mercoledì 31 marzo 2021

O Gesù🙏

 
O Gesù, buono e misericordioso,
ascolta la preghiera che ti rivolgiamo.
Santifica ogni famiglia,
Aiutala a crescere nella fede;
conserva in essa l'unità,
la pace, la serenità.
Benedici i nostri figli,
proteggi i giovani.
Soccorri quanti sono provati dalla malattia,
dalla sofferenza e dalla solitudine.
Sostienici nelle pene di ogni giorno,
donaci il Tuo amore.
Amen🙏



La memoria.....


 

Tina Pica


 

Primavera



La prima rondine
venne ieri sera
a dirmi:
- E' prossima la Primavera!
Ridon le primule
nel prato,gialle,
e ho visto,credimi,
già tre farfalle.
Accarezzandola
così le ho detto:
- Sì è tempo,rondine,
vola sul tetto!
Ma perchè agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un'altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.
La Pace,o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.
 
G.Rodari

 

Aria di Pasqua


 

Non è .......


 

La quarantena........


 

Frase di oggi


 

Mercoledì Santo


 

Addio Marzo


 

Accendiamo.......


 

martedì 30 marzo 2021

PREGHIERE A MARIA SS.MA DELLA CATENA

 


O Madre tenera, che tieni in mano,
del trionfo massimo, il segno arcano.
Le tue catene, trassero dal cielo,
il Verbo e il chiusero nell’uman velo.
O Madre, tiraci in alto i cuori,
sino all’altezze di tue virtù.
Fuor dai terrestri, putridi amori,
sino alle braccia del tuo Gesù.
Mirami, o Madre, come legato
Sto in fondo al carcere del mio peccato.
Qui, senza luce, privo di bene,
strascino languido le mie catene.
Scioglimi o Madre, dal laccio rio;
dammi la libera vita di Dio!
Lieto al tuo piede, verronne allor,
le tue a baciar catene d’or.
Madre, la storia dei tuoi favori,
è una catena che allaccia i cuori:
ma a meglio renderci, lieti e felici,
Madre, preghiamoti ci benedici.
Oh, benedetti dalla tua mano!
Chi dal tuo seno ci strapperà?
Il mondo, satana, verranno invano:
le tue catene son libertà.
AMEN

L'Amicizia.........


 

Siamo


 

Spleen

Spleen
Le rose erano tutte rosse
e l'edera tutta nera.
Cara, ti muovi appena
e rinascono le mie angosce.
Il cielo era troppo azzurro
troppo tenero, e il mare
troppo verde, e l'aria
troppo dolce. Io sempre temo
- e me lo debbo aspettare!
Qualche vostra fuga atroce.
Dell'agrifoglio sono stanco
dalle foglie laccate,
del lustro bosso e dei campi
sterminati, e poi
di ogni cosa, ahimé!
Fuorché di voi.
 
Paul Verlaine

 

Preghiera


 

Frankie Laine


nome d'arte di Francesco Paolo LoVecchio
(Chicago, 30 marzo 1913 – San Diego, 7 febbraio 2007),
è stato un cantante statunitense.
È stato uno dei grandi della musica leggera del XX secolo,
con oltre duecentocinquanta milioni di dischi venduti
(ventuno i dischi d'oro guadagnati in carriera).
Ebbe il periodo di maggior fulgore tra gli anni quaranta e cinquanta. Il suo primo brano successo, That's My Desire, risale al 1947. Ad esso seguirono poi altri successi come That Lucky Old Sun, Swamp Girl, Cry of the Wild Goose e Mule Train. Laine ha interpretato anche molte canzoni utilizzate dal cinema. Tra esse si ricordano Jezebel, I Believe, High Noon (il leitmotiv del film Mezzogiorno di fuoco), e "Quel treno per Yuma" Jealousy (Jalousie), The Girl in the Woods, When You're in Love, Way Down Yonder in New Orleans, Your Cheatin' Heart, Granada, Hey Joe!, The Kid's Last Fight, Cool Water, Someday, Moonlight Gambler, Rawhide e Rider in the sky, quest'ultime due poi ripresa anche dai Blues Brothers. Nella parte di se stesso è apparso in un cameo della commedia musicale del 1956 Donne... Dadi... Denaro. Nel 1964 partecipò al Festival di Sanremo interpretando due canzoni: Che me ne importa a me in coppia con Domenico Modugno e Una lacrima sul viso assieme Bobby Solo. La sua attività continua durante gli anni settanta, con numerose tournée, dischi e un ritorno alle colonne sonore incidendo il brano Blazing Saddles per il film Mezzogiorno e mezzo di fuoco diretto da Mel Brooks. Continua ad esibirsi con successo, ancora novantenne, fino al 2005. Ricoverato in un ospedale di San Diego, in California, per un'operazione all'anca, è morto per infarto cardiaco dopo due settimane di degenza.

