Nel 1531 divenne membro dell'Accademia degli Intronati, prendendo il nome di Stordito. Nel 1536 venne rappresentata la sua commedia Amor Costante e nel 1544 Alessandro, entrambe dall'intreccio macchinoso, ma con vena psicologica e moralistica. Legato all'ambiente degli Intronati è il Dialogo de la bella creanza de le donne (1539) più noto come Raffaella. Nel 1539 divenne professore presso l'Università di Padova per quattro anni. Insegnò filosofia e partecipò alle attività dell'Accademia degli Infiammati. Nel 1541 scrisse a Pietro Aretino, esponendogli il suo pensiero sul volgarizzamento della prosa scientifica. Rientrato a Siena nel 1543, lasciò la città per trasferirsi a Roma nel 1546. Qui visse nell'ambiente del card. Francisco de Mendoza. Uomo di grande cultura, tradusse dal latino il sesto libro dell'Eneide e il tredicesimo libro delle Metamorfosi di Ovidio, dal greco in italiano l'Economico di Senofonte, la Retorica e la Poetica di Aristotele e in latino il commento di Alessandro di Afrodisia ai Meteorologica di Aristotele e la Meccanica Aristotelica. Nel 1574 fu nominato arcivescovo di Patrasso, ma rimase a Siena come coadiutore dell'arcivescovo Francesco Bandini Piccolomini. Fu il primo, molti anni prima di Johann Bayer, ad aver contrassegnato le stelle in base alla loro luminosità con delle lettere (alfabeto latino). Il libro del Piccolomini dal titolo De le stelle fisse, è da molti considerato il primo atlante celeste moderno. Le 47 mappe contenute nell'opera presentano tutte le costellazioni tolemaiche (ad eccezione di quella del Puledro) e mostrano le stelle senza le corrispondenti figure mitologiche; per la prima volta in un libro a stampa venivano quindi riportate le mappe astronomiche complete con le costellazioni tolemaiche. Il De le stelle fisse (1543) e un altro libro, sempre del Piccolomini, dal titolo Della sfera del mondo (1540) vennero pubblicati in un unico e rarissimo volume, per la prima volta nel 1548. In ricordo del famoso letterato senese, sulla Luna c'è anche un cratere che porta il suo nome; il cratere Piccolomini è molto profondo, ha un diametro di circa 88 km ed è ubicato (29,7°S / 32,2°E) a sud del cratere Fracastoro.
sabato 13 giugno 2026
sabato 22 novembre 2025
Mia moglie si vergognerebbe
"Mia moglie si vergognerebbe di andare a Campo de' Fiori a comprare l'insalata o le pere sul macchinone ministeriale. Sarebbe uno schiaffo alla povera gente, un abuso di potere, un furto".
lunedì 18 agosto 2025
Muhammad Mashali
domenica 15 giugno 2025
Thomas Barnardo
Thomas John Barnardo
(Dublino, 4 luglio 1845 – Londra, 19 settembre 1905)
è stato un filantropo irlandese, fondatore e direttore di case per bambini poveri.
venerdì 10 maggio 2024
Fred Astaire
venerdì 23 settembre 2022
Aldo Moro
fu un politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri
e presidente del partito della Democrazia Cristiana.Fu rapito il 16 marzo 1978
e ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista
denominato Brigate Rosse.
Nacque a Maglie, in provincia di Lecce, da genitori originari di Gemini, frazione di Ugento. Conseguì la Maturità Classica al Liceo "Archita" di Taranto. Si iscrisse presso l'Università degli studi di Bari alla Facoltà di Giurisprudenza, dove prese la laurea. In seguito, nel 1939,
pubblicò la tesi e ottenne la docenza in filosofia del diritto e di
politica coloniale alla stessa università nel 1941. L'anno successivo
svilupperà la sua seconda opera "la subiettivazione della norma penale" e
otterrà così la cattedra di professore di diritto penale. Nel 1942 entra a far parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana di Bari, segnalandosi ben presto anche a livello nazionale. Nel luglio 1939 venne scelto, come presidente dell'Associazione. Mantenne l'incarico sino al 1942. Dopo qualche anno di carriera accademica, fondò nel 1943 a Bari, con alcuni amici, il periodico «La Rassegna» che uscì fino al 1945. Nel 1945 sposò Eleonora Chiavarelli (Montemarciano, 25 settembre 1915 – Roma, 17 luglio 2010), con la quale ebbe quattro figli: Maria Fida 1946), Anna (1949) Agnese (1952), e Giovanni 1958). Nei primi anni cinquanta fu nominato professore ordinario di diritto penale presso l'Università di Bari. Nel 1963 ottenne il trasferimento all'Università di Roma, in qualità di titolare della cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura penale presso la Facoltà di Scienze Politiche. Tra il 1943 e il 1945 Aldo Moro aveva iniziato a interessarsi di politica; in un primo tempo mostrò particolare attenzione al partito socialista, successivamente però il suo forte credo cattolico lo spinse verso il costituendo movimento democristiano. Nella DC mostrò subito la sua tendenza democratico-sociale. Nel 1945 divenne direttore della rivista Studium e fu eletto presidente del Movimento Laureati dell'Azione Cattolica. Nel 1946 divenne vicepresidente della Democrazia Cristiana e fu eletto all'Assemblea Costituente, dove entrò a far parte della Commissione che si occupò di redigere il testo costituzionale. Eletto deputato al parlamento nelle elezioni del 1948, fu nominato sottosegretario agli esteri nel gabinetto De Gasperi fino al gennaio 