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mercoledì 16 settembre 2026

Dux

Dux
E' l'alba. La cavalla imbizzarrita
stampa sul verde molle orme fugaci.
D'un balzo il Domator con mano ardita
l'afferra; salta in sella, e con tenaci
sproni nel fianco incide aspra ferita.
Essa si lancia, torna, tira audaci
sgroppi, sbuffa, s'impenna inferocita;
ma duro è il fren, e son gli spron mordaci.
Una furia di polve e di faville,
e tutto, come un turbine, lontano
tra scoppi fugge  e martellar di squille.
Or doma. Piantato fieramente
in sella, il Condottier alza la mano,
e: "Avanti al sol nascente".

Giulio Gozzi

martedì 1 settembre 2026

Canzone degli arsenalotti

Canzone degli arsenalotti

Mare, mare che urli agli scogli
mentre s'imposta la ruota di prua,
anche tu canti una cantita tua,
mare che dai, mare che togli.
Issa! Prendi! Lega! Cala!
Ogni lamiera è un battito d'ala.
Stringi il bullone. All'orizzonte
il sole nasce sereno dal mare.
Batti, martello. Un raggio appare
lume al lavoro tra stiva e ponte.
Posa! Ferma! Tendi! Allenta!
Il ferro è grigio, ma rosso diventa.
Rosso e splendente. Fabbro, fucina;
sfavilli tutta di fuochi la stiva.
Viene un richiamo dall'altra riva,
sull'acque chiare il destino cammina.
Fondi! Soffia! Brucia forte!
Che qui col fuoco si forgia la sorte.
Ma questa sorte che noi vogliamo
non è offerta di dubbia ventura;
è conquista di mano sicura,
e nell'acciaio la ribadiamo.
Batti! Piega! Salda! Serra!
L'acciaio è buono alla pace e alla guerra.
Ogni cuore è d'acciaio, e ogni trave,
cementato con ferro rovente;
è la prua una scure tagliente
e già il vento del largo è alla nave.
Cavo! Molla! Taglia! Spezza!
A nuovi approdi sospinge la brezza.
Vento del largo, vento d'avvio;
accendi i fuochi l'ancora s'alza,
freme il carbone, la nave balza,
canta alla chiglia lo sciabordio.
Drizza la barra: oltre i confini.
Chi c'è al timone? Noi soldatini.

Jacopo Comin

giovedì 27 agosto 2026

Dal solco al forno


Dal solco al forno.
Nella terra dove il bove traccia
con l'aratro il diritto solco;
con la forza delle braccia
sparge il seme il pio bifolco.
Spiga già la messe al vento
ondeggiando tutta d'oro;
ogni chicco di frumento
si trasforma in un tesoro.
Il mulin, rombando, il grano
frange in candida farina;
il fornaio la raffina,
staccia, intride a mano a mano;
cuoce poi nel forno ardente
gli odorosi, bianchi pani,
e li porge alla tue mani,
o mio piccolo ridente.
Bambini, per noi
l'aratro, il molino,
il buon contadino
lavorano, e i buoi.

Virgilio Brocchi

giovedì 20 agosto 2026

Amo l’imperfezione

 


Amo l’imperfezione,

amo chi ha sbagliato e si è riscattato,

amo chi è caduto e si è a fatica rialzato,

lasciando a terra pezzi di se stesso,

amo chi si è perso e si è ritrovato,

amo chi si è cercato nei salotti

e si è ritrovato sui marciapiedi.

Perché la perfezione è

troppo per questo mondo

e troppo poco per l’altro.

(Paola Melone)

mercoledì 19 agosto 2026

La voce

La  voce
Io non so quale voce ascoltare.
Non so quale voce seguire.
Tante ne arrivano al mio orecchio stanco.
Tu mi dici:"Ascolta la più vicina,
la più pura".
Io sento il mio bambino che chiama "Padre":
E anch'io dico"Padre e m'inginocchio
sulla terra.

