Portatemeli tutti i bei fiori:
candidi fior d'acacia e biancospino,
gigli, magnolie, tuberose aulenti,
ed i tremuli fior del gelsomino,
i fiori della siepe e del giardino
bianchi qual neve delle vette algenti.
Poi recatemi i petali più ardenti,
rose rosse, gerani carnicini,
garofani odorosi e porporini,
tulipani vermigli, e melograni
scarlatti come il fuoco dei vulcani.
Poi verdi foglie, tante verdi foglie
di cui si veste a primavera il prato;
di cui l'antico bosco appare ornato
quando rinnova le dimesse spoglie
e del sole ai bei rari fecondi e caldi
brilla come un diadema di smeraldi.
Quì tutti: a ciascuno bianco fiore,
e un fiore rosso ed una verde foglia.
E' un mazzolin che costò gran doglia
a chi nutrì di patria il santo amore!
E fu messo dei martiri sul cuore!
E quando per la fuga dei nemici,
di libertà fioriron le ghirlande,
dalle donne d'Italia, arcifelici,
gettato fu con un tripudio grande
sovra i soldati dei liberatori.
Verde foglia, fior bianco, rosso fiore,
cresca sempre l'italico giardino
i color della speme, dell'amore,
e della fede nel nostro destino.
Guido Fabiani
mercoledì 26 febbraio 2025
I Fiori
lunedì 24 febbraio 2025
MADRE
piange al suo pianto, trema al suo penare:
non c'è, fra tutte le cose più care,
più cara cosa del suo dolce viso.
Dalla culla ove inconscio il figlio dorme,
a quando i primi passi incerto muove,
a quando della vita, egli, le prove
affronta, e i crucci a lui vengono a torme,
fin che guidar lo pu con fida mano,
fin che seguir lo può col fido amore,
tutti suoi sono i palpiti del cuore
dal primo giorno al giorno più lontano.
Madre! benigno sole, che ravvivi
e illumini e riscaldi a noi la vita,
il mondo è triste landa inaridita
per gli infelici che di te son privi!
Guido Fabiani
Natale
NATALE
oh! tanti, ma tanti bambini,
tremanti siccome uccellini,
Ricorda che nelle soffitte,
là, sotto l'antica grondaia,
non è come te, balda e gaia
la gente che mendica il pan.
Ricorda le vecchie cadenti,
le madri che cucion silenti,
che vivono in mezzo al dolor;
ricorda che mille orfanelli
non rende il Natale giulivi:
dei baci che godi sn privi
ed hanno l'angoscia nel cor.
E porgi al fanciullo che soffre
la mano, l'abbraccio, l'aiuto,
e prega: " Oh! Signore, venuto
" nel mondo la pace a portar,
"Signore che, nato tra gli umili,
"nell'alto dei cieli salisti,
"il pianto dal ciglio dei tristi
" fa, almeno in Natale cessar! "
Guido Fabiani.
sabato 22 febbraio 2025
La favola della vespa dell'ape e della farfalla.
Una vespa oziosa, un certo dì,
vedendo l'ape fuori a tutte l'ore
girar di fiore in fiore,
prese a sparlar così.
-Uhm!...non voglio avventare
giudizi temerari;
pur tuttavia mi pare
che quella mia sorella
esca un po' troppo a farsi rimirare....
Oppur ch'abbia un difetto
orribile davver per un insetto
che pretende il rispetto!
Ve', ve' come barcolla,
perchè troppo satolla,
entrando e uscendo fuor d'ogni corolla!
Dite voi, dite su!_
ronzò l'invidiosetta
ad una farfalletta,
che meriggiava al sommo d'un erbetta.
_Mi pare, se ho da dir la verità,_
rispose quella, con un batter d'ali,
_che abbiate preso in prestito gli occhiali
dalla Malignità.
Guido Fabiani
venerdì 20 maggio 2022
domenica 8 agosto 2021
domenica 26 maggio 2019
Siamo dodici fratelli
tre, che son tutti infiorati,
tre, che son tutti accaldati,
tre, che son di frutta ornati.
tre, che vanno intabarrati
sospirando i giorni belli.
Siamo dodici fratelli!
Guido Fabiani
lunedì 12 giugno 2017
La mano amica.
La mano amica.
Sale una vecchia tremula e malferma
sotto un fascio di legna, la montagna:
a ogni passo si ferma,
a ogni passo si lagna:
"Troppa, inver, per me sola,è la fatica!
Io non posseggo più la forza antica....
Chi sà se giungerò fino al paese?"
Queste parole sconsolate ha intese
di giovani una gaia comitiva,
che s'offre ad essa.Rompono il fastello:
ognuno un pò di legna su le spalle
prende, e s'inoltra su per l'erto calle.
Così, ridotto leggero il fardello,
la vecchia lieta al paesuccio arriva.
Tanta volte, fanciulli, della vita
è greve il peso per chi solo porta;
ma se una mano amicamente è sporta,
cambiasi l'erta in facil via fiorita.
Guido Fabiani
Guido Fabiani
fu il principale autore di libri per l’infanzia della casa editrice Antonio Vallardi tra la fine dell’800 e gli anni ’20 del ’900,attivo a Milano a partire dall’ultimo decennio del XIX secolo, Guido concentrò le energie nella professione di giornalista e scrittore per l’infanzia, ottenendo un’indubbia fama nel mondo scolastico grazie alla sua attività di direttore del più importante e longevo periodico scolastico italiano, « Il Corriere delle maestre» (1897-1941), edito dalla A.Vallardi e da lui fondato e diretto sino al 1939. A questo interesse per la scuola, sia nell’ambito normativo sia in quello economico,si affiancò una parallela e prolifica produzione di libri e opuscoli per l’infanzia a cui Fabiani attribuì una marcata connotazione patriottica.“ Biblioteca illustrata degli scolari ” (1895-1901) a lui diretta dal 1898:«"Questa bibliotechina ha lo speciale intendimento di rafforzare nei fanciulli con sane letture la educazione patriottica e morale. Dio, Patria, Famiglia" Fabiani concepì e diresse altre due collane, la “Collezione di opuscoli storici e di biografie popolari per i fanciulli” (1900-1931) e “Il Buon Esempio, biblioteca popolare per i fanciulli” (1902-1915), poi ripubblicati dal 1923 ), nelle quali uscirono i suoi lavori, rispettivamente 9 e 14 testi, cui si devono aggiungere altri 25 romanzi e racconti. Gli anni successivi al 1924 videro il definitivo allineamento del pensiero dell’autore alla ideologia fascista, con la celebrazione delle iniziative del regime attraverso le colonne del «Corriere delle maestre ». Questo nuovo “ impegno ” politico portò Fabiani ad abbandonare progressivamente l’attività di scrittore,negli anni ’20 e ’30 limitata a 15 pubblicazioni, per lo più fiabe per bambini ma l’analisi complessiva delle opere e dell’attività giornalistica di Fabiani induce a pensare che egli fosse un laico moderato,assertore del progresso scientifico e di orientamento anticlericale, ostile alle istituzioni scolastiche private ma rispettoso del ruolo sociale del cattolicesimo.
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