Visualizzazione post con etichetta Fiore e Piante. Mostra tutti i post
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venerdì 17 luglio 2026

Fiore che spunti dal muro screpolato

Fiore che spunti dal muro screpolato,
io ti colgo dalla fessura,
ti tengo qui, la radice e tutto, nella mia mano,
piccolo fiore - ma se potrò capire
ciò che sei, la radice e tutto, e tutto in tutto,
saprò che cosa sono Dio e l'uomo.

Alfred Tennyson

giovedì 25 giugno 2026

Il Rovo

Lo si odia, lo si strappa, lo si brucia.

Il rovo è probabilmente la pianta più malvista del giardino.
Eppure, elimina un roveto, e metti in strada un intero condominio di abitanti.
Sotto il suo aspetto di groviglio spinoso,
il rovo è uno dei rifugi più straordinari della natura.
Il suo intreccio di rami armati è una fortezza:
all'interno, capinere, scriccioli e merli nidificano
al riparo dai predatori.
Ricci, biacchi e moscardini vi trovano rifugio.
Nessuno e niente li disturba dietro le spine.
Ma il rovo nutre quanto protegge.
La sua fioritura si estende da maggio a luglio —
nel pieno dell'estate, quando molti altri fiori
sono già appassiti.
Per api, bombi, sirfidi e farfalle
è una stazione di servizio aperta
quando le altre sono chiuse.
Le sue foglie nutrono i bruchi di decine di specie di farfalle.
Poi arriva l'autunno, e le more.
Questo banchetto dolce è una risorsa vitale
prima dell'inverno: merli, tordi, capinere e pettirossi
se ne saziano, insieme a ricci, volpi e moscardini.
Persino i gambi secchi servono:
le api solitarie vi depongono le uova.
E c'è qualcosa di ancora più sorprendente:
il rovo è una nursery di alberi.
Il suo folto spinoso protegge i giovani germogli
dal brucamento, il tempo che si elevino
al di sopra del pericolo.
Il bosco di domani cresce spesso
all'ombra dei rovi di oggi.
Il moscardino (Muscardinus avellanarius),
uno dei mammiferi più rari e protetti d'Italia
(Allegato IV, Direttiva Habitat),
dipende dal rovo per rifugio e cibo autunnale.
E l'invasione? Si gestisce senza erbicidi.
Una semplice potatura al momento giusto
o un passaggio di vanga per tagliare i polloni al bordo
contiene il roveto esattamente dove lo si vuole.
Tieni un roveto in un angolo selvatico del giardino.
Non è un incolto: è un rifugio, una dispensa
e un vivaio forestale, tutto insieme.

domenica 24 maggio 2026

Il giuggiolo


Il giuggiolo è stato introdotto in Italia dal Medio Oriente per opera del console romano Sesto Papinio , all’epoca dell’Impero di Augusto.

Ma la sua terra d’origine è la Cina, dove ancora oggi le giuggiole costituiscono un importante ingrediente per la lavorazione di pani , dolci e bevande. Specie rustica ed estremamente frugale, di facilissima coltura , si adatta a tutti i terreni, anche sabbiosi e calcarei ; va posta a dimora in pieno sole, al riparo dai venti di tramontana, possibilmente ,come si fa da sempre, a ridosso dei muri. L’unico inconveniente,se vogliamo,è di essere pianta spinosissima. È molto longevo ma di crescita estremamente lenta, occorrono ben più di dieci anni dall’impianto prima che dia frutti,ed è per questo che presso i vivai il costo di un esemplare adulto raggiunge prezzi elevati. Attualmente però esistono in commercio varietà a frutti grossi che entrano in produzione in un tempo relativamente breve. Il suo legno è durissimo ma di scarso impiego, in quanto assai raramente il tronco raggiunge le dimensioni adatte per una qualche utilizzazione. Però un tempo nelle campagne veniva usato per costruire piccoli strumenti musicali a fiato; vale la pena citare il Pascoli che in una sua poesia dice: “ Festoso strepito de’ flauti di giuggiolo”. Le giuggiole,dalla polpa biancastra e zuccherina, hanno un elevato contenuto di proteine, zuccheri,vitamine e notevoli proprietà medicinali, lenitive, emollienti e antinfiammatorie; se ne fanno marmellate,conserve e sciroppi. Malgrado ciò,sono diventate in molti modi proverbiali sinonimo di cosa di poco conto come per esempio:“ E’ un lavoro impegnativo, altro che giuggiole!”,oppure: “E’un giuggiolone”, si dice quando uno è considerato un po’ingenuo. 
Un mio ricordo lontano di quando ero piccola fino all'età di 15 anni, nella via dove sono nata  e cresciuta da una parte c'erano le case  dall'altra i campi di un contadino , dove c'era un giuggiolo e noi nbambinetti andavamo con 10, 15 lire a comperare un cartoccio fatto di carta gialla pieno di dolci giuggiole