GinoNovelli

domenica 16 agosto 2026

La collaboratrice

La collaboratrice

Ornella scrive. Sa far l'aste dritte,
gl'i col puntino, gli  o che sembran ova;
parla di medie orali e medie scritte,
e superato ha già la prima prova.
Ogni giorno che torna dalla scuola
e ci porta a casa una novità;
nella bocca un'esotica parola,
e non più "mamma" dice, o no! "Maman!"
Scrivere le maiuscole è il suo vanto;
contar sa fino a cento e ancor di più;
ieri mi disse: Ho lavorato tanto!
Cinque righe di Gi, sette di Vu!
Sa che il sole sta fermo e il mondo gira,
tutti i nomi de' giorni e le stagioni;
che di cento centesimi è la lira;
perchè c'è vento, pioggia, lampi e tuoni!
Domanda al fratelli:Che cosa è quello?_
E Mario un po' stupito;_Ma _la gatta!_
_La gatta...e poi che altro? Ignorantello!
E' un quadrupede!_e ride soddisfatta.
Oggi mi ha detto seria:_Ascolta zio,
quando non scriverò più tanto male,
ti porterò qualche novella anch'io,
e tu la stamperai nel tuo giornale!

Pasquale De Luca

venerdì 14 agosto 2026

In un soffio

In un soffio
siamo diventati grandi.
L’orologio
scandisce gli anni
delle nostre attese.
La clessidra
piange i suoi granelli
volati sui confini del vento.
È lì che si ferma la nostalgia,
la memoria di quei giorni rubati
al tempo dei colori insolenti
marchiati dall’inchiostro
della giovinezza
e di tutti quei falò bruciati
in nome della Vita.

Ti aspetto
nella Primavera
della mia Estate.
Dove Ferragosto
tarda ad arrivare.

Carmen Roberta Calabrò

Notte di ferragosto

Notte di ferragosto

Un divano rosso
Notte di ferragosto
Una musica nell'aria
I nostri respiri
Tu dormivi
Io m'innamoravo.

 Domenico Lombardi 

giovedì 13 agosto 2026

Cascatelle

Cascatelle

Le cascatelle fresche e chiacchierine
che scendono dall'alpe nuvolosa,
e a frotte a frotte, per la via rocciosa,
brillano più leggere e cristalline,
all'alba hanno la spuma tutta rosa;
le bacia il sole, adagio, ad una ad una;
esse ridono e vanno; a notte, ognuna
nel fondo de la valle umida posa.
Vedi come si specchiano a la luna?
S'insinuano veloci tra gli orrendi
massi dove tu cauto discendi;
quanto argento, ne l'onda bruna bruna!
Oh! Te felice che cantando fendi
la tua montagna, viva acqua di gelo!
Io salgo di quaggiù; tu di là scendi;
io sono de la terra e tu del cielo!

Carlo Ravasio

mercoledì 12 agosto 2026

La chiesa dell'Amore

La chiesa dell'Amore
In mezzo alla campagna sola stai,
O casa del Signore!
Arde sui tetti il sole,
e le campane
cantano lassù come gran guglie d'oro,
le cui voci, pregando,
un po' di cielo
lasciano al cuore di chi va sognabdo.
Tutto intorno è silenzio, e solo un canto
d'uccelli s'ode, qua e là, nel folto
delle pioppaie e delle siepi in fiore
Le dolci creature sel Signore
cantano; e dalla terra
portano in alto, in alto nell'azzurro,
dove l'occhio dell'uomo più non vede,
un trillante sussurro...
Sull'architrave della porta un santo
servo di Dio, illuminato, ha inciso
il saggio insegnamento che il sorriso
dona all'umano pianto,
come la pioggia dona vita al fiore.
Il marmodice:amore!
così come la Croce del Dolore
un tempo disse a tutto il mondo:Amore!
La primavera ascolto palpitare
ne' campi e tra il frumenyo.
Tutto luce all'intorno
sotto il cielo d'argento.
In me schiarito è il giorno
di mia tristezza, e accolgo dentro al cuore
la fiamma dell'amore.
Piccola, ascolta il canto che, sonoro
fiume di scaglie d'oro,
intona il doppio; e annoda le tue mani,
e alle labbra riporta la preghiera,
quella più vecchia, quella che bambina
recitavi da sera.