1950). Nel 1953 fu rieletto alla Camera, ove fu eletto presidente del gruppo parlamentare democristiano. Nel 1955 fu ministro di Grazia e Giustizia nel governo Segni I e l'anno dopo risultò tra i primi eletti nel consiglio nazionale del partito durante il VI congresso nazionale della DC. Ministro della Pubblica Istruzione nei due anni successivi, introdusse lo studio dell'educazione civica nelle scuole. Nel 1959, al VII congresso nazionale DC conquistò la segreteria del partito. Nel dicembre 1963 divenne, a soli 47 anni, presidente del Consiglio. Formò il suo primo governo con una coalizione inedita: DC, PSI, PSDI e PRI; fu il primo governo del centro-sinistra. La coalizione resse fino alle elezioni del 1968. Il governo Moro III (23 febbraio 1966-5 giugno 1968) batté il record di durata (833 giorni) e rimase uno dei più longevi della Repubblica. Dal 1969 al 1974,
assunse l'incarico di ministro degli Esteri. Dopo la caduta del V
governo Rumor, riprese la guida di palazzo Chigi, dove rimase fino alle
elezioni anticipate del 1976. Nel 1975 il suo governo conclude il Trattato di Osimo, con cui si sanciva l'appartenenza della Zona B del Territorio Libero di Trieste alla Jugoslavia. Nel 1976 fu eletto Presidente del Consiglio Nazionale del partito. Aldo Moro «era un cattolico osservante e praticante e la sua fede in Dio si rispecchiava nella sua vita politica». All'inizio degli anni sessanta Moro fu un convinto assertore della necessità di un'alleanza tra il suo partito e il Partito socialista italiano, per creare un governo di centro-sinistra. Nel congresso democristiano di Napoli del 1962 riuscì a portare su questa posizione l'intero gruppo dirigente del partito. La stessa cosa avvenne all'inizio del 1978
(poco prima del rapimento), quando riuscì a convincere la DC della
necessità di un "governo di solidarietà nazionale", con la presenza del PCI nella maggioranza parlamentare. Negli anni settanta e soprattutto dopo le elezioni del 1976, che videro un'avanzata del Pci
sulla Dc, Moro concepì l'esigenza di dar vita a governi di "solidarietà
nazionale", che avessero una base parlamentare più ampia, comprendente
anche il PCI. Questo fatto rese Moro oggetto di aspre contestazioni: i
critici lo accusarono di volersi rendere artefice di un secondo “compromesso storico”, più clamoroso di quello con Nenni in quanto prevedeva una collaborazione di governo con il Partito Comunista di Enrico Berlinguer, che ancora faceva parte della sfera d'influenza sovietica.
Aldo
Moro fu uno dei leader politici che maggiormente prestarono attenzione
al progetto di Berlinguer, che con lo «strappo da Mosca» si era reso
accettabile a una parte degli elettori della Democrazia cristiana. All'inizio del 1978 Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana
fu l'esponente politico più importante fra coloro che ritennero
percorribile una strada per un governo di "solidarietà nazionale", che
includesse anche il PCI nella maggioranza, sia pure senza fare entrare
direttamente nel Governo, in una prima fase, dei ministri comunisti. Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro, dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse
all'incrocio tra via Mario Fani e Via Stresa. Gli uomini delle BR
uccisero, in pochi secondi, i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci,
Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e
sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Dopo una prigionia di 55 giorni il corpo di Aldo Moro, fu ritrovato il 9 maggio nel baule posteriore di un'automobile Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani.Fu sepolto nel comune di Torrita Tiberina, piccolo paese della provincia romana ove lo statista amava soggiornare. Aveva 61 anni. Papa Paolo VI
officiò una solenne commemorazione funebre pubblica per la scomparsa di
Aldo Moro, amico di sempre e alleato, a cui parteciparono le
personalità politiche e trasmesso in televisione. Questa cerimonia
funebre venne celebrata senza il corpo dello statista per esplicito
volere della famiglia, che non vi partecipò, ritenendo che lo stato
italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Moro,
rifiutando il funerale di stato e scegliendo di svolgere le esequie dello statista in forma privata. Rinchiuso dalle Brigate Rosse nella "prigione del popolo", Aldo Moro scrisse moltissime lettere, indirizzate perlopiù ai familiari e alla dirigenza della Democrazia Cristiana, più precisamente a Benigno Zaccagnini. Non si sa ancora se le lettere, che degli esami grafologici hanno attribuito come scrittura al politico, siano state pensate da Moro o dettate dalle Brigate Rosse. Dall'anno
seguente alla sua uccisione, l'esponente della Democrazia Cristiana
viene ogni anno ricordato con messaggi e cerimonie presenziate dalle
cariche istituzionali. In questi anni, ad Aldo Moro sono state dedicate
diverse trasmissioni televisive. Il 4 maggio 2007, il Parlamento ha
votato e approvato una legge con il quale si istituisce il 9 maggio il "Giorno della memoria" in ricordo di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo. A lui è dedicato il Ponte Aldo Moro di Taranto conosciuto anche come Ponte Punta Penna Pizzone.
