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sabato 16 luglio 2022

O città, tu per me sei come sorella

O città, tu per me sei come sorella

O città, tu per me come sorella,
alla quale assomiglio,
decaduta città
in balìa alle campane, tutti e due
non conosciamo più velieri audaci
che tendon come seni, vele al sole,
come seni del mare appassionati.

Entrambi siamo la città in lutto,
e sonnolenta senza più velieri
in mezzo al porto affranto,
quei velieri che, un tempo, vi specchiavano
le fiancate dorate;
senza chiasso e riflessi …
Come spade, le canne
sembran tenere prigioniere l’acque,
vedove, vuote acque, dove il vento
soltanto va dattorno,
quasi volesse stenderle
come un lenzuolo funebre.

La tristezza d’un porto siamo entrambi,
tu, città! tu, sorella dolorosa
che altro più non hai fuorché il silenzio
ed il rimpianto d’alberi di navi;
io, la cui vita è, anch’essa,
un gran canale morto! …
 
Georges Rodenbach

venerdì 16 luglio 2021

In Provincia

 

 


In Provincia

In provincia, nel languido mattino,
manda i suoi tocchi il carillon, rintocca
nella dolcezza dell’alba che guarda
con occhi di sorella,
rintocca il carillon, - e nell’affievolirsi la sua musica
si sfoglia fiore a fiore
sui tetti tutt’intorno,
e sui gradini dei pignoni
* neri
si sfoglia come un mazzo
di suoni morbidi che il vento colga.

Musica del mattino che scende dalla torre,
che viene da molto lontano
in ghirlande appassite,
che scende da Poc’anzi
come gigli invisibili, con petali
talmente lenti, talmente freddi e pallidi
che sembrano sfogliarsi
dall’esanime fronte delle annate!

Georges Rodenbach

*Pignone: coronamento triangolare della facciata d’un edificio, spec. gotico. 

martedì 16 luglio 2019

Dentro il tuo amore




Dentro al tuo amore entro come in una chiesa
Vi aleggia un velo azzurro di silenzio e d’incenso
Non so se gli occhi miei s’ingannano, ma sento
Celesti visioni che il cuore mi angelizzano.
È te che amo oppure amo l’amore?
È la cattedrale o piuttosto la madonna?
Che importa! Se commosso il mio cuore s’abbandona
E vibra al rintocco sulla cima della torre!
Che importano gli altari e che importano le vergini,
Se là dentro, scesa la pace della sera, sento
Un po’ di te che all’organo dello jubè canta
Qualcosa di me che dentro ai ceri brucia.

Georges Rodenbach

Preghiera




Cala la sera: prega per i poveri malati.

Penso a quelli che sono nella loro stanza, reclusi
Il paralitico, il paralizzato,
Quelli che non usciranno mai più.

Cala la sera: prega per i poveri malati.

Per il piscotico irrimediabile
Chi sogna un amore sincero, di emozioni fisiche,
E da un matrimonio alla musica.

Cala la sera: prega per i poveri malati.

Penso a quelli nel reparto ospedaliero,
Pallido sul cuscino dei loro letti senza tende,
Chiamiamo più di un numero.

Cala la sera: prega per i poveri malati.

Per coloro che mina un vago male occulto
Da chi è scolpita la loro faccia, in avorio,
Accarezzando le finestre, come abbiamo visto.

Cala la sera: prega per i poveri malati.

In particolare per i bambini piccoli, neve fragile!
Chi è così veloce come un giglio in una trappola,
Da un ospite in fiore che si rompe ...

Cala la sera: prega per i poveri malati.

Per coloro che sono stufi di essere affamati,
Non avendo mai avuto vino
E chi fa progetti senza fine!

Cala la sera: prega per i poveri malati.

Penso a quelli che stanno per morire, davvero troppo stanchi!
Forse vedono uccelli lilla
Passa nell'aria del knell!

Cala la sera: prega per i poveri malati.

Georges Rodenbach 1897

La nostalgia della gioventù bianca



    Dolore da vedere uno per uno
    I fiori della sua gioventù che fuggono nel vento,
    E vederli cadere sull'erba in movimento
    Come lacrime dalla luna.

    Dolore da vedere diminuito
    La sua antica eredità di speranza e sogni,
    E per essere un grande uccello perso su una spiaggia,
    Chi batte l'ala, esausto!

    Dolore di aver imparato la vita,
    Non credere più a nulla di ciò che sognavamo,
    E non sapendo che sole stiamo andando
    Sul pendio che abbiamo scalato.

    Dolore, il più grande dolore!
    Eterno dolore di dubitare di se stessi,
    E ignorare sempre se l'arte benedetta che amiamo
    Incorona il tuo pallore.

    Prima delle belle giovani vergini,
    Dolore del sentirsi incapace di amare,
    E non essere più casto e degno di illuminazione
    I suoi desideri puri come candele.

    Dolore nei giardini, la sera,
    Quando sognano i loro prossimi amori
    E che la loro anima in fiore risalga attraverso le querce
    Con i profumi del bruciatore di incenso.

    Dolore di sentirsi indegni
    E quello nel lago del suo cuore sporco, fangoso, oscuro,
    Non galleggiamo mai in brividi di azzurro,
    L'innocenza di un tale cigno!

    Oh! per diventare di nuovo
    Il candido e buono uomo della sua adolescenza,
    E, tornando al suo cuore come dopo un'assenza,
    Ricomincia!

Georges RODENBACH

Georges Rodenbach


Georges Raymond Constantin Rodenbach
(Tournai, 16 luglio 1855 – Parigi, 25 dicembre 1898)
è stato un poeta, giornalista e romanziere belga appartenente alla corrente simbolista.

Nacque a Tournai e studiò a Gand, dove si fece amico del poeta Émile Verhaeren. Rodenbach esercitò le professioni di avvocato e giornalista. Trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita a Parigi come corrispondente del "Journal de Bruxelles" ed era amico intimo di Edmond de Goncourt e del pittore simbolista Lucien Lévy-Dhurmer. Pubblicò otto raccolte di poesie e quattro romanzi, oltre a racconti, opere teatrali e opere di critica. Produsse alcune opere parigine puramente imitative; ma una parte rilevante della sua produzione è l'espressione di un appassionato idealismo dei tranquilli borghi fiamminghi, nei quali aveva passato la sua infanzia e la sua prima giovinezza. Nella sua più celebre opera, Bruges-la-Morte (1892), lo scrittore spiega che il suo obiettivo è quello di evocare la città come un essere vivente, associato agli umori dello spirito, che consiglia, che dissuade, che incita all'azione.
È sepolto nel cimitero di Père Lachaise.

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