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giovedì 14 agosto 2025

Gli attrezzi del contadino

Gli attrezzi del contadino 

lo son la zappa buona a dissodare
i terreni più duri e più sassosi;
l'erbacce e le radici so estirpare
e i luoghi incolti rendere ubertosi.
Ed io son il rastrel dai forti denti
che rompon e sminuzzano il terreno,·
ricoprono le piccole sementi·
se tu vuoi, radunano il buon fieno.·
E siamo noi le forbici e i coltelli·
per ben potare e far gl'innesti belli:
falci e falcetti siamo per segare
l'erba fiorita o il gran da macinare.
Sono l'aratro pio, grande e possente,
che col vomere smuovo il suoI profondo,
che apro il diritto solco alla semente
del granoturco e del frumento biondo.


 Arpalice Cuman Pertile

domenica 3 agosto 2025

Le mascherine

 

Un saluto a tutti voi;
dite un po’, chi siamo noi?
Ci guardate e poi ridete?
Oh! mai più ci conoscete!
Noi scherziam senza far male,
Viva, viva il Carnevale!
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai
bei ciociari
comarelle
vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
viva, viva il Carnevale!
Vi doniamo un bel confetto,
uno scherzo, un sorrisetto;
poi balliamo
poi scappiamo.
Voi chiedete:
Ma chi siete?
Su pensate,
indovinate.
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai
bei ciociari
comarelle
vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
viva, viva il Carnevale!

 Arpalice Cuma Pertile

venerdì 1 agosto 2025

La culla vuota

C'era una culla con un bambino
piccolo, piccolo,un bambolino!

Treppete, treppete...la culla andava!
Treppete,treppete...la mamma cantava!

Ma il bambinello grande divenne
ed ecco allora quello che avvenne.

sempre diceva:-Più non ci stò!
e un bel lettino mamma comprò.

Il letto càpita e dice:-Addio
cullina, vattene,che il posto é mio!


-Pianse la culla;nella soffitta,
fu abbandonata,misera e afflitta.

Tacita e vuota,sempre pensava;
più non godeva né si ninnava.

Quando una nottecon lieve scossa
treppete, treppete,si sente mossa.

Che mai succede?C'è un buon tepore...
c'è un peso morbido...qualche rumore...

Non è più vuota,no, la cullina,
ha tre gattini con la mammina!

Dormono i piccoli,chiusi gli occhietti,
tenero il pelo,belli musetti.

Buona la madre veglia su lor;
la culla mormora:-Che dolce amor!

A.C.Pertile.

giovedì 31 luglio 2025

Il sonno viene

 

Le stelle spuntano, cala la sera,
la nonna recita la sua preghiera.
Stanca, ma vigile, dice la mamma:
“Piccoli, a nanna,
ché il sonno vien!”.

E il sonno parte dal suo castello,
vien coi papaveri sotto il mantello;
niuno lo vede, questo è un mistero,
eppur davvero
càpita, è qui.

Con quei papaveri chiude gli occhietti
delle bambine, dei fanciulletti…
“O mamma, baciami… O babbo mio…
Bambola, addio,
dormi anche tu…”.

Vesti e scarpette sì maltrattate,
voi pure alfine vi riposate;
tavole e sedie, starete in pace,
ora che tace
la casa alfin!

Passa il Silenzio, voi non vedete,
e le sue guardie piccole e chete
spengono i lumi, chiudon la porta,
fanno la scorta:
non s’entra più!

Arpalice Cuman Pertile

Maggio

 _Maggio, bel Maggio, torni?_
cantava un usignolo;
_ma tu ti trovi solo,
chè il nido ancor non ho.
Che fece Maggio allora?
Gli mise in core un canto,
ch'era d'amor, di pianto,
la sposa gli trovò.
 _Maggio, bel Maggio, torni?_
gridarono i bambini,
_ghirlande e mazzolini
potremo dunque aver?
Che fece Maggio allora?
Pei prati e per le aiuole,
all'ombra e al vivo sole
corolle fe' sbocciar.
 _Maggio, bel Maggio, torni?_
gli disser le prigioni,
_ma solo per i buoni
rechi letizia, amor!
Che fece Maggio allora?
Mandò alle cupe celle
due vaghe rondinelle
il nido a fabbricar.

A.Cuman Pertile

O dolce nonno

Il mio nonnino non vive più;
o dolce nonno, dove sei tu?
Quante carezze mi prodigavi,
e quante storie mi raccontavi!
Ti cerco sempre, nonno o sai?
Lo so, purtroppo, non tornerai.
Ti voglio bene sempre di più;
o dolce nonno, dove sei tu?

A.Cuman Pertile

lunedì 28 luglio 2025

Campana della sera

 

Dan dan dan, dan dan dà:
da cent’anni sono qua.
Ogni sera, grave e piana,
con accento buono e pio,
dico addio
lentamente,
mestamente
alla fervida giornata
ch’è passata
e mai più non tornerà:
dan dan dan, dan dan dà.