sabato 31 gennaio 2026

L'unico fiore a rappresentare il sole, la luna e le stelle

L'unico fiore a rappresentare il sole, la luna e le stelle

Il tarassaco attraversa tre fasi distinte che ricordano corpi celesti, rendendolo unico nel regno vegetale per questa trasformazione simbolica.
Il sole
Il fiore giallo brillante del tarassaco si apre verso il cielo come un piccolo sole. I suoi numerosi petali dorati irradiano dal centro, catturando e riflettendo la luce solare. Questa fase rappresenta energia, vitalità e il ciclo della vita che inizia.
La luna
Dopo la fioritura, il tarassaco si trasforma in una sfera bianca perfetta di semi piumosi. Questa forma sferica argentea ricorda la luna piena che brilla nella notte. La delicata struttura sembra quasi luminescente, specialmente nelle prime ore del mattino quando la rugiada la ricopre.
Le stelle
Quando il vento soffia, i semi si staccano e volano via, ciascuno portato da un pappo bianco che ricorda una stella cadente. Questi semi dispersi nell'aria creano uno spettacolo effimero che evoca le stelle sparse nel cielo notturno.
Simbolismo e significato
Il tarassaco incarna il ciclo completo dell'esistenza:
- Il sole rappresenta la nascita e la giovinezza vibrante
- La luna simboleggia la maturità e la riflessione
- Le stelle evocano la dispersione, i desideri e le nuove possibilità
Questa trasformazione completa rende il tarassaco un simbolo poetico del tempo, del cambiamento e della continuità della vita.
Saggezza popolare
Nella tradizione, soffiare sui semi di tarassaco ed esprimere un desiderio è un gesto simbolico che collega l'essere umano ai cicli naturali. Ogni seme portato dal vento rappresenta una speranza lanciata nell'universo.

lunedì 10 novembre 2025

Sembra una magia, invece è una meraviglia del Creato.


  
Nei boschi delle montagne nelle regioni più fredde del Giappone e della Cina nasce un delicatissimo fiore, che diventa trasparente quando piove, come di cristallo. Lo chiamano Skeleton Flower, letteralmente “fiore scheletro”, ma il suo nome scientifico è Diphylleia grayi.
I petali di questi fiori perdono la loro naturale pigmentazione bianca e diventano trasparenti quando entrano a contatto con l’acqua. Non si tratta di decomposizione, infatti, da asciutti ritornano completamente bianchi, come se niente li avesse sfiorati.

martedì 15 luglio 2025

L'abbattimento di un albero🌳

È una questione che va considerata attentamente, sia per costruire una strada, una casa, sia perché le foglie sporcano il tetto e bloccano le fogne.
Un albero: Assorbe CO2 "problematico" per produrre O2 "vitale" e immagazzina C carbonio, riempie le lame di terra con le sue radici verticali servendo da guida, riflette e assorbe parte delle radiazioni solari, mantiene la freschezza locale e contribuisce alla formazione di nuvole con il fenomeno della vaporizzazione.
Produce foglie: cibo per la terra e per te, le radici orizzontali servono a recuperare nutrienti, dona zucchero al micelio in cambio di nutrienti assorbe polvere e gas inquinanti, fornisce habitat e cibo per uccelli, insetti e roditori, può servire da barriera sonora e visiva...
In breve, oltre a catturare CO2 un albero produce: fresco! Acqua! Ossigeno! L'unica tecnologia che può salvarci!
web

sabato 12 luglio 2025

Sakura, ciliegio giapponese



Sakura, ciliegio giapponese è una pianta specificatamente ornamentale diffusa nell’estremo oriente, si intende Cina, Corea e Giappone; il cui nome scientifico è Prunus serrulata.