 

La capanna incantata

 


La mia capanna è come una piccola luce
in mezzo al bosco
il legno con il quale è stata costruita
ha il profumo della natura,
le due finestre sono occhi spalancati sul mare,
la porta azzurra è...
la speranza che si apre al mondo".
Credevo che un grande amore non morisse mai.
Immaginavo che fosse come un albero
pronto a sfidare qualsiasi tempesta
e soprattutto il tempo.
Invece mi sono accorto che non e' cosi'
perche' anche un grande albero puo' perdere
lentamente i suoi rami e diventare secco.
Quando lo tagliano,appaiano all'interno tanti segni.
Sono i segni nascosti del tempo,
delle passione e dei dolori
che non si possono vedere prima.
E allora ti domandi del perche',
se l'albero e' stato bagnato,
se e' stato curato quando era il tempo.
Ti passano nella mente mille cose
e vorresti sapere se quell'amore
era veramente grande come l'albero
oppure era una specie
d'amore come ce ne sono tanti.
I grandi amori non muoiono
per un colpo di vento
o per un poco d'acqua in meno.
Muoiono se li fai morire dentro
e non finiscono se hai dato loro tanto,
sino a logorarti il cuore.
 
R. Battaglia.

Le persone.........


 

GRAZIE!!!!!


 

Il ritorno della rondine

 


Chissà....


 

Nell'Uovo......


 

C'era e non c'è più


 

Marzo

 


Marzo piange, il capriccioso,
ogni giorno un pochettino,
pesta i piedi dispettoso
e si tira un ricciolino.
Non si sa se è pianto o riso:
mentre par che si disperi,
scuote i riccili leggeri
e ci mostra un bel sorriso. 
 
Luisa Nason
 

L'Accenno di un Canto Primaverile

Il vento portò da lontano
l'accenno di un canto primaverile,
chissà dove,lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide,cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.

A.Blok.


 

Fior di giaggiolo

 


Fior di giaggiolo
tu sei l'amore che ha preso il volo
e ti confermo che amo te solo.
Fior di giaggiolo


Fior di ginestra
sto sempre ad aspettarti alla finestra
ho tanta sete e la tua bocca è fresca
Fior di ginestra


Fior d'Amaranto
ti voglio bene e non so dirti quanto
e ti penso sempre in ogni momento
Fior d'Amaranto


Fior di verbena
non farmi più patire questa pena
dimmi che mi pensi con la luna piena
Fior di verbena


Fiore di bosso
tu sai che t'Amo e di più non posso
allora deciditi a fare il primo passo
Fiore di bosso


Fior di mughetto
se un ti decidi io ti fo un dispetto
e minnamoro di un bel moretto
Fior di mughetto


Fior di rosaio
hai aspettato troppo amore mio
e allor la decision l'ho presa io
Fior di rosaio


Fior di susino
l'ho incontrato davvero un morettino
mi vuole bene e l'anello ho al ditino
Fior di susino


Lucia.😉


lunedì 29 marzo 2021

Preghiera d'intercessione alla Madonna

Porgi soccorso, o Vergine gentile,

a quest'alma tapina,

e non guardar ch'io sia terreno e vile

e tu, del ciel Regina,

o stella mattutina,

o tramontana del mondan viaggio,

porgi il tuo santo raggio

alla mia errante e debil navicella.

Ricevi, o Donna, nel tuo grembo bello

le mie lagrime amare,

tu sai che ti son prossimo a fratello,

e tu non puoi negare.

