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domenica 7 giugno 2026
giovedì 28 agosto 2025
martedì 17 giugno 2025
José Saramago
José de Sousa Saramago
(IPA: Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010)
è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta, critico letterario e traduttore portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. Il padre di Saramago, José de Sousa, era un agricoltore, che si trasferì con la famiglia a Lisbona nel 1924, dove trovò lavoro come poliziotto. Il fratello minore di Saramago, Francisco, morì a soli quattro anni, pochi mesi dopo l'arrivo a Lisbona e in seguito a una broncopolmonite. A causa delle difficoltà economiche, Saramago fu costretto ad abbandonare gli studi all'Istituto Tecnico. Dopo occupazioni precarie di ogni tipo, trovò un impiego stabile nel campo dell'editoria e per dodici anni lavorò come direttore di produzione. Saramago sposò Ida Reis nel 1944. La loro unica figlia, Violante, nacque nel 1947. Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo La vedova, che in seguito ripudiò come un figlio scapestrato. Il libro, il cui titolo in lingua originale era Terra do pecado, ovvero Terra del peccato, non fu accolto benevolmente dal dittatore del Portogallo, Salazar, a cui Saramago si era sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica. Dal 1955 Saramago lavorò inoltre come traduttore di Colette, Pär Lagerkvist, Jean Cassou, Maupassant, André Bonnard, Tolstoi, Baudelaire, Étienne Balibar, Nicos Poulantzas, Henri Focillon, Jacques Roumain, Hegel, Raymond Bayer per diversi editori ma nel 1966 rientrò nel mondo della produzione letteraria, con la sua prima raccolta di poesie, "I poemi possibili". S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista Portoghese nel 1969, riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime. Successivamente s'avvicinò all'anarchismo, professandosi comunista libertario. Durante gli anni sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista Seara Nova. Negli anni settanta diventò direttore di produzione per una casa editrice e dal 1972 al 1973 curò l'edizione del giornale Diário de Lisboa. In quegli stessi anni pubblicò diverse poesie, Probabilmente allegria (1970), diverse cronache, come Di questo e d'altro mondo (1971), Il bagaglio del viaggiatore (1973) e Le opinioni che DL ebbe (1974), ma anche testi teatrali, romanzi e racconti. Dal 1974 in poi, in seguito alla Rivoluzione dei garofani, si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria. Nel 1977 pubblicò il romanzo Manuale di pittura e calligrafia e nel 1980 Una terra chiamata Alentejo. Il successo arrivò, però, con Memoriale del convento (1982). Nello spazio di pochi anni videro la luce altre due opere importanti, L'anno della morte di Ricardo Reis (1984) e La zattera di pietra, che gli varranno, oltre al successo di pubblico, numerosi riconoscimenti della critica. Nel 1988 Saramago sposò, in seconde nozze, Pilar del Río, che ha tradotto le sue opere in lingua spagnola. Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell'assedio di Lisbona, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità. Nel 1998 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura perché "con parabole, sostenute dall'immaginazione, dalla compassione e dall'ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare". Del discorso che tenne alla consegna del premio famoso è l'incipit: "l'uomo più saggio ch'io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere", disse riferendosi a suo nonno. Nel 2002 fu eletto presidente onorario dell'Associazione Luca Coscioni (associazione Radicale) per la libertà di ricerca scientifica. Saramago è morto nella sua residenza di Tías, nelle Isole Canarie. Nel 2011 viene pubblicato postumo un suo romanzo scritto nel 1953, Lucernario. Le ceneri del Premio Nobel sono sepolte sotto un ulivo nel giardino di fronte alla Fondazione José Saramago a Lisbona.
Il viaggio non finisce mai.
«Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, veder di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui posti già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre ».
José Saramago
domenica 30 aprile 2023
Si dice che il tempo non si ferma,
Si dice che il tempo non si ferma,
che nulla ne trattiene l’incessante avanzata,
lo si dice sempre con queste trite e ritrite parole,
eppure non manca chi si spazientisca per la sua lentezza,
ventiquattr’ore per fare un giorno,
pensate, e quando si arriva alla fine
si scopre che non è servito a niente,
il giorno dopo è di nuovo così,
sarebbe meglio che saltassimo
le settimane inutili per vivere una sola ora piena,
un folgorante minuto.
José Saramago
giovedì 6 agosto 2020
IL SALE DELLA TERRA
IL SALE DELLA TERRA: la conversazione delle donne
Purché le donne riprendano a parlare tra loro,
come saggiamente suggerisce José Saramago:
Purché le donne riprendano a parlare tra loro,
come saggiamente suggerisce José Saramago:
È la lunga interminabile conversazione delle donne,
sem-bra una cosa da niente, questo pensano gli uomini;
neanche loro immaginano che è questa conversazione
che trattiene il mondo nella sua orbita.
Se non ci fossero le donne che parlano tra loro
gli uomini avrebbero già perso il senso della casa e del pianeta.
gli uomini avrebbero già perso il senso della casa e del pianeta.
José Saramago
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