Lo conosciamo tutti e da anni è diventato famoso proprio per i bellissimi fiori che produce, quali hanno colorazioni che vanno dal bianco al porpora. L’albero è di medie dimensione e- nonostante sia un ciliegio- solo alcune varietà danno alla luce dei frutti commestibili.


Fioritura: la stagione dell’ hanami
La stagione dell’hanami non è altro che la tradizionale festa della fioritura che si tiene in Giappone da quasi un 1.000.000 di anni. Molto sentita, quindi, in questa parte dell’Asia si verifica da marzo ad aprile generalmente, capace di spostare immense quantità di giapponesi verso le località dove maggiormente questa festa è celebrata.


venerdì 11 luglio 2025

Il rododendro




Il rododendro è un arbusto sempreverde che può raggiungere anche i 4 metri d’altezza.
Il nome deriva dal greco rhodon= rosa e dendron= albero, ovvero albero delle rose.
Fa parte della famiglia delle Ericaceae, le cui specie sono originarie di Cina, Giappone, Balcani e Nord America. Le specie selvatiche sono circa un migliaio e la gamma dei colori è vastissima. Giunse in Europa intorno alla prima metà dell'Ottocento e ne vennero subite prodotte diverse specie ibride. Il rododendro è assai simile alla azalea, dalla quale si differenzai essenzialmente per le dimensioni: il rododendro può raggiungere come detto anche i 4 metri d'altezza, mentre le azalee hanno delle dimensioni ridotte che le rendono facilmente coltivabili in vaso.
Il periodo di fioritura è principalmente il mese di maggio.

giovedì 10 luglio 2025

Fucsia Boliviana


Pianta perenne tropicale che può crescere fino a 10 piedi di altezza.
Con la sua aura esotica e le sue fioriture lussureggianti è considerata da molti la più bella di tutte. A crescita rapida con grandi foglie vellutate verde-argento, crea un arbusto a base legnosa multi-ramificato. Un fiore lungo e prolifico, i suoi splendidi fiori tubolari bianchi sono tenuti da 12 o più a un mazzo, straordinariamente contrastati da petali rosso vivo e seguiti da piccoli frutti commestibili dolci. Fiorisce dalla tarda primavera all'autunno,

venerdì 27 giugno 2025

Ogni albero è un pensatore,

Ogni albero è un pensatore,
uno storico locale.
Sta fermo, esplora
la terra dove é nato.
L'albero sa tutto
delle formiche, sa
del serpente e del fungo
appena nato, sa
il canto di ogni uccello,
ricorda benissimo
il nostro abbraccio,
le gemme che salivano
nel sangue.

Franco Arminio

giovedì 19 giugno 2025

Alla primula

Alla primula Nel nome hai la modesta
tua grazia, e col tuo timido colore,
o primola, sei lesta
più di qualsiasi fiore
ad inseguir la neve spaventosa.
Tu credi a primavera dubitosa.
Riccardo Bacchelli.

sabato 26 aprile 2025

Le parti del fiore


 Dissero un giorno i petali:
"Facciamo il giro tondo?"
E tosto si schierarono
Con trillar giocondo.

Ed eran sì piacevoli
Coi mille bei colori
Che gli occhi dilettarono
Della fata dei fiori.

Questa su lor chinandosi
Sopra l'erbosa zolla,
Disse al grazioso circolo:
"Ti chiamerò corolla".

Tosto gli stami accorsero
Con la testina bruna:
"Noi pur facciamo un circolo
Leggeri come piuma!"

Allor, poich'eran piccoli,
Filamentosi e snelli,
In mezzo al cerchio entrarono
Dei petali fratelli.

Pareva d'oro il polline
Sulla testina nera
Che con bel nome classico
Fu nominata:antera.

Ecco il pistillo burbero
Con fare da gran re,
Cacciarsi fra i due circoli
Gridando:"Che cos'è?"

