Il fanciullo e l'ombra.
La propria ombra raggiungere
volea fanciul balzano;
corre, fatica inutile,
e tende invan la mano.
Le impresse orme a ribatter
si volge e cangia metro,
i l'ombra sì fuggevole
si trae fedele addietro.
Gianfranco Betteloni
Il fanciullo e l'ombra.
La propria ombra raggiungere
volea fanciul balzano;
corre, fatica inutile,
e tende invan la mano.
Le impresse orme a ribatter
si volge e cangia metro,
i l'ombra sì fuggevole
si trae fedele addietro.
Gianfranco Betteloni
Quale primo di noi da questo colle
Gianfranco Betteloni, figlio e nipote dei più noti Vittorio e Cesare, anch'egli poeta, nasce a Verona il 7 giugno 1876. Appassionato e raffinato cultore di poesia, anche vernacola, è solamente dopo la morte del padre che dà alle stampe le sue poesie che incontrano apprezzamenti e consensi tra i contemporanei. L'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona lo elegge membro effettivo nella classe d'agricoltura e scienze per i suoi studi sulla coltivazione dei campi e dei boschi, sull'economia e sul credito agrario. Dedica la vita alla valorizzazione dell'opera poetica del padre Vittorio, di cui promuove l'edizione critica di tutti gli scritti. Muore nella città natale il 18 dicembre 1948.