Visualizzazione post con etichetta Premi Nobel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Premi Nobel. Mostra tutti i post

martedì 18 agosto 2026

Shelley Winters

Shelley Winters, pseudonimo di Shirley Schrift
(East St. Louis, 18 ag 1920 Los Angeles, 14 gen 2006),
è stata un'
attrice statunitense.

Nata da Jonas Schrift, un emigrante di fede ebraica, e da Rose Winter (nata nel Missouri ma anch'ella figlia di emigranti), Shelley Winters studiò recitazione all Hollywood Studio Club, dividendo la propria stanza con un'altra debuttante destinata a diventare una grande celebrità, Marilyn Monroe. Attrice dalla carriera lunghissima sviluppata nell'arco di cinque decenni, si presentò sulle scene hollywoodiane poco più che ventenne, come vamp dalle chiome bionde, debuttando nel film Che donna! (1943) di Irving Cummings, ma avrebbe ottenuto il suo primo ruolo di un certo rilievo solo quattro anni dopo in Doppia vita (1947), diretta da George Cukor, e accanto a Ronald Colman.Dopo aver interpretato altri film come il noir L'urlo della città (1947) di Robert Siodmak e il western Il fiume rosso (1948) di Howard Hawks, all'inizio degli anni cinquanta preferì orientarsi verso ruoli di maggior impegno drammatico, come quello della dimessa operaia che trova la morte per mano del marito in Un posto al sole (1951), a fianco di Montgomery Clift ed Elizabeth Taylor. Il film, diretto da George Stevens, le consentì di conquistare la sua prima candidatura all'Oscar. Non semplice caratterista, ma interprete di ruoli di forte impegno, la Winters non smise mai di studiare e di esercitare il proprio talento. All'Actor's Studio, al fianco del grande attore e maestro Charles Laughton, perfezionò il proprio stile di recitazione con i classici di Shakespeare, divenendo poi insegnante a sua volta. Nel 1959 si aggiudicò il massimo riconoscimento dell'Academy, il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista per Il diario di Anna Frank, ancora sotto la direzione di George Stevens. Consapevole delle proprie origini ebraiche, decise di donare la statuetta all'"Anna Frank Museum"; avrebbe riconquistato nuovamente l'Oscar nel 1966 per il film Incontro al Central Park (1965) di Guy Green, tratto da un romanzo di Elizabeth Kata. È stata la prima attrice a vincere per due volte l'Oscar come migliore interprete non protagonista (dopo di lei, ci è riuscita finora solo Dianne Wiest). Dopo un intenso periodo al cinema nella prima metà degli anni cinquanta (tra cui, oltre i due film di Stevens, vanno ricordati in particolare La sete del potere (1954) di Robert Wise, Mambo (1954) di Robert Rossen e La morte corre sul fiume (1955) di Charles Laughton), l'attrice si distinse nei decenni successivi per la sua partecipazione a numerosi film di vario genere, non sempre in ruoli da protagonista: Il giardino della violenza (1961) di John Frankenheimer, Lolita (1962) di Stanley Kubrick, Sessualità (1962) di George Cukor, Il balcone (1963) di Joseph Strick, Madame P... e le sue ragazze (1964) di Russell Rouse, Detective's Story (1966) di Jack Smight, Alfie (1966) di Lewis Gilbert, Buonasera, signora Campbell (1968) di Melvin Frank, Joe Bass l'implacabile (1968) di Sydney Pollack, Lo specchio della follia (1969) di Bernard Girard, Il clan dei Barker (1970) di Roger Corman, L'avventura del Poseidon (1972) di Ronald Neame, L'inquilino del terzo piano (1976) di Roman Polański, S.O.B. (1981) di Blake Edwards, Oltre il ponte di Brooklyn (1984) di Menahem Golan, A scuola di ballo (1991) di Lewis Gilbert, Buona fortuna, Mr. Stone (1993) di Paul Mazursky e altri ancora.Prese parte anche a vari film di produzione italiana, come Gli indifferenti (1964) di Francesco Maselli, Mimì Bluette... fiore del mio giardino (1976) di Carlo Di Palma, Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli e Gran bollito (1977) di Mauro Bolognini. Tra le sue ultime interpretazioni di rilievo, da ricordare il ruolo di Mrs Touchett nel film Ritratto di signora (1996) di Jane Campion. La sua ultima interpretazione risale al 1999 nel film La bomba di Giulio Base, accanto a Vittorio Gassman con cui fu sposata. Nello stesso anno fu premiata al terzo Hollywood Film Festival. Shelley Winters si spense all'età di 85 anni al Rehabilitation Centre di Beverly Hills, ove era ricoverata in seguito a un infartoLa sua personalità, per certi versi esplosiva, come donna e come attrice la portò spesso sulle prime pagine dei giornali, anche di quelli riservati strettamente al gossip sul mondo della celluloide. La sua stessa vita sentimentale, quanto mai articolata, è stata analizzata e descritta in modi spesso contraddittori, ma anche da lei stessa raccontata talvolta attraverso scritti autobiografici ricchi di particolari riguardo alle vicende dei suoi tre matrimoni – fra cui quello con gli attori Vittorio Gassman (da cui ebbe una figlia, Vittoria, diventata un noto medico) e Anthony Franciosa – e dei numerosi affari di cuore con personalità dello spettacolo come William Holden, Burt Lancaster e Marlon Brando. Portò avanti assieme ad altre personalità del mondo artistico e politico, fu amica della famiglia del defunto presidente John F. Kennedy e sostenitrice della causa di Martin Luther King, un gruppo musicale statunitense si è ispirato a lei per il proprio nome chiaramente allusivo, Shelley Winters Project.