Senza di me, voi frivoli,
Nulla potete fare,
Perciò vi prego apritevi,
Lasciatemi passare!"

E proprio in mezzo, il despota,
Si eresse il suo bel trono
Dicendo: "Rispettatemi,
Ché il vostro re io sono!

Porto l'ovario fertile,
Lo stilo di guerriero
Ed il mio stimma impavido,
Mi funge da cimiero".

La fata leggiadrissima
Ridendo lasciò fare
Ei birichini in circolo
Tornarono a giocare.

Ma da un cespuglio rorido
Ecco venir, pian piano,
I verdeggianti sepali
Tenendosi per mano.

Torno, torno si schierano
A' piè della corolla
E lieti la sostengono
Sopra l'erbosa zolla.

"Oh come siete provvidi!"
Disse la fata bionda,
"Voi formerete il calice
Che i petali circonda".

Con la bacchetta magica
Compose un vago stelo
Ed un profumo amabile
Si sprigionò pel cielo.

Disse la fata garrula:
"Com'è grande il Signore!
Con tante cose piccole
Egli  ha composto il fiore!"

S.M. C.

lunedì 7 aprile 2025

CIAO SONO IL DENTE DI LEONE 🌼

 


Molte persone mi chiamano erba, ma sono un buon amico e sono venuto ad aiutarti.
🌼 Quando mi vedi, ricorda che sono l'unico che vuole e può crescere in quel luogo particolare.
Questo perché:
O il terreno è troppo compatto, duro, e voglio allentarlo con le mie radici.
O c'è troppo poco calcio nella terra.
Non preoccuparti, lo riempirò con la morte delle mie foglie.
O il terreno è troppo acido, ma migliorerò questo per te se me ne dai la possibilità.
O un mix di tutto ciò che precede.
🌼 Sono qui perché la tua terra ha bisogno del mio aiuto, quindi meglio lasciarmi crescere senza disturbarmi! Quando tutto sarà sistemato, scomparirò di nuovo - lo prometto!
🌼 Se Cerchi di eliminare prematuramente la mia radice e Non importa quanto sei meticoloso, tornerò 2 volte più forte! Solo fino a quando non migliorerà la tua terra.
🌼 Si vede persino nel momento in cui sto crescendo che dono il mio aiuto. Se le mie foglie sono piatte per terra, allora sono lungo dall'interrompere la mia attività, ma se tutte si alzano, allora sono quasi arrivato alla mia fine.
🌼 Sono uno dei primi fiori di primavera, quindi annuncerò la primavera e l'estate per te.
🌼 Durante il giorno quando fa caldo, apro i miei fiori, ma nel pomeriggio, quando fa freddo, li chiudo di nuovo velocemente. In realtà, se non fa abbastanza caldo durante il giorno, non li aprirò assolutamente!
I miei fiori sono il primo cibo per gli insetti dopo il letargo e a differenza della maggior parte delle altre piante, ho polline E nettare. E sono molto generoso con loro e soprattutto per le Api.
🌼 A proposito, i miei fiori sono davvero deliziosi per te, lo sapevi? Mi chiamavo miele (o oro) dei poveri, perché i miei fiori sono così dolci. Internet è pieno di ricette - dai un'occhiata.
🌼 Ma aspetta fino alla fine di maggio o più tardi prima che inizi a tagliarmi e anche allora, non tagliarmi del tutto. La Biodiversità e le Api saranno molto grati!
🌼 E finalmente, quando mi vedrai al posto dei petali gialli, ho un palloncino di leone con pelliccia, soffia forte ed esprimi un desiderio..... Cercherò di esaudirlo!
🌼 Il tuo buon amico dente di leone 🌼
web

domenica 23 marzo 2025

Rosa Osiria

 

 


