Dan dan dan, dan dan dà:
da cent’anni sono qua.
Ogni sera, grave e piana,
con accento buono e pio,
dico addio
lentamente,
mestamente
alla fervida giornata
ch’è passata
e mai più non tornerà:
dan dan dan, dan dan dà.
Da cent’anni suono e suono:
prego pace, amor, perdono
per i vivi, per i morti,
il riposo per i forti,
che nel giorno han lavorato,
e pei bimbi che han giocato
nella garrula armonia
dolci sonni… E così sia.

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