Giuseppe Ravegnani.

sabato 1 agosto 2026

Il Sognatore

Il Sognatore Anche se poi non staremo mai insieme
c'è questa particolare affinità
questo darsi senza chiedere
parliamo di noi sognando baci,
il fare l'amore
il dire no, ma poi forse è un si
io ti cedo la parte migliore di me e anche tu
nella speranza che l'uno o l'altro
la rispetti, ci basta poco.
Ma si sa, i sognatori vivono una notte
come se fosse la vita intera
possiamo darci tutto in un solo momento,
si tutto anima, corpo, respiro
e magari poi tornare a sognare e sperare, sperare
perché avere un sogno e' vivere
e sperare e' amare il sogno
il sogno dell'amore,
quel viandante frettoloso
che lascia il segno e non si ferma
quella nuvola che graffia il cielo.
Quanti sogni, speranza
di vivere quell'attimo eterno
di vivere un solo minuto
in cambio di una vita
ma che sia un attimo di estasi
di assenza di movimento
di perfetta sincronia tra mente, corpo e spirito
e il cuore che si riempie di quell'amore
che puro appare agli occhi del sognatore
e torna a vivere l'attimo
dando se stesso in cambio
quel se stesso che e' ogni giorno uguale
che ogni giorno guarda il sole
come potesse indicargli la via.
Ehi sognatore, che voli con la fantasia
restando sveglio, che vegli durante la notte
che scruti tra i vicoli del cuore
in cerca di ciò che non esiste
tu che fai tesoro di ogni granello di sabbia
per prolungare il tempo nella clessidra
quel tempo indimenticabile
quel tempo che ti appare nemico
prigione dei tuoi desideri
e dei tuoi mille perché
questo è un mestiere ingrato
ma il sognatore questo lo sa. Jackinthewind


mercoledì 29 luglio 2026

La speranza

La speranza

Credici ancora Se la notte risplende,
oltre l'orizzonte della vita.
Tu ricerca l'immenso,
dove gli attimi
vanno verso l'infinito
di speranze.
Tu credici di nuovo,
e domani il sole,
ancora una volta,
risorgerà.
Elena D'Ambrosio

domenica 26 luglio 2026

L'età che non si dimostra

L'età che non si dimostra.

M'ha detto il mio dottore stamattina;
Rondone come stai? ti vedo bene....
fatta eccezzion di qualche rughettina
andar sempre così a te conviene.

Se gli anni sono tanti come fai
a non sentir dolor da nessuna parte?
a farla franca al martellar dei guai?
ben si comprende che conosci l'arte.

Io gli ho risposto: Caro mio dottore
i guai purtroppo-non è cosa finta
ma poiché son sordo anche al dolore
ad ogni avversità io mostro "grinta"
e in fin ti dico- da persona scaltra-
se stò maldauna parte vò dall'altra.

Rondone

sabato 25 luglio 2026

Non dirmi che mi ami

Non dirmi che mi ami

Non dire mai “Ti amo”
per farmi un favore,
per vedermi felice
o perché io me lo aspetto,
non dirmi che mi ami
travolta dalla passione,
fiaccata dalla lontananza
o immaginando un futuro
finalmente solo nostro,
non dirlo se lo senti meno di ieri,
se oggi non è abbastanza
e se domani chissà...,
non dire “Ti amo” perché è bello così
e nemmeno perché lo fai ogni giorno,
dimmelo solo se ti scoppia il cuore,
se la tua anima vibra impaziente
all'idea di rivedermi,
se mi pensi ad alta voce
così che quasi possa ascoltarti,
dimmi “Ti amo” solo se ne vale la pena,
se mi senti dentro e ovunque,
se non ci capisci più niente
ma sai solo che vuoi gridarmelo,
dimmi che mi ami
solo quando riuscirò
a somigliare a me stesso
e nonostante questo ti sembrerò
l'uomo che attendi da una vita.
Giancarlo Massai

