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sabato 18 aprile 2020

Capodanno

Buon anno, mammina,
buon anno, papà,
la vostra bambina
gli auguri vi fa.

Senza noie e senza affanni
passin tanti e tanti anni
la salute ed il lavoro
sian per noi ricco tesoro.

Anno nuovo, stammi attento
e ubbidiscimi, se no!…
Porta gioie a cento a cento
dove io t’indicherò:
via… numero… piano…



Rina Paltrinieri



Il segreto della nonna.


Come farà la nonna
a sapere tante fole
di fate, di regine,
di magiche parole
che aprono le porte
chiuse da dugent'anni?
E poi di maghi e nani, di draghi e di malanni,
che al comparir del principe,
oppure d'un folletto,
in fumo si dissolvono,
e sia come non detto?
Le fiabe della nonna
sono proprio una festa;
stampate non si trovano:
le ha tutte in testa.
Anzi, ne son sicuro,
(il segreto ho scoperto)
le legge sopra il muro
come in un libro aperto,
e quei suoi personaggi
li vede tali e quali
per via dell'incatesimo
nascosto negli occhiali
 
R. Paltrinieri

Rina Paltrinieri



(Milano, 1891 – Roma, 1977)
è stata un'insegnante e scrittrice italiana.

Figlia unica, trascorse infanzia e giovinezza a Milano. Diplomatasi alla scuola magistrale intraprese l'attività di insegnante, inizialmente vicino Milano (Figino, Paderno Dugnano), poi a Milano stessa. Iniziò in questi anni la sua attività di scrittrice, con opere di carattere didattico (Insegnamento allegro e L'attualità dell'asilo), a cui si affiancarono presto i primi libri per l'infanzia (fiabe, racconti e romanzi), alcuni di grande successo e diffusione (Pallino), pubblicati dall'editore Antonio Vallardi di Milano.Durante gli anni della prima guerra mondiale elaborò per il comune di Milano una serie di cartoline vendute per raccogliere fondi e fornire pellicce ai soldati combattenti. Ottenne il diploma di infermiera e prestò la propria opera presso ospedali militari; infine brevettò un dispositivo per i mutilati degli arti superiori. Nell'immediato dopoguerra iniziò a collaborare con alcuni periodici per l'infanzia (Ragazzi d'Italia, Il grillo del focolare). Nel 1920 fu rappresentata una sua opera tea e in dialetto veneto, Le luzole, replicata in diverse città italiane dalla "Compagnia veneziana" di Carlo Micheluzzi. Nel 1921 è la volta di Quel alter portinar, in dialetto milanese, rappresentata a Milano dalla "Compagnia Zoncada". Nel 1925 sposò Enrico Breda, dal quale ebbe due figli, e si trasferì a Roma per motivi di lavoro del marito, lasciando quindi l'insegnamento. Si intensificano i contributi ai periodici per l'infanzia e ad altri specificatamente didattici (La voce delle maestre d'asilo), le pubblicazioni di testi per la scuola (Primavera di bontà, corso di letture per le sei classi della scuola elementare), di racconti (Un burattino ci vuole, Il primo che arriva…), di romanzi per l'infanzia e per ragazzi (Piccole ali e grandi cuori, Caporale), e la produzione di testi teatrali per l'infanzia (Il teatro dei piccoli, La bontà è luce di sole, Cinque commedie musicali per i nostri ragazzi). In questi anni pubblicò inoltre il racconto Io, la mia mamma e voi. La sua attività di scrittrice per l'infanzia proseguì anche nel secondo dopoguerra, con romanzi (Cuori in attesa), favole (Fiabe… si e no), racconti (Racconti e giochi per i più piccini), poesie) e i suoi testi furono trasmessi dai programmi della radio nazionale (radioscene e componimenti didattici per le scuole elementari: La radio per la scuola elementare), e sulle onde corte, per gli italiani all'estero. Verso la metà degli anni cinquanta fu redattrice e animatrice di un periodico per ragazzi, La vela, un'esperienza durata per circa tre anni. Le sue commedie furono ancora rappresentate durante gli anni cinquanta e sessanta da compagnie nazionali. Due suoi testi, messi in scena dalla Compagnia di Checco Durante di Roma, vennero trasmessi in televisione (Vetturini… se nasce e Piglia su e porta a casa). Si spense a Roma più che ottuagenaria.

Ghianda acrostico