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sabato 23 luglio 2022

Questa notte donna ti farò un regalo!

Questa notte donna ti farò un regalo!

Questa notte donna ti farò un regalo!
Prenderò una coperta di stelle e ti coprirò il viso,
i sogni vanno illuminati!
Prenderò il silenzio lo chiuderò nel tuo cuscino di
piume d'angelo, dove adagerai la tua leggera chioma.
Soffierò il deserto nei tuoi capelli, ondulando delicate
carezze sul tuo viso da madonna.
Mi prenderò le tue lacrime del giorno ormai trascorso
e le metterò nei miei occhi per provare il tuo pianto.
Colerò sulla tua ambrata pelle l'olio dell'amore,
spalmerò sul tuo divino corpo la colla dell'essenza.
Intreccerò coi tuoi capelli una rete dove inserirò un
bacio che porterai per sempre.
Entrerò in un giardino e coglierò i gigli bianchi,
perché tu sappia che il loro candore è la tua anima
purissima.
Costruirò un'altalena dove dondolerò ogni tuo sogno,
affinché raggiunga l'infinito.
Cavalli in corsa nella spuma del mare schiumeranno i
tuoi sogni,
lasciandoti avvolta nelle sgualcite lenzuola di una
notte consumata nel dolce travaglio dei sogni.
Bramante

domenica 11 luglio 2021

Scriverti

 

Scriverti

Posso scriverti, per esempio che sei bella
o che mi manchi più dell'ago al suo cotone
ma non posso scriverti che mi addolora
quando esco a cercarti negli occhi delle donne
e far ritorno a testa bassa come un bambino
Posso dirti che dormo su letti di glicini
o che l'aria che respiro sa di te e di me
ma non posso dirti che le mie albe sono aghi
di ghiaccio che emergono dal cuore
Se ti scrivo la mano si contorce e il cuore avvezza
Come il merlo canta l'amore alla sua compagna
nel mio castigo, la follia d'averti
è il mio canto d'amore.
Bramante

lunedì 29 marzo 2021

La poesia

La Poesia mi intercala in un inferno solo mio,
da cui un eco mi chiama afferrandomi alla

gola,
ed io non so resistergli, una calamita che

m’incolla,
la mia eucarestia, il mio sincero Pane.
Dannato per il troppo desiderio di scoprire i

segreti che solo io so scovare. Donare agli

altri senza remore, con devozione,
appassionatamente, febbrilmente.
Seduttore di sintesi poetiche, bramo il

rimescolar di note rimate,
consumate, affusolate, mentre attendo a

mani aperte la neve cadere giù.
Erpici che scavano, martellandomi la mente,
mi distruggono la linfa e resto dissanguato,

ma le poesie vivono.
La scrittura poetica è una lucente bellezza

che sconfigge l’oscurità,
riscattando il buio, squarciando la morte che

non copre mai nessuna rima. Impasta il sole

al sale creando un mare di sapori e di saperi,
cambia i venti. Priva di ipocrisia,
è come il fiore del deserto che profuma la

valle
pur non essendoci nessuno ad odorare il suo

immenso aroma.
Umile, come il mare,
che pur sapendo di essere il padrone del

tempo e dello spazio,
dona la sua maestosità e il suo infrangersi

incessante a tutti.
Fa pensare e fa penare,
brucia le parole insensate, che gli uomini, a

fiumi versano senza pesare.
È un canto che in ogni luogo ed ora recita il

rosario della vita.
Senza una ragione, la poesia aggroviglia la

materia,
provocando burrasche di sentimenti;
come il gracidare delle rane che per amore

si sgolano notti intere.
Lo stillare d’una pioggia che batte e leviga i

cuori in tempesta,
addolcisce le ferite, scavate lungo gli argini

del tempo.
Cosa sarebbe il mondo intero senza una

leggera piuma di poesia?
Sterile Madre Terra offende l’uomo che triste

s’incammina su selciati senza sogni, giunge

una poesia e tutto si colora.
Voglio andare là, a riempire il vuoto lasciato

dalla mancanza di poesia, frantumando i tanti

solitari vagabondi,
e portare il canto dove non c’è parola vera.

Bramante

 
 

Sono io il mare

 



Se vuoi conoscere il mare
cercami negli occhi
Non trovi un'onda
dalle albe a tutti i tramonti
che ti spoglia nuda e che t'avvolge
come il cielo abbraccia il mare
e sfarina negli occhi il sale
dove diventa miele
La follia ricama i suoi perigli
contorni e ammagli di colori
del mio infinito mare
Scie di sole tra granelli di colori
si perde ogni confine
come spuma
e sfogliano le labbra
come pelle di poesia

Bramante

Bramante

 

Autoritratto

Donato "Donnino" di Angelo di Pascuccio, detto il Bramante
e conosciuto anche come Donato Bramante
(Fermignano, 1444Roma, 11 aprile 1514),
è stato un architetto, pittore
e poeta italiano, tra i maggiori artisti del Rinascimento. Formatosi a Urbino, uno dei centri della cultura italiana del XV secolo, fu attivo dapprima a Milano, condizionando lo sviluppo del rinascimento lombardo, quindi a Roma, dove progettò la basilica di San Pietro. In qualità di architetto, fu la personalità di maggior rilievo nel passaggio tra il XV e il XVI secolo e nel maturare del classicismo cinquecentesco, tanto che la sua opera è confrontata dai contemporanei all'architettura delle vestigia romane e lui considerato "inventore luce della buona e vera Architettura". da madre urbinate e padre toscano; si formò artisticamente nella città dei Montefeltro. Il periodo della formazione e la prima attività di Bramante non è documentata. Quasi sicuramente fino al 1476 restò ad Urbino, dove probabilmente fu allievo di fra Carnevale e divenne pittore "prospectivo", cioè specializzato nella costruzione geometrica di uno spazio per lo più architettonico quale sfondo di una scena dipinta. Probabilmente fu anche allievo ed aiuto di Piero della Francesca e conobbe Melozzo da Forlì che influenzarono poi la sua attività pittorica.. Nell'ambiente urbinate sicuramente conobbe Luca Signorelli, Perugino, Giovanni Santi, Pinturicchio e Francesco di Giorgio Martini di cui probabilmente divenne collaboratore e da cui apprese molto nell'arte dell'architettura,. Forse a seguito di viaggi che infine lo porteranno in Lombardia, entrò in contatto anche con le opere di Mantegna e di Leon Battista Alberti, nonché con le produzioni artistiche di centri come Perugia, Ferrara, Venezia, Mantova e Padova. Durante il suo periodo milanese Bramante esercitò, nell'ambiente di corte, anche la sua passione letteraria. Infatti Bramante all'epoca era lodato anche come musicista e poeta e "fu di facundia grande ne' versi", come scrive nel 1521 Caporali. Ci ha lasciato infatti un piccolo canzoniere di 25 sonetti, 15 di tema amoroso petrarchesco e altri di argomento burlesco o biografico, tra cui uno in cui lamenta lo stato delle sue scarse finanze



La chiesa dell'Amore

La chiesa dell'Amore In mezzo alla campagna sola stai, O casa del Signore! Arde sui tetti il sole, e le campane cantano lassù come gran ...