Vergine, non tardare

chè carità non suol patir dimora;

non aspettar quell'ora

che il lupo mangi la tua pecorella

Amen

beato francescano Jacopone da Todi



La poesia

La Poesia mi intercala in un inferno solo mio,
da cui un eco mi chiama afferrandomi alla

gola,
ed io non so resistergli, una calamita che

m’incolla,
la mia eucarestia, il mio sincero Pane.
Dannato per il troppo desiderio di scoprire i

segreti che solo io so scovare. Donare agli

altri senza remore, con devozione,
appassionatamente, febbrilmente.
Seduttore di sintesi poetiche, bramo il

rimescolar di note rimate,
consumate, affusolate, mentre attendo a

mani aperte la neve cadere giù.
Erpici che scavano, martellandomi la mente,
mi distruggono la linfa e resto dissanguato,

ma le poesie vivono.
La scrittura poetica è una lucente bellezza

che sconfigge l’oscurità,
riscattando il buio, squarciando la morte che

non copre mai nessuna rima. Impasta il sole

al sale creando un mare di sapori e di saperi,
cambia i venti. Priva di ipocrisia,
è come il fiore del deserto che profuma la

valle
pur non essendoci nessuno ad odorare il suo

immenso aroma.
Umile, come il mare,
che pur sapendo di essere il padrone del

tempo e dello spazio,
dona la sua maestosità e il suo infrangersi

incessante a tutti.
Fa pensare e fa penare,
brucia le parole insensate, che gli uomini, a

fiumi versano senza pesare.
È un canto che in ogni luogo ed ora recita il

rosario della vita.
Senza una ragione, la poesia aggroviglia la

materia,
provocando burrasche di sentimenti;
come il gracidare delle rane che per amore

si sgolano notti intere.
Lo stillare d’una pioggia che batte e leviga i

cuori in tempesta,
addolcisce le ferite, scavate lungo gli argini

del tempo.
Cosa sarebbe il mondo intero senza una

leggera piuma di poesia?
Sterile Madre Terra offende l’uomo che triste

s’incammina su selciati senza sogni, giunge

una poesia e tutto si colora.
Voglio andare là, a riempire il vuoto lasciato

dalla mancanza di poesia, frantumando i tanti

solitari vagabondi,
e portare il canto dove non c’è parola vera.

Bramante

 
 

Sono io il mare

 



Se vuoi conoscere il mare
cercami negli occhi
Non trovi un'onda
dalle albe a tutti i tramonti
che ti spoglia nuda e che t'avvolge
come il cielo abbraccia il mare
e sfarina negli occhi il sale
dove diventa miele
La follia ricama i suoi perigli
contorni e ammagli di colori
del mio infinito mare
Scie di sole tra granelli di colori
si perde ogni confine
come spuma
e sfogliano le labbra
come pelle di poesia

Bramante

Bramante

 

Autoritratto

Donato "Donnino" di Angelo di Pascuccio, detto il Bramante
e conosciuto anche come Donato Bramante
(Fermignano, 1444Roma, 11 aprile 1514),
è stato un architetto, pittore
e poeta italiano, tra i maggiori artisti del Rinascimento. Formatosi a Urbino, uno dei centri della cultura italiana del XV secolo, fu attivo dapprima a Milano, condizionando lo sviluppo del rinascimento lombardo, quindi a Roma, dove progettò la basilica di San Pietro. In qualità di architetto, fu la personalità di maggior rilievo nel passaggio tra il XV e il XVI secolo e nel maturare del classicismo cinquecentesco, tanto che la sua opera è confrontata dai contemporanei all'architettura delle vestigia romane e lui considerato "inventore luce della buona e vera Architettura". da madre urbinate e padre toscano; si formò artisticamente nella città dei Montefeltro. Il periodo della formazione e la prima attività di Bramante non è documentata. Quasi sicuramente fino al 1476 restò ad Urbino, dove probabilmente fu allievo di fra Carnevale e divenne pittore "prospectivo", cioè specializzato nella costruzione geometrica di uno spazio per lo più architettonico quale sfondo di una scena dipinta. Probabilmente fu anche allievo ed aiuto di Piero della Francesca e conobbe Melozzo da Forlì che influenzarono poi la sua attività pittorica.. Nell'ambiente urbinate sicuramente conobbe Luca Signorelli, Perugino, Giovanni Santi, Pinturicchio e Francesco di Giorgio Martini di cui probabilmente divenne collaboratore e da cui apprese molto nell'arte dell'architettura,. Forse a seguito di viaggi che infine lo porteranno in Lombardia, entrò in contatto anche con le opere di Mantegna e di Leon Battista Alberti, nonché con le produzioni artistiche di centri come Perugia, Ferrara, Venezia, Mantova e Padova. Durante il suo periodo milanese Bramante esercitò, nell'ambiente di corte, anche la sua passione letteraria. Infatti Bramante all'epoca era lodato anche come musicista e poeta e "fu di facundia grande ne' versi", come scrive nel 1521 Caporali. Ci ha lasciato infatti un piccolo canzoniere di 25 sonetti, 15 di tema amoroso petrarchesco e altri di argomento burlesco o biografico, tra cui uno in cui lamenta lo stato delle sue scarse finanze



Frase del giorno


 

Dietro.....


