sabato 26 luglio 2025

Francesco Chiesa

 


Francesco Chiesa 
(
Sagno5 luglio 1871 – Lugano10 giugno 1973)

è stato uno scrittore e insegnante svizzero-italiano[Figlio di Innocente, pittore decoratore, e di Maddalena Bagutti di Rovio, dopo gli studi superiori a Lugano si laureò in giurisprudenza all'Università di Pavia. Dopo un breve periodo di attività alla procura pubblica di Lugano, dal 1897 insegnò lettere italiane e storia dell'arte al Liceo cantonale. Fu rettore di questo liceo dal 1914 al 1943. Come scrittore e poeta ricevette il premio Schiller nel 1927, il premio Mondadori come romanziere nel 1928 e il premio dell'Accademia d'Italia per la poesia nel 1940. Fu dottore honoris causa dell'Università di Losanna, dell'Università di Roma e dell'Università di Pavia. Nel 1971 ricevette il Premio massimo della Fondazione Iside e Cesare Lavezzari di Chiasso. Francesco Chiesa debuttò come poeta pubblicando Calliope. Militò negli ultimi anni dell'Ottocento fra i ranghi dell'Unione radicale-sociale ticinese (assieme a Emilio Bossi e Brenno Bertoni), scrivendo in particolare sui giornali Idea moderna e Gazzetta ticinese, ma si discostò a poco a poco dalla politica locale di cui fu un acerbo critico con la pubblicazione a centellini delle Lettere iperboliche[2]. Sposò la svizzera Germaine Petitpierre, tra le fondatrici del Lyceum per la Svizzera Italiana, figlia del pittore Léon Petitpierre e di Ida Suchard. Fondò la Piccola rivista ticinese, d'indole letteraria, nel 1899, assieme al rifugiato politico Angelo Oliviero Olivetti. Fu redattore letterario della rivista diretta da quest'ultimo, Pagine Libere, fondata a Lugano sul finire del 1906[3]. Si impegnò in seguito nella difesa della lingua italiana, partecipando alla creazione della Società Dante Alighieri e, in questa veste, ebbe più tardi atteggiamento comprensivo verso il nazionalismo italiano ed il regime fascista.

Morì a Lugano, il 10 giugno 1973, alla soglia dei 102 anni.

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