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martedì 24 giugno 2025

La Madre

Col suo bambino in braccio,
entro lo scialle avvolto, una donnetta
andava andava in fretta accanto al muro.
Giù dallo scuro nuvolato i fili
della dirotta pioggia
violenti battevano il selciato
della strada. Alla svolta
d'una viuzza il vento
le scompose lo scialle; e n'usci fuori
un visetto rotondo
d'un fanciullino biondo.
Col suo carico in grembo
tentò la donna di piegarsi, e invano
levò il ginocchio e protese la mano
a raccogliere il lembo.
Io mi curvai, lo presi, 
il bambino nascosi
dentro il povero scialle, che alla madre
girai dietro le spalle...
Mormorò: Grazie! e in fretta
entrò nella stradetta
angusta nell'incerto
barlume. Il vento le sbatteva la pioggia
sulls testa, ma il bimbo, 
il bimbo era coperto!

Domenico gnoli

mercoledì 6 novembre 2019

Nel viale


Sedemmo nel bruno viale.
Ell'era velata d'affanno,
come avesse una notte ferale
dimenticato una nube
sulla sua fronte. Nel core
ci singhiozzavano i giorni
dell'amore. La sua mano
leggera con un brulichio
di moti tremanti d'addio,
come sulla tastiera
d'un cembalo muto, parlava
un linguaggio strano
nella mia mano.
Su' tronchi de' neri cipressi,
fra i rami dell'ilici nere
spargeva il tramonto riflessi
di soli morti; nel fondo
era disteso un parato
di porpora logora; in terra
era un silenzio di foglie
gialle .. Ad un soffio di vento
Si narumarono, come
scosse dallo sgomento
della morte, e il volo
tentarono lungo il viale,
ansiose di ricomporsi
in nuova forma vitale.
Domenico Gnoli

Getsemani


L'ultima candela è spenta
nella sala della mia vita.
Buio, tutto buio; è finita!
L'ultima candela è spenta.

Addio, dolce amica, addio!
Era soave il tuo amore, era
com'alito di primavera.
Addio, dolce amica, addio!

Oh anima mia, che importa?
Datti pace: si sa che muore
come ogni altra cosa l'amore,
e val quanto una cosa morta

quella che morrà. Prima o poi 
sono vanità di nome ... 
e adesso, anima mia, come 
farai? E adesso, che vuoi? 
Sulla terra de' desideri 
insoddisfatti, cerchi invano 
un desiderio, e nel gran vano 
brancoli de' tuoi pensieri. 
Datti pace! l'eterno oblìo, 
fuori del riso e del pianto, 
ci avvolgerà nel suo manto. 
Amica, dolce amica, addio!
 
Domenico Gnoli

La mia bambina


Dormi tranquilla, o testolina bionda,
sul nero petto di tuo padre, dormi!
Soavemente!C'è chi per te veglia.
Ti manca nulla? Tua madre ti chiama
Alla piccola mensa, ti provvede
Pe' di comuni e pei festivi panni;
Nè i balocchi ti mancano e la cara
Bambola: quanto sei di noi più ricca!
Godi, bambina, e non cercar che faccia
Tuo padre fuor di casa fino a sera:
Basta che  quando ei torna, tu gli corra
Amorosetta, pazzerella intorno al collo.
Dormi sicura e via sgombra i terrori
Dell'alta notte:chi vuoi che dormente
Sul  petto di tuo padre osi toccarti?
Dormi, ch'io poso immobile, una lunga
Pace bevendo dal tuo molle sonno;
E a la tua bionda testolina intesso
Con la mente amorosa, a fiore a fiore,
Di fragranti rosette una corona.

Domenico Gnoli.

