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martedì 16 settembre 2025

Il fanciullo e l'ombra.

Il fanciullo e l'ombra.

La propria ombra raggiungere
volea fanciul balzano;
corre, fatica inutile,
e tende invan la mano.

Le impresse orme a ribatter
si volge e cangia metro,
i l'ombra sì fuggevole
si trae fedele addietro.

Gianfranco Betteloni

Il primo e l'ultimo

 

Quale primo di noi da questo colle
vide levarsi il sol sopra la valle?
Donde venne ? Perche' ? Curvo alla vanga
era quando alzo' il viso all'oriente?
O con l'arco e le frecce era in agguato
e attendeva sua caccia entro la selva?
Quanti di padre in figlio, oh quanti mai,
abbiam negli occhi questa meraviglia!
Vogli, Dio, che la mia gente non muoia,
che qui rimanga, che non venda il poggio,
che nostra fede niun di noi tradisca,
"esci al mattino ma ritorna a notte".

Giancarlo Betteloni

Galanteria

 


Galanteria

Questo piccol madrigale
Apre lieto e pronto l'ale
Per levarsi fino a te.
Egli viene a farti omaggio,
ma gli manca ogni coraggio
di svelarti il suo perche'.

Gianfranco Betteloni

Gianfranco Betteloni

Gianfranco Betteloni, figlio e nipote dei più noti Vittorio e Cesare, anch'egli poeta, nasce a Verona il 7 giugno 1876. Appassionato e raffinato cultore di poesia, anche vernacola, è solamente dopo la morte del padre che dà alle stampe le sue poesie che incontrano apprezzamenti e consensi tra i contemporanei. L'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona lo elegge membro effettivo nella classe d'agricoltura e scienze per i suoi studi sulla coltivazione dei campi e dei boschi, sull'economia e sul credito agrario. Dedica la vita alla valorizzazione dell'opera poetica del padre Vittorio, di cui promuove l'edizione critica di tutti gli scritti. Muore nella città natale il 18 dicembre 1948.  

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