Da cent’anni suono e suono:
prego pace, amor, perdono
per i vivi, per i morti,
il riposo per i forti,
che nel giorno han lavorato,
e pei bimbi che han giocato
nella garrula armonia
dolci sonni… E così sia.

Arpalice Cuman Pertile

lunedì 30 giugno 2025

Il vecchio scialle

C'era là in un cassone un vecchio scialle,
tutto rabeschi e rose bianche e  gialle,
e dicea fra sè:_Nell'abbandono
mi lasciano languire; eppur fui buono.
Co' i miei rabeschi e le tessute rose
adornavo il corredo delle spose;
con la morbida lana lieve e fine
riscaldavo i malati e le nonnine,
e quando al focolar mancò la fiamma
raccolsi insieme il bimbo e la sua mamma;
uscivan le due teste come fiori
e dentro il mio tepor battean due cuori.
Perchè dunque mi lascian chiuso quì,
senz'opre, senz'amor, solo così?

Un chiasso risuonò per l'erte scale
(era l'ultimo dì di carnevale):
nella soffitta irruppero i fanciulli,
felici di pensar nuovi trastulli.
Cercaron nella cassa il vecchio scialle
tutto rabeschi e rose bianche e gialle.
E disse una bambina:_Va benone!
Or mi vesto da nonna...un figurone!_
Presso lo scialle c'era una cuffietta:
in mezz'ora fu pronta la vecchietta,
e coi fratelli ritornò in cucina:
_O mamma, guarda quì la mascherina!_
La mamma volea ridere, ma no...
la risata nel core le restò.

Con lo scialle la bimba somigliava
alla nonna gentil che lo portava.
Era bella così la nonna antica,
ilare e dolce, degli scherzi amica!....
Or la mamma narrò lontane cose....
de' suoi morti parenti: e madri e spose
e teneri fanciulli e buoni nonni
parean destarsi dai loro freddi sonni
per tornarsi a scaldar nel vecchio scialle,
tutto rabeschi e rose bianche e gialle.
Più non risero i bimbi: fissi, intenti
ascoltavan la storia dei parenti.
Il tessuto di lana lieve e fina
avvolgeva contento la bambina;
e forse risentia nel piccol core
il cuore della nonna tutto amore.

Arpalice Cuman Pertile.

domenica 8 giugno 2025

GRAZIE

 


Seminò nei campi il contadino
il grano scelto, bello, sopraffino;
Seminò l' insegnante nella scuola
il fiore più gentil della parola,
il fiore del pensier, del sentimento,
prezioso come il pan di buon frumento.
Raccolse il contadino frutti e spghe
a coronar de' campi le fatiche;
all'insegnante non toccò che un fiore;
il grazie d'una bimba tutta amore.
A.Cuman Pertile.

La preghiera della nonna

L'uccellin la testa piega:
Nonna dice ch'egli prega.
China il capo il vago fiore:
Nonna pensa che al Signore
porge anch'ei la sua preghiera
nel silenzio della sera.
Dal suo cuore ingenuo e pio
la vecchietta chiede a Dio
pane, vesti e dolci frutti;
ma per tutti, ma per tutti.
perchè ricchi e poverelli
dice lei che son fratelli.
Per i vecchi e pei bambini,
pei lontani e pei vicini,
per chi è morto in terra giace
prega pace, pace, pace.
A. Cuman Pertile.

sabato 7 giugno 2025

Fuori del guscio:

C’era una volta, in mezzo a tanti, un ovo,
con dentro un bel pulcino novo novo.
La chioccia notte e giorno lo covava
e delle penne sue lo riscaldava.
Con la piccola testa un bel mattino
fuori del guscio s’affacciò il pulcino.
Si guardò intorno e disse: -Pio, pio, pio...
E’ grande il mondo? Vo’ vederlo anch’io! –
La madre gli rispose: - Crò, crò, crò...
Altro che grande! Te lo mostrerò. –
E quando fu coperto di piumette
ed ebbe più robuste le zampette,
la buona chioccia lo condusse fuori
cogli altri fratellini in mezzo ai fiori,
nel prato, sovra il colle, via per l’aia,
fin nella strada rumorosa e gaia.
- Oh! Com’è bello, com’è grande il mondo! –
ripeteva il pulcino assai giocondo.
Un dì trovò la chioccia una comare
ch’era stata lontan, di là dal mare,
e narrava grandiose novità
di treni, di persone e di città.
Il pulcino ascoltava a becco aperto
e dicea fra se stesso: - Oh! certo certo,
dentro nell’ovo un povero pulcino
crede che il mondo sia piccin piccino,
ma fuor del guscio sente certe cose
che son davvero assai meravigliose.
Se anch’io potessi, vorrei ben viaggiare
per conoscere il mondo ed imparare! –
Disse la madre: -Crò, crò, crò...crocrò:
dai libri impara chi viaggiar non può, -
Arpalice Cuman Pertile

Le Perle di Rugiada

 


Ho tanta sete!dicono i fior:

le teste chinano,qualcuno muor.

