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venerdì 1 ottobre 2021

La tua mano

 




Guarda, non chiedo molto,

solamente la tua mano, tenerla

come una piccola rana che così dorme contenta.

Io ho bisogno di questa porta che aprivi

perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto

di zucchero verde, di tonda allegria.

Non mi presti la mano questa notte

di fine d’anno, di civette rauche?

Tu per ragioni tecniche non puoi.

Allora

io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,

e la pesca setosa della palma

e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.

così la prendo così la sostengo, come

se da ciò dipendesse

moltissimo del mondo,

il succedersi delle stagioni,

il canto dei galli, l’amore degli uomini.


Julio Cortazar

venerdì 16 giugno 2017

Volersi bene, nel tempo e nel freddo


 

Volersi bene, nel tempo e nel freddo

Amo ogni tuo ciglio, ogni tuo capello, ti combatto in candidi corridoi
dove si giocano le fonti della luce,
ti discuto in ogni nome, ti strappo con delicatezza di cicatrice,
a poco a poco ti metto nei capelli cenere di lampo e nastri
assopiti nella pioggia.
Non voglio che tu abbia una forma, che tu sia esattamente
quello che viene dietro la tua mano,
perché l’acqua, pensa all’acqua, e ai leoni quando si
sciolgono nello zucchero della fiaba,
e ai gesti, architettura del nulla,
le loro lampade accese a metà dell’incontro.
Ogni domani è l’ardesia su cui ti invento e ti disegno,
pronto a cancellarti, non sei così, neppure con quei capelli lisci,
quel sorriso.
Cerco la tua somma, il bordo del bicchiere in cui il vino si fa
luna e specchio,
cerco quella linea che fa tremare un uomo
nella sala di un museo.
E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.
 Julio Cortazar

La tua mano



La tua mano

Guarda, non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
Io ho bisogno di questa porta che aprivi
perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto
di zucchero verde, di tonda allegria.
Non mi presti la mano questa notte
di fine d’anno, di civette rauche?
Tu per ragioni tecniche non puoi.
Allora
io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
così la prendo così la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.

Julio Cortazar

Julio Cortázar


Julio Cortázar
all'anagrafe Julio Florencio Cortázar Descotte
(Bruxelles, 26 agosto 1914Parigi, 12 febbraio 1984),
è stato uno scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese, maestro del racconto, particolarmente attivo nei generi del fantastico, della metafisica, del mistero. Stimato da Borges, è stato spesso paragonato a Čechov e Edgar Allan Poe. I suoi racconti non seguono sempre una linearità temporale ed i personaggi esprimono una psicologia profonda.
Nato da genitori argentini, Cortázar passa la vita tra Argentina e Francia. Il suo capolavoro è Rayuela (Il gioco del mondo), iperromanzo (o antiromanzo) in cui l'esperienza parigina e argentina si giustappongono e completano a vicenda. Il libro è composto da oltre 300 paragrafi, che possono essere letti nell'ordine specificato dall'autore all'inizio del romanzo o in ordine di comparizione. Questa scelta soggettiva del lettore segna il punto di maggior originalità del romanzo, che è inoltre caratterizzato da momenti di vita quotidiana intrecciati ad un'analisi filosofica della vita.Lo scrittore argentino muore a Parigi, venendo sepolto nel Cimitero di Montparnasse.

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