I meno esperti potrebbero confondere il nome di questa rosa con la nota soubrette Wanda Osiris. In effetti, la pianta in questione si chiama rosa Osiris od Osiria. Non sappiamo se questo ibrido sia stato creato proprio per la famosa attrice, resta il fatto che si tratta di una pianta stupenda e dalla fioritura davvero spettacolare. Osiria è un ibrido di tea a fiori grandi. La pianta, dal portamento a cespuglio,  si presenta con infiorescenze a petali doppi e con la caratteristica della doppia colorazione: rosa all’interno e bianca fuori. Questa rosa fa un certo effetto in molti contesti, sia nelle decorazioni floreali per eventi che nella coltivazione in giardino. Anzi, potremmo dire che la rosa osiria rappresenta davvero il fiore all’occhiello di qualsiasi spazio verde.


    venerdì 17 gennaio 2025

    Albero di giada 🌵





    E' considerata una pianta portafortuna e in grado di attivare specifiche energie finanziarie. Secondo la tradizione, le sue foglie verdi vibranti simboleggiano la crescita e il rinnovamento, proprio perché molto simili alle monete di giada, simbolo di ricchezza e prosperità. La pianta si dovrebbe collocare ad est di qualsiasi luogo al fine di portare l’armonia familiare, la salute, l’avvio di progetti e le attività accademiche, mentre si dovrebbe collocare a sud-est per la fortuna e la ricchezza. Invece, si dovrebbe collocare a nord per la creatività e la fortuna dei bambini e, infine, a nord-ovest per la fortuna di mentori, insegnanti e collaboratori. In conclusione, l’albero di Giada si rivela un regalo perfetto per un amico e, secondo la tradizione, se la pianta fiorisce simboleggia allora una grande amicizia, fortuna e prosperità.
    Chiamata comunemente pianta del denaro o albero di Giada, la Crassula ovata è un arbusto succulento sempreverde dalle foglie spesse e piccoli fori a forma di stella. Originaria del Sud Africa e del Mozambico, l’albero di Giada è una delle piante d’appartamento più popolari e coltivate in tutto il mondo.
    Si caratterizza per le attraenti foglie arrotondate, carnose, lucide e di color verde giada. Alcune varietà possono anche sviluppare una sfumatura rossa attorno ai bordi delle foglie se la pianta viene esposta ad alti livelli di luce solare. Inoltre, la pianta può produrre piccoli fiori bianchi o rosa nelle giuste condizioni durante l’inverno.

    domenica 12 gennaio 2025

    Perché si regalano le piante grasse

     


    In generale regalare una pianta grassa ha sempre un significato molto profondo, queste piante simboleggiano la forza, la perseveranza, la fedeltà ed il sentimento duraturo destinato a resistere nel tempo.
    Le piante grasse possono avere diversi significati a seconda del genere e delle loro caratteristiche; quasi tutte rappresentano resilienza e robustezza essendo capaci di vivere e prosperare in condizioni e climi avversi. Chi regala una pianta grassa desidera augurare all’amat* o all’amic* protezione e sicurezza dai pericoli della vita, forza ed energia per oltrepassare gli ostacoli.

    mercoledì 27 novembre 2024

    La kalanchoe



    La kalanchoe blossfeldiana è una pianta grassa.  E’ originaria del Madagascar, ma esistono anche specie originare di altri paesi africani, dell’Asia meridionale e delle Americhe. E' una piantina d'appartamento. Le foglie assorbono sostanze dannose spesso presenti in casa e ufficio: formaldeide, rilasciata da colle e vernici dei mobili, e benzene, emesso dalle auto. Queste sostanze vengono immagazzinate nelle cellule delle foglie senza alcun danno per la pianta. 

    • Chiamata “pianta del sorriso” perché considerata capace di aiutare a ritrovare il buon umore grazie ai colori allegri dei suoi fiorellini.
    • Il nome Kalanchoe deriva da un termine cinese; in Cina viene tuttora utilizzata nella medicina erboristica tradizionale. 
    • Nel linguaggio dei fiori è simbolo di allegria e di ottimismo anche nei momenti difficili della vita.