venerdì 26 agosto 2022
Albert Sabin.
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«Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo» |
Dalla realizzazione del suo diffusissimo vaccino anti-polio Sabin non guadagnò quindi un solo dollaro, continuando a vivere con il suo stipendio di professore universitario. Inoltre, durante gli anni della Guerra fredda, Sabin donò gratuitamente i suoi ceppi virali allo scienziato sovietico Michail Čumakov, in modo da permettere lo sviluppo del suo vaccino anche in Unione Sovietica. Anche in questo caso Sabin andò oltre le questioni politiche per un bene superiore. Sabin si sposò tre volte: la prima moglie Sylvia Tregillus che sposò nel 1935, da cui avrà le due figlie Amy e Deborah (chiamate così in ricordo delle due nipotine uccise dalle SS), morì suicida trangugiando barbiturici trent'anni dopo il matrimonio, nel 1966. La seconda moglie fu Jane Warner che sposò nel 1967 e da cui si separò nel 1971. La terza, Heloisa Dunshee de Abranches, conosciuta in Brasile durante gli studi contro gli orecchioni, che sposò nel 1972, è morta a 98 anni il 12 ottobre 2016. Attualmente ha eredi in Italia, suddivisi tra Milano, Biella e Bologna. Sabin, sebbene non abbia mai ricevuto il premio Nobel per le sue scoperte mediche, ricevette nel corso della sua lunga carriera 40 lauree honoris causa, da parte di università di tutto il mondo, oltre al Premio Internazionale Feltrinelli dell'Accademia Nazionale dei Lincei, nel 1964, e alla Medaglia Nazionale per la Scienza, nel 1970. Ad Albert Sabin sono intitolate varie istituzioni educative nel mondo. In Italia gli fu intitolata una scuola elementare torinese già nel 1964; gli è intitolata anche la scuola media di Milano 2, Segrate (MI),e l'ultimo liceo scientifico storico, il 'quarto liceo', di Bologna.
venerdì 18 febbraio 2022
Alessandro Volta
Fisico e inventore tra i più famosi della storia, è grazie a lui che termini come "pila", "tensione" e "capacità elettrica" sono entrati nell'uso quotidiano. Il suo principale merito è di aver mostrato all'umanità una nuova fonte d'energia. il conte Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta fu incoraggiato agli studi scientifici dal canonico Giulio Cesare Gattoni. Partendo dalle proprie tesi sullo "stato elettrico" di un corpo, giunse alla sua prima importante invenzione: l'elettroforo perpetuo, un generatore di energia elettrica costruito nel 1775. Dopo la nomina a docente di fisica all'Università di Pavia nel 1778 e gli esperimenti sul metano, da cui arrivò a costruire la cosiddetta "lampada di Volta", si concentrò sullo studio dei conduttori elettrici, mettendo a punto nel 1780 il condensatore d'elettricità. Fu un passo cruciale per la successiva invenzione della pila, annunciata per la prima volta alla Royal Society, il 20 marzo del 1800. Con Volta la corrente elettrica smise di essere un fenomeno statico, manifestandosi quale elemento fluido in grado di svilupparsi da una sorgente e raggiungere un altro corpo. Un merito che gli fu riconosciuto chiamando volt l'unità di misura del potenziale elettrico e della differenza di potenziale. Nominato da Napoleone "Cavaliere della Legion d'onore", conservò sempre una condotta modesta.
7 agosto San Donato di Arezzo
7 agosto San Donato di Arezzo Vescovo e martire † Arezzo, 7 agosto 362 Etimologia: Donato = dato in dono, dal latino Emblema: Bastone past...
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