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venerdì 15 maggio 2026

Ci sono giorni in cui

Ci sono giorni in cui senti che fin dal primo mattino qualcosa non va. Ti accorgi che come buon cristiano,
non ti sei fatto neanche un segno di croce,
hai guardato sfuggitamente il cielo e la dolce brezza dell'ora
ti ha sfiorata senza darti il beneficio di sempre.
Sono quelle ore cristalline nelle quali o senti tutta la grandezza della natura
e la bellezza della sua armonia:
attimi fugaci che danno il brivido e la nostalgia di orizzonti gia' intravisti in sogno,
oppure rimani li' ferma ad aspettare un "nulla d'oro ricoperto d'argento...."
come i versi di una vecchia poesia:
Quando, bimbo, io piangeva, mamma' fra
i baci mi chetava cosi:
"Bimbo se taci.......(ed io l'occhi figgea
credulo, intento) quasi vedendo
il magico tesoro:- Ti daremo un bel
nulla d'oro rilegato d'argento!-
Da quegli anni remoti i giorni miei
che furon essi? Vita mie che sei?
Assopir all'inganno ogni tormento
fissar il sogno a non so qual tesoro:
e aspettarem aspettareil nulla d'oro rilegato d'argento.
Giovanni Bertacchi

domenica 28 settembre 2025

Visioni dal treno in corsa

Visioni dal treno in corsa 

Vidi i fiumi e vidi i monti;
spinsi gli occhi a salutare
una luce di orizzonti
lungo il mare.

Respirai fuggenti aromi
di frutteti e di giardini;
salutai fuggenti nomi
di paesi e di villini.

Vidi là, dai vani aperti;
bianchi letti e bianche culle;
bimbi a gruppi e vispi serti
di fanciulle.

Giovanni Bertacchi


venerdì 19 settembre 2025

LUNGO LA BIANCA VIA

 


LUNGO LA BIANCA VIA

Come nascon le vie!...- Questa che, in ampi
avvolgimenti, spazia entro le aperte
fecondità dei luminosi campi,
era stamane sui pendii del monte
una traccia di poche orme malcerte,
tra un'ultima cascina e un vivo fonte.

Io, movendo soletto al lume fioco
d'una torpida e grigia alba di valle,
l'ho veduta formarsi a poco a poco.
Spesseggiarono poi fonti e cascine,
s'allargò la vallata, e il rotto calle
si fe' sentiero in rallentate chine.

E quando giunse nella sua discesa
al primo vico, ove c'è tanta gente
quanta basta per una umile chiesa,
divenne strada. Il piccolo sagrato
benedisse il viaggio alla scendente,
nella luce del sol ch'era tornato,

e la via fatta bianca entrò nel vivo
della vita, movendo alle pianure
ed ai liberi sbocchi. - Io la seguivo
al canto delle fresche acque montane,
figlia crescente di origini oscure,
come tutte le grandi opere umane.

Bello è darsi alla via così distesa
in tutta pace sulla terra, stanca
di lavoro, di cruccio e di contesa.
Il dissidio turbato e secolare
si placa ai lembi della zona bianca,
come contro una diga onda di mare.

..Dentro il confine della siepe antica,
ogni campo si sta chiuso ed oppresso
nel suo corruccio e nella sua fatica;
ma la strada cammina: essa è franchigia
che rasenta passando ogni possesso
e riconfonde tutte le vestigia.

Essa dice a chi migra: - Altre campane
tu, seguendo il mio corso, ascolterai
simili a quella che suonò stamane:
io, che da tanto ho viaggiato, appresi
ciò che procede senza cessar mai.
Nuove terre vedrai, nuovi paesi.

Buona è la strada: basta ch'io vi mova
i lievi passi miei, perch'essa accolga
dal mio breve passaggio un'orma nuova;
o ch'io vi prema, con un nome in cuore,
un fuscello sottil, perch'essa accolga
il caro nome, il mio pensoso amore.

Chi viene dopo, e viaggia a china fronte,
saluta il nome e l'orma, e, seguitando,
segna anch'esso la via di nuove impronte:
e così, d'uno in altro pellegrino,
sulla strada si va perpetuando
il retaggio fraterno, il buon destino.

***

Calar, nell'ora della pace, al lento
morir del sole ed gli aromi sparsi,
onde di sera si profuma il vento;
veder la luccicante erba dei prati
e la minuta polvere levarsi
dentro la luce in nuvoli dorati;

..sentir la mormorante aura che scuote
le fronde vive in una pioggia fida
di petali leggieri; offrir le gote
alle rame che ombreggiano il cammino;
lenti lambir la siepe che ci guida;
ritirare la man dal biancospino

punteggiata di piccole ferite,
l'altre scordando, che, senza dar sangue,
rodono, e interrogar le margherite
sulle attese del cuor: poi le fontane
ristoratrici del vigor che langue,
idillio antico di samaritane

e d'errabondi; il vivido piacere
di sottopor la mano alla fresc'onda
d'accostarvi le labbra avide e bere,
bere per tutte le diuturne arsure
e le febbri d'un dì ... Questa gioconda
sequela di soavi umili cure

offre la bianca strada al viandante
che sa sperare in lei: son le leggiadre
dolcezze di ogni passo e d'ogni istante;
è la terra che assiste e che consola
l'andar dei buoni suoi, come una madre
che sommessa e seguace ha la parola.