 

Bisogna ........


 

Diceva..........

 


Amico/a virtuale

 

Amico/a virtuale
con te non ci sono
 nè distanze nè frontiere
 
Se il tuo viso a volte mi è sconosciuto
dai tuoi scritti cerco di immaginarlo
e ti immagino con un gran cuore.
Tutti i giorni mi confido con te...
condividiamo le nostre scoperte
e ci auguriamo le cose più belle.
 
La sera augurandoci la buonanotte
pensiamo "Domani ci riscriveremo" .
Arriva presto la mattina
per darti il buongiorno.
 
E' un'amicizia  virtuale..o reale???
comunque se la sentiamo vera
è una bella Amicizia.
Lucia

Marzo

 

Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:
leggero sui prati cammina
Marzo, incantevole mese.
Ancora non c'è l'usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel bosco
già fremono e parlano i grilli.
E, guarda, la siepe s'è desta
coperta di fiori, odorosa;
il pesco s'ammala di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C'è pioggia, c'è vento, c'è sole:
è Marzo, ogni cosa ha un incanto;
è Marzo che piange e non vuole,
che mostra il sorriso tra il pianto.

Alfred de Musset

Primavera


Oggi la primavera
é un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
Tutto è color di prato.
Anche l'edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d'umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.



V.Cardarelli


29 marzo 1946. La Piaggio presenta sul mercato la Vespa.

 


29 marzo Beato Bertoldo

 



Priore generale dei Carmelitani
Sec. XIII
Etimologia: Bertoldo = famoso, illustre, splendente, dall'antico germanico

Nativo della Lombardia, fu, ca. il 1230, secondo priore generale dei Carmelitani: morì e fu sepolto sul Monte Carmelo. Gli si attribuisce una visione, durante la quale vide portare in cielo dagli angeli le anime di molti carmelitani uccisi dai saraceni. La sua figura è passata attraverso vari prismi deformanti. Le notizie sopra riferite ci sono state conservate in una raccolta di Legenda abbreviatae, che per molti santi hanno ancora una redazione primitiva. Il domenicano Stefano di Salignac (prima del 1278) che attribuì la composizione della regola carmelitana ad Aimerico di Malefaida da Salignac, patriarca di Antiochia (1142-93), mentre essa è di Alberto, patriarca di Gerusalemme (1206-14), disse che detto Aimerico aveva tra i Carmelitani un nipote, "un uomo santo e famoso". Costui ricevette un nome ed una qualifica nella cosiddetta Epistola Cyrilli, pubblicata dopo l'anno 1378 dal carmelitano Filippo Riboti, che lo dice fratello, non più nipote, di Aimerico, di nome Bertoldo e primo priore generale dei Carmelitani. Successivamente un altro carmelitano, Giovanni Grossi, nel suo Virldarium (verso il 1400) dette a tale nipote il nome di Brocardo mentre nelle successive redazioni della medesima opera e nel catalogo dei santi carmelitani della stessa epoca, Bertoldo di Malefaida è considerato primo generale e Bertoldo di Lombardia passa al quarto posto. il Papenbroeck pubblicando un testo del monaco greco Phocas che nel 1177 visitò il Carmelo, identificò Bertoldo con un vecchio monaco di Calabria: ma evidentemente Phocas non parla di eremiti latini, bensì di monaci greci, che erano pure sul Carmelo, ma in luogo diverso. il santo è rappresentato in abito carmelitano, con un libro e una spada, oppure mentre ha la visione dei martiri. il culto fu ordinato nel capitolo generale dell'ordine del 1564. il suo nome, tolto dal breviario riformato del 1585, poco dopo, nel 1609, vi fu nuovamente introdotto; le lezioni proprie furono approvate nel 1672. La festa è fissata il 29 marzo.


Autore:
Adriano Staring

 

La zanzara