Con lo spiovente carico di fieno,
che ondeggia sul mutar lento dei passi,
torna la stanca al vespero sereno.
Ella durò nel giorno in sua fatica,
falciando l'erba, rimovendo i sassi,
negli orti, ai prati, per la sponda aprica;
or, sul ritorno suo, canta lontana
le immutate preghiere una campana.
O figli delle valli, ecco il destino;
ecco il destino, o voi delle pianure:
rivisitar fedeli ogni mattino
l'umida zolla che il buon germe serra;
spendere il di fra pazienti cure,
mietere l'erba della vecchia terra,
e poi ... partire. Andarsene una sera,
sul lontano ondular d'una preghiera.
Bertacchi Giovanni

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