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sabato 26 marzo 2022

La strada non presa


La strada non presa

Due strade divergevano in un bosco ingiallito,
e dispiaciuto di non poterle entrambe percorrere
restando un unico viaggiatore, a lungo ho sostato
e ne ho osservata una, giù, più lontano che potevo
fino a dove curvava nel sottobosco;
poi ho preso l’altra, ché andava altrettanto bene
e vantava forse migliori ragioni,
perché era erbosa e meno calpestata;
sebbene, in realtà, l’andirivieni

le avesse più o meno ugualmente consumate
e entrambe si distendessero quel mattino
tra foglie che nessuna orma aveva annerite.
Oh, ho tenuto la prima per un’altra giornata!
Eppure, sapendo come strada porta a strada,
dubitavo che mai ci sarei tornato.
Con un sospiro mi capiterà di poterlo raccontare
chissà dove tra molti anni a venire:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io ho preso quella meno battuta,
e da qui tutta la differenza è venuta.
 
 Robert Frost

venerdì 26 marzo 2021

Conoscenza della notte

Conoscenza della notte

Sono stato uno in confidenza con la notte.
Sono uscito sotto la pioggia – e sotto la pioggia son rientrato.
Ho camminato oltre le più lontane luci della città.

 

Ho guardato in fondo al vicolo più triste.
Ho incrociato il guardiano di ronda
E ho abbassato lo sguardo, senza voler spiegare.

 

Sono rimasto in piedi, immobile, fermando il suono dei passi
Quando da lontano un grido interrotto
Giungeva dalle case di un’altra via,
Ma non per chiamarmi indietro o dire addio;
E più lontano ancora, ad un’altezza ultraterrena,
Un orologio splendente contro il cielo

 

Annunciava che l’ora non era giusta né sbagliata.
Sono stato uno in confidenza con la notte.

Robert Frost 

 

giovedì 26 marzo 2020

Niente che sia d’oro dura


In Natura il primo verde è dorato,
e subito svanisce.
Il primo germoglio è un fiore
che dura solo un’ora.
Poi a foglia segue foglia.
Come l’Eden affondò nel dolore
Così oggi affonda l’Aurora.
Niente che sia d’oro dura.
 Robert Frost

Fuori per campi e boschi



Fuori per campi e boschi
 oltre le mura ho viaggiato;
salito su colline panoramiche
ho guardato il mondo, sono sceso;
per la via grande son tornato a casa,
ed ecco ho terminato.
Le foglie sono tutte morte a terra,
ma la quercia le sue trattiene
per ammucchiarle una a una
e lasciarle graffiare e strisciare
fuori sulla crosta di neve,
quando le altre staranno a riposare.
Confuse e immobili le foglie morte,
non più sbattute qua e là;
l’ultimo astro solitario è scomparso;
appassiscono i fiori dell’hamamelis;
ancora cerca e si tormenta il cuore,
ma i passi domandano «dove?».
Ah, quando mai al cuore dell’uomo
fu meno che un tradimento
lasciarsi alla deriva delle cose,
cedere con grazia alla ragione,
e piegarsi e accettare la fine
d’un amore e d’una stagione?

Robert Frost

Robert Frost



Robert Lee Frost
(San Francisco, 26 marzo 1874Boston, 29 gennaio 1963)
è stato un poeta statunitense.
Robert Frost nacque a San Francisco, figlio di Isabelle Moodie, scozzese, e William Prescott Frost, Jr., un discendente dei coloni che giunsero nel New Hampshire nel 1634. Frost visse in California fino all'età di 11 anni. Dopo la morte del padre si trasferì, con la madre e la sorella, nel Massachusetts, presso la casa dei nonni paterni. Si iscrisse al Dartmouth College nel 1892 e più tardi ad Harvard, ma non prese mai una laurea regolare. Frost si dedicò a numerose occupazioni dopo aver lasciato la scuola, lavorando come insegnante, calzolaio ed editore dell'opera Sentinel di D. H. Lawrence. La sua prima poesia, My Butterfly, fu pubblicata l'8 novembre del 1894, nel quotidiano The Independent. Nel 1895, Frost sposò Elinor Miriam White, che diventò la più grande fonte d'ispirazione per le sue poesie fino alla sua morte, avvenuta nel 1938. La coppia si trasferì in Inghilterra nel 1912, dopo il fallimento della loro fattoria. Fu all'estero che Frost incontrò e fu influenzato da numerosi poeti contemporanei britannici come Edward Thomas, Rupert Brooke e Robert Graves. Mentre si trovava in Inghilterra, Frost strinse amicizia con il poeta Ezra Pound, che lo aiutò a promuovere e pubblicare i suoi lavori. Nel 1915, al momento del suo ritorno negli U.S.A., Frost aveva già pubblicato 2 raccolte complete: A Boy's Will e North of Boston, con le quali la sua reputazione si affermò completamente. Negli anni venti fu il più celebre poeta in America e con ogni nuovo libro la sua fama e i suoi onori (inclusi i suoi 4 premi Pulitzer per la poesia) crebbero. Le sue opere sono principalmente associate al mistero e al pavore insiti nella natura ed alla vita ed ai paesaggi del New England; sebbene fosse un poeta che utilizzava forme e metrica tradizionali, rimase distaccato dai movimenti letterari e dalle mode del suo tempo. Frost è un prosecutore di William Wordsworth, immerso nella linea metafisica americana di Emerson e di Emily Dickinson. Egli tende a superarare nella rappresentazione ciò che la natura mostra: tende alla musica interna delle cose, allo svelamento di esse. Il suo metro abituale è il giambico libero e il ritmo è di per sé rappresentazione, è immagine. Robert Frost visse molti anni in Massachusetts e in Vermont, e morì a Boston, nell'inverno del 1963. Fu uno dei poeti preferiti di John Fitzgerald Kennedy.

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