    domenica 13 ottobre 2024

    IL BAOBAB

    Nome originario è adansonia, ovvero il baobab, chiamato dagli Africani "Albero Magico", "Albero Farmacista" e "Albero della Vita". Il nome baobab deriva dall’arabo “bu- hibab” (il frutto dai molteplici semi). È una delle piante più fantastiche e bizzarre che Madre Natura abbia creato. Emerge solitario dalle piatte savane africane, di cui sopporta il torrido caldo estivo e la siccità, affonda le radici nella terra e, malgrado le condizioni climatiche estreme, raggiunge dimensioni incredibili. Per resistere alla siccità, fa provvista della poca acqua piovana che cade sul proprio tronco poroso, perde molto presto le foglie e, nella stagione secca, arresta quasi completamente le proprie attività vitali, come andasse in letargo. Non teme gli incendi, perché mentre intorno tutto brucia, la sua corteccia è ignifuga. Esso ha la proprietà di auto-rigenerare i tessuti della corteccia. Il baobab produce molto legno, ma per la sua caratteristica porosa e tenera non è utilizzabile. I vecchi tronchi tendono a svuotarsi all’interno, ma anche l’uomo con facilità riesce a scavarli facendo di queste cavità cisterne per l’acqua piovana o magazzini. La corteccia viene adoperata per fabbricare corde, tessuti, materassi, cappelli ed altro. Questo gigante del deserto fornisce agli uomini nutrimento ed anche rimedio a molti disturbi e malattie grazie ai frutti, ricchi di vitamine ed alle foglie, mangiate in insalata. I fiori sono odorosi e schiudono di notte. L’aspetto del baobab, i luoghi selvaggi dove vive, la smisurata grandezza del tronco, lo hanno rivestito di bellezza e di fascino, esso che sembra unire il cielo e la terra, in tutti i tempi, simbolo dell’Africa. Albero generoso, perché tutto di sé dona alla sua gente, da alcune tribù, viene considerato dimora delle divinità.

    giovedì 25 luglio 2024

    L' ASPIDISTRA la pianta delle nostre nonne

    Se si ripensa ai giardini della nostra infanzia, a quelli delle nostre nonne, molte specie di piante, oggi acquistabili persino nei minimarket, non esistevano proprio. Rispetto ad oggi, era estraneo il concetto di garden center o di mostra mercato: si preferiva, semmai, creare il proprio giardino o terrazzo, con piante scambiate e regalate, di cui magari neanche si conosceva il nome. Questi giardini erano tutti senza pretese, e senza nessun tocco di design o progettazione, fatti di piante “povere”, rustiche e resistenti, e soprattutto, di facile propagazione. Di solito, inoltre, non se ne conosceva il nome botanico, ma si attribuivano nomi di fantasia, variabili da zona a zona, che tuttavia designavano la stessa specie, senza eccezione da Nord a Sud.



    L'aspidistra (dal greco ασπίς, aspís, nel senso di scudo, per via dell'aspetto delle foglie) è una pianta ornamentale originaria dell'Asia orientale (Giappone, Cina e Himalaya) e dell'Africa. Le specie più diffuse sono l'A. elatior, l'A. typica, l'A. caespitosa, l'A. linearifolia, l'A. tonkinensis e l'A. lurida. Genere della famiglia delle Convallariaceae (già Liliaceae). L'Aspidistra è una pianta dal rizoma carnoso e dalle foglie larghe e dure di colore verde intenso, lucide e sempreverdi; alcune varietà hanno foglie striate di bianco (Aspidistra lurida). I fiori, che crescono quasi a diretto contatto con la terra, non sono vistosi, spesso nascosti dal folto fogliame (per questo alcuni ritengono che non fiorisca mai), di colore porpora-brunastro, a volte con macchioline chiare, sbocciano in estate generando una bacca nerastra.
    Sono piante molto longeve che possono vivere più di cento anni. Il loro nome è stato reso celebre dallo scrittore George Orwell nel romanzo Fiorirà l'aspidistra (Keep the aspidistra flying, 1936).


    lunedì 22 luglio 2024

    La Gloxinia

     


    La Gloxinia, o Glossina, è una pianta erbacea perenne, del genere Sinningia, originaria dell’America del Sude precisamente brasiliani. Ne esistono circa una ventina di specie. Fiori: caratteristici dalla forma a campana, colorati e vellutati. Le tonalità cambiano a seconda della varietà, dal bianco al viola passando per il rosso e il blu.

    Significato della Gloxinia
    Simboleggia il colpo di fulmine amoroso.



    Ci donarono