A Firenze, per andare a letto al caldo, si metteva praticamente il fuoco sotto le coperte. Con una precauzione importante: il TRABICCOLO. Era un’intelaiatura di legno, generalmente a forma di cupola, che veniva infilata nel letto. Al centro aveva un gancio al quale si sospendeva lo scaldino con le braci. Così il calore raggiungeva le lenzuola senza farle appoggiare direttamente sul recipiente caldo. Le testimonianze raccolte dall’Accademia della Crusca ricordano bene l’oggetto — e ricordano anche che qualche lenzuolo, ogni tanto, si bruciava. Non parliamo di un Medioevo remoto: nel 1948, fra gli articoli venduti dallo storico Civaiolo di via Taddea a Firenze, figuravano ancora scaldini e trabiccoli. Poi sono arrivati termosifoni, coperte elettriche e case riscaldate diversamente. E il trabiccolo è finito fra quelle cose che oggi sembrano stranissime soltanto perché una volta erano normalissime.
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