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martedì 8 marzo 2022

La POETESSA di Oggi Juana de Ibarbourou📖🖋


"Il ribelle"
Caronte: io sarò uno scandalo sulla tua barca.
Mentre le altre ombre pregheranno, gemeranno o piangeranno,
e sotto il tuo sguardo da sinistro patriarca
timide e tristi, sottovoce, supplicheranno,

io andrò come un’allodola cantando lungo il fiume
e inonderò la tua barca col mio profumo selvaggio,
e illuminerò le onde dell’oscuro ruscello
come una lanterna azzurra che illumini il cammino.

Per quanto tu non voglia, per quanti sinistri lampi
mi lancino tuoi occhi, maestri di terrore,
Caronte, io sulla tua barca sarò come uno scandalo.

Ed esausta d’ombra, di coraggio e di freddo,
quando vorrai lasciarmi sulla riva del fiume
saranno le tue braccia a depormi come conquista di vandalo.
Juana de Ibarbourou

 

lunedì 8 marzo 2021

Un Poeta al giorno Juana de Ibarbourou

 

La sete.

Il tuo bacio penetrò le mie labbra
con una dolcezza rinfrescante.
Una sensazione di acqua viva e nere more
mi diede la tua bocca amante.

Sfinita mi distesi sul prato
col tuo braccio disteso, per appoggio.
E mi tacque il tuo bacio tra le labbra mie
come un frutto di bosco maturo
o un ciottolo lavato dl torrente.

Ho sete, ancora, amor mio.
Dammi il tuo bacio fresco
come una pietruzza del fiume.

– Juana de Ibarbourou –

domenica 8 marzo 2020

Fusione

La mia anima intorno alla tua si è fatta
nodo stretto e ombroso
Ogni giro del laccio sovrumano
si fa radice, per fissarsi a fondo,
ed è un abbraccio interminabile e lungo
che neanche la morte spezzerà. Non senti
come mi nutro della tua stessa ombra?
La mia radice si è intrecciata alle tue
e quando tu vorrai disfare il nodo
sentirai che ti duole in carne viva
e che nella mia ferita sgorga il tuo sangue!
E con le tue mani curerai la piaga
e stringerai più forte il nodo!

Juana de Ibarbourou


CANZONE DEL DESIDERIO DI GIUBILO


Andremo per mari mai navigati
A pescare i rossi pesciolini dell’allegria.

Quando mi sentirai ridere, amore taciturno,
Crederai di ascoltare la musica dei miei braccialetti sottili.
O penserai che il vento, a cavalcioni sulla prua,
Si è messo a canticchiare una gioiosa canzone di marinai.

E nelle tue pupille erranti non si rifletterà ancora
La schiuma sconosciuta dei miei denti
Fra il corallo appena lavato delle labbra fresche.

Siccome non sai che so ridere, amore singhiozzante,
Rimarrai con gli occhi fissi sull'acqua.
A evocare uccelli di isole remote
O brevi canzoni chiare.

E lo stupore ti metterà in bocca
Il ronzio di tutte le parole mai dette
Quando capirai che ho gettato al porto del giubilo
La nostra notturna ebbrezza d’esser tristi.


JUANA DE IBARBOUROU

Juana de Ibarbourou



all'anagrafe Juanita Fernández Morales
(Melo, 8 marzo 1895Montevideo, 15 luglio 1979),
è stata una poetessa e scrittrice uruguaiana.
Di origini spagnole, la Ibarbourou ereditò dal padre l'amore per la sua terra natiaː la Galizia. È stata definita dalla critica letteraria e dai suoi colleghi, quali Alfonso Reyes,la Juana de América, e il 10 agosto del 1929 ricevette nel Palacio Legislativo di Montevideo, dalle mani di Juan Zorrilla de San Martín, un anello d'oro per celebrare le sue simboliche nozze con l'America.Negli stessi anni Unamuno descrisse le sue liriche come una "castissima nudità spirituale". Già nella prima raccolta di versi intitolata Las lenguas de diamante (1918), così come nella prosa El cántaro fresco (1920), nell'autobiografia Chico Carlo (1944), nell'opera teatrale Los sueños de Natacha (1945), la Ibarbourou si caratterizzò per una diffusa sensualità, una grande sensibilità, gioia, ottimismo e per elementi modernisti, simbolisti, elegiaci, grazie ai quali trattò del mondo della natura, della società e del popolo americano, attingendo a piene mani dalla mitologia.Nel corso della sua carriera, la Ibarbourou si avvicinò ai movimenti di avanguardia e surrealisti, come evidenziò nella raccolta La rosa de los vientos (1930), oltreché alla spiritualità presente nelle opere San Francesco de Asís (1935), Estampasa de la Biblia (1934), Loores de Nuestra Señora (1934), nelle quali l'amore, la misericordia, la speranza, la fede religiosa cristiana trascendono il dolore e la delusione della vita quotidiana. In questo periodo creativo, la Ibarbourou preferì scrivere le sue liriche passando dal rispetto della metrica ad un verso maggiormente libero. La Ibarbourou ottenne vari incarichi importanti, tra i quali, nel 1950, la presidenza della Sociedad Uruguaya de Escritores e la partecipazione all'Accademia Nazionale delle Lettere uruguaiana,Ricevette numerosi premi nel suo Paese ed in Spagna, oltreché nel 1958 la candidatura per il Premio Nobel per la letteratura.

Ghianda acrostico