Domenico Gnoli


 

(Roma, 6 novembre 1838Roma, 12 aprile 1915)
è stato un poeta, storico e bibliotecario italiano.
Il padre, Tommaso, ferrarese d'origine, era un uomo di legge, un letterato e un poeta. La madre, Maria Dini, era umbra, amica di Pietro Giordani, ispirò numerose poesie del poeta. Gnoli studiò presso il Collegio Romano e si laureò in legge alla Sapienza. Esercitò la professione di avvocato e dopo l'annessione di Roma fu professore di italiano al Liceo Visconti. Nel novembre 1880 divenne professore di letteratura italiana all'Università di Torino. Dal 1º ottobre 1881 venne nominato prefetto della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.Nel 1864 sposò la perugina Giuseppina Angelini, dalla quale ebbe 8 figli.Nel 1909 con grande dispiacere dovette lasciare la direzione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, ma passò alla Biblioteca Lancisiana. Dal 1910 alla morte diresse la Biblioteca Angelica di Roma, mantenendo la direzione della Lancisiana. Antinterventista, il suo ultimo contributo è stato l'opuscolo La neutralità degli spiriti. Iniziò a pubblicare poesie nel 1856, con un opuscolo in cui compare una sua ballata insieme a versi delle sorelle Teresa ed Elena e del padre. Il primo volume di poesie, Versi, uscì con uno pseudonimo, Dario Gaddi.Nel 1879 uscì la seconda raccolta di poesie, Odi Tiberine, firmata con il suo vero nome e con la quale inaugurò la fase “tiberina” delle sue opere, pubblicando di seguito Nuove odi tiberine e i due volumi Vecchie e nuove odi tiberine. Il 1896 fu un anno ricco di avvenimenti per il poeta, sia perché pubblicò un nuovo libro, Eros, con lo pseudonimo Gina D'Arco, sia perché in quell'anno morì la moglie, Giuseppina. Per il poeta, rimasto profondamente sconvolto per la perdita della moglie, iniziò una nuova giovinezza grazie alla relazione con la poetessa veneta di origine armena Vittoria Aganoor. Quando la incontrò per la prima volta, a Venezia, nel 1898, Vittoria Aganoor aveva 43 anni. Da questa relazione, che produsse grandi sofferenze a Gnoli, nacque un altro alter ego, quello più famoso, Giulio Orsini. Con questo pseudonimo Gnoli pubblicò le raccolte poetiche di maggior successo: Orpheus (1900), Fra terra ed astri (1903), Jacovella, (1905). In Poesie inedite ed edite. Fra terra ed astri – Jacovella – Oleandri – Solitudini – Eros – Odi tiberine (1907) e I Canti del Palatino. Nuove solitudini (1923) compare sia il suo vero nome sia lo pseudonimo. Due sue poesie sono state musicate da Malipiero. Per incarico del Comune di Roma ha dettato il testo di epigrafi. Domenico Gnoli fu un intellettuale eclettico e, oltre alle opere in poesia, va ricordato anche per i suoi lavori come critico d'arte, storico e critico letterario; fondò e diresse la rivista «Archivio Storico dell'Arte», una delle più autorevoli riviste sull'argomento; come specialista del Rinascimento pubblicò saggi su Raffaello, Michelangelo e Bramante. Per breve tempo ha diretto la «Nuova Antologia» e la «Rivista d'Italia». Grazie a un suo intervento, il Comune di Roma, che aveva deciso di abbattere la casa del Burcardo in via del Sudario, vi rinunciò e anzi promosse il restauro dell'edificio. Del 1909 è Have Roma: chiese, monumenti, case, palazzi, piazze, fontane, ville, una guida illustrata di Roma, dal Medioevo al Settecento. Critico letterario di spicco, tra Otto e Novecento, Gnoli ha tradotto Goethe, è stato il primo biografo di Belli, è stato membro della Accademia di San Luca, dell'Accademia Tiberina, dell'Accademia dell'Arcadia. Ha pubblicato l'antologia dei poeti della Scuola Romana, grazie all'utilizzo di opuscoli rari e di manoscritti. Il suo immenso archivio è stato dagli eredi versato, in parte alla Biblioteca Angelica, in parte alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

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