giovedì 2 luglio 2026

Nastri bianchi

Nastro bianco! La gente affaccendata
passa, con le sue gioie e le sue cure,
verso le mete della sua giornata,
con speranze ridenti od ansie oscure,
ed ecco il nastro bianco appar giulivo,
ed alla folla annuncia il nuovo arrivo.
E, per quel nastro, un bimbo dice:" Giunto
son da lontano. Per adesso strillo
e strizzo gli occhi, alla luce punto;
ma, tra non molto, mi farà yranquillo
la dolce onda del latte, e poi, sul viso,
le mie smorfiette diverran sorriso.
Concittadini miei, per un momento
guardate il nastro che la porta infiora.
Per me, esser nato, è un grande avvenimento,
per mamma e babbo è, poi, più grande ancora;
ma il fatto non è privo di importanza
neppur per voi: ch'io son la speranza!
E l'avvenire! Anche per me, la bella
giovinezza del popolo italiano
con rigoglio gentil si rinnovella.
Se dà fiori e dà frutti, il tronco è sano!
Perchè l'Italia viva eterna e forte,
occorron molti nastri a molte porte!"
Salutiamo con gioia i bianchi nastri!
Q case vecchie, è bello che, sui vostri
muri rugosi e logori e nerastri,
questa freschezza candida si mostri!
O nuovw case, armoniose e chiare,
più nuove siete, quando il nastro appare!
Ci son, per ogni casa, due bandiere;
quella grande, di tre fulgide tinte
- le tinte della nostra primavera.-
delle battaglie in guerra e in pace vinte;
l'altra è un piccolo nastro immacolato,
che splende, e annunzia: un Italiano è nato!

Renato Simoni.

giovedì 28 maggio 2026

Le ferie

Le ferie

L'uso che fanno i popoli civili
del tempo destinato al suo riposo
è alto-forse- più dei campanili
ed è da ritenersi anche morboso.
Ognuno s'orizzonta in qualche "sito"
chi preferisce il monte chi la spiaggia
la donna sceglie - tacito il marito
il quale le amarezze spesso assaggia.
Alcuni - e sono tant, qui a Firenze -
quando si fa sentire il gran calore
con decisione e senza reticenze
decidono di fare il " gran signore".
Finiti - poi, i quattrini: ecco le doglie!
affiorate dal troppo riposare...
allor si manda al " Monte"
(1) anche la moglie
a chiusura di quanto è da pagare.

Rondone

(1) il "Monte" -  a Firenze  - s'intende l'ufficio dei "pegni".
Si ottiene un prestito che viene concesso in rapporto al valore
dell'oggetto che si lascia in garanzi.

domenica 24 maggio 2026

Succede



Succede
Un fiore può sbocciare,
un abbraccio può servire,
l'Amore può finire,
un bimbo può cantare,
quel treno può passare,
il buio può arrivare,
quel passo piò valere,
un sorriso può rallegrare,
un suono far ballare,
la parola può mancare,
una legge può cambiare,
il sole non uscire.
Succede, succede,
il tempo te lo mostra
è come  un gran regista.
 
V. Bindini

sabato 16 maggio 2026

VECCHIAIA

VECCHIAIA

Ti guardi allo specchio
con piglio distratto
e noti le pieghe
d'un viso ormai sfatto;
ti strusci i capelli
divenuti più bianchi
e scruti quegli occhi,
ormai troppo stanchi;
ti struggi nel sogno
d'un perduto desìo
e attendi, perplesso,
il dì dell'oblìo.
DOMENICO DE MARENGHI

Ghianda acrostico