Omar Falworth)

FRASE DEL GIORNO
Mai giudicare
un libro dalla sua copertina.
(Fran Lebowitz)

PROVERBIO
Guai a chi dell'alchimia si innamora,
perde il tempo, il cervello e va in malora.

23 maggio Giovanni Battista de' Rossi

23 maggio Giovanni Battista de' Rossi
sacerdote
Voltaggio, Genova, 22 febbraio 1698 - 23 maggio 1764
Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico

Emblema: Colomba

Non è nato per essere capo: a lui basta ubbidire e lavorare sodo, sia da laico come poi da sacerdote. Giovanni Battista de’ Rossi è uno dei pochi sopravvissuti di una famiglia segnata da troppi lutti: il papà muore prematuramente, e la maggior parte dei fratellini se ne va prima di raggiungere l’adolescenza. E’ nato nel 1698 a Voltaggio, nell’alessandrino, ma frequenta il genovese per le scuole che una famiglia benestante gli fa frequentare, perché chi lo avvicina resta incantato dalla sua intelligenza ma soprattutto dalla sua pietà e dalla dolcezza del suo carattere. Alla morte di papà alcuni sacerdoti, parenti o amici di famiglia, lo accolgono per carità e gli fanno proseguire gli studi e, di trasferimento in trasferimento, togliendo così alla famiglia il peso di una bocca in più da sfamare. arriva fino a Roma. Dove, com’è naturale, si prepara al sacerdozio, assecondando una vocazione che nutre fin da bambino, aiutato anche da un’intelligenza non comune che gli permette di completare in anticipo gli studi per cui è necessario ottenere dal papa la dispensa per l’ordinazione sacerdotale. Non aspetta però il sacerdozio per buttarsi nell’apostolato: gli oratori romani e i gruppi studenteschi lo vedono protagonista attivo: mai con ruolo dirigenziale, solo e sempre come semplice gregario. E sono proprio i giovani a fargli corona alla prima messa, che celebra all’altare di San Luigi, nella chiesa di Sant’Ignazio, a marzo del 1721. Ormai la sua strada è tracciata: precedenza assoluta ai giovani, alla catechesi, alle fasce più deboli della Roma del suo tempo, ai malati che visita a domicilio per portare conforto cristiano e sostegno materiale. Un occhio di riguardo lo vuole avere anche per i confratelli sacerdoti, per i quali fonda la Pia Unione dei Sacerdoti Secolari: sostegno, arricchimento spirituale, aggiornamento culturale per un clero che a metà Settecento non brillava per cultura e preparazione teologica. Il resto della sua vita lo trascorre in confessionale: chiede ed ottiene la facoltà di confessare solo a 40 anni, ma da quel momento sarà questo il suo apostolato specifico, che porta i romani ad assediarlo nel confessionale per lunghissime ore ogni giorno ed a renderlo ricercatissimo per la direzione spirituale. C’è chi si domanda come faccia a reggere ad un così intenso ritmo di lavoro apostolico per le strade del quartiere del Campidoglio, sui pulpiti, nei confessionali, nei tuguri della povera gente, al letto degli ammalati. Tanto più che lui stesso non è la salute fatta persona, soggetto com’è a frequenti crisi epilettiche e tormentato da una fastidiosa malattia agli occhi: la sua vita vorticosa e la sua inarrestabile carità rappresentano il trionfo della volontà sulla fragilità fisica, dell’impegno apostolico sui limiti imposti dalla malattia. Nato da famiglia umile e povera, tale sceglie di restare fino alla morte, che sopraggiunge il 23 maggio 1764, ad appena 66 anni. Beatificato da Pio IX nel 1860, sarà proclamato santo da Leone XIII nel 1881.


Autore: Gianpiero Pettiti

venerdì 22 maggio 2026

Alle terme di Caracalla

 

Alle terme di Caracalla

Tutta la storia romana
Vicina e lontana, mi par di sognar
Se fra i ruderi, che son lì da millenni
La notte e il dì
Io mi metto a fantasticare così:
Alle terme di Caracalla
I romani giocavano a palla
Dopo il bagno, verso le tre
Tira, tira a me, che la tiro a te
O con le mani o coi piè
Alle terme di Caracalla
Forse i pesci venivano a galla
Ogni notte, verso le tre
Tira, tira a me, che la tiro a te
E poi gridavan: "Olè!"
 
(Dopo il bagno, verso le tre
Tira, tira a me, che la tiro a te)
 
(Ogni notte, verso le tre
Tira, tira a me, che la tiro a te)
 
Oggigiorno però a Caracalla
"Una furtiva lacrima"
Nella notte si sente cantar
"Una voce poco fa"
Come un eco risponde alla folla
"Chi mi frena in tal momento?"
Caracalla si mette a gridar
(Alle terme di Caracalla
Alla notte la luna è già bella)
Al ritorno cantiamo insiem:
"Caro, caro ben
Caro, caro ben
Sempre felici sarem"
 
Sempre felici sarem. Olè!
Savar Pinchi 1949

LA CECALA D'OGGI



LA CECALA D'OGGI

Una Cecala, che pijava er fresco
all'ombra der grispigno e de l'ortica,
pe' da' la cojonella a ' na Formica
cantò 'sto ritornello romanesco:
Fiore de pane,
io me la godo, canto e sto benone,
e invece tu fatichi come un cane.
Eh! da qui ar bel vedé ce corre poco:
rispose la Formica
nun t'hai da crede mica
ch'er sole scotti sempre come er foco!
Amomenti verrà la tramontana:
commare, stacce attenta...
Quanno venne l'inverno
la Formica se chiuse ne la tana;
ma, ner sentì che la Cecala amica
seguitava a cantà tutta contenta,
uscì fòra e je disse: Ancora canti?
ancora nu' la pianti?
Io? fece la Cecala... manco a dillo:
quer che facevo prima faccio adesso;
mó ciò l'amante: me mantiè quer Grillo
che 'sto giugno me stava sempre appresso.
Che dichi? l'onestà? Quanto sei cicia!
M'aricordo mi' nonna che diceva:
Chi lavora cià appena una camicia,
e sai chi ce n'ha due? Chi se la leva. (Trilussa)

LA STORIA DELL´ AMORE E DELLA FOLLIA

    LA STORIA DELL´ AMORE E DELLA FOLLIA La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia prop...