venerdì 11 settembre 2026

Inno alla Marina italiana

 


Inno alla Marina italiana 

Tronca le funi, lascia la sponda,
libera Italia, galleggia e va:

domina il mare che ti circonda,
splenda, tua stella, la libertà!

Vanne e percorri, libera e fiera,
il mare immenso, l’immenso ciel,

e spiega al vento la tua bandiera
cui nube alcuna più non fa vel.

Va sugli azzurri flutti d'Atlante
dove colombo seguì il sol;

l'ago fedele dell'orsa amante,
gloria d'Amalfi, guida il tuo vol.

Nostro è lo sguardo, nostro il pensiero
che lesse in cielo le vie del mar,

e senza traccia trovò il sentiero
che un mondo all'altro dovea legar.

Sopra ogni scoglio, sopra ogni sponda
d'itali nomi l'orma riman;

ecco gli alcioni, radendo l'onda
d'itale glorie parlano e van.

Dovunque il flutto batte l'arena
cerca i vestigi dei prischi dì;

cerca re rannova l'aurea catena
che alla grande madre l'isole unì.

Porta lontano, dovunque arrivi,
l'eco de' carmi, l'aurea dei fior:

dì che il tuo genio, mentre dormivi,
covò novelli germi d'amor.

Provvida pace , folgore in guerra,
patria all'olivo, come all'allòr,

va, benedetta per ogni terra,
solo ai tiranni freno e terror.

Guai se ti calca, guai se ti offende
rabbia nemica, barbaro pie'!

Torneranno milla bocche tremende,
s'armeran tutti, popolo e Re.

Tronca le funi, lascia la sponda,
libera Italia, galleggia e va:

domina al mare che tu ti circonda,
splenda, tua stella, la libertà.

Francesco Dall’Ongaro

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