lunedì 17 agosto 2026

Maureen O'Hara

Maureen O'Hara nata con il nome di Maureen FitzSimons
(
Dublino, 17 agosto 1920Boise, 24 ottobre 2015),

Nata da Charles FitzSimons, di religione cattolica, e da Marguerita Lilburn, protestante, è ricordata per la sua avvenenza, per la fluente chioma di capelli rossi e per gli occhi verdi, che le valsero l'appellativo di "regina del Technicolor". Attrice di indubbie capacità, ebbe una carriera lunga e fortunata nell'arco di oltre un cinquantennio. Cantante lirica mancata (sul web è disponibile una rara versione di Danny Boy da lei registrata nel 1960 per l'album della Columbia Maureen O'Hara Sings her Favorite Irish Songs, che mette in evidenza le sue qualità vocali), fu avviata alla recitazione dai suoi familiari, anch'essi teatranti (sua madre era ella stessa una cantante lirica). A quattordici anni iniziò a recitare con la compagnia dell'Abbey Theatre all'Ireland's National Theatre di Dublino. Tre anni dopo si sposò, ma il matrimonio durò assai poco e fu successivamente annullato. Sia pure riluttante, appena diciottenne accettò di sottoporsi a un provino cinematografico a Londra che non ebbe successo, ma che le consentì di essere notata dall'attore Charles Laughton, il quale apprezzò le doti di attrice e il temperamento dell'aspirante star, ottenendo che fosse sottoposta a un nuovo esame. Il successivo provino andò meglio e le garantì un primo contratto della durata di sette anni, con il debutto nel 1938 in due film minori, My Irish Molly di Alex Bryce e La danza dei vagabondi di Walter Forde. L'anno seguente girò il suo primo film di rilievo, La taverna della Giamaica (1939) di Alfred Hitchcock, il quale ebbe per l'attrice parole di elogio dicendo di considerarla magnifica, dotata di charme e di particolare grazia. Nello stesso anno la O'Hara interpretò uno dei ruoli per cui è maggiormente ricordata, quello di Esmeralda nel film Notre Dame, dove fu diretta da William Dieterle, accanto a Charles Laughton nella parte del campanaro gobbo Quasimodo. Tra gli anni quaranta e cinquanta, la filmografia dell'attrice include titoli molti popolari, fra cui Com'era verde la mia valle (1941) di John Ford, Il cigno nero (1942) di Henry King, Questa terra è mia (1943) di Jean Renoir, Il miracolo della 34ª strada (1947) di George Seaton, Sinbad il marinaio (1947) di Richard Wallace, La lunga linea grigia (1955) di John Ford, Lady Godiva (1955) di Arthur Lubin, Lisbon (1956) di Ray Milland, Il nostro agente all'Avana (1959) di Carol Reed. Lavorò in più occasioni con John Wayne, di cui fu buona amica, e sotto la direzione di John Ford in film come Rio Bravo (1950), Un uomo tranquillo (1952), Le ali delle aquile (1957). Negli anni sessanta l'attrice continuò a girare film di successo, tra cui Il cowboy con il velo da sposa (1961) di David Swift, McLintock! (1963) di Andrew V. McLaglen, Quella nostra estate (1963) di Delmer Daves, Accadde un'estate (1965) di Delmer Daves, Rancho Bravo (1966) di Andrew V. McLaglen e Per grazia rifiutata (1970) di Michael Gordon. Dopo una pausa di venti anni tornò a recitare nella commedia Cara mamma, mi sposo (1991) di Chris Columbus, ove interpretava la madre di John Candy, e che rimane la sua ultima apparizione sul grande schermo. Il nome della O'Hara - che fino al 2000 lavorò anche per la televisione - è iscritto fra quelli delle Celebrità della Hollywood Walk of Fame. Nel novembre 2014 le venne conferito il Premio Oscar alla carriera. Morì nel sonno all'età di 95 anni.

martedì 9 giugno 2026

Ève Curie

 
Ève Curie
Era figlia di Pierre Curie e di Marie Curie, nonché sorella minore di Irène Joliot-CurieAll'età di un anno, perse il padre a causa di un incidente e fu quindi educata dalla madre e dal nonno paterno. Nel 1911 con la sorella seguì la madre in Polonia, per visitare in sanatorio la zia materna Bronisława Dłuska, direttrice del Radium Institute di Varsavia. Si diplomò al Sévigné College in scienze e filosofia. Allieva di Paderewski, studiò pianoforte e si esibì in acclamati concerti a partire dal 1925; a Parigi, in province della Francia e del Belgio. Scrisse una biografia della madre, Madame Curie, che venne pubblicata nel 1937 contemporaneamente negli Stati Uniti d'America e in numerosi Paesi europei, tra cui la Francia, l'Inghilterra, l'Italia - dove ebbe il titolo Vita di Madame Curie - e la Spagna. Il libro biografico ispirerà un film statunitense del 1943, uno sceneggiato televisivo italiano del 1966 e un'opera lirica polacca del 2011. A seguito dello scoppio della seconda guerra mondiale, Eve Curie venne nominata da Jean Giraudoux, commissario generale francese alle informazioni, direttore della divisione femminile del commissariato delle informazioni. Fu coeditore del quotidiano Paris-Press, fra il 1945 e il 1949. Nel 1952 venne nominata consigliere speciale del segretario generale dell'ONU. Il 19 novembre 1954 sposò Henry Richardson Labouisse, ambasciatore degli USA in Grecia e con lui nel 1965 ritirò il premio Nobel per la pace insignito all'UNICEF. Eve lavorò come ambasciatrice dell'UNICEF in Grecia fra il 1962 e il 1965; con il marito visitò più di 100 nazioni in via di sviluppo all'epoca seguite dall'organizzazione

Quando siete arrivati