Ma in cielo tremule tornan le stelle,

quà e là s'accendono come fiammelle.

A quella luce la più rugiada

fra l'aria placida trova la strada.

Dice:-Nell'anfora voi lo sapete,

le pure gocciole tengo;bevete.

I fiori bevono, poi la mattina

freschi sollevano la testolina.

Han la corolla tuta imperlata;

dolce li illumina l'alba rosata.

Api e farfalle volavano intorno

e anch'esse bevono: sorride il giorno.


A.C.Pertile.

sabato 24 maggio 2025

I bambini dell'asilo

Eccoli, passano: sento i piedini
e il cicaleccio che d'uccellini
bisbiglio par.

A coppia a coppia, schiera graziosa,
col grembiulino candido o rosa,
vanno nel sol.

Stretti si tengono per un ditino:
la lunga fila pare un trenino
vago di fior.

E tutto osservano: l'albero, il sasso,
il cavallino, l'abito, il passo
del forestier.

Ora si sbandano: che pazienz
tenerli in ordine! Quanta pazienza
santa davver!

Un'automobile rapida viene;
l'istuttrice fermi li tiene:
le trema il cor.

Ed essi trillano: quanta allegria!
con l'automobile già d'andar via
sogna ciascun.

Poi si rimettono buoni in cammino,
la lunga fila pare un trenino
vago di fior.

Tutti li ammirano con tenerezza;
in ogni sguardo c'è una carezza
dolce per lor.

Per dove passano tace il dolore,
canta la gioia, ride l'amore
puro e gentil.

Arpalice Cuman Pertile

Le barchette

 

Tutto il giorno le barchette
sono andate per il mare;
ora stanno strette strette
qui nel porto a riposare.

Dice l’onda: “O barchettine,
fate nanna così chete
come buone pecorine,
fate nanna e non temete”.

Dice lor la bianca luna:
“Fate nanna sotto il cielo,
ch’io vi bacio ad una ad una
e vi copro d’un bel velo”.

Silenziose le barchette
s’addormentano così,
se ne stanno strette strette
finché spunta il nuovo dì.

Arpalice Cuman Pertile

O mia barchetta

 

O mia barchetta,
no, non tremar,
naviga in fretta,
va’ fino al mar.

Ebben, che importa
se sei piccina?
L’onda ti porta,
giù per la china.

Anch’io son piccolo
eppur men vo
pel mondo grande
e ben ci sto!

Arpalice Cuman Pertile

Spighe d’Oro

 

Spighe d’oro coi granelli,
date il pane ai bambinelli,
date il pane ed i crostini
per i candidi dentini.

Spighe d’oro coi granelli,
date il pane ai vecchierelli;
date il pane a tutti quanti,
spighe d’oro scintillanti;
date il pane, gran tesor,
spighe d’oro, spighe d’or!

Arpalice Cuman Pertile

Chiccolino

 

“Chiccolino, dove stai?”.
“Sotto terra, non lo sai?”.

“E là sotto non fai nulla?”.
“Dormo dentro la mia culla!”.

“Dormi sempre? Ma perché?”.
“Voglio crescere come te!”.

“E se tanto crescerai,
Chiccolino, che farai?”.

“Una spiga metterò,
tanti chicchi ti darò”.

Arpalice Cuman Pertile

Dice la luna

 

Dice il bambino
dal suo lettino:
_Luna, che fai?
Non dormi mai?”_

Dice la luna:
_Ad una ad una
conto le stelle
tremule e belle;
vo’ per l’azzurro
senza un sussurro;
ne’ lor lettini
bacio i bambini
e sopra il mare
mi vo’ a specchiare”.

Arpalice Cuman Pertile

O Signore

O Signore grande e buono,
Tu lo sai che anch'io ci sono;
Tu che vesti il fiorellino,
che dài l'ali all'uccellino,
rendi lieti babbo e mamma,
fà che brilli ognor la fiamma
sul tranquillo focolar
e che tutti io sappia amar.

A.C.Pertile

Crescere come il babbo

 

“Nonna, m’hai detto: “Se dormirai,
come il tuo babbo crescer potrai”.
A letto presto son sempre andato,
ma ancor piccino mi son trovato”.

“Bimbo, se grande vuoi divenire,
tante altre notti devi dormire”.
“Quante nonnina? Più di trecento?
Ma almeno dopo sarò contento!
E allora lieta tu mi dirai:
“Sei come il babbo”, e riderai”.

“O bimbo, allora non ci sarò…
io così grande non ti vedrò”.
“Nonna, non dirlo… no, non parlar…
io sempre piccolo voglio restar”.

Arpalice Cuman Pertile

5 agosto Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore

  5 agosto  Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore  La basilica di santa Maria Maggiore sull'esquilino di Roma, che viene co...