Giovanni Bertacchi

sabato 26 febbraio 2022

Il nulla d'oro rilegato d'argento.

 

Ci sono gioni in cui senti che fin dal primo mattino qualcosa non va. Ti accorgi che come buon cristiano, non ti sei fatto neanche il segno della croce.
Hai guardato sfuggitamente il cielo immerso in brutti pensieri. Dovresti sentire e vedere la grandezza della natura e la bellezza della sua armonia: attimi fugaci che danno il brivido e la nostalgia di orizzonti gia' intravisti in sogno, oppure rimani li' ferma ad aspettare un "nulla d'oro ricoperto d'argento...." come dice questa vecchia poesia: 
 
Quando, bimbo, io piangeva,
mamma' fra i baci mi chetava cosi:
"Bimbo se taci.......
(ed io l'occhi fingeo credulo, intento)
quasi vedendo il magico tesoro:
- Ti daremo un bel
nulla d'oro rilegato d'argento!
- Da quegli anni remoti i giorni miei
che furon essi? Vita mie che sei?
Assopir all'inganno ogni tormento
fissar il sogno a non so qual tesoro:
e aspettarem aspettare il nulla d'oro rilegato d'argento.
 
Giovanni Bertacchi

 

mercoledì 9 febbraio 2022

Charitas

 


Charitas
O Carità che provvida ti pieghi su le culle dei bimbi esili e stinti;
Carità che soccorri ovunque preghi dolor d’infermi o povertà di vinti;
Sacra virtù che in fede alta colleghi gli obliati del mondo ed i respinti,
e nel cuore dei rei vigile pieghi l’occulta luce dei divini istinti;
Carità, Carità sola tu sai di tra le zolle dell’ingorda terra
svolger la rosa che non ha gennai:
solo per te sovra le notti umane lento il Cielo s’imbianca
e si disserra forse a presagio d’immortal Dimane.

Giovanni Bertacchi 12 marzo 1912

martedì 9 febbraio 2021

Contadina che torna


 
Contadina che torna
 
Con lo spiovente carico di fieno,
che ondeggia sul mutar lento dei passi,
torna la stanca al vespero sereno.
Ella durò nel giorno in sua fatica,
falciando l'erba, rimovendo i sassi,
negli orti, ai prati, per la sponda aprica;
or, sul ritorno suo, canta lontana
le immutate preghiere una campana.
O figli delle valli, ecco il destino;
ecco il destino, o voi delle pianure:
rivisitar fedeli ogni mattino
l'umida zolla che il buon germe serra;
spendere il di fra pazienti cure,
mietere l'erba della vecchia terra,
e poi ... partire. Andarsene una sera,
sul lontano ondular d'una preghiera.
 
Bertacchi Giovanni

 

domenica 9 febbraio 2020

Lungo la bianca via



LUNGO LA BIANCA VIA
Come nascon le vie!...- Questa che, in ampi
avvolgimenti, spazia entro le aperte
fecondità dei luminosi campi,
era stamane sui pendii del monte
una traccia di poche orme malcerte,
tra un'ultima cascina e un vivo fonte.

  Io, movendo soletto al lume fioco
d'una torpida e grigia alba di valle,
l'ho veduta formarsi a poco a poco.
Spesseggiarono poi fonti e cascine,
s'allargò la vallata, e il rotto calle
si fe' sentiero in rallentate chine.

  E quando giunse nella sua discesa
al primo vico, ove c'è tanta gente
quanta basta per una umile chiesa,
divenne strada. Il piccolo sagrato
benedisse il viaggio alla scendente,
nella luce del sol ch'era tornato,

  e la via fatta bianca entrò nel vivo
della vita, movendo alle pianure
ed ai liberi sbocchi. - Io la seguivo
al canto delle fresche acque montane,
figlia crescente di origini oscure,
come tutte le grandi opere umane.

***
  Bello è darsi alla via così distesa
in tutta pace sulla terra, stanca
di lavoro, di cruccio e di contesa.
Il dissidio turbato e secolare
si placa ai lembi della zona bianca,
come contro una diga onda di mare.

..Dentro il confine della siepe antica,
ogni campo si sta chiuso ed oppresso
nel suo corruccio e nella sua fatica;
ma la strada cammina: essa è franchigia
che rasenta passando ogni possesso
e riconfonde tutte le vestigia.

  Essa dice a chi migra: - Altre campane
tu, seguendo il mio corso, ascolterai
simili a quella che suonò stamane:
io, che da tanto ho viaggiato, appresi
ciò che procede senza cessar mai.
Nuove terre vedrai, nuovi paesi.

  Buona è la strada: basta ch'io vi mova
i lievi passi miei, perch'essa accolga
dal mio breve passaggio un'orma nuova;
o ch'io vi prema, con un nome in cuore,
un fuscello sottil, perch'essa accolga
il caro nome, il mio pensoso amore.

  Chi viene dopo, e viaggia a china fronte,
saluta il nome e l'orma, e, seguitando,
segna anch'esso la via di nuove impronte:
e così, d'uno in altro pellegrino,
sulla strada si va perpetuando
il retaggio fraterno, il buon destino.

***

  Calar, nell'ora della pace, al lento
morir del sole ed gli aromi sparsi,
onde di sera si profuma il vento;
veder la luccicante erba dei prati
e la minuta polvere levarsi
dentro la luce in nuvoli dorati;

..sentir la mormorante aura che scuote
le fronde vive in una pioggia fida
di petali leggieri; offrir le gote
alle rame che ombreggiano il cammino;
lenti lambir la siepe che ci guida;
ritirare la man dal biancospino

  punteggiata di piccole ferite,
l'altre scordando, che, senza dar sangue,
rodono, e interrogar le margherite
sulle attese del cuor: poi le fontane
ristoratrici del vigor che langue,
idillio antico di samaritane

  e d'errabondi; il vivido piacere
di sottopor la mano alla fresc'onda
d'accostarvi le labbra avide e bere,
bere per tutte le diuturne arsure
e le febbri d'un dì ... Questa gioconda
sequela di soavi umili cure

  offre la bianca strada al viandante
che sa sperare in lei: son le leggiadre
dolcezze di ogni passo e d'ogni istante;
è la terra che assiste e che consola
l'andar dei buoni suoi, come una madre
che sommessa e seguace ha la parola.
Giovanni Bertacchi

venerdì 9 febbraio 2018

Insegnamenti lontani




Trucioli biondi, ch' io mirai da bimbo,
quando mio padre lavorava al tornio,
che lungo il dì gli facevate intorno
soffice un nimbo.
Ceppi di faggio, che spaccai fanciullo
a colpi d'ascia, nel natio cortile,
commosso il cuor d'un impeto virile
in quel trastullo;
orto sereno delle mie giornate,
ove sentii le prime volte il sole,
e voi, raccolte per le brune aiuole,
prime insalate;
se dilette mi furono di poi -
le mense, i fuochi, i casalinghi arnesi,
se amai le selve e i rustici paesi
forse è per voi.

Giovanni Bertacchi

Alla Mamma




O mamma vo' dirti una cosa
che forse ti piacerà tanto:
stanotte passandomi accanto,
mi disse il Bambino Gesù:
-Felice quel bimbo che vive
protetto da un angelo pio!
O mamma quel bimbo son io;
quell'angelo, o mamma sei tu! 

Giovanni Bertacchi.

I fiori delle Alpi



Su pei brulli dirupi i tardi aprili
li educaron tra l'erbe aride e smorte:
coi selvaggi profumi ai muti asili
dicon la bella poesia del norte.

Come l'amore ei son forti e gentili
forti e gentili son come la morte:
tra loro s'indugian, ritessendo i fili
del sogno, le vaganti anime assorte.

Son della rosa le sorelle alpestri
e la vaniglia dall'acuto aroma
orientale: è il generoso assenzio
che ci stilla gli oblii languidi e gli lestri:
è l'edelweiss dalla stellata chioma,
bianco fior di mistero e di silenzio.


Giovanni Bertacchi

Giovanni Bertacchi





Chiavenna  il  9 febbraio del 1869. Il  padre Giuseppe,  originario  del lago di Como, fa il falegname;la  madre Teresa  Morelli, di  Chiavenna, ha  una piccola bottega sotto casa. Studia al collegio  Gallio di Como e nel 1892 si laureò all´Accademia  scientifico - letteraria  di  Milano. Nel 1895 esce la sua  raccolta  di  poesie  più  famosa: "  Il  canzoniere delle Alpi ".Nel  frattempo  insegna  nei  licei  milanesi  Manzoni e Parini. Nel 1916 viene chiamato  ad  insegnare letteratura italiana  all´università di Padova, " per  chiara fama di poeta ". Malato  e  ostacolato dal regime fascista, col passare degli  anni  Bertacchi abbandona le raccolte di poesia in italiano e comincia a  scrivere  rime in dialetto chiavennasco.  Muore il 24  novembre 1942  presso  la casa di cura di Brugherio  (MI).  La  sua  tomba  si  trova nel cimitero di Chiavenna